Rubrica Gioco del Mese - Agosto 2015

Un mese caldo e non troppo affollato: conferme e qualche sorpresa in questo agosto, caratterizzato da un vincitore inaspettato, eppure in grado di lasciare il segno anche in mezzo a produzioni ben più note.

rubrica Gioco del Mese - Agosto 2015
Articolo a cura di
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Agosto, si sa, non è mai un mese troppo affollato. Non hanno fatto eccezione gli ultimi, caldissimi, trentuno giorni, caratterizzati come sempre da un naturale rallentamento dei ritmi d'uscita: la proverbiale "quiete prima della tempesta" invernale, le cui prime avvisaglie cominciano già a manifestarsi. Eppure qualche uscita interessante c'è stata, tra il tentativo di Sony di celebrare l'horror classico all'americana anni '90 con Until Dawn e il lavoro di The Chinese Room, che ha finalmente portato sugli scaffali la sua avventura interattiva Everybody's Gone to the Rapture. Ci si sarebbe potuto aspettare una lotta per il podio tra questi ultimi due, eppure agosto ha visto l'uscita di un piccolo capolavoro, in grado di sbaragliare la concorrenza senza troppa fatica.

Until Dawn

Un Heavy Rain in salsa horror. Potete vederlo così, l'ultimo titolo di Supermassive Games, prodotto che nel corso degli anni ha cambiato notevolmente faccia e struttura. Otto ragazzi, una baita di montagna, ed una notte appena cominciata. L'atmosfera lugubre e minacciosa, l'aria satura di una volontà malevola, sono i tratti distintivi che Until Dawn recupera dai Teen Horror, inseguendo i classici del genere in maniera molto rigorosa, apparentemente senza volerne riscrivere le regole. La parte iniziale del racconto, tesa e ben tenuta, è un intrico di indizi e mezze verità, una storia scritta ottimamente anche se forse un po' prevedibile. Proprio in virtù della discreta varietà di situazioni, dei salti sulla sedia regolari ma efficaci, tutto funziona alla grande, lasciando al giocatore la dolce illusione che le sue scelte abbiano una qualche influenza sulle sorti dei personaggi. Purtroppo, a metà dell'avventura, le atmosfere tipiche del genere Cabin in the Wood lasciano il posto ad una conclusione molto meno elegante. La progressione comincia a concentrarsi interamente sui Quick Time Event, e le morti violente dell'ultima parte mettono alla luce gli "inganni" decisionali del gioco. Forse addirittura disincentivando l'avvio di una seconda partita. Until Dawn è insomma un passatempo leggero, ma con una storia che si perde per strada, inseguendo antiche maledizioni indiane, e troppe promesse non mantenute.

Everybody's Gone to the Rapture

Everybody's Gone to the Rapture, dicono i ragazzi di The Chinese Room, racconta della fine del mondo. Anzi: della fine di un mondo, del decesso silenzioso di una piccola e insignificante cittadina dello Shropshire. Everybody's Gone to the Rapture rinuncia integralmente alla componente ludica: è prima di tutto una storia, non un videogame. Una storia diffratta, pulviscolare, adagiata in un ambiente aperto che va esplorato con meticolosa attenzione. Per via di questo netto rifiuto ad essere gioco, ma anche per aver costruito scenografie tecnicamente non sempre eccelse, il titolo di The Chinese Room resta un grandino sotto rispetto al diretto concorrente The Vanishing of Ethan Carter. Ad esplodere fragorosamente è però il tessuto narrativo, in un racconto meraviglioso capace di mescolare fatti minuscoli e cosmogonie universali, intrecciando storie di uomini e di stelle.

Volume

Anche se qui manca quel filosofeggiare profondo che ha reso così prezioso il primo titolo di Bithell, Thomas Was Alone, si avverte la voglia di proporre un gioco più strutturato, sostanzioso; ma sempre attento a trovare elementi originali in seno ad un genere che più classico non si può. Volume, del resto, assomiglia proprio ad una versione "evoluta" di quel "VR Missions" che faceva da corollario al primo Metal Gear Solid: uno stealth che -quando serve- sa farsi puzzle, tradizionale eppure brillante. Volume è un prodotto interessante e persino coraggioso, espressione di un ostinato amore per un concept che si credeva estinto. Rispetto agli ancestrali stealth game a cui si ispira, qui c'è in verità meno spazio per la libera interpretazione degli stage ed una propensione a valorizzare la componente enigmistica.

Trine 3: The Artifacts of Power

Gli appassionati di esoterismo avranno modo di sbizzarrirsi nel cercare significati reconditi all'interno dell'ultima opera ludica dei finlandesi Frozenbyte: un gioco che s'intitola Trine 3 (letteralmente "Trino", "Triplice") in cui controllare tre personaggi, giunto al terzo capitolo, e che si apre alla terza dimensione. È proprio quest'ultima la vera grande novità di The Artifacts of Power, che rompe le contenitive catene bidimensionali dello scorrimento orizzontale e rinnova, tramite l'uso del 3D, le dinamiche puzzle/platform dei due precedenti episodi. Divertente, magico e visivamente incantevole, Trine 3 è un racconto favolistico imperdibile non solo per gli amanti del genere, ma anche per tutti coloro che, con animo di fanciullo, desiderano immergersi in mondi immaginifici da fantasy d'alta scuola. Nonostante una longevità certamente migliorabile che non stimola il replay value e una sceneggiatura troppo sbrigativa sul finale, l'ultimo titolo Frozenbyte si dimostra un gioco all'altezza dei suoi illustri predecessori.

Fuori concorso

Come sa bene chi segue la nostra rubrica dedicata al gioco del mese, non siamo soliti includere le riedizioni e i remaster, dato che si tratta di produzioni che hanno avuto la loro chance di essere premiate in passato. In ogni caso, questo mese citiamo comunque due illustri esponenti della categoria, che hanno entrambi ricevuto operazioni di lifting degne di nota. Da una parte c'è Zombi, riedizione per console della corrente generazione di ZombiU, che gode di una riscrittura del sistema di controllo per adattarsi ai tradizionali pad, dall'altra Gears of War Ultimate Edition, che si è presentato in forma smagliante su Xbox One, ricordandoci quanto l'originale abbia influito sul genere degli sparatutto in terza persona durante la scorsa generazione.

Gioco del mese: Galak-Z

Attendevamo con un certo interesse il nuovo lavoro di Jake Kazdal, ex dipendente di Sega Japan e fondatore di Team 17-bit. Lo attendevamo perché il suo titolo di esordio Skulls of the Shogun era pieno di idee interessanti, e perché l'ambientazione da cartone animato anni '80 era irresistibile. Galak-Z The Dimensional però è andato oltre ogni possibile aspettativa. È un titolo a basso budget, con un game design eccezionale e tanta di quella qualità da far impallidire produzioni ben più blasonate. Però, fate attenzione. Galak-Z The Dimensional non è un titolo per tutti, perché è difficile, molto difficile, e per vedere i primi risultati dovrete impegnarvi a lungo. Ciononostante, si tratta di un piccolo capolavoro, che merita senza riserve il titolo di Gioco del Mese di questo agosto 2015.