Gioco del Mese - Luglio 2016

Luglio non è stato un mese particolarmente ricco di uscite, ma non sono mancati titoli interessanti come Song of the Deep, Furi e I Am Setsuna.

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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Luglio è stato un mese discretamente scarico, dal punto di vista delle uscite. In controtendenza rispetto ad un agosto che si preannuncia caldissimo, gli ultimi trenta giorni hanno visto pochi giochi di spessore. Anche se, soprattutto per gli appassionati dello stile orientale e del mercato indipendente, le soddisfazioni non sono mancate. Vediamo quindi di eleggere il nostro personalissimo Gioco del Mese, elencando i Runner Up che non ce l'hanno fatta per poco.

Song of the Deep

Il primo dei nostri runner up è Song of the Deep: un Metroidvania quasi interamente fondato sulla esplorazione e sulla risoluzione di enigmi ambientali, con una stile morbido e caldo e una giocabilità solida che mostra tutta l'esperienza accumulata da Insomniac Games nel corso degli anni. Questo pregio diventa anche il suo difetto nel momento in cui, vuoi per l'ambientazione o per le meccaniche chiamate in causa, ci si poteva aspettare un guizzo creativo in più, capace di alzare l'asticella del genere o almeno di saper dare maggiore coesione al tema subacqueo che a volte sembra diventare quasi un ostacolo per la lo sviluppo di alcune idee di gameplay. Anche senza troppe sorprese gli amanti del genere troveranno comunque un prodotto capace di "annegare" la loro voglia di Metroidvania e accompagnarli durante le afose giornate che ci separano dalla prossima ondata di titoli invernali.

I Am Setsuna

Dal Giappone arriva il secondo contendente. I Am Setsuna è un JRPG molto tradizionale, che centra il bersaglio con una storia intrigante, una caratterizzazione dei personaggi esemplare e un gameplay che ripesca alcune delle migliori meccaniche presenti nel magnifico Chrono Trigger. Il tutto è contornato da una realizzazione tecnica che lascia a bocca aperta per la bellezza di personaggi e paesaggi, la nitidezza dei colori, l'elevato numero di dettagli e non per ultima una colonna sonora puntuale e adatta a ogni situazione.

Fru

Tutto ci aspettavamo, meno che avere tra i titoli in lizza per il podio un gioco pensato per Kinect. La periferica Microsoft è sepolta da tempo, eppure Fru arriva come un fulmine a ciel sereno, capolavoro imperdibile del "motion gaming". Fur è una sorta di platform bidimensionale in cui bisogna utilizzare il nostro corpo per creare un percorso, svelando o nascondendo gli elementi di due piani differenti della realtà, "attraverso" cui è possibile guardare grazie alla nostra silhouette. Colmo di puzzle geniali, di trovate schiettamente esaltanti, Fru è un gioco di quelli che non avete mai giocato prima. Brillante, originale, diverso. Magari è arrivato con un po' di ritardo, ma anche Kinect ha il suo masterpiece. Giocatelo, anche se dovesse essere l'ultimo giro con la sfortunata periferica di Xbox One.

Furi

Rude action boss-centrico sviluppato da The Game Bakers, Furi sfiora per un soffio il podio. Il gioco è caratterizzato da un sistema di controllo agile e reattivo, che s'inietta perfettamente in un combat system di qualità sopraffina, votato all'azione rapida ma al tempo stesso accurata. Sono queste le fondamenta di un susseguirsi di boss fight lunghe, ben scandite e differenziate, sorta di grandi danze all'ultimo sangue fatte di schivate, counter e riflessi fluorescenti, tanto impegnative quanto affascinanti nel loro adrenalinico fluire verso un esito mai scontato fino all'ultimo fendente. Nonostante l'esperienza non brilli per longevità, il consiglio è di non lasciarsi scappare quella che è a tutti gli effetti una delle rivelazioni videoludiche più rilevanti di questo periodo.

Gioco del Mese: Monster Hunter Generations

Non poteva che essere lui, il nostro Game of the Month: Monster Hunter Generations. Nonostante il gioco resti fedele alla formula ben rodate, fin dalle prime battute di gioco emerge chiaramente che questo non è un capitolo come gli altri. Il team di sviluppo coglie l'importante ricorrenza per lasciare la numerazione progressiva e omaggiare il decimo anniversario come si deve. Quella "X", persa nella conversione occidentale, si fregia di molteplici significati e riassume in un unico simbolo la vastità del titolo. Quattro sono i villaggi visitabili, quattro sono gli inediti stili di caccia e quattro, infine, sono le enormi bestie che dovremo cacciare. Su queste caratteristiche principali si incardina un'esperienza di gioco mai così aperta e accessibile ai neofiti. Ora c'è un senso di progressione estremamente coerente, e l'introduzione delle nuove meccaniche di gioco mitiga leggermente l'intransigenza del farming senza mai snaturare i tratti caratteristici della serie. Monster Hunter Generations è un titolo imperdibile per tutti gli appassionati, così come rappresenta un ottimo punto di partenza per tutti coloro che si sono sempre fatti frenare dalla scontrosità dell'hunting game firmato da Capcom.