Recensione WWE Immortals

Le star del Wrestling come non le avete mai viste.

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recensione WWE Immortals
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Davide Leoni Davide Leoni I videogiochi entrano nella sua vita alla fine degli anni ’80, ai tempi del primo incontro con Super Mario Bros, e ancora oggi ne fanno stabilmente parte, dopo più di 20 anni. Pregi e difetti: riesce a terminare Super Mario Bros 3 in meno di otto minuti ma non ha mai finito Final Fight con un credito... ci sta ancora provando. Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus

WWE Immortals non è un gioco di wrestling tradizionale: non fatevi ingannare dalla licenza ufficiale World Wrestling Entertainment, perché questa nuova produzione targata NetherRealm Studios si presenta come un picchiaduro a incontri basato sulla stessa struttura della versione mobile di Injustice Gods Among Us: il titolo non è stato citato casualmente perché Immortals è essenzialmente un reskin di Injustice, con protagoniste le superstar WWE catapultate in un contesto fantasy sicuramente accattivante. La federazione ha pubblicizzato molto il gioco durante i suoi show di punta (Raw, Smackdown, NXT, Main Event) e sul WWE Network, ora bisogna capire se gli investimenti di marketing sostengono un titolo altrettanto solido.

Lottatori immortali

Come detto in apertura, non aspettatevi un gioco di wrestling classico, perché qui non troverete ring, arbitri, spettacolari scenografie, costumi attillati e cinture da conquistare. WWE Immortals è un mix tra un gioco di carte collezionabili e un picchiaduro a incontri: non ci sono molte modalità tra cui scegliere (solamente Battaglia in single player e match online), in compenso la parte manageriale si rivela discretamente varia. Inizialmente avremo a disposizione una squadra composta da tre lottatori (Big Show, Paige e Romain Reigns), e per ampliare il roster sarà necessario sbloccare nuovi guerrieri acquistando pacchetti di carte oppure comprando i singoli personaggi che più ci interessano tramite lo shop interno, utile anche per acquistare potenziamenti e nuove abilità.

La modalità Battaglia si snoda lungo sei diversi atti, ognuno formato da altrettanti livelli (più l’immancabile boss finale) durante i quali dovremo sconfiggere ondate di nemici sempre più potenti ed agguerriti. Peccato che, a conti fatti, ci si ritrovi a lottare decine di volte contro gli stessi personaggi, poiché il roster complessivo è particolarmente ridotto. Inoltre, sono pochissimi i lottatori accessibili fin da subito senza spendere decine di migliaia di monete virtuali. La caratterizzazione è sicuramente uno dei punti a favore del gioco: WWE Immortals si diverte a reimmaginare i lottatori delWrestling come se fossero supereroi: John Cena diventa quindi una sorta di Superman immortale mentre Roman Reigns prendere le sembianze di un centurione romano; Big Show è un gigante buono, Paige rappresenta la regina dell’oscurità, Triple H appare invece come un mix tra Thor e Conan. Chi segue ogni settimana le storyline dei programmi WWE avrà intuito che le versioni fantasy dei vari wrestler sono state realizzate seguendo le linee guida della federazione, così da non rischiare di snaturare troppo i vari atleti. Purtroppo però mancano star di primissimo ordine come Randy Orton, Dean Ambrose, Dolph Ziggler, Bray Wyatt e Goldust, giusto per citarne alcuni. Con ogni probabilità nelle prossime settimane arriveranno corposi aggiornamenti, ma è indubbio che si sarebbe potuto (e dovuto) fare molto di più da questo punto di vista. Si potrebbe pensare a pacchetti tematici dedicati alle superstar del passato oppure alle coppie (ci riferiamo a tag team “storici” come Legion of Doom e Demolition, che sarebbero stati semplicemente perfetti in questo titolo) o ancora a wrestler di NXT (federazione di sviluppo della WWE che annovera talenti come Adrian Neville, Kevin Owens, Hideo Itami). I nomi citati sono solo alcuni esempi che purtroppo testimoniano una certa superficialità in fase di selezione degli atleti scelti in rappresentanza del progetto WWE Immortals. Peccato: il materiale da cui attingere certamente non mancava.
Non bastasse la scarsa quantità di contenuti, bisogna anche dire che i prezzi dello store interno sono molto alti, alle volte addirittura improponibili (ad esempio per le versioni “evolved” dei combattenti). Al massimo potremo permetterci qualche carta abilità, indispensabile per migliorare le doti della propria squadra.

Il vero tallone di Achille di WWE Immortals non è però legato al numero di lottatori disponibili, ma è rappresentato dal gameplay monotono, legato ad un sistema di combattimento elementare che non lascia molto spazio alla varietà. Facendo scorrere le dita sul touchscreen sferreremo pugni e calci, tenendo premuto lo schermo con due dita possiamo parare i colpi avversari mentre le mosse speciali devono essere eseguite tramite una serie di brevi QTE mai particolarmente impegnativi. I colpi più spettacolari possono essere eseguiti solamente quando la barra della stamina è piena, per riempirla dovremo continuare a picchiare i nemici cercando di incassare meno colpi possibile. E’ vero che le carte permettono di espandere il parco mosse, ma nel complesso la varietà è scarsa, e sebbene ogni lottatore possa contare sulle stesse finisher che vediamo eseguire ogni settimana sul ring, qui riproposte in una versione più spettacolare, il combat system non offre nessuno stimolo sulla lunga distanza.
Ci sarebbe un sistema di crescita di stampo ruolistico che potrebbe risollevare la situazione: ogni combattimento vinto permetterà di guadagnare punti esperienza necessari all’evoluzione del personaggio, e sempre tramite i già citati WWE Coin, potremo potenziare le abilità dei lottatori e aumentare parametri come resistenza, potenza e agilità. Peccato che anche in questo caso ci si scontri inevitabilmente con gli alti prezzi dei singoli boost. Dopo poche ore di gioco finiremo inevitabilmente per rigiocare sempre gli stessi match con la speranza di aumentare il numero di monete in nostro possesso, poiché l’unica reale alternativa per proseguire è quella di mettere mano al portafoglio. Anche il bilanciamento dei lottatori avrebbe bisogno di essere ritoccato, poiché alcuni atleti (come Sheamus, per esempio) appaiono incredibilmente potenti (rispetto anche ad altri lottatori di categoria superiore) senza un apparente motivo valido. Infine, poche parole per quanto riguarda il multiplayer online: è possibile sfidare gli amici solamente in match singoli; durante la nostra prova non abbiamo riscontrato problemi relativi al netcode e la stabilità generale si è dimostrata sicuramente buona. Non ci aspettavamo certamente una modalità stile Royal Rumble ma si poteva forse provare a fare qualcosa di più sotto questo aspetto.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, il lavoro svolto è discreto ma non eccezionale: buona la caratterizzazione dei personaggi ma le animazioni risultano a conti fatti piuttosto legnose. Durante l’esecuzione delle mosse finali può capitare di imbattersi, in glitch ben poco gradevoli (lottatori senza volto, mani con quattro dita, parti di costume mancanti). Questi problemi sono stati riscontrati principalmente su dispositivi più datati (come iPad Mini) mentre su device più recenti (iPhone 6 e Sony Xperia Z3 Compact) i difetti segnalati sono presenti ma si verificano con frequenza minore.
Prestazioni sottotono anche in termini di ambientazioni, tutte simili tra loro e scarsamente dettagliate; gli stage sono inoltre poco interattivi, fattore che finisce inevitabilmente per limare il divertimento e la varietà di situazioni. Poco più che mediocre invece il comparto audio, con musiche di sottofondo sicuramente adeguate all’azione e un doppiaggio ai minimi termini: i lottatori non parlano ma si limitano a ripetere i nomi delle mosse finali a ripetizione, in alcuni casi anche sbagliando il nome stesso della finisher. Non mancano i bug, con la musica che in alcuni casi s’interrompe durante la schermata di caricamento, lasciando le fasi iniziali del match senza accompagnamento per qualche interminabile secondo.

WWE Immortals La World Wrestling Entertainment ha investito molto su questo prodotto, purtroppo però Immortals non riesce a soddisfare le attese. Il concept alla base della produzione è sicuramente valido, ma la realizzazione finale lascia molto a desiderare, a causa di una pesante mancanza di contenuti, di un sistema di microtransazioni spesso invasivo e di un cattivo bilanciamento del gameplay. Tutto questo senza contare il comparto tecnico appena sufficiente, al netto dei numerosi bug riscontrati. Sicuramente NetherRealm pubblicherà a breve un corposo aggiornamento che speriamo riesca a migliorare la situazione, al momento WWE Immortals può essere consigliato (e non senza riserve) solamente ai fan sfegatati di questa disciplina che non vedono l’ora di ammirare i propri lottatori preferiti in una veste diversa dal solito.

6.5

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