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Rubrica Giochi Vecchi - Metal Gear Solid

La volta in cui: Hideo Kojima ci infilò sotto una scatola di cartone.

rubrica Giochi Vecchi - Metal Gear Solid
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Articolo a cura di
Giuseppe Angelo Fiori Giuseppe Angelo Fiori Non gioca più ai videogiochi. Per questo gli piace parlarne. Parla anche di donne, lavoro e salute. Lo trovate su Facebook.

L'ultima vera killer application della PlayStation. Metal Gear Solid è stato l'ultimo gioco davvero potente prima che sviluppatori, uffici marketing e riviste marchettare varie si dedicassero anima e cuore alla PlayStation 2.
In quei giorni, il tempo dello stupore era finito. La PlayStation non era più la console delle meraviglie, era uno scatolone grigio che la maggior parte della gente aveva scoperchiato e su cui aveva saldato un chip. Il rispetto era finito. Nel mercatino dell'usato dove andavo a vedere mobili e lampadari, le PlayStation usate stavano in una bacheca, messe una sopra l'altra. Sembravano vecchi videoregistratori. Poi quelli della Sony avevano fatto uscire questa specie di roba per criceti, che nella loro mente credo servisse a dare una svecchiata alla console e ad attirare il pubblico femminile e i bambinazzi: la PsOne. Era una PlayStation, solo che era bianca, piccola e brutta. Era l'ultima chiamata per tutte le mamme che ancora non avevano gratificato i propri figli con la console che avevano tutti, e che si rodevano nel senso di colpa di non aver soddisfatto il bimbo quando potevano. Perché poi sarebbe arrivata la PlayStation 2, e li non te la cavavi di certo con 250mila lire.

L'orribile PsOne
Questa era l'aria.
Noi videogiocatori scafati sembravamo tutti a un concertone che non era ancora finito, però stavamo già andando via, tanto i gruppi migliori avevano già suonato. Poi certo, in prima fila c'erano i tamarri che avevano appena scoperto Resident Evil 2 e qualche inutile gioco di Formula Uno, quindi loro rimanevano. Ma noi ci stavamo annoiando.
Poi Konami, che da poco se ne era uscita con quel gioco fighissimo che era Silent Hill, pubblica Metal Gear Solid. Lo ha realizzato Hideo Kojima, un tipo chiaramente mezzo psicopatico, uno che voleva fare cinema, ma che per un motivo o per un altro si è trovato a fare videogiochi. E allora ci ha messo tutto dentro. E ha fatto il gioco che ci ha fatto tornare tutti a vedere la fine del concerto.
Metal Gear Solid è il gioco numero tre della serie di Metal Gear, una serie nata alla fine degli anni '80 su NES e MSX. Il primo Metal Gear era un gioco di azione con visuale dall'alto, che aveva la sua bella novità nel fatto che eri incentivato a evitare gli avversari e non ad affrontarli a viso aperto. La trama del gioco si incentrava su questa tremenda arma segreta che si chiama Metal Gear, un robottone mezzo nucleare, che è al centro di tutta una serie di intrighi internazionali, roba di spie e segreti militari, politica e fini di mondo. E voi siete Solid Snake, un agente segreto e soldato che deve salvare tutto. Solite cazzate.

Meryl Silverburgh, grande oggetto sessuale di tutti i giocatori di Metal Gear Solid
La cosa che rende Metal Gear Solid così figo è il fatto di essere veramente la summa totale di tutti i giochi d'avventura che erano stati prodotti su PlayStation, con l'aggiunta di una serie di elementi totalmente originali. C'era un po' di ogni titolo che l'aveva preceduto, c'era una grafica fighissima, una delle cose migliori mai viste su PlayStation, una storia della madonna e tutta una serie di innovazioni davvero sostanziali. Un modo di giocare completamente diverso che andava oltre lo spara&ammazza, ma contemplava il muoviti di soppiatto, scivola alle spalle, prendi a pugni sulla nuca, strangola&nascondi, mimetizzati in uno scatolone.
C'erano elementi narrativi e di gameplay che hanno cambiato proprio il rapporto del giocatore con il videogioco. Basti citare il momento della tortura, o certe conversazioni alla radio, momenti che danno l'impressione che i personaggi si stiano rivolgendo direttamente a te, e non a quel tipo che corre e fa la capriole nello schermo.
La regia, lo svilupparsi della trama e la storia sono quelle di un film. Un film di poco superiore alle trasposizioni cinematografiche di quei romanzi da gabinetto alla Ken Follet, ma che però inizia a provare a dire qualcosa di più. Non c'è solo la storia, c'è un giudizio sul mondo. E questo gioco è forse il primo che con la sua trama prova davvero a trascendere, a non raccontare una storia che ha il solo fine di essere figa, ma che vuole cambiare il giocatore. Metal Gear Solid è veramente il primo gioco che ha l'ambizione dichiarata di fare ciò fanno il cinema e la letteratura migliori.

Il Codec, che ogni volta che appariva e mi obbligava a interrompere il gioco mi faceva sbroccare

Sul fatto che ci riesca o che ci sia riuscito dovremmo parlarne. E forse ne parleremo per sempre. Poi dovremmo anche chiederci quanto la storia divori il gioco, e quanto a volte, sebbene ci siano dei bivi, non ci si senta altro che burattini nelle mani dei deliri narrativi di Kojima. Quello che io ancora mi chiedo e come mai questo gioco fantastico non abbia mai fatto completamente breccia nel mio cuore. Forse perché sono un romantico che ha bisogno di un po' di sentimento. E Metal Gear ha tanti intrighi, ma poco sentimento.