Xbox One Lancio

Recensione Xbox One

La massiccia console Microsoft passa sotto la lente del nostro microscopio

Versione analizzata: Xbox One
recensione Xbox One
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' una console bella "massiccia", Xbox One, e questo non era certo un mistero. Quando scivola via dalla scatola, però, sa subito farsi piacere. Il design gioca in maniera eccellente con le bicromie, alternando superfici lucide e opache. La faccia frontale è più bassa di quanto non lo sia la console, grazie ad una rientranza nella parte bassa che slancia un form factor altrimenti molto basico.
Sono solo gli ingombri ad essere tutt'altro che contenuti, visto che la macchina va necessariamente tenuta in orizzontale, e pure in una zona ben arieggiata. La superficie di dissipazione è infatti quella superiore, ed a scaldarsi è la zona zigrinata sul margine destro della console.
Una volta che avrete fatto un po' di spazio alla nuova console Microsoft, tuttavia, Xbox One non sfigurerà nel vostro salotto: non può dirsi una macchina elegante, ma è sicuramente sobria e "di presenza".
L'unica nota un po' fuori posto è la presenza di un alimentatore esterno, grande poco più di quello della 360, che speravamo sparisse proprio in virtù delle dimensioni dell'hardware. E invece il piccolo "mattoncino" c'è ancora: ma stavolta anche lui è ricoperto da due plastiche diverse e non è brutto neppure da mettere in vista, con un Led che resta illuminato di bianco quando la console è in stand-by.
Lo stesso bianco, in ogni caso, invade i contorni dell'icona Xbox quando la macchina è accesa, sia sulla faccia anteriore della console che al margine di Kinect: un tocco di classe che in un attimo illumina la stanza. E forse è proprio il motion controller la componente più sorprendente, almeno dal punto di vista costruttivo. Kinect 2.0 riprende la forma squadrata, a parallelepipedo, che caratterizza l'hardware, anche lui alternando superfici zigrinate ad un fronte su cui specchiarsi. Preso in mano, tuttavia, trasmette una sensazione di solidità molto maggiore, e se ne sta poggiato sotto la TV grazie ad una base finalmente molto ampia, a cui il corpo-macchina è inchiodato con una cerniera che permette di effettuare tutte le regolazioni senza scatti o scricchiolii.
Effettuando il set up ci rendiamo conto che anche Xbox One, al pari di Ps4, ha abbandonato del tutto l'uscita video analogica: niente più Component o Composito. Le prese HDMI sono due, ovviamente: una va verso la TV, l'altra invece è pronta a ricevere il segnale di decoder e smartbox. Come saprete se avete seguito il tanto criticato evento di presentazione della console, Xbox One vuole infatti rappresentare una macchina in grado di "cannibalizzare" l'intrattenimento domestico, reclamando il suo posto al centro del salotto digitale e trasformandosi in un device All-In-One. Pur apprezzando questa "visione allargata" dell'entertainment che tanto bene può fare soprattutto in America, per il momento preferiamo concentrarci sulle funzionalità ludiche della console, e lasciamo quindi "orfano" il secondo ingresso HDMI. Sempre sul retro troviamo due porte USB (la terza, più facile da raggiungere, è sul lato sinistro), e gli immancabili attacchi Ottico e Ethernet. C'è infine, oltre all'ingresso per l'alimentazione, una porta proprietaria per Kinect.
Una volta accesa, la console si rivela molto silenziosa, le ventole lavorano a minimi regimi e dissipano il calore in maniera molto costante, senza le improvvise partenze che invece preoccupavano più di un giocatore ai tempi del primo modello di Xbox 360. L'unico suono che si sente allo startup è quello del lettore nel caso in cui sia inserito un disco, che resta forse un po' troppo rumoroso.
A onor del vero Xbox One tende a scaldarsi abbastanza ed anche in breve tempo (ovviamente solo quando girano i giochi e non mentre navighiamo nella dashboard), ma l'ampia superficie di dissipazione (sostanzialmente tutta la metà destra della macchina) dovrebbe garantire una certa sicurezza.

Accensione

Il primo startup della console è abbastanza lento, e per raggiungere la dashboard ci si mette poco più di un minuto. I tempi di accensione quando la console è completamente spenta sono questi, ma è possibile disattivare la modalità risparmio energetico e quindi fare in modo che Xbox One entri in Stand-By. Non abbiamo purtroppo i dati sui consumi della console in questo suo "sonno leggero", ma il risultato, all'accensione, è stratosferico: in circa 11 secondi si arriva alla dashboard, e addirittura, attivando l'apposita opzione, è possibile fare in modo che la console vi riporti direttamente all'ultima schermata di gioco in cui eravate prima di spegnerla. Consumi a parte, questa è una conquista veramente incredibile della console made in Microsoft, che nuclearizza i tempi morti ed esalta il giocatore con un avvio rapidissimo.
Grazie ai sensori ad infrarossi di Kinect, la console sarà in grado anche di accedere automaticamente la TV, non appena sarà rilasciato l'apposito aggiornamento che introdurrà anche i comandi vocali per l'accensione (ad oggi è possibile solamente urlare "Xbox, spegni!" per terminare la sessione di gioco).

Kinect e comandi vocali

Davvero eccezionale è il lavoro fatto suo comandi vocali. Il riconoscimento operato dai microfoni di Kinect (la periferica deve essere connessa) è semplicemente perfetto, rapido e responsivo. In ogni momento è possibile tornare alla home (“Vai alla Home”): da qui basterà dire il nome dell'applicazione per attivarla immediatamente. Pronunciare “Vai a Killer Intinct” e veder partire il gioco senza esitazioni fa capire come mai la periferica fosse così importante nella visione di Microsoft. Tramite comandi vocali è possibile anche avviare la ricerca o passare dal gioco al segnale video della TV. Pronunciando “Selezione” verrà comunque visualizzato su ogni tile della dashboard il comando vocale da pronunciare: in questa maniera è davvero impossibile perdersi.
Meno interessanti le funzionalità legate al controllo motorio. Quando riceviamo una notifica (magari quella dell'ottenimento di un obiettivo) possiamo “afferrarla e allargarla” con le mani, per leggere tutte le informazioni. Un po' scomodo, se stiamo giocando con il pad, e neppure troppo intuitivo. Eppure un'idea comunque carina.

Continuità

Una volta accesa la console, veniamo catapultati nella Dashboard. Micorosft sceglie la via della continuità, proponendoci un'interfaccia molto vicina a quella dell'attuale Xbox 360, e soprattutto in linea con lo stile ormai adottato da Windows 8, anche nelle sue versioni mobile. Le icone, insomma, si fanno grandi e quadrate fino a diventare "Tile". Sono tre i settori in cui la nuova dashboard è divisa: quello centrale -Home- contiene una piccola fascia laterale in cui è visualizzato il proprio profilo: da qui possiamo contollare il numero di amici online, i file registrati dalla console, i messaggi e gli obiettivi. Il riquadro più ampio al centro della schermata principale mostra l'ultima applicazione attiva, ed è quello dove finiranno anche i giochi in Background nel caso dovessimo tornare alla home durante una partita. Tutt'intorno c'è un elenco delle ultime applicazioni attivate.
Due delle "mattonelle" di questa sezione sono dedicati rispettivamente all'elenco di giochi ed app (purtroppo al momento l'elenco non si può ordinare né filtrare), ed all'opzione "affianca", che permette di riservare, anche mentre giochiamo, la parte destra dello schermo ad una seconda applicazione da far girare contemporaneamente al titolo: volete fare una chiacchierata su Skype mentre affettate i barbari di Ryse? Vi basta dire "Xbox, Affianca!" ed il gioco è fatto. Segno di un'ottima gestione del multitasking, che rappresenta sicuramente una delle eccellenze della console.
Complessivamente, la gestione dei menù potrebbe ancora essere rivista, soprattutto inserendo dei filtri che, una volta scaricate molte applicazioni, risulterebbero decisamente più utili della sezione "Scelte", posizionata al margine sinistro della dashboard ed in cui potrete "infilare" le vostre applicazioni preferite, per averle a portata di click.
L'ultima sezione dell'interfaccia è quella che ci porta direttamente allo Store, organizzato nello stesso identico stile della UI e suddiviso in quattro macrosezioni: Giochi, Film e TV, Musica e App.
Una volta di più, insomma, Xbox One dimostra di volersi prendere cura di qualsiasi tipo di utente, proponendo contenuti che vadano oltre quelli ludici. I dettagli dell'offerta delle sezioni Video e Music verranno poi discussi in separata sede; per il momento sul fronte delle App segnaliamo invece la presenza dei lettori CD e Blu-Ray (il software va scaricato prima che la console possa leggere quei formati), e l'ovvia presenza di Skype. Adattata a Xbox One, l'interfaccia del programma di videochat e messaggistica funziona alla grande, ed anzi grazie a Kinect le videochiamate sono vivacizzate da una sorta di regia dinamica che segue il volto dell'utente ed ogni tanto allarga su tutta la stanza. La qualità del segnale video, purtroppo, non è eccezionale e nonostante la buona ottica di Kinect il tutto viene compresso in maniera un po' brutale.
Fra le ultime applicazioni disponibili, un Internet Explorer non certo al massimo della forma (tremenda la velocità di render delle pagine e quella di scrolling, assente il supporto a Flash), e SkyDrive, ottimo e intuitivo sistema per la condivisione di contenuti multimediali.
Complessivamente l'interfaccia risulta efficace e funzionale, anche se il sistema operativo di Microsoft continua a dare l'idea di essere un po' troppo "chiuso". Le opzioni a cui il giocatore ha accesso sono poche, le varie schermate si limitano a proporre qualche checkbox e poco altro, e resta ad esempio impossibile gestire liberamente lo spazio di memoria presente sull'Hard Disk. Possiamo disinstallare un gioco o un'app, ma non abbiamo accesso ai file di salvataggio, né sappiamo quale sia lo spazio libero disponibile.
Anche gestire il proprio account dal punto di vista economico non è immediatissimo: Microsoft sembra volersi dimenticare delle sue stesse carte prepagate e preferisce (per ovvi motivi) che al sistema sia associata una carta di credito, mettendo in difficoltà l'utente che ancora preferisce affidarsi ai Microsoft Points (o meglio alla loro controparte valutaria).
Al di là di questi piccoli spigoli, comunque, il sistema operativo di Xbox One è sicuramente eccellente.

Scheda Xbox One La gestione del multitasking, la navigazione sempre rapida e reattiva, lo startup iper-accelerato sono gli aspetti più evidenti all'occhiello di una console che vuole dimostrarsi Next-Gen a partire dall'esperienza utente, restando comunque ancorata ad una forte continuità stilistica con gli ambienti Microsoft. Il sogno, per l'azienda di Redmond, è quello di costruire un ecosistema che permetta all'utente di aver accesso ad ogni tipo di contenuto, integrando il gioco con altri media, ed al contempo esplorando nuove possibilità di interazione grazie a comandi vocali e motori. I passi da fare sono ancora molti, ma la strada imboccata è quella giusta, e i panorami che si intravedono in fondo al cammino sono nuovi e meravigliosi.