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Rubrica Giochi Vecchi - Pirateria

La volta in cui: giocavamo a tutto e non stavamo giocando a niente.

rubrica Giochi Vecchi - Pirateria
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Articolo a cura di
Giuseppe Angelo Fiori Giuseppe Angelo Fiori Non gioca più ai videogiochi. Per questo gli piace parlarne. Parla anche di donne, lavoro e salute. Lo trovate su Facebook.

Quando d'estate stavo in spiaggia e prendevo il sole, guardavo sempre i venditori ambulanti. Erano marocchini e senegalesi che battevano la spiaggia tutto il giorno, carichi di palloni, secchielli, racchette, cappellini di marca Bike, magliette Adi Hash e cose così. Poi c'erano quelli che vendevano gioielli, paccottiglia e orologi di plastica. Avevano delle bacheche piene di roba, erano pieni di foulard e di asciugamani.
Questo era il quadro che mi si presentava in spiaggia ogni giorno, più o meno da quando ho ricordi di spiaggia.
Nei primi anni duemila comparve un nuovo tipo di ambulante. Questo nuovo ambulante era nero, giovane, altissimo e magro, era spesso guardingo e aveva solo uno zainetto sulle spalle. Questo tipo di ambulante veniva spesso braccato dagli sbirri, che venivano appositamente in spiaggia per cercarlo. La scena tipica era più o meno così: sotto il sole di luglio, un caldo fottuto, due o tre sbirri in perfetta divisa calda e felpata provavano a inseguire un bolide nero in pantaloncini e scarpe da tennis.
Questi giovani ambulanti erano braccati dagli sbirri perché avevano i cd con i giochi piratati. Avevano zaini pieni di giochi per la Playstation. Erano cd dentro bustine di plastica trasparente. Dentro le bustine c'erano anche dei foglietti con una stampa pessima della copertina del gioco, roba presa spesso da internet. Si compravano a diecimila lire, o forse cinquemila, non ricordo bene. Però mi ricordo che erano ben forniti. Avevano anche i giochi di importazione, roba non distribuita ufficialmente in Italia.

Oltre che nelle spiagge, i giochi masterizzati si vendevano anche per le vie della città, in bancarelle sistemate in luoghi strategici...
Questo era quello che stava succedendo. Negli ultimi anni di vita della Playstation, la pirateria era talmente diffusa che la distribuzione arrivava fino ai venditori ambulanti in spiaggia. A quei tempi nessuno, o quasi, pensava di scaricarsi i giochi da solo. Con le connessioni che c'erano, più di qualche mp3 e pornazzi di bassa qualità non si riusciva scaricare. Certo, a volte ti compravi Spyro the Dragon e dentro al disco c'erano le Canzoni di Sanremo, ma visti i prezzi, tutti lo consideravano un rischio accettabile.
Personalmente, io ho sempre fatto lo schizzinoso. Provavo in tutti i modi a distinguermi dalla massa di nuovi videogiocatori che erano arrivati con la Playstation. Marcavo il fatto che io giocavo sin da quando i joypad avevano solo due tasti, li invitavo a essere morigerati, che la soluzione non stava nella pirateria. Questa bulimia di cd li avrebbe portati alla perdizione totale, a iniziare mille giochi e non finirne nemmeno uno, a cadere in un tunnel di noia e apatia. Naturalmente i miei compagni di spiaggia delle mie prediche se ne sbattevano e compravano due giochi al giorno.
E così, lasciato solo, cedetti anche io. Comprai dei giochi, ma solamente quei giochi che, dissi a me stesso, erano irrinunciabili. I miei acquisti irrinunciabili furono due: Street Fighter Alpha 3 e Gran Turismo 2.

...E a volte gli sbirri li beccavano.
Mi ricordo come stavo quando rientravo a casa con questi giochi. Ero elettrizzato. Benvenute nuove sfide con Ken, gli Hadouken e i personaggi nuovi, benvenute nuove macchine e nuove piste e nuove scommesse per vedere chi arriva primo in una sfida da 50 giri con la Subaru Impreza. Mi aspettavo ancora tante partite, mi aspettavo di prendere GT2 e sviscerarlo come avevo fatto con il primo, vedevo già la fila fuori casa per le sfide in multiplayer. E invece niente. Silent Hill l'avevo giocato masterizzato e l'avevo anche finito, ma era stata un'eccezione. Street Fighter Alpha 3 e Gran Turismo 2 li giocai per qualche giorno, poi era già passato a casa il mio solito amico con i suoi cd nuovi e altri giochi da provare. Resident Evil 3, Spyro the Dragon, Klonoa, Parasite Eve, perfino un Fifa200X, per me che i giochi di calcio non li ho mai sopportati. Insomma, ero finito dentro quel vortice infernale del giocare a tutto e del giocare a niente. Vedevo i sequel di giochi che per me erano leggenda macinarsi e confondersi dentro un frullatore che rendeva tutto uguale, tutto subito noioso, tutto un po' troppo difficile per insistere e fare un'altra partita. C'era sempre qualche novità, qualcosa che ti faceva distogliere l'attenzione dal gioco a cui stavi giocando. Avevo un amico particolarmente assiduo nel comprare giochi dai marocchini. Nel suo salotto c'era uno scatolone di quelli che si usano per i traslochi. I tempi della scatola di scarpe con le cartucce erano passati. Ora c'erano gli scatoloni pieni di cd masterizzati. E fu lì che qualcosa in me si mosse. Vedere Metal Gear Solid in un calderone insieme a giochi di merda come "Men In Black" e "Harry Potter e la Pietra Filosofale" era troppo, era come una bestemmia in chiesa.

La schermata di selezione dei personaggi di Street Fighter Alpha 3.
Così, come già era successo altre volte, mi chiusi in me stesso. Presi a giocare tutto il tempo a Street Fighter Alpha 3 con Ken in modalità Survival. Nessun'altro personaggio, nessun'altra modalità. Cercavo di arrivare sempre più avanti, provavo ad uccidere sempre più avversari. Alla bulimia da videogiochi imperante, opponevo una linea di ripetizione ossessiva dello stesso frammento di gioco, in cerca del senso. Questa soluzione da pazzo esaurito ovviamente non sortì alcun effetto, se non quello di farmi giocare sempre meno.
E così il Dual Shock stava fermo a prendere polvere. Non mi sento di dare tutta la colpa ai giochi masterizzati, forse ero anche io che non avevo più voglia di giocare, o forse non avevo trovato un gioco che mi appassionasse come quelli del mio passato. O forse era la Playstation, che ormai stava diventando vecchia.