Recensione WWE All Stars

Le storiche star del wrestling si danno battaglia anche su Wii

Versione analizzata: Nintendo Wii
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS

Le action figures dei wrestler di metà anni ottanta-fine novanta sono tra i ricordi più cari che praticamente ogni ragazzo nato in quegli anni ancora conserva. A vederli oggi, quei lottatori vestiti nei modi più strambi sembrano dei folli in calzamaglia (o in mutande), ed anche allora il loro appeal era qualcosa di difficilmente spiegabile. Certo, si era negli anni ottanta, e negli anni ottanta tutto era permesso, tutto era bello e l'ottimismo era grande e diffuso. Ma personaggi come Ted di Biase, Macho Man Randy Savage, The Ultimate Warrior e soprattutto, l'unico ed immortale Hulk Hogan, avevano un carisma unico, che al di fuori dei loro sgargianti costumi li rendeva personaggi ideali agli occhi dei giovani, eroi un po' particolari di certo, ma rappresentazioni perfette e allegoriche dei comportamenti umani. L'Hulkster per esempio era quello che diceva ai bambini di prendere le vitamine (sebbene lui prendesse ben altro, ma questo negli anni ottanta non contava), Warrior era la determinazione fatta uomo, Undertaker un pauroso uomo nero, di quelli che popolano gli incubi.
Quello che rappresentò il periodo più glorioso dell'allora WWF ed odierna WWE è stato effettivamente poco sfruttato dai videogiochi, per ragioni ovviamente tecnologiche, ed i pochi titoli che negli anni hanno ripreso roster di quell'epoca si sono dimostrati perlopiù qualitativamente inconsistenti. Ci pensa ancora THQ, ormai decana dei giochi legati al wrestling, a provare a riuscire in questo arduo compito, ma con un piccolo aiuto: accanto infatti alle vecchie glorie, figurano tutti i migliori lottatori dei roster attuali di Raw e Smackdown, da John Cena a Randy Orton, da Sheamus a Triple H.

Mazzate tra colossi

La varietà di modalità di gioco è opzione che in un titolo simile non va affatto sottovalutata, ed anzi costituisce uno degli elementi preponderanti ai fini dell'analisi recensoria, e WWE All Stars non lascia scontenti sotto questo punto di vista. Si parte ovviamente con la classica modalità esibizione, uno contro uno, sia l'altro giocatore umano o gestito dalla cpu: subito ci si presenta un'altra selezione, tra le varie modalità di match presenti. Spazio per il classico match uno contro uno, il Tornado Tag Team (nel quale i componenti del team combattono tutti insieme sul ring), il match nella gabbia, ad eliminazione, Extreme (nel quale tutto è permesso) e l'handicap match, due contro uno: non numerosissime le opzioni quindi, ma di certo significative e comunque soddisfacenti.
Il vero fulcro dell'esperienza di gioco di WWE All Stars sono le modalità Path of Champions e Fantasy Warfare. La prima consta di tre serie di dieci incontri ognuno, che prevedibilmente si articolano tra la sfida per la cintura all'Undertaker versione classica (riservata alle leggende), a Randy Orton (per i lottatori moderni) ed alla D-Generation X (con tag team a piacere). Le stipulazioni per i match che compongono le serie variano, queste non si dimostrano essere troppo lunghe, con il rischio di diventare noiose (a tal proposito vanno segnalati gli ottimi intermezzi nei quali i campioni in carica sfidano con parole di fuoco il proprio wrestler), e si apprezza facilmente una progressione fatta di match effettivamente sempre più impegnativi, che culminano con lo scontro per il titolo. Manca la consistenza di una modalità carriera (per quanto sia possibile anche utilizzare un personaggio creato nell'apposito - e discreto - editor), simile a quella di WWF No Mercy, per dirne uno, ed in effetti a conti fatti forse su questa modalità gli sviluppatori avrebbero dovuto calcare maggiormente la mano, con eventi particolari ed opzioni varie.
Ottima è invece la modalità Fantasy Warfare, nella quale una leggenda ed un lottatore attuale si sfidano per titoli particolari, per eleggere la superstar più determinata, più acrobatica e persino più egocentrica, per un buon numero di incontri singoli. Valore aggiunto di questa opzione sono i gustosissimi filmati che introducono gli incontri, con segmenti presi dagli show televisivi che in pochi minuti raccontano la storia e le caratteristiche dei lottatori in azione.
L'offerta ludica pare essere quindi buona, sebbene non eccelsa, ma nella versione Wii la mancanza di una modalità online si sente tutta: mancando una componente single player sostanziosa, il bisogno di una in multi online diventa impellente dopo poche partite, e mancando mina sensibilmente la longevità del titolo.
Entriamo ora nel cuore dell'azione però, analizzando come si controllano le superstar e come queste rispondono sul ring. WWE All Stars è un titolo prettamente arcade, pertanto i controlli sono semplici ed è facilissimo per tutti prendervi confidenza, sia che si usi l'accoppiata Nunchaku-Wiimote sia che si preferisca il Classic Controller (o il pad del Gamecube addirittura). Colpi e prese sono divisi tra normali e forti, con un'ovvia differenza in termini di velocità d'esecuzione e danno inflitto all'avversario. Più dolore infliggeremo all'avversario, più si riempiranno due barre: una delle mosse speciali, una della finisher. La prima è divisa in tre, e fa effettuare al wrestler una presa assai dolorosa, con tanto di coreografico effetto rallenty, mentre la seconda, una volta completamente riempita, permette di eseguire una finisher sul malcapitato, con la possibilità di mandarlo KO, senza necessariamente quindi doverlo schienare. Tutto qui, in effetti, con il consueto corollario di corse alle corde e salti dal paletto, controprese e controcolpi da eseguire con il massimo del tempismo: una maggiore complessità sarebbe stata gradita anche in ambito arcade, e ci troviamo già di fronte alla terza occasione sprecata, dopo la mancanza della modalità carriera e l'online.Continua
Ciò non vuol dire che gli incontri siano però tutt'altro che divertenti: anche in singolo, una volta impadronitisi delle possibilità del sistema di controllo c'è di cui godere e ghignare allorquando si spedisce John Cena a guardare le margherite dal basso con una Gorilla Press Slam, e si ghigna il doppio ovviamente in compagnia di un amico, che di certo saprà tenervi subito testa grazie alla facilità di apprendimento dei controlli. La varietà tra le superstar poi aiuta moltissimo in tal senso, dato che ognuna di loro combatte con uno stile particolare, secondo la classe alla quale appartiene: i brawler saranno più capace di concatenare combo a ripetizione, i grappler lo faranno con le prese, i flyer correranno e voleranno da un lato all'altro del ring ed i big man, enormi armadi semoventi, punteranno tutto sulla forza bruta. Le differenze si sentono tutte in termini di risposta ai comandi così come di parco mosse, ed anche alcune piccole stranezze (tipo fare una body slam ad Andre the Giant come nulla fosse) si possono perdonare.

Don't try this at home

Il wrestling, soprattutto quello anni ottanta, era sfarzo, colori ed eccesso, pertanto per un titolo simile è assolutamente richiesto un comparto grafico all'altezza. WWE All Stars risponde parzialmente a questo requisito, in maniera non troppo convincente. Le superstar son realizzate tutte con un tono caricaturale che ne esalta la muscolatura, ed impreziosite da tutti i dettagli che ne hanno fatto la leggenda. La modellazione dei corpi è buona tutto sommato, così come lo sono le texture su di loro applicate, ma al di fuori dei lottatori, che comunque sono il punto centrale dell'azione, lo spettacolo è assai spoglio, con arene che differiscono per pochi particolari, un pubblico realizzato alla bell'e meglio e soprattutto una cronica mancanza di effetti di sorta, con le sole scie e il rallenty delle mosse speciali che aggiungo qualcosa in più dal punto di vista prettamente cosmetico. Quasi assenti poi gli effetti di luce, e tutto risulta decisamente piatto. Nell'insieme comunque, si arriva alla sufficienza.
Bocciatura totale invece per l'audio. Ovviamente ci sono i brani introduttivi di ogni lottatore, e questo è un bene, peccato che siano campionati malamente. Il peggio lo si raggiunge con gli effetti sonori: noiosi, anonimi, uguali tra loro, risultano del tutto fuori contesto ed irreali, gracchianti persino, tanto da chiedersi se quello che si ha sottomano sia un gioco del 2011. Si salva parzialmente la telecronaca, che per quanto ripetitiva riesce a tirare fuori ogni tanto qualche buono spunto.

WWE All Stars Qualche piccolo sforzo in più e WWE All Stars si sarebbe rivelato un ottimo titolo di wrestling. Passino le pecche tecniche, parzialmente scusabile la scarsa versatilità del sistema di controllo, ma l'inconsistenza della modalità in singolo e l'assenza di quella online non sono accettabili. Per una partita rapida, magari in compagnia di un amico, il titolo THQ è perfetto, ma non è ancora abbastanza per soddisfare voglia di menar pesante.

4.7

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