Gaming Effect Episodio 53 - Cinema e Videogame

Gli esperimenti degli anni '80, il periodo dei terribili Tie-In, le moderne iniziative transmediali. Come si è evoluto il rapporto fra film e videogiochi?

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Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fin dai primi anni '80 l'industria cinematografica, quella hollywoodiana soprattutto, ha tentato di trasportare su grande schermo i videogiochi di maggior successo, per sfruttarne l'idea ma soprattutto il successo già acquisito dal brand. La stessa operazione ma a parti inverse (ovvero i videogiochi classificati come tie-in) è stata eseguita ancor più frequentemente, con risultati decisamente altalenanti: pochi buoni titoli e altri che sono ricordati come motivo scatenante della crisi dell'industria videoludica americana dei primi anni ‘80. Ma questo sarà argomento per una futura puntata di Gaming Effect. In questo episodio parliamo di film tratti o ispirati ai videogiochi, non viceversa.
Una pratica di per sé apparentemente naturale, considerate le caratteristiche comuni dei due media: su tutte e da sempre la componente narrativa, poi la caratterizzazione dei personaggi, più recentemente il comparto audiovisivo. Un'operazione "a colpo sicuro", tranne poi scontrarsi con la dura realtà di critica e botteghino. Perché non basta certo il titolo sulla locandina o l'attorone di turno a rendere un film un buon film, perché non tutti i giochi di successo sono necessariamente buoni candidati per una trasposizione cinematografica, perché per quanto un plot possa sembrare ottimo nel contesto videoludico, dove il divertimento dovrebbe essere per lo più garantito dal gameplay, sul grande schermo è la storia (e la recitazione) a catalizzare l'attenzione e determinare la godibilità dell'opera. In un videogioco il fruitore è parte determinante della vicenda, la vive in prima persona, mentre in un film è spettatore passivo.
Quindi, funziona la cosa? Esistono buoni film tratti da o ispirati a videogiochi? Oppure è sempre stata la solita, goffa operazione meramente commerciale?
Ripercorriamo gli ultimi trent'anni per scoprirlo.

Potete ascoltare il Podcast direttamente su questa pagina, cliccando sul player sottostante, oppure scaricare il file cliccando qui. Sulle pagine del sito di Gaming Effect potete invece recuperare le vecchie puntate.










Intermezzi musicali:

- Warcraft, dalla colonna sonora del film Warcraft - 11:18
- Utah Saints, dalla colonna sonora del film Mortal Kombat - 36:14
- Captain Kirk Vs. Zombies, dalla colonna sonora del film House of the Dead - 58:14
- Wreck-It Ralph Remix, dalla colonna sonora del film Ralph Spaccatutto - 1:18:27
- La canzone dal trailer del film Assassin's Creed - 1:45:47

Link Utili:
- Link Diretto all'Mp3
- Post Dell'episodio

Biografie

Alessandro "Neon" Mazzega
Ingegnere informatico, classe 1979.
Sin da tenera età prende confidenza con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi e allo sviluppo di software. Milita per lunghi anni tra le fila del newsgroup it.comp.console, decidendo di abbandonarlo qualche anno fa per migrare verso nuovi lidi. Nel frattempo collabora con realtà quali Multiplayer ed Everyeye.it. Attualmente si occupa di gaming in ambito mobile e aziendale, di ricerca sulla Gamification, assiste con passione a concerti dal vivo, canta in un gruppo metalcore e studia alcuni framework per iniziare a gettare le basi per lo sviluppo del suo primo videogioco.

Angelo "Jona" Franco
Informatico, classe 1975.
Ormai sulla soglia dei 40, al di fuori degli impegni lavorativi spirito e passioni sono ancora quelli di vent'anni fa, dal running ai videogames, passando per cinema, musica e tecnologia in generale.
Prima esperienza con una console nel 1980, fu l'Atari 2600 del vicino. Primo computer nell'83, un Commodore Vic-20. Da lì in poi è stato sempre e solo amore per i videogames, passando per ogni era ludica nonché ogni sala giochi raggiungibile in bici prima o con un Fifty poi, fino ai giorni nostri. Da tempo membro della famiglia di PlayOnline e quindi partecipe part-time delle varie avventure editoriali ad esso connesse (incluso il nuovo blog chiaramente), nella vita vera si occupa di delivery di servizi ITO, per poi fuggire, la notte, nelle terre di Hyrule alla ricerca della propria principessa.

Alberto "Albertone" Ziello
Responsabile comunicazione, classe 1978.
La passione per i videogiochi nasce con l'arrivo in salotto di un apparecchio elettronico chiamato Commodore 64. In quel momento scoppiò l'amore che continua ancora oggi dopo più di venti anni. L'attivismo internettiano comincia invece con it.comp.console, abbandonato dopo diversi anni di militanza. Intanto sfrutta la passione per la scrittura e partecipa alla nascita del sito internet amatoriale PlayOnLine e alla creazione della rivista cartacea Check Point, edita da Pluricom. Successivamente collabora per Edizioni Master (Più Giochi PS2) e Play Press (Game Republic, PlayStation Magazine Ufficiale, X360 Magazine). La passione per i videogiochi diventa infine un lavoro stabile, dapprima come Junior PR Manager presso Atari Italia e attualmente negli studi milanesi di Ubisoft in veste di Press Specialist.

Gianluca "Ganon" Leggio
Impiegato, classe 1978.
La passione per il videogioco sboccia sin dall'età di cinque anni, quando invitato a casa di un amico scopre un vero e proprio universo parallelo dalla visione di un Intellivision con Burger Time. Questo lo spinge a fare immani insistenze sui genitori per l'acquisto dell'allora neonato Commodore 64. Le pressioni ebbero successo e da allora fu un'escalation di emozioni che non si è ancora fermata nonostante la veneranda soglia dei 30 sia ormai stata passata da un paio di anni. Nel corso degli anni l'amore per i videogiochi gli dà modo di essere una delle colonne portanti del sito amatoriale PlayOnLine.net e di collaborare con importanti realtà quali Edizioni Master e Play Media Company. Ora, annoiato mortalmente dal lavoro d'ufficio, ha preferito abbandonare il lato oscuro del parlare di videogiochi (lo scritto) per dilettarsi con entusiasmo in questa nuova divertente e (si spera) interessante avventura.