(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Nuovo episodio della (dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2

Rubrica Gioco del Mese - Ottobre 2015

Xbox One ingrana la quinta grazie alla sua esclusiva più importante ma anche le terze parti non sono state con le mani in mano, riempiendo gli scaffali (fisici e digitali) di prodotti di ogni genere.

rubrica Gioco del Mese - Ottobre 2015
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' stato un ottobre incredibilmente denso di produzioni. Mentre Xbox One ha ingranato la quinta precipitando sul mercato al sua esclusiva più importante, le terze parti non sono state con le mani in mano, riempiendo gli scaffali di prodotti di ogni genere. Asta dare un'occhiata all'elenco dei Runner Up per rendersi conto di quanto variegata sia stata l'offerta degli ultimi 30 giorni. Proprio per questo scegliere il vincitore non è stato facile. Eppure...

Warhammer End Time Vermintide

Una delle sorprese di questo mese è stato senza dubbio Warhammer: End Times - Vermintide, titolo che ha le carte in regola per detenere lo scettro di miglior titolo su licenza Warhammer Fantasy per un bel po'. Con un impianto ludico ispirato dallo sparatutto cooperativo che ha reso popolare il genere, adattato per prediligere il combattimento in mischia rispetto alla distanza, Fatshark ha di fatto creato una sua interpretazione ludica di Warhammer Fantasy Roleplay, in cui l'IA sostituisce il master umano, lasciando ai giocatori il "semplice" compito di sopravvivere all'invasione Skaven. Tecnicamente impressionante, l'engine grafico regge bene quasi tutte le situazioni di gioco, tentennando solo nel caso in cui gli effetti particellari affollino eccessivamente lo schermo. Nonostante il sistema di loot casuale arrivi a smussare gli entusiasmi dei giocatori, complessivamente il titolo è ben sviluppato e divertente.

Tales of Zestiria

Fiero esponente della corrente ruolistica orientale, Tales of Zestiria arriva su Ps4 proponendo qualche gradita novità: seppur in modo molto timido, arriva infatti una struttura esplorativa semi "open world", che accompagna il buon lavoro svolto col character design e nel perfezionamento di un combat system frenetico, privo di particolari tecnicismi ma, allo stesso tempo, curato ed incredibilmente profondo. Purtroppo, a fare da contraltare a quanto appena descritto ci pensano, invece, tante spigolature: l'anima old gen, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale e si percepisce sin dalle prime battute di gioco. Ad ogni buon conto le piccole scelte operate da Bandai Namco non possono che far ben sperare per il futuro della serie, rendendo questo Tales of Zestiria un capitolo di transizione a tratti coraggioso e sicuramente interessante per i fan del genere.

Guitar Hero Live

Ottobre ha segnato il ritorno di due grandi brand musicali. Fra Rock Band e Guitar Hero, tuttavia, la spunta quest'ultimo, che offre un corposo numero di novità per il panorama dei party game musicali, con una campagna single player non brillante ma impreziosita da sequenze di sicuro impatto, e con una GHTV che promette ore ed ore di divertimento, nonché una tracklist difficile da eguagliare in termini contenutistici. Anche se il sistema basato sull'utilizzo dei gettoni "Play" potrebbe scontentare non poco i giocatori più hardcore, Guitar Hero Live pone sul piatto un numero di novità certamente superiore rispetto alla concorrenza, giustificando con maggiore convinzione la reunion della band Activision: ai fan del genere, così come a tutti quei giocatori alla ricerca di un titolo che elettrizzi serate trascorse in compagnia, non possiamo che consigliarlo.

Assassin's Creed Syndicate

Dopo le incertezze di Unity, il nuovo Assassin's Creed si esibisce in un poderoso colpo di reni, risultando uno dei migliori capitoli della saga dai tempi di Revelations. Syndicate riesce a portare un buon numero di novità nella classica formula targata Ubisoft, sfruttando pienamente il fascino e le caratteristiche uniche dell'ambientazione vittoriana. Il sistema di combattimento, al netto di un comparto animazioni migliorabile, diverte nettamente più che in passato, la possibilità di scegliere l'approccio in base al personaggio controllato è azzeccata e il design delle missioni riesce a mantenere alto l'interesse sino all'epilogo. Questa volta, inoltre, l'ottimizzazione appare molto più efficace. Se la serie, pur con i suoi alti e bassi, vi ha accompagnato nel corso degli anni, questo è certamente un capitolo da considerare, e, contando le novità introdotte, potrebbe convincere alla prova anche qualche detrattore. La trama, di per sé, non riserva sorprese esaltanti, e lo stealth rimane volutamente lontano dalle formule rigorose di altri esponenti del genere, ma in Syndicate si riconosce una spinta innovativa non radicale eppure efficace, un ottimo lavoro di caratterizzazione sui personaggi, un gameplay molto più flessibile nel passaggio dalla furtività all'azione e un'ambientazione curata tanto dal punto di vista storico quanto da quello del level design.

Project Zero Maiden of Black Water

Atteso lungamente dai fan occidentali della saga, arriva Project Zero Maiden of Black Water. Il titolo tratteggia con efficacia una storia caratterizzata da sofferenza, solitudine e odio, affidandosi alle suggestioni tipiche delle produzioni horror di matrice giapponese. Il risultato finale presenta difetti evidenti, i quali però non riescono a raffreddare l'entusiasmo per una produzione che ripropone un modo di concepire l'orrore videoludico quasi d'altri tempi. L'esclusiva Wii U non è certamente adatta a tutti, ma agli amanti del genere godranno appieno dell'esperienza racchiusa in Project Zero V, con la consapevolezza che tale tipologia di gioco costituisce oggigiorno merce rara.

Transformers Devastation

Un'altra piccola-grande sorpresa di questo ottobre: Transformers: Devastation è certamente il miglior titolo dedicato al brand mai prodotto, nonché un action game d'autore solido come pochi altri. Il talento e la creatività di Platinum Games hanno raggiunto un ennesimo, grande successo, sfruttando con grande cura il materiale di riferimento a disposizione. Alcuni difetti strutturali però impediscono ai giganteschi robot di poter competere ad armi pari con una certa strega sexy seduta oramai da un anno sul suo bel trono di platino. Il risultato finale è comunque ottimo nella speranza che un eventuale seguito possa arrivare a limare i problemi di questo esordio.

Halo 5: Guardians

Non arriva sul primo gradino per un soffio, ma si dimostra di fatto il miglior sparatutto ad oggi disponibile sul mercato. Abbandonando le Armor Abilities e tornando a concentrarsi su un gameplay schietto e pulito, Halo 5 compie un piccolo miracolo: riesce a distanziarsi quanto basta dai due "giganti" che negli ultimi anni hanno saturato il mercato, dimostrando non solo un carattere deciso, ma anche la capacità di adattarsi alle esigenze di un'ampia fetta di pubblico. Peccato quindi per una campagna in crisi d'identità, che si perde dietro una storia epica solo in parte. Dispiace che le ottime conquiste di un level design finalmente più aperto si scontrino con questi vistosi difetti, lasciando alla cooperativa ed al multiplayer online il compito di rendere titanica la produzione. E' proprio grazie a questi elementi che Halo 5 risulta uno dei capitoli più solidi del nuovo corso della saga, fiero di proporre un reparto online davvero mastodontico.

Menzione d'onore: The Witcher 3 Hearts of Stone

I DLC e le espansioni non entrano nelle nostre classifiche, ma proprio come abbiamo fatto per The Taken King, ci pare giusto citare l'eccellente Hearts of Stone. In questa prima espansione, i CD Projekt Red trascinano il giocatore attraverso un gran numero di situazioni, e non tutte in punta di spada. Cripte infestate da fratelli eccitati e feste di nozze da vivere posseduti sono solo l'antipasto di un'avventura che ha un respiro ben più ampio di quanto si potrebbe pensare. Hearts of Stone è una sorta di parabola dai lineamenti soprannaturali, incassata in una cornice di assoluto realismo, pronto a rendere tutto più toccante e vicino. Vedrete un Geralt a volte diverso, incontrerete volti nuovi e vecchie amicizie, vi immergerete in nuove atmosfere e combatterete nuovi nemici, lottando contro un genio che non ha bisogno di lampade per nascondersi, ma solo di nuove anime con cui sfamare la sua noia.

Gioco del Mese: Life is Strange

Finisce la parabola di Life is Strange, ed il titolo Dontnod entra di diritto in lizza per il podio. Anzi, senza colpo ferire guadagna il titolo di Gioco del Mese di questo Ottobre. Il prodotto del team francese ci ricorda che videogiochi alla fine sono soprattutto un modo diverso, nuovo, di raccontare una storia, di trasportarci dentro mondi immaginari, facendoci vivere vite alternative. Life is Strange è una storia splendida, in cui il giocatore non è protagonista, ma spettatore. E' semplice e delicato, raffinato e malinconico, ma sa anche colpirti forte come un calcio sulla bocca dello stomaco. In Dontnod sono stati bravi a non perdere mai di vista l'importanza della narrazione, e non sono mai scesi a compromessi: persino gli speciali poteri di Max alla fine hanno perfettamente senso, non se ne abusa, non sminuiscono la credibilità di tutto l'impianto narrativo, semplicemente perfetto. Life is Strange è un gioco che ragiona con delicatezza su tanti aspetti della vita, sul senso delle scelte e sull'importanza del sacrificio e dei ricordi. E' un crogiolo di citazioni, situazioni struggenti e toccanti, un prodotto di quelli che si ricorderanno a lungo e che lasciano un segno nel mercato e nei giocatori.