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Recensione Yars' Revenge

La vendetta di Yar si adegua al ventunesimo secolo

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Nostalgica Atari

Nel 1981, sul mitologico Atari 2600, venne pubblicato uno dei primissimi best seller del mondo videoludico. Yars’ Revenge, oggi liberamente giocabile sul sito ufficiale di Atari, all’epoca fu un vero e proprio sogno ad occhi aperti per qualunque videogiocatore. Visto oggi è impossibile non rimanere straniti e vagamente divertiti pensando a quanta strada è stata fatta da allora.
Dopo il dimenticabile remake di Haunted House, altro must have dell’epoca che fu, il publisher americano continua a cavalcare l’onda, riproponendo il videogame sopracitato, adornandolo di un sottotitolo (semi)nuovo e di un gameplay che a modo suo richiama l’illustre genitore.

Una vendetta un po’ monotona

Yar’s Revenge in realtà non è così rispettoso nei confronti delle sue antiche origini.
Ciò è evidente sin da subito, da quando viene introdotta la debolissima struttura narrativa che accompagna l’avventura principale. La protagonista del gioco è una splendida e coraggiosissima guerriera metà umana e metà insetto. Resa schiava dalla spietata razza dei Qotile, dopo le primissime missioni avrà l’occasione di vendicarsi contro i suoi aguzzini, alleandosi con gli Yar. Per farla breve la trama è assolutamente dimenticabile. Nonostante gli artwork che accompagnano i dialoghi nelle scene non interattive siano splendidi, sarà difficile affezionarsi alla protagonista, e tanto meno vi appassionerà l’intreccio, scontatissimo ed estremamente abbozzato. Ciò che è peggio, molti degli scambi di battute avverranno durante le fasi in-game. Vista la mancanza del parlato vi sarà praticamente impossibile leggere i testi mentre tenterete di sopravvivere alle ondate di nemici.
L’aspetto narrativo, insomma, è assolutamente trascurabile e per nulla legato al classico al quale il titolo si ispira.
La situazione, purtroppo, non migliora più di tanto sul fronte del gameplay. Yar’s Revenge è uno shooter on-rail. Ciò significa che, alla stregua di capolavori come Sin & Punishment o Rez, vedrete il vostro avatar di spalle, mentre si muoverà autonomamente per l’ambientazione di turno. Analogico tra le dita, potrete comunque spostarlo in qualsiasi direzione, preoccupandovi di prenderete la mira azionando lo stick di destra. Da questo punto di vista, il sistema di controllo si rivela piuttosto reattivo e preciso. E’ pur vero che sarete perennemente assistiti da un debolissimo lock-on sui vari nemici, ma in generale dovrete contare unicamente sui vostri riflessi e sulla vostra abilità con il pad.
A questi comandi basilari, Yar’s Revenge ne aggiunge poi altri. Innanzi tutto i quattro pulsanti frontali attiveranno particolari power-up che raccoglierete uccidendo i nemici. Questi vanno dallo scudo difensivo che ripristinerà parte della vita persa, a un temporaneo potenziamento del laser principale. Inoltre, al di là del fuoco primario e dei missili a ricerca multipla, potrete costantemente contare su una rapida virata, utile per schivare gli attacchi nemici. Facendo due conti non tarderete a concludere che quasi tutti i pulsanti del pad sono chiamati in causa. Ciò, almeno inizialmente, rappresenterà un problema non da poco, vista anche l’assenza di un esaustivo tutorial che vi guidi nei primi passi.
Perdere una vita, tra l’altro, è cosa estremamente semplice già a livello di difficoltà medio. I nemici, che sono solo di tre tipi escludendo i boss di fine livello, saranno sempre numerosissimi e vanteranno una mira sovrannaturale. Il problema è che settando una difficoltà minore le cose diventano fin troppo semplici. Manca un equilibrio, insomma: il giocatore medio o farà un’immensa fatica o si troverà di fronte a schiere di spaventapasseri da abbattere senza alcuna pietà.
Purtroppo i difetti di Yar’s Revenge non sono finiti qui. Per quanto siamo consapevoli di avere a che fare con un titolo scaricabile da uno store digitale, venduto a un prezzo contenuto, si rimane piuttosto di stucco quando si raggiungono i titoli di coda dopo solo un’ora e mezza. I livelli presenti, infatti, sono solo sei, a due a due ambientati nella stessa location.
Tra l’esiguo bestiario di nemici presenti e la pochezza dei setting proposti, a mancare più di altre cose è la varietà. Si finisce per abbattere un nemico dopo l’altro con il solo scopo di raggiungere il boss di fine livello, unico momento in cui si registrerà un picco d’interesse nell’utente.
Fortunatamente il multiplayer mette in piccola parte una pezza alla situazione. Unicamente in locale, due giocatori potranno aiutarsi vicendevolmente a superare i vari livelli. Inutile dire quanto il divertimento ne risenta in positivo, ma non ci vorrà molto prima che vi stanchiate anche di questa feature.
Volendolo, inoltre, avrete la possibilità di giocare, sempre agli stessi livelli, in due ulteriori modalità: la prima vi imporrà di sopravvivere senza contare sui power-up, l’altra, contando solo su metà barra della vita. Inutile dire che a livello teorico la longevità ne risenta in positivo, ma in pratica in pochi avranno voglia di sorbirsi nuovamente gli stessi e identici stage.
Qualcosa da recriminare anche dal punto di vista grafico-sonoro. Il toon-shading è piuttosto gradevole, ma i modelli poligonali dei nemici sono fin troppo abbozzati, così come le ambientazioni.
Il sonoro, dal canto suo, è privo di qualsiasi tocco di classe. I laser ronzano, gli insetti emettono qualche verso, il sottofondo è occupato da tracce per lo più anonime.

Yars' Revenge Yar’s Revenge non ha nulla che non funzioni. Semplicemente, è un titolo che offre fin troppo poco. Il livello di difficoltà non è ben bilanciato, e per lo più si lamenta una ripetitività che difficilmente spingerà qualcuno a completare per più di una volta l’avventura principale. Visto che questa poi dura solo un’ora e mezza, la pur esigua spesa che comporta il download appare comunque sproporzionata. Consigliato solo agli irriducibili degli sparatutto on-rail e a chi non vuole rinunciare a un titolo che, pur da lontanissimo, tira in ballo una vecchia gloria dell’Atari 2600.

5.5

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