Recensione WRC 5

La prestigiosa licenza del campionato mondiale di Rally passa da Milestone a Kylotonn Games con risultati interessanti, seppure si senta la mancanza di un lavoro di rifinitura più accurato.

WRC 5

Videorecensione
WRC 5
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo quattro anni di lavori in casa Milestone, la serie WRC è traghettata nelle mani del publisher Big Ben Interactive, affidata allo sviluppo dei francesi Kylotonn Games. Un team piccolo e poco conosciuto, e, soprattutto, dotato di scarsa esperienza in fatto di simulazioni di guida. Molti temevano il peggio, ma, già durante un prova effettuata negli uffici Ubisoft di Milano, ci eravamo fatti un'idea tutto sommatoincoraggiante. Ora possiamo dirlo senza più remore: potenzialmente, WRC 5 è un discreto esordio dopo il passaggio di consegne tra gli sviluppatori nostrani e il piccolo team francese, ma arriva sulle console della corrente generazione anche come un lavoro evidentemente affrettato sul finale, come testimoniato da una generale mancanza di pulizia in diversi importanti aspetti.

World Rally Championship

Con l'eccezione della serie Dirt targata Codemasters, che ha cercato di narrare anche l'aspetto più televisivo e spettacolare delle discipline fuoristrada, qualunque appassionato di rally sa già cosa aspettarsi da una simulazione dedicata, e WRC 5 a sua volta sa esattamente cosa offrire al suo pubblico quanto a modalità. Si parte dalla presenza dei tredici rally del campionato ufficiale (rappresentati tuttavia in versione ridotta quanto a numero di tappe) e delle principali squadre con relative auto con licenza ufficiale. Quanto alle modalità, WRC 5 offre una Carriera "alla Codemasters", che parte dal basso e tramite la firma di contratti via via più prestigiosi permette di arrivare alla categoria iridata. Curiosamente, la scelta del team dovrà essere effettuata anche tenendo in conto gli obbiettivi: alcune squadre punteranno semplicemente al piazzamento migliore, mentre altre potrebbero richiedere particolare attenzione nel danneggiare la vettura il meno possibile. Non manca la possibilità di disputare liberamente tappe singole e rally (questi ultimi possono anche essere concatenati nell'ordine desiderato, così da crearsi il proprio campionato personalizzato), un completissimo - e apprezzato - tutorial definito Scuola di Rally e un comparto online del quale parleremo nel box dedicato. Proprio nella presenza di una sezione propedeutica alla guida sullo sterrato si può intuire una delle caratteristiche principali di WRC 5, che va in un certo senso a distanziarlo dal lavoro svolto precedentemente da Milestone: invece di puntare su una simulazione rigorosa, Kylotonn Games ha preferito aprire un po' di più il ventaglio della possibile utenza, decidendo per la classica via di mezzo. Un obbiettivo che potrà magari non piacere ai puristi del genere (i quali tuttavia avranno probabilmente già trovato nell'early access di Dirt Rally un rifugio sicuro in attesa dell'uscita vera e propria del nuovo lavoro di Codemasters), ma che pone sfide certo non facili da superare. Il che ci porta a parlare direttamente del cuore del gioco, ossia del suo modello di guida.

Di freni a mano e quintali di ghiaia

Il rally, si sa, è la quint'essenza della sfida contro se stessi. Il volante stretto tra le mani, non abbiamo altro di cui preoccuparci se non limare ogni curva, massimizzare ogni traiettoria, resistere da soli a tutte le scortesie che la natura più selvaggia spedisce sotto le nostre quattro ruote. E' l'incontro tra la perfezione quasi matematica del gesto tecnico e l'imprevisto, a volte selvaggio e violento, che può verificarsi da un momento all'altro. Per restituire appieno questa esperienza al limite la simulazione rimane l'unica strada percorribile, ed infatti WRC 5 ne ha tutte le forme, dai menu puliti e asciutti sino alle impostazioni di realismo del modello di guida.

Quest'ultimo, tuttavia, preferisce sedersi un po' nel mezzo, ed accontentare un'utenza il più possibile ampia. La simulazione della fisica c'è, ma è stata resa volutamente più morbida rispetto a quella proposta da altri celebri concorrenti, e risulta in un feeling di guida che riesce a restituire una certa credibilità pur aprendosi a un pubblico ampio. Anche con gli aiuti disattivati, si potrà spostare la propria concentrazione sullo studio dei tracciati al fine di affrontarli al meglio, dato che aderenza e parzializzazione del gas non costituiranno un problema tranne nelle situazioni più estreme. Quanto alla diversificazione delle superfici, anche qui il lavoro svolto è interessante, con sensibili differenze tra asfalto, ghiaia, fango, neve e ghiaccio. Naturalmente, buona parte delle tappe presenteranno mix di fondali diversi, e dunque starà al giocatore elaborare la propria strategia di conseguenza (oppure affidarsi alla CPU, che sceglierà autonomamente l'assetto più indicato). Complessivamente dunque, il modello di guida di WRC 5 riesce a mantenersi discretamente credibile e divertente da padroneggiare pur allontanandosi dalla pura simulazione, grazie ad un buon lavoro di bilanciamento. Certamente, in certe reazioni delle macchine a sollecitazioni forti (come i ribaltamenti) si noteranno talvolta evidenti stonature, ma l'esperienza sui tracciati riesce a regalare il giusto mix tra impegno e divertimento. Dove invece si nota qualche stortura di troppo è nel modello relativo alle collisioni, che il più delle volte non riesce a rendere in maniera credibile gli impatti, con un "effetto rimbalzo" davvero poco piacevole a vedersi. Quantomeno, il modello dei danni associato è invece molto più rigoroso, e porterà i giocatori a fare i conti con rotture davvero compromettenti (non infrequente quella totale del cambio): ammesso che si riesca ad arrivare in fondo alla tappa, successivamente si dovranno fare i conti con il tempo limitato messo a disposizione per le riparazioni, come da tradizione WRC.

Multiplayer

Il comparto online di WRC 5 permette sia di unirsi ad altri sette piloti via matchmaking sia di creare le proprie sessioni private: purtroppo, sarà sempre l'host a dover selezionare di volta in volta la tappa successiva, dato che non è possibile creare playlist personalizzate. A parte questa mancanza, l'esperienza funziona, e si basa sull'utilizzo dei ghost dei concorrenti, che vedremo costantemente sul tracciato, con un effetto positivo sulla competizione diretta. Allo stesso modo è possibile competere anche da remoto, accedendo alle classifiche mondiali online e gareggiando contro i ghost dei migliori.

Purtroppo, come anticipato in apertura, il lavoro di Kylotonn Games pecca soprattutto quanto a rifiniture, e questo si riconosce in un certo numero di bug (come la - fortunatamente rara - sistemazione non ottimale di punti di "fuori pista", i quali causano respawn immediato della macchina), nei menu non sempre responsivi, nei ritardi e negli errori della voce del navigatore. A conferma di questo lavoro di rifinitura affrettato, anche la lista dei volanti supportati è al momento molto corta, e mancano esponenti fondamentali, come i nuovi G29 e G920 di Logitech. Quest'ultimo è un problema certamente risolvibile tramite patch, ma rimane da vedere se gli sviluppatori supporteranno a dovere il gioco nei prossimi mesi (per verificare se il vostro volante è stato aggiunto alla lista dei supportati, potete controllare a questo indirizzo, verso metà pagina). Guidando con una periferica dedicata sarà necessario regolare le impostazioni di base per godere di un'esperienza soddisfacente: al netto di un force feedback non sempre perfetto (soprattutto su alcuni modelli di auto), il feeling di guida risulta comunque positivo.

Il comparto tecnico mostra diversi passi avanti rispetto ai precedenti capitoli sviluppati da Milestone, al prezzo tuttavia di un frame rate non sempre stabile: a fronte di sfondi complessi o particellari in quantità, si scende vistosamente sotto ai 30 di base, e, per quanto non del tutto compromettente per la giocabilità, si tratta comunque di un punto a sfavore. Per il resto, nonostante la genesi old gen sia rintracciabile nella base poligonale poco densa e nella generale staticità del contesto, la versione Xbox One da noi testata ha restituito complessivamente un colpo d'occhio più che accettabile, considerando anche il buon lavoro svolto con le temibili tappe in notturna e con le condizioni climatiche variabili (ma non dinamicamente, in stile Forza Motorsport 6).

WRC 5 Le basi ci sono. Considerata la scarsa esperienza di Kylotonn Games nel campo, certi aspetti dell'esperienza offerta da WRC 5 risultano positivamente sorprendenti. Purtroppo, è evidente come il gioco sia uscito un po' troppo presto, dato che una parte dei problemi riscontrati in fase di recensione potevano essere risolti con un testing più approfondito, partendo da una sistemata al frame rate e ai bug, continuando con un miglior supporto per i volanti in commercio e la rifinitura di un modello di simulazione della fisica non del tutto malvagio ma comunque carente. Solo così questo ibrido tra arcade e simulazione avrebbe potuto esprimere tutto il suo potenziale, che invece finisce per rimanere un po' schiacciato dall'inconsistenza delle (fondamentali) rifiniture pre-lancio. Gli appassionati di rally potrebbero considerarlo se in cerca di un'esperienza che possa essere modellata sulle proprie esigenze, e che permetta soprattutto un accesso alla portata di tutti, senza dimenticare una curva d'apprendimento che possa crescere nel tempo. La speranza, in ogni caso, è che a Kylotonn sia concessa la possibilità di continuare sul suo percorso: anche continuando su un budget ridotto, un secondo capitolo potrebbe in effetti risolvere molte delle imperfezioni di questo esordio.

7

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