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Recensione Yoshi Touch & Go

Dieci anni fa, assieme al primo, indimenticabile DS, usciva uno dei primi esponenti della Touch Generation. Torna, oggi, in una riedizionE.

Versione analizzata: Wii U
recensione Yoshi Touch & Go
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Wii U
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Sono passati ben dieci anni dalla pubblicazione di Yoshi Touch & Go. Dieci, mica bruscolini. Sembra ieri che si stava a guardar lo schermo superiore del DS in attesa che Baby Mario scendesse dal cielo per finire la sua corsa in sella a Yoshi.
Yoshi Touch & Go è un titolo incompreso, un titolo che persino la critica ha parzialmente snobbato, relegandolo in molti casi nell'ignava categoria delle tech demo. Forse perché ci si aspettava il seguito dell'intramontabile Yoshi's Island. Invece Nintendo si limitò a creare questa sorta di endless runner senza story mode, un contentino che sapeva tanto di gioco di lancio (il DS era da poco disponibile nei negozi). Col senno di poi - ma forse già all'epoca c'erano tutti gli elementi per intuirlo - ci si rende conto che il trattamento riservato al titolo Nintendo non fu esattamente equo, in molti casi fu addirittura superficiale. Ora che il gioco torna sulla Virtual Console di Wii U, quale miglior occasione per fare un po' il punto?
Bastano dieci anni per parlare di retrogaming? Chissà. Di certo bastano per riflettere. Yoshi Touch & Go segnò l'ingresso nel mercato di una console che avrebbe reso il touch gaming un concetto di massa. Non che fossero mancati esperimenti precedenti, ma Nintendo DS fu la prima piattaforma touch a raggiungere un mercato globale (e a vendere come il pane). Giocare a Yoshi Touch & Go oggi non fa lo stesso effetto di allora, a dimostrazione che ogni opera del passato va contestualizzata per capirne appieno il valore.

Tocca e Soffia

La cicogna s'è persa Baby Mario. L'infante cade dal cielo: grazie al touch screen inferiore il giocatore può disegnare scie di nuvole che ne guidino la soffice discesa. I nemici sono in agguato, ma basta un breve disegno circolare et voilà, imprigionati in una bella bolla. Avete cambiato idea e quella nuvola non fa più al caso vostro? Basta soffiare e il cielo tornerà sereno. Ad attendervi a terra uno Yoshi colorato. Inizia la corsa per far ricongiungere Baby Mario e Baby Luigi. Con lo stilo si possono creare piattaforme fatte di nuvole, sparare uova contro gli avversari sparsi tra lo schermo inferiore e quello superiore. Trascinare le bolle o far saltare Yoshi all'occorrenza. In Touch & Go nessuna delle caratteristiche della nuova console Nintendo passava inosservata. Anche se al gioco mancava uno story mode, l'effetto wow era dietro l'angolo. Mai prima di allora si era vista tanta sperimentazione touch così ben integrata all'interno di un'esperienza ludica. Il gameplay funzionava alla grande, la rincorsa al record creava assuefazione. La modalità base prevedeva un traguardo, per cui in quel caso era tutta una questione di punteggio. Ma il vero punto forte era la modalità maratona, una corsa infinita per la sopravvivenza che terminava al primo errore. Gli scenari generati casualmente garantivano una certa varietà, ma in fondo si trattava solo di godersi le nuvole, le folate di vento, le bolle da trascinare, i nemici da centrare con precisione da cecchino.

Wii U, dieci anni dopo

Ne è passata di acqua sotto i ponti; ne sono passati di iPhone, tablet e dispositivi touch. Senza nulla togliere al valore storico della Virtual Console, che consente di accedere a titoli più o meno celebri anche a distanza di tempo, è innegabile che l'impatto di uno Yoshi Touch & Go non sia più quello di una volta. Una considerazione collaterale, sia chiaro, perché il gioco era divertente allora come lo è oggi. Tuttavia, giocare Yoshi Touch & Go su Wii U non ha lo stesso sapore. È comunque l'occasione per riscoprire un titolo originale, forse non più tanto originale come all'epoca dell'uscita, ma nonostante ciò di qualità, con o senza story mode.
Una seconda considerazione riguarda l'adattamento sulla console ammiraglia Nintendo. L'idea che i giochi DS possano funzionare bene su Wii U - data l'accoppiata televisore e GamePad - è teoricamente ineccepibile. Nella pratica non è tutto rose e fiori e Yoshi Touch & Go ne è la prova. Il giocatore può selezionare diverse modalità di visualizzazione, ma di fatto a funzionare bene è solo una di queste. Lasciamo da parte quella standard, che vede un DS virtuale riprodotto all'interno dello schermo (del GamePad e del televisore).

La lasciamo da parte perché i due schermi diventano lillipuziani, quantomeno sul GamePad. Funziona bene la modalità a GamePad verticale, che sfrutta tutto lo schermo del pad per riproporre i due schermi uno sopra l'altro. Le altre non funzionano semplicemente perché nell'originale il mondo di gioco era unico, contiguo. Non come in altri titoli, in cui per esempio lo schermo di sotto ospita la mappa e quello superiore l'azione. Qui devi puntare nemici che viaggiano su entrambi gli schermi, e se si sceglie la visualizzazione che posiziona lo schermo inferiore sul GamePad e quello superiore sul televisore, la faccenda diventa concettualmente astrusa e praticamente ingiocabile. Non si capisce bene il senso, infine, della visualizzazione che dà ampio spazio allo schermo superiore (o inferiore) e relega l'altro in un cantuccio. Con Yoshi Touch & Go funziona solo il GamePad in verticale, ma anche in quel caso bisogna considerare che il microfono - che capta il soffio - non è più in basso ma sul lato destro. Se su DS il soffio veniva rilevato senza problemi, qui bisogna fare attenzioe a soffiare nel punto giusto, cosa che prima non era necessario fare.

Yoshi Touch & Go Se questa riedizione di Yoshi Touch & Go non può che essere accolta con piacere, perché offre un'opportunità in più per godere di un gioco forse troppo sottovalutato all'epoca della pubblicazione, bisogna riconoscere che il tempo non è stato clemente col titolo Nintendo. Non perché il gioco non sia divertente oggi come allora; non perché le sue meccaniche siano nel frattempo invecchiate, anzi; semplicemente perché gran parte dell'effetto wow del 2005 è ormai svanito. Nel gennaio 2005 il DS era da poco disponibile nei negozi; i giochi touch muovevano i primi concreti passi nel mercato mainstream; le caratteristiche inedite del doppio schermo Nintendo, microfono incluso, venivano integrate in Yoshi Touch & Go con risultati originali. Ben venga, comunque, questa riedizione su Wii U: è pur sempre un modo per dare nuova vita a un vecchio titolo. Più in generale, con operazioni simili, si valorizza ciò che è passato e in alcuni casi si offrono chiavi di lettura per comprendere la produzione presente. Bando alle ciance: tra versione DS e versione Wii U quale scegliere? La prima, senza dubbio. Segue sospiro nostalgico.

6.8

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