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WRC 6 Recensione

Il team francese Kylotonn Games torna sui nostri schermi con WRC 6, nuova edizione del videogioco con licenza ufficiale World Rally Championship.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione WRC 6
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Il Mondiale Rally, o World Rally Championship (WRC), non ha mai goduto di conversioni videoludiche all'altezza di mostri sacri del genere, come l'ormai antidiluviano Richard Burns Rally o il recente, mai abbastanza lodato, Dirt Rally. Lo scorso anno, il passaggio di consegne in cabina di regia tra la nostrana Milestone e i francesi di Kylotonn diede vita a un prodotto acerbo, sviluppato con evidente fretta e pieno zeppo di punti deboli. Sotto la coltre di imperfezioni si celava tuttavia un modello di guida divertente e impegnativo il giusto, buon compromesso tra l'arcade puro di un vecchio Sega Rally e il realismo delle più recenti produzioni firmate Codemasters. A dodici mesi di distanza, con più esperienza accumulata dal team di sviluppo e, ci auguriamo, più tempo a disposizione per la lavorazione, le aspettative per un WRC 6 finalmente maturo non erano più così peregrine. Sono bastati però i primi minuti di gioco per convincerci purtroppo del contrario. Ma andiamo con ordine...

Anno nuovo, gioco (quasi) vecchio

Proclami degli sviluppatori a parte, che WRC 6 sia un semplice aggiornamento del predecessore alla stagione rally in corso appare evidente fin dal menu principale, ripreso pari pari da WRC 5, con qualche lieve e marginale intervento di make-up. Come dodici mesi fa, il cuore dell'offerta rimane incentrato su due poli fondamentali, la stagione, con le prove ufficiali del Mondiale Rally, affrontabili con uno qualsiasi dei piloti ufficiali del campionato (17 tappe, con tutte le vetture delle tre classi del mondiale), e la carriera, nella quale dovremo partire dalla Junior WRC e puntare a conquistare nel giro di qualche stagione il titolo assoluto. In quest'ultimo caso non ci sono apprezzabili new entry rispetto a quanto già visto lo scorso anno: la carriera partirà con un contratto da firmare con uno dei team meno competitivi del lotto (tutte le scuderie del Junior WRC dispongono di Citroën DS3), ideale palestra per farsi le ossa su un numero ridotto di prove del mondiale. Col passare del tempo, e in base alle prestazioni che saremo in grado di offrire, i contratti proposti diventeranno più allettanti, consentendoci anche il salto di categoria, prima nel WRC 2, poi nel campionato assoluto, magari a bordo di una potente vettura ufficiale. Come detto, la struttura è rimasta sostanzialmente immutata, il che rende il percorso del nostro pilota piuttosto asettico e impersonale, senza sfide speciali, decisioni cruciali da prendere, cutscene o altre variabili presenti in titoli affini (la carriera di F1 2016 è ad anni luce da qui...). Alcuni piccoli accorgimenti, come la visualizzazione di altre vetture in partenza prima della nostra o la comunicazione di un incidente da parte di un avversario, tentano di ricreare la sensazione di un mondo concreto attorno a noi, ma è davvero poca cosa. L'unica grossa novità, che si può apprezzare anche in altre modalità di gioco, è la lunghezza media delle prove speciali, decisamente aumentata. Siamo ancora distanti, anche per ragioni meramente tecniche, dalla riproposizione completa di un intero rally mondiale, ma su questo versante WRC 6 fa già meglio di altri più blasonati avversari. Questo, in concomitanza con l'eliminazione dell'opzione rewind, comoda scappatoia per i piloti più pigri, innalza in modo deciso il livello di difficoltà. Peccato per un sistema di penalità a dir poco erratico: se i secondi aggiuntivi per una rovinosa uscita di pista ci possono stare, non si spiegano alcune penalità appioppate solo per brevi e innocue divagazioni. Sul fronte multiplayer, in locale fa il suo esordio lo split-screen, modalità sempre più snobbata dai titoli moderni, mentre l'online potrà far leva su classifiche globali ed eventi creati su misura dagli utenti.

In controsterzo col sorriso

Al volante, le buone sensazioni registrate lo scorso anno tornano fortunatamente a farsi sentire: WRC 6 è un robusto mix tra arcade e realismo, capace di trasmettere con una certa credibilità le reazioni fisiche della vettura, la trazione, il comportamento in frenata, l'inerzia, ecc.

Per quanto semplificato da un layout delle piste fin troppo piatto, il comportamento dell'auto sulle varie superfici di gara (asfalto, neve, ghiaccio, terra, fango) appare ben caratterizzato, tanto da costringere il giocatore ad adattare il proprio stile di guida di volta in volta. Scavando un po' più in profondità, ci si rende conto di quanto le regolazioni del setup non influiscano poi davvero così tanto sulle prestazioni del mezzo, debolezza tutto sommato sopportabile in un prodotto che non fa della simulazione pura il proprio centro di gravità.

Scelte tecniche datate

La mancanza di grosse novità generali si nota soprattutto sul versante tecnico, dove già WRC 5 aveva mostrato carenze talvolta assai gravi. Il nuovo gioco di Kylotonn alza solo di qualche centimetro l'asticella, proponendo un lavoro ancora datato, per nulla in linea con le produzioni racing più recenti. I modelli 3D delle vetture, così come i danni, sono accettabili, per quanto non dettagliatissimi (da notare qualche miglioramento nella resa dei cockpit), ma è tutto ciò che sta attorno a lasciare l'amaro in bocca: onnipresente tearing, penuria di texture, spesso replicate senza soluzione di continuità, framerate ballerino, elementi di contorno poveri. L'approssimazione realizzativa trova forse il suo apice nella voce del navigatore: se l'anno scorso il copilota sembrava un robot, quest'anno ci porteremo a spasso per il mondo un individuo mentalmente disturbato. Per colpa di un pessimo doppiaggio, il nostro compagno di avventure sembra avere almeno due, tre voci diverse, senza contare le immotivate e violente esclamazioni ("Attenzione!") che ci faranno sobbalzare nel bel mezzo di una prova speciale. E quel che è peggio, le stesse note risultano imprecise, incalzanti in modo eccessivo e talvolta quasi impossibili da seguire, a detrimento di un'esperienza di gara spesso frustrante.

WRC 6 WRC 6 non si discosta a sufficienza dal mediocre prodotto che l’ha preceduto, riproponendo, con qualche lieve aggiustamento, la stessa ricetta di dodici mesi fa. A un modello di guida divertente, buon compromesso tra arcade e stile più votato alla simulazione, fa da contraltare una realizzazione tecnica scadente, caratterizzata da un impatto visivo non all’altezza dell’attuale generazione di hardware. Sul versante modalità di gioco, ci saremmo aspettati un’evoluzione della misera carriera, che torna invece sostanzialmente immutata in tutta la sua sterilità. Oltre al modello di guida, la carta vincente del titolo resta la licenza ufficiale del Mondiale Rally, con auto, piloti e location reali, ma è davvero troppo poco per poter intrigare gli amanti della guida in controsterzo.

6.5

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