Lancio WiiU

Recensione ZombiU

Ubisoft apre le danze su WiiU con Survival Horror duro e crudele

Versione analizzata: Wii U
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  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

ZombiU arriva al lancio della nuova Home Console Nintendo trascinandosi dietro l'enorme fardello dell'hype. In una Line-Up ricchissima, ma colma di riedizioni e versioni “enhanced”, sono del resto le esclusive quelle che risaltano e fanno la differenza. E così il titolo Ubisoft, assieme a New Super Mario Bros U e Nintendo Land, ha il compito di fare da apripista a quella che sarà la nuova stagione videoludica della Grande N.
Sviluppato dallo studio di Montpellier (From Dust, Rayman Origins), ZombiU non si tira certo indietro, ed anzi assolve il suo compito con estremo coraggio, rivendicando un carattere tutto particolare e riscoprendo con piacere le radici di un genere ultimamente bistrattato. Perchè ZombiU, lo anticipiamo per i più deboli di cuore, è un Survival Horror come non se ne vedevano da anni: cattivo, impietoso, sempre pronto a tormentare il giocatore in maniera persino sadica. Scandito da un ritmo quasi ponderoso, il passo del videoplayer tende a farsi cauto, sospettoso, mentre di fronte a lui si disvelano i tratti deformi di una Londra distrutta dal contagio. Ambientazione e atmosfera praticamente perfette, trovate originali che costellano il gameplay, ed una modalità multiplayer che concede qualche soddisfazione a chi dovesse cercare situazioni più movimentate. ZombiU, insomma, non è solo un prodotto di lancio solidissimo: è anche un videogame con una sua personalità, che rifiuta di calcare vie troppo battute per lasciare un'impronta più profonda sul mercato, e sulla line-up di lancio di Wii U.

La piaga del Mondo

Il mondo è finito. Sulle strade scomposte della capitale britannica orde di infetti trascinano le loro membra sudice di sangue rappreso. Da London Bridge a Buckingham Palace, il contagio non ha risparmiato quasi nessuno: barboni che dormivano lungo le rive del Tamigi, Hipster scalmanati nei dintorni di Soho, i soldati della guardia reale e persino i poliziotti in divisa antisommossa che hanno provato a contenere le rivolte. Tutto è perduto. Ai pochi sopravvissuti non resta che muoversi di soppiatto, fra i tunnel della metropolitana, emergendo solo alla ricerca di qualche misera scorta di cibo.
La nostra avventura comincia proprio nei panni di uno dei derelitti scampati al contagio, destinato probabilmente a morte certa. Mentre si aggira in superficie viene contattato da una voce misteriosa, che lo accompagnerà

"Per chi è affascinato dal lato oscuro dell'animo umano, ZombiU ha in serbo qualche gradita sorpresa, quando inquadra tanto lucidamente la follia degli uomini senza più futuro."

da lì in avanti. E' la voce di un sopravvissuto più organizzato degli altri, checontrolla pigramente la città grazie alle mille telecamere di sorveglianza, e dirige non visto i superstiti, promettendogli una pur flebile speranza di salvezza.
La storia di ZombiU è raccontata in maniera abbastanza spartana, senza Cut-Scene e giochi di regia: il titolo Ubisoft decide di non abbandonare praticamente mai la visuale in prima persona, lasciando che siano solo le voci narranti ed il fitto intreccio di lettere, documenti e giornali a presentare antefatti narrativi e ambientazione. La scelta, bisogna ammetterlo, paga solo in parte. I giocatori meno attenti potrebbero faticare a cogliere tutti i dettagli che caratterizzano il setting e la storia, rimanendo parecchio spaesati. Chi invece ascolta con attenzione, riflette e si sofferma a leggere i moltissimi materiali che compongono il “lore” del gioco, scoprirà un titolo decisamente particolare.
Quella che dipinge ZombiU è infatti un'umanità completamente allo sbando, che ha dovuto affrontare la perdita della speranza e si trova a convivere con il senso opprimente della morte. Nei ritagli dei giornali gli articoli parlano dei primi giorni del contagio, mentre le lettere della famiglia reale sono intrise di un'amarissima dignità, che non può opporsi al disastro. Sullo sfondo c'è poi l'ombra di un'antica profezia, che risale addirittura ai tempi di John Dee, occultista presso la corte di Elisabetta I, che sembra aver predetto la piaga oltre quattrocento anni prima.

Purtroppo non si può dire che la trama di ZombiU sia ben raccontata: per molto tempo si ha come l'idea di procedere senza troppa coerenza, saltando da un incarico all'altro, e la visione d'insieme si manifesta solo a tratti e con fatica. Per gli appassionati di occultismo, però, o per chi è affascinato dal lato oscuro dell'animo umano, ZombiU ha in serbo qualche gradita sorpresa, quando ad esempio inquadra tanto lucidamente la follia degli uomini senza più futuro, o quando racconta di una setta che ancora segue i misteriosi dettami dell'alchimista londinese. E' un peccato che la narrazione non sia un po' più strutturata, e che il giocatore debba faticare un po' per afferrarne i contorni. Per fortuna ci mette una pezza l'incredibile atmosfera del titolo, che da sola funziona come motore trainante dell'esperienza di gioco, spingendo l'utente ad esplorare con estrema curiosità ogni settore di questa Londra post apocalittica.

Sopravvivere all'orrore

Come dicevamo in apertura, ZombiU è un Survival Horror. Non aspettatevi proiettili in quantità, ritmi rapidi, scontri diretti: pensate invece ad un'inquietudine strisciante, onnipresente, all'ansia di entrare in una nuova stanza. Considerate anche la fuga come un'opzione dignitosa.
Fin da subito il titolo Ubisoft mette in chiaro le cose. All'inizio l'unica arma che avrete in dotazione sarà una semplice mazza da Cricket (London Pride!), con cui riuscirete malamente a tenere a distanza i camminatori. Gli Zombie hanno la pelle dura, e per costringerli al suolo ci vogliono molti colpi: mentre il cranio si spacca rivelando il cervello ormai inerte, il nostro sopravvissuto urla, si sporca di sangue, digrigna i denti. Tutto serve a trasmettere la fatica, il senso di impotenza. Ed anche quando, di lì a poco, si troveranno le prime armi (una pistola, poi una carabina), non ci sentiremo mai completamente sicuri: i proiettili scarseggeranno, e neppure un singolo colpo alla testa basterà a fermare i non-morti.
Questo tratto particolare di ZombiU, questo suo

"La struttura di ZombiU, che alterna un sopravvissuto dopo l'altro, quando il primo cade sotto i morsi degli Zombie, ha il pregio di non fermarsi di fronte alla brutalità della morte, sottolineando costantemente la precarietà del nostro alter ego."

essere così fedele ad una tradizione dell'Horror Videoludico che affonda le sue radici in titoli di almeno due generazioni fa, è senza ombra di dubbio il tratto più indovinato della produzione. L'aderenza ad una così stringente logica di genere lo rende un prodotto probabilmente non universale, ma ZombiU è il sogno di tanti giocatori sulle cui schiene non corre un brivido da troppo tempo.
Mentre ci spingiamo ad esplorare i dintorni della “safehouse”, prendiamo confidenza anche con le altre dinamiche di gioco. Il nostro alter ego è dotato anzitutto di uno zaino con spazi limitati: decidere cosa trasportare è di fondamentale importanza. I caricatori tolgono spazio ai medikit, le assi di legno con cui possiamo barricare le porte occupano il posto che potrebbe essere di un bengala, da lanciare per attirare gli zombie e correre lontani senza che ci inseguano.
La preparazione è tutto”, continua a ripeterci la voce dell'uomo misterioso che ci guida, e noi non possiamo che concordare: pianificare nel dettaglio la dotazione è davvero fondamentale.
Questo spirito riflessivo che ZombiU dimostra a più riprese lo si coglie anche nell'utilizzo del Pad, che il giocatore stringe fra le mani proprio come il suo alter ego: anche all'interno del gioco il nostro sopravvissuto ha una sorta di tablet tecnologico dalle funzioni più disparate. Riesce ad esempio ad Hackerare i sistemi di sorveglianza, per fare in modo che le telecamere rivelino la mappa, prontamente visualizzata sul touchscreen. Oppure può analizzare oggetti e nemici, marchiandole la posizione. Ma ancora, e sarà questa la funzione più importante di tutte, funziona da radar. Inizialmente è il giocatore che deve premere un pulsante, per inviare l'onda elettromagnetica che rivela l'eventuale posizione dei nemici. Sondare attentamente il terreno è davvero fondamentale per sopravvivere. E ZombiU si diverte a tormentare il giocatore, segnalando anche la posizione di piccoli animali -topi e corvi- per tenerlo costantemente in allarme. Non si sa mai quando il radar segnala un “falso positivo”, tanto che bisogna avanzare con circospezione, spiando dalla distanza. L'unica cosa certa è che in certi momenti ci si trova a muoversi completamente alla cieca, nel buio terribile delle ambientazioni, e il segnale sonoro che ci informa della presenza di qualche essere suona pesante e temibile come il rintocco di una campana presaga di morte.

Erano davvero tanti anni che non si vedeva in giro un titolo così: crudele. Cattivo anche quando, ad esempio, ci concede soltanto una torcia per illuminare le stanze invase dalle tenebre, ma non si dimentica di farla scaricare lentamente. L'operazione di ricarica delle batterie è automatica e veloce: basta tenerla spenta per pochi secondi. Ma può capitare che la luce svanisca d'un colpo in una situazione d'emergenza, se non si sta attenti. E i momenti in cui si resta in un angolo, completamente disorientati, al buio, attendendo di poterla accendere di nuovo, sono sinceramente destabilizzanti.
Si conti poi che il nostro sopravvissuto ha una resistenza davvero misera: bastano poche unghiate dei non morti per farlo cadere a terra. E a poco servono i medipack o le poche provviste raccattate negli angoli: ogni errore si paga, spesso con la morte. Una delle particolarità di ZombiU è legata proprio alla struttura della progressione: una volta caduti, non si deve ricaricare il salvataggio, ma si può continuare nei panni di un nuovo sopravvissuto. Dovremo però ritornare sui nostri passi, per cercare la versione piagata del vecchio protagonista, e ucciderlo per recuperare - dalle sue fredde mani morte - tutto quello che avevamo nell'inventario. Un'impostazione del genere, raramente tentata prima d'ora, ha il pregio di non fermarsi di fronte alla brutalità della morte, sottolineando la precarietà del nostro alter ego. C'è molto di Dark Souls in questa filosofia, che risulta comunque punitiva per il giocatore: morendo si perdono ad esempio i livelli guadagnati con l'uso delle armi, che rendono il sopravvissuto gradualmente più competente con una certa bocca da fuoco. E quando si cade sovrastati dai non-morti non si può far altro che sentire un retrogusto amarissimo in fondo alla gola, soprattutto se il nostro sopravvissuto ci aveva accompagnato per lungo tempo.
Per i puristi, comunque, la modalità “Survivor” arriva in aiuto: in questo caso il Game Over sarà definitivo. Vi assicuriamo che una volta finita l'avventura principale ed acquisiti quegli automatismi che permettono di contenere al meglio l'irruenza dei mangia-cervelli, potreste anche farci un pensierino.

La forza del Tablet

ZombiU utilizza il GamePad in maniera veramente perfetta, se consideriamo il contesto e la funzione che ha all'interno dell'economia di gioco. Non sempre le soluzioni architettate dal team di sviluppo sono fra le più originali. Alcune azioni si compiono solo picchiettando sul touchscreen, mentre il minigioco con cui si scassinano le serrature è sicuramente visto e rivisto. Ma è nella misura in cui il Tablet Controller serve per gestire l'inventario e sondare l'ambiente di gioco che l'immersione del giocatore diventa davvero totale.
Quando si deve rimestare nello zaino, ad esempio, bisogna abbassare lo sguardo e concentrarsi unicamente sul gamepad. Analogamente, il sopravvissuto che controlliamo appoggia lo zaino a terra e guarda al suo interno. Questa originale identità fra giocatore e protagonista è, anche concettualmente, bellissima: la consapevolezza di non potersi guardare intorno, di non poter posare lo sguardo sul televisore, trasmette tutta l'insicurezza dell'attimo. Mentre si rovista nei cassonetti e nelle valigie abbandonate in strada, il nostro alter ego ansima, si muove nervoso, sospettoso. E così anche noi, che cerchiamo di fare più in fretta possibile perchè sappiamo di essere completamente vulnerabili.

Ed anche quando ci fermiamo sollevando in verticale il tablet per scandagliare l'area in cui ci troviamo (muovendo la visuale grazie ai giroscopi), ci sentiamo davvero inseriti nel contesto e nelle atmosfere di gioco, pienamente concentrati sui dettagli inquadrati dal piccolo schermo.
Quello di ZombiU è probabilmente uno dei migliori esempi di realtà aumentata, perchè gioca con l'attenzione dell'utente, con la sua impossibilità di tenere tutto sotto controllo, trasformando un'azione fisica (abbassare lo sguardo) in un meccanismo perfettamente integrato con la logica del gioco.
ZombiU utilizza il tablet anche per la mira di precisione della balestra e della carabina, in maniera altrettanto efficace, e complessivamente l'attenzione per le specificità del Tablet Controller sfocia in elementi molto originali, sicuramente fra i più brillanti riscontrati fra i titoli di lancio.
ZombiU non fa bene solo questo: anche tutta la struttura dell'avventura appare ben dosata ed equilibrata, conducendo il giocatore in ambienti sempre nuovi, all'interno di una mappa di gioco più ricca di quanto ci si possa inizialmente aspettare. Per terminare l'avventura servono una decina di ore abbondanti, spese ad esplorare da cima a fondo tutte le ambientazioni. Il Backtracking è sfruttato in maniera eccellente: quando si incappa in potenziamenti di vario tipo si può tornare sui nostri passi per scoprire scorciatoie, rifugi segreti pieni di armi e provviste, qualche obiettivo secondario. Anche dopo aver liberato un'area non si può mai stare sicuri, perchè alcuni Zombie tornano ad infestarla, nascosti in qualche angolo che non avevamo considerato. Però poco a poco ci si muove con più efficacia negli ambienti di gioco, sia perchè si riesce ad interpretare meglio i comportamenti dei nemici, sia perchè si conoscono le strade e i cunicoli migliori. ZombiU, insomma, riesce a trasmettere anche un notevole senso di progressione, di miglioramento, che spinge l'utente ad andare avanti, mai troppo spavaldo, ma sempre più in gamba.

Pustole e veschiche

Oltre alla narrazione un po' disorganica, il comparto tecnico è probabilmente l'aspetto meno riuscito di ZombiU. Sia chiaro: il colpo d'occhio globale è sicuramente efficace, ma è impossibile considerare quella del team Ubisoft Montpellier un'ottima prova. E' difficile per altro fare dei paragoni, perchè bisognerebbe esplorare a fondo tutta la line-up di lancio ed addentrarsi in questioni tecniche sulla potenza della nuova Home Console firmata Nintendo. Quel che è certo è che il livello di dettaglio raggiunto da ZombiU non sarà il metro di riferimento per le esclusive WiiU.
Il titolo non raggiunge, per dettagli e qualità delle texture, le produzioni viste su console in questi ultimi anni, posizionandosi un gradino sotto a molti “Tripla A”. Quasi tutti gli aspetti andrebbero leggermente rivisti. La modellazione poligonale è un po' povera, ed il comparto animazioni abbastanza legnoso. Ma sono soprattutto le texture che, inquadrate a distanza ravvicinata, rivelano una risoluzione non certo eccellente, e l'assenza di mappe di superficie.
C'è da dire però che il titolo scorre fluidissimo, e l'Anti Alising al massimo garantisce un'ottima pulizia visiva. Compiace anche la gestione delle fonti luminose, davvero perfetta. Il fascio della torcia allunga le ombre, che si proiettano tetre lungo le pareti, mentre in superficie i fari delle auto ancora accesi abbagliano, solcando l'onnipresente pulviscolo di polvere e fumo.
Proprio sull'atmosfera gioca ZombiU, per rimediare a qualche inciampo grafico. Da questo punto di vista il titolo Ubisoft mostra ancora carattere e coraggio, esplorando un'ambientazione poco diffusa nel mondo videoludico (ci viene in mente Hellgate: London), e riuscendo in maniera magistrale a distinguerla e qualificarla. Lo squallore dei palazzoni nelle zone residenziali si alterna con l'imponente fierezza della Torre di Londra, i cui muraglioni si estendono fino ai moli sul Tamigi. A Buckingham Palace il delirante senso di vuoto è amplificato dal ricordo di una bellezza gloriosa, scomparsa con l'arrivo della piaga, mentre le catacombe della cattedrale sono lugubri e stagnanti.
L'ottima atmosfera viene esaltata poi dal lavoro acustico. Non ci sono troppe musiche di sottofondo, in ZombiU, ma solo un tessuto sonoro di lugubri lamenti. Le urla degli zombie, le grida delle cornacchie, l'ansante terrore del protagonista che muore di paura. Di tanto in tanto, una nota tenuta, un accordo di violino, ad intensificare le sensazioni del giocatore. Una scelta eccellente, anche se non tutte le campionature sono di altissimo livello. Ottimo il doppiaggio inglese, anche se si tratta soltanto di un paio di voci. Purtroppo l'assenza di un adattamento italiano peserà abbastanza.

Multiplayer

Dal menù iniziale si può selezionare anche una modalità Multiplayer, da giocare in locale. Le due opzioni disponibili mettono di fronte un utente con il Gamepad ed uno che invece controlla, sul televisore, un sopravvissuto armato di tutto punto, grazie all'ormai celebre accoppiata WiiMote + Nunchuck o al Controller Pro. Quest'ultima opzione, in particolare, è seriamente consigliata, dal momento che la sensibilità del Wiimote è un po' troppo accentuata.
In ogni caso, il gameplay del multiplayer è asimmetrico: il giocatore con il Tablet impersona il “Re degli Zombie”, e posiziona le proprie unità per tentare di uccidere l'altro player, oppure nel tentativo di catturare le bandiere in una sorta di modalità Zone.
Questa virata “strategica” non è troppo interessante da giocare; invece l'utente sul campo si diverte a sparare fucilate a ripetizione, grazie all'abbondante munizionamento presente nell'area di gioco. Un po' di Run And Gun, insomma, per una modalità che stravolge completamente i ritmi di ZombiU.
Tale “colpo di testa” può essere anche interessante, ma il Multiplayer ha troppe poche opzioni ed un numero altrettanto esiguo di mappe per essere totalmente autonomo o divertente sulla lunga distanza. Il gameplay non sembra neppure bilanciatissimo, quindi il tutto si rivela interessante per qualche partita fra amici. In effetti, soprattutto in occasione del lancio, non è male avere un prodotto in grado persino di animare qualche serata, ma non diremmo che il Multi di ZombiU è fondamentale nell'economia del prodotto.

ZombiU ZombiU non è un titolo perfetto. E' soprattutto la qualità del colpo d'occhio che lascia perplessi, ma anche la scelta di abbracciare una narrazione troppo frammentata e poco coerente non soddisfa pienamente. Viste le qualità dell'atmosfera e l'ottima realizzazione dell'ambientazione, gli eventi della trama avrebbero meritato di essere valorizzati di più. Ma al di là di questo, ZombiU è un prodotto audace: un Survival duro e feroce, disumano, che non solo recupera la tradizione perduta del genere, ma sfrutta il GamePad per dare un ritmo tutto particolare all'esplorazione ed all'avanzamento. Da questo punto di vista, ZombiU è la prova lampante che il Tablet Controller può in qualche modo cambiare e rinvigorire l'approccio a certi generi. Serve ovviamente progettazione e creatività: due doti che il team di sviluppo ha dimostrato di avere. Espressamente dedicato agli amanti dell'Horror, ZombiU è un prodotto davvero unico, e per questo motivo, al di là delle incertezze di chi si aspettava forse qualcosa di più movimentato, rappresenta uno dei Must Buy della nuova Home Console Nintendo.

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