Rubrica Gaming Effect Episodio 19

Goichi Suda, Shinji Mikami e Tetsuya Mizuguchi: carriere a confronto.

rubrica Gaming Effect Episodio 19
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Torna Gaming Effect con una nuova retrospettiva. E un'altra volta si guarda alle mille sfaccettature del mercato giapponese, che tanti spunti di riflessione offre in questo periodo ancora travagliato.
Gloria e declino, ed il passaggio da un'epoca in cui lo sviluppo nazionale ha tirato le fila dell'intera industria, ad un'altra in cui il videogioco nipponico cerca una nuova identità.
Proprio l'uscita di due titoli decisamente particolari, Child of Eden e Shadow of the Damned, è il pretesto per gettare un'occhiata critica e analitica alla grande opera di tre Game Designer davvero eccezionali. Goichi Suda, Shinji Mikami e Tetsuya Mizuguchi sono veri e propri mostri sacri dello sviluppo.
Ed è forse proprio la loro opera più recente quella che lotta con più forza per opporsi alla crisi creativa. Abbracciando senza compromessi la più piena filosofia Arcade (con God Hand prima e con Vanquish poi), puntando tutto sul rapporto evocativo fra immagine e suono, o rivendicando con orgoglio la priorità del proprio pastiche culturale (quello di un otaku invischiato nella girandola delle proprie perversioni), i tre sviluppatori si sono opposti con decisione alla perdita di personalità e carattere che le produzioni giapponesi sembrano aver subito. Sono scelte nette, perentorie, finanche eccessive, ma tracciano un possibile sentiero da seguire per ristabilire, se non il primato, almeno l'importanza della scena produttiva del paese del Sol Levante.

Come sempre, buon ascolto, ed aspettiamo i vostri commenti.

Se volete poi qualche informazione in più riguardo ai brani selezionati come intermezzi musicali, fate un salto su Gaming Effect.

Episodio 19

Potete ascoltare il Podcast direttamente su questa pagina, cliccando sul player sottostante, oppure scaricare il file cliccando qui. Sulle pagine del sito di Gaming Effect potete invece recuperare le vecchie puntate.










Argomenti del Diciannovesimo Episodio
Giusto in tempo per l’E3 Gaming Effect ritorna con il diciottesimo episodio, completamente incentrato sui racing Dopo più di un mese di attesa Gaming Effect torna con il diciannovesimo episodio.

Si torna a parlare di Giappone, prendendo come spunto l’uscita di due titoli tipicamente nipponici, Shadow of the Damned e Child of Eden, per ripercorrere le carriere di tre figure di primo piano nell’industria.

Ripercorreremo quindi le storie professionali di Goichi Suda, Shinji Mikami e Tetsuya Mizuguchi, analizzando i loro successi e i flop, cercando di capire come sono arrivati a produrre i nuovi titoli appena giunti sul mercato.

- Link Diretto all'Mp3
- Post Dell'episodio

Biografie

Alessandro “Neon” Mazzega
Ingegnere informatico, classe 1979.
Sin da tenera età prende confidenza con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi e allo sviluppo di software. Milita per lunghi anni tra le fila del newsgroup it.comp.console, decidendo di abbandonarlo qualche anno fa per migrare verso nuovi lidi. Nel frattempo collabora con realtà quali Multiplayer.it ed Everyeye. Attualmente si occupa di gaming in ambito mobile e aziendale, di ricerca sulla Gamification, assiste con passione a concerti dal vivo, canta in un gruppo metalcore e studia alcuni framework per iniziare a gettare le basi per lo sviluppo del suo primo videogioco.

Luigi “RayX” Catuogno
Informatico, classe 1975.
Si scopre appassionato di videogiochi fin dagli albori dell’industria quando i giochi in casa erano rappresentati da Pong. Cresce come coder: fin dai tempi dello ZX80 già scrive i suoi primi rudimentali giochini che stavano in 90byte di codice. Corona il suo sogno di lavorare professionalmente nell’industria videoludica dal 2000 partecipando allo sviluppo di titoli pubblicati sulle maggiori piattaforme di allora. Dal fallimento della software house che lo aveva reso felice per qualche anno (lui giura: “non è colpa mia”), si da all’informatica più elementare occupandosi di tecnologie di audio/video streaming e delivery. Oggi si annoia lavorando nel ramo dell’IpTv dove ha ormai smesso di scrivere codice.
Ma ha un piano...

Alberto “Albertone” Ziello
Responsabile comunicazione, classe 1978.
La passione per i videogiochi nasce con l’arrivo in salotto di un apparecchio elettronico chiamato Commodore 64. In quel momento scoppiò l’amore che continua ancora oggi dopo più di venti anni. L’attivismo internettiano comincia invece con it.comp.console, abbandonato dopo diversi anni di militanza. Intanto sfrutta la passione per la scrittura e partecipa alla nascita del sito internet amatoriale PlayOnLine e alla creazione della rivista cartacea Check Point, edita da Pluricom. Successivamente collabora per Edizioni Master (Più Giochi PS2) e Play Press (Game Republic, PlayStation Magazine Ufficiale, X360 Magazine). La passione per i videogiochi diventa infine un lavoro stabile, dapprima come Junior PR Manager presso Atari Italia e attualmente negli studi milanesi di Ubisoft in veste di Press Specialist.

Gianluca “Ganon” Leggio
Impiegato, classe 1978.
La passione per il videogioco sboccia sin dall’età di cinque anni, quando invitato a casa di un amico scopre un vero e proprio universo parallelo dalla visione di un Intellivision con Burger Time. Questo lo spinge a fare immani insistenze sui genitori per l’acquisto dell’allora neonato Commodore 64. Le pressioni ebbero successo e da allora fu un’escalation di emozioni che non si è ancora fermata nonostante la veneranda soglia dei 30 sia ormai stata passata da un paio di anni. Nel corso degli anni l’amore per i videogiochi gli dà modo di essere una delle colonne portanti del sito amatoriale PlayOnLine.net e di collaborare con importanti realtà quali Edizioni Master e Play Media Company. Ora, annoiato mortalmente dal lavoro d’ufficio, ha preferito abbandonare il lato oscuro del parlare di videogiochi (lo scritto) per dilettarsi con entusiasmo in questa nuova divertente e (si spera) interessante avventura.