Rubrica Gioco del Mese - Maggio 2015

Una pioggia di produzioni indipendenti ha rinfrescato il maggio appena trascorso, adombrato comunque dalla mole titanica di The Witcher 3 e bagnato anche dai colori dell'ottimo Splatoon.

rubrica Gioco del Mese - Maggio 2015
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' stato un mese abbastanza intenso, il maggio appena trascorso, dominato di certo dall'uscita dello smisurato The Witcher 3 ma abbastanza "polposo" anche per quei pochi utenti che con lo Strigo di CD Project non hanno voluto misurarsi. Grazie ad un paio di veri e propri capolavori arrivati dal mercato indipendente, e a qualche produzione più che solida, abbiamo avuto di che divertirci, prima della inevitabile fase di stanca che si accompagna classicamente alla canicola dei mesi estivi.
Nonostante il vincitore del titolo di Gioco del Mese possa essere un po' scontato, vediamo insieme quali sono state le produzioni finite nella nostra lista dei Runner Up.

Sunset

Gli appassionati di narrazione alternativa saranno abituati allo sperimentalismo del team Tale of Tales, che ritorna in azione con Sunset. Il loro nuovo titolo va addirittura oltre quel genere di "racconto interattivo" cui Dear Ester e Gone Home hanno funto da apripista, proponendoci un gioco quasi "nichilista", che fa del minimalismo delle meccaniche il suo punto di forza. Mette in scena invece una storia d'amore e di guerra che si svolge soltanto tra le mura di un appartamento, e diviene quindi sorprendente riflessione su come piccoli e insignificanti gesti quotidiani possano mutare in parte il corso delle vicende personali di due persone, e persino di una rivoluzione. Un'opera coraggiosa e magnetica, rara e preziosa: un gioco che va sperimentato e interiorizzato, oltre che contemplato con un pizzico di malinconia.

Alum

Finanziato tramite kickstarter, Alum è un'avventura grafica a metà strada tra i classici della compianta Lucasarts e gli storici titoli Sierra. King's Quest e Fate of Atlantis scorrono potenti in Alum: il fascino della scoperta e l'arguzia della deduzione si mescolano in un connubio vincente e difficilissimo da azzeccare. Esponente di un genere difficilissimo da interpretare, Alum è fresco e interessante, mai banale, ben concepito e che lancia, dalla sua trama ben narrata, un messaggio forte che vi farà riflettere.

Invisible, Inc.

E arriviamo quindi alla terza produzione indipendente che questo mese ci ha conquistato. Parliamo di Invisible, Inc., nuovo progetto degli eclettici ragazzi di Klei Entertainment. Il titolo mescola meccaniche roguelike con un impianto strategico ben confezionato, dinamico, a tratti spietato. Peccato per la sostanziale brevità della campagna e dell'assenza dell'online: carenze in parte smussate dalla presenza di mappe generate proceduralmente, che permettono certamente un'elevata rigiocabilità. A livello di meccaniche di gioco, Invisible Inc rimane diverse spanne sopra alla maggior parte dei colleghi, avvicinandosi e quasi superando classici come Enemy Unknown.

Not A Hero

Dopo OlliOlli, Roll7 si conferma come nuova sostenitrice di chi ha venduto l'anima agli dei dell'arcade. Not a Hero è uno shooter frenetico, sfrontato e carico di humor surreale, in grado di rapire chiunque grazie ad un gameplay solido quanto impegnativo e alla bizzarra natura dei protagonisti.
Bombardati dal nonsense e investiti da un'incessante pioggia di proiettili digitali, si finisce catturati dalla stessa spirale esplosiva che ci teneva incollati ai cabinati di vent'anni fa. Sicuramente da provare.

Wolfenstein: the Old Blood

Abbandoniamo la scena delle produzioni indipendenti con uno shooter d'eccezione, infilato fra i runner up in virtù della sua natura Stand Alone, che lo configura come un titolo del tutto autonomo e non come un semplice DLC. Grazie a Wolfenstein: the Old Blood potrete riscoprire il lavoro eccezionale di Machine Games, il gameplay dal sapore antico, il piglio ipercinetico dell'azione ed il machismo aggressivo di Blazkowicz. Nonostante il secondo atto dell'avventura risulti superficiale nelle premesse e nella realizzazione, l'alternanza fra stealth e distruzione che ancora si assapora nella prima metà della campagna, il level design studiato meticolosamente, la furiosa esaltazione degli scontri e la voglia di proporre qualche situazione inedita tengono in piedi la produzione.

Project Cars

Menzione obbligatoria anche per Project Cars, racing game riesce a distinguersi da tanti altri congeneri per la varietà senza precedenti della sua offerta ludica, in grado di abbracciare moltissime categorie corsistiche, con una carriera unica nel suo genere. Al netto di un'ottimizzazione non proprio eccelsa, e di alcuni "grandi assenti" nel parco macchine, Project Cars rimane un simulatore eccellente, capace di offrire scorci di una potenza visiva impressionante, completo e in grado in diversi casi di restituire un'esperienza di guida unica nel suo genere e nella sua straordinaria varietà.

Code Name S.T.E.A.M.

Sono due le esclusive Nintendo che finiscono di diritto nel novero dei Runner Up. La prima arriva su 3DS, e risponde al nome di Code Name: S.T.E.A.M. Sviluppato dal team che ha dato i natali a Fire Emblem, non pretende assolutamente di emulare il "fratello maggiore", ed anzi se ne distanzia sia per lo stile (esagerata, guascona, esplosiva e vibrante è la sua vena fumettistica), sia nel gameplay. Intelligent System ci propone una pregevole deviazione dai crismi del genere tattico-strategico, attraverso un dinamismo scevro da formalismi, statistiche ed affini. Peccato per un sistema di crescita un po' troppo semplice e per una narrazione che non spicca mai il volo. La base di partenza fa comunque ben sperare per l'eventuale futuro del marchio.

Splatoon

Originale, acceso e appariscente, lo "splattatutto" firmato Nintendo è un altro esempio di quella splendida diversità che la casa di Kyoto continua imperterrita a promuovere.
Nonostante alcuni aspetti che ad oggi tarpano in parte le ali della produzione Nintendo (al di là di una povertà di contenuti che verrà risolta con le espansioni gratuite, ci riferiamo ad una gestione dell'infrastruttura Online non proprio perfetta), Splatoon si distingue per la sua originalità, l'incredibile forza del contesto visivo, il look "sbarazzino", fresco e sveglio. Si tratta, insomma, di una delle nuove IP più trascinanti, ben studiate e innovative che il mercato ci abbia proposto negli ultimi anni.

Gioco del Mese: The Witcher 3

Non poteva che essere lui, il nostro Game of Thw Month. Monumentale, smisurato, vastissimo, The Witcher 3: Wild Hunt è un Gioco di Ruolo dalla bellezza conturbante. E' un'opera straordinaria soprattutto dal punto di vista narrativo: mai nessuno in un gioco a libera esplorazione aveva osato andare tanto a fondo con la scrittura di un cast di personaggi così ricco e "vissuto", né con la qualità dei dialoghi. Fermo restando che nel combat system e nelle modalità di esplorazione della mappa si rintraccia ancora quella vena ruvida e poco rifinita che da sempre ha contraddistinto la saga, nel modo in cui la mastodondica quest principale e le attività secondarie si intrecciano, integrando anche le decisioni del giocatore, si nota il tocco di una mano veramente espertissima, sorprendente se si considera che si tratta del primo free roaming sviluppato da CD Projekt. A questo, va affiancato il lavoro sinceramente straordinario svolto sull'ambientazione, meravigliosa e avvolgente, e sicuramente superiore a quella di tantissimi altri GDR che aderiscono ad un canone Fantasy un po' spento e trito.