I migliori giochi di Ottobre 2016 per PC e console

Ottobre è stato il mese di Battlefield 1, Mafia 3, Gears of War 4 e Titanfall 2, senza dimenticare l'arrivo di PlayStation VR...

Gioco del Mese e Top 5 di Ottobre 2016

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Gioco del Mese e Top 5 di Ottobre 2016
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ottobre è stato un mese densissimo di uscite di spessore, una sfilata inesauribile di grandi produzioni. Fra la coppia di shooter di EA, gli RPG arrivati dall'oriente, l'esordio della VR made in Sony, abbiamo avuto un bel po' da giocare. Come sempre è arrivato il momento di tirare le somme, raccogliendo in questo nostro appuntamento fisso tutti i migliori videogame degli ultimi 30 giorni ed eleggendo il vincitore del titolo di Gioco del Mese.

World of Final Fantasy

Nell'attesa che la quindicesima fantasia finale arrivi sul mercato, Square-Enix delizia i fan di lungo corso con un titolo molto più vicino ai ritmi di gioco dei JRPG dell'epoca d'oro del genere. Attenti però a considerarlo puro Fan Service: World of Final Fantasy è un'opera mastodontica, complessa e straripante di contenuti, ma soprattutto con un suo preciso carattere. Forte di un intreccio narrativo magnificamente old school e ben scritto, l'avventura di Reynn e Lann rapisce e convince. Il titolo di Square-Enix presenta però anche alcuni limiti innegabili, tra cui la sua palese semplicità e la singolarità del suo particolare stile super-deformed, che potrebbe risultare indigesto anche a qualche fan sfegatato della serie. World of Final Fantasy è comunque un jrpg validissimo, consigliato ai fan della saga principale e, più in generale, a tutti gli appassionati.

Hitman

Con la pubblicazione dell'ultimo episodio della Season One di Hitman, è arrivato il momento di tirare le somme. Al di là delle qualità dell'ultima puntata (che offre una grande varietà si situazioni e possibilità di ingaggio ben diversificate, arricchite da una location che ci ha conquistato sin dai primi istanti), globalmente l'avventura dell'Agente 47 può dirsi più che riuscita: recuperando il gameplay della saga classica, puntando su di una libertà che Absolution poteva solo sognare, e rileggendo l'immaginario classico della saga in un intreccio di rimandi e citazioni, IO-Interactive riesce nella difficile impresa di ridare gloria ad un brand che sembrava destinato all'estinzione. Il rilascio episodico è stata davvero la chiave di volta dell'intero progetto: assieme all'idea dei contratti, ed alla brillante trovata degli Elusive Target, la pubblicazione a puntate si è rivelata strategicamente fondamentale, ed ha dato nuovo lustro alle meccaniche di gioco, "forzando" gli utenti a sperimentare - puntata dopo puntata - soluzioni sempre nuove.

Waywarkd Sky

Apriamo una piccola parentesi VR all'interno di questa nostra rubrica, con un tris di Runner Up che hanno accompagnato il lancio dell'Headset di Sony. Il primo del terzetto è Wayward Sky: un titolo intelligente, coraggioso, con alcune intuizioni davvero incredibili e innovative. È un'avventura dai ritmi blandi, tutta basa su enigmi ambientali non troppo elaborati. Eppure, Wayward Sky gioca in maniera sempre fervida e vivace con il senso di scala e con gli inganni prospettici della Realtà Virtuale, trasformando l'atto di esplorare le ambientazioni con lo sguardo in un'azione propriamente ludica, fermamente intrecciata con il gameplay. Quella studiata da Uber Entertainment, insomma, è davvero la prima avventura "Guarda e Clicca" mai creata, e speriamo di vederne altre al più presto.

Batman Arkham VR

Proseguiamo con Batman Arkham VR, primo esperimento di Rocksteady nel campo della Realtà Virtuale, un riuscito tentativo di avvicinarsi a questa tecnologia ed esplorarne le possibilità ludiche ed espressive. L'esperienza è davvero breve, anche se si considera la possibilità di tornare negli ambienti di gioco per risolvere i puzzle di Nigma. La longevità è tuttavia commisurata al costo, e le qualità della produzione si sprecano. Si parte da un colpo d'occhio che è fra i migliori della line-up di lancio di PlayStation VR, per arrivare agli ottimi spunti di gameplay delle sezioni investigative, passando sopratutto per una narrazione dinamica cucita attorno ai movimenti del giocatore.
La direzione è insomma quella giusta, e siamo fermamente convinti che il risultato più grande di Batman Arkham VR sia la sua capacità di proporre un'esperienza che non avrebbe potuto essere vissuta che così: con indosso un headset per la realtà virtuale, immersi in un ambiente avvolgente e immersivo.

RIGS

Chiudiamo infine con RIGS, un gioco appassionante, con un concept fresco e ritmi piuttosto intensi. Mescolando uno sportivo arcade ad un First Person Shooter, Guerrilla si inventa uno sport futuristico divertente da giocare, sia da soli che online. Avremmo gradito senza ombra di dubbio una maggiore libertà nella personalizzazione del mech, ma anche campionati un po' più vari, vivacizzati magari da una diversa gestione dei contratti di sponsor e della fama, tradizionalmente legata al numero di fan conquistati partita dopo partita. Ma del resto, come tutti gli altri titoli di lancio di PlayStation VR, RIGS è un prodotto seminale, che lancia nel calderone le prime idee per sfruttare la Realtà Virtuale: se il team di sviluppo vorrà recuperarle in futuro, ampliando la struttura che sorregge l'impianto ludico, avremo per le mani un titolo davvero memorabile. Anche allo stato attuale dei fatti, in ogni caso, RIGS resta una delle migliori proposte nel nascente panorama della VR. Non solo per il sistema di controllo responsivo e ampiamente personalizzabile, ma anche per il passo feroce e acceso delle partite, che richiedono molta attenzione, un po' di tattica, e riflessi sempre pronti.

Rhythm Paradise Megamix

Cambiando totalmente piattaforma, si arriva al 3DS, che anche questo mese ospita un piccolo capolavoro. Stiamo parlando di Rhythm Paradise Megamix, senza mezzi termini la versione più ricca e completa del franchise come l'abbiamo conosciuto fino ad oggi. Tra vecchie glorie e nuovi arrivi, i cento esercizi ritmici che compongono il pacchetto hanno tutte le caratteristiche per accontentare tanto gli estimatori di lungo corso, felici di ritrovare integri - e addirittura migliorati - tutti gli elementi cardine di questa pazza formula, quanto gli eventuali newcomer, agevolati all'ingresso da una serie di accorgimenti grafici che ben chiarifica il gameplay in ogni sua possibile sfaccettatura. Il tutto a sostegno della solita esperienza trascinante, spassosa e ingannevolmente semplice, che conferma la serie come una delle eccellenze nel panorama dei rhythm game.

Dragon Quest Builders

Arrivato in occidente con un bel po' di ritardo, Dragon Quest Builders si conferma un titolo davvero solido. Appassionante, rilassante, semplice, intuitivo, con una struttura che non vi lascerà mai soli insieme alla vostra creatività. Questo gioco aiuta, instrada, mettendoci davanti a una sfida sempre più impegnativa. Ma malgrado il gameplay poliedrico, per apprezzare al meglio questo gioco dovrà piacervi costruire, creare, e nel farlo metterci del vostro, un guizzo creativo. La progressione infatti è dettata proprio dal livello della vostra base, che acquisterà man mano l'aspetto di un confortevole borgo, con i suoi abitanti, i suoi piccoli tocchi di classe su cui sfregarvi le mani dopo ogni passaggio. Questo, ovviamente, potrebbe non andare giù a chi invece apprezza Dragon Quest nella sua forma originale. Va detto che lo spirito rimane intatto, come anche alcune missioni, ma invece di "grindare" dungeon, qui si "grindano materiali". Una formula interessante, che recupera alcune idee di Minecraft, ma le colloca in una struttura molto più regolata. E anche per questo, molto più appassionante.

Mafia 3

Mafia 3 è un titolo che ha diviso il pubblico, costringendo i giocatori a schierarsi fra chi ha apprezzato l'eccezionale comparto narrativo e chi non ha retto di contro la ripetitività degli incarichi. Noi ovviamente facciamo parte della prima categoria, come suggerisce il fatto che la produzione 2K si trovi fra i runner up. Il titolo di Hangar 13 aderisce solo parzialmente al canone dei sandbox "criminali", proponendo una serie di attività molto meno variegata rispetto a quella dei "colleghi". L'obiettivo del team di sviluppo è quello di proporci un Third Person Shooter collocato in un ambiente aperto, e da questo punto di vista Mafia 3 riesce a distinguersi. Le sparatorie sono intense, viscerali, e il ritmo dell'azione sempre trascinante. Funzionano le meccaniche di shooting, ma anche l'approccio stealth è efficace e divertente. Gli incarichi sono concettualmente molto ripetitivi, ma è anche vero che il level design non è certo rinunciatario: lo smantellamento dei vari racket ci porterà in aree sempre interessanti, tra navi ancorate al porto, stamperie illecite ed enormi cantieri. Per questo motivo, ma anche per l'ottimo senso di progressione derivante dall'idea di fare e pezzi e ricostruire un impero criminale, l'avventura di Mafia 3 non stanca in nessun caso, ed anzi sprona e coinvolge il giocatore.
Sarebbe insomma un peccato perdersi l'ascesa criminale di Lincoln Clay solamente perché il colpo d'occhio non è proprio al passo coi tempi. Del resto, per quanto possa risultare poco densa di attività, New Bordeaux è una città dal fascino indiscutibile, con distretti ottimamente caratterizzati e l'atmosfera calda e appiccicosa del sud dell'America.

Gears of War 4

Ci avviciniamo al termine del nostro lungo elenco, e non possiamo non trovare il quarto episodio di Gears. Il titolo è, in primis, un atto d'amore verso la saga, e nei confronti degli innumerevoli fan che nel corso degli anni non hanno mai smesso di sperare in un definitivo ritorno ai tempi d'oro del brand. Nonostante questo - o forse proprio per questo - il single player si presenta poco coraggioso, rischiando cosi di essere un grosso deja-vu del glorioso primo capitolo. Certe soluzioni ludiche e strutturali vecchie di una decade, insomma, mostrano i segni del tempo.
D'altro canto, l'accoppiata composta da Orda e Multiplayer Competitivo rappresenta la parte più riuscita e accattivante del pacchetto. La modalità Orda è quasi perfetta: non solo riuscirà a monopolizzare le vostre serate di gioco con amici, ma rappresenta persino un'offerta a suo modo unica nel panorama attuale degli sparatutto.
Il PvP competitivo prende tutto quello che di buono è stato fatto nei precedenti capitoli, migliorandolo dal punto di vista dei ritmi, del bilanciamento, della struttura, della varietà. Gears Of War 4, insomma, è arrivato sul mercato intenzionato a togliere un po' di spazio agli sparatutto in prima persona che dominano il mercato, dimostrando che anche i TPS possono distinguersi sul fronte dell'online.

Titanfall 2

Ed ecco il primo dei due Shooter che questo ottobre hanno monopolizzato le attenzioni del pubblico. Titanfall 2 è uno sparatutto eccellente sotto molteplici punti di vista. Offre un buon quantitativo di contenuti e un comparto multiplayer solido. È la diretta evoluzione di quanto visto nel primo capitolo ma con diverse migliorie a renderlo ancora più appetibile. La vera sorpresa di quest'anno, tuttavia, risiede nella campagna singleplayer. Divertente, dal ritmo incredibile e con alcune trovate originali che non possono assolutamente passare inosservate agli occhi dei giocatori più esigenti. I difetti legati all'intelligenza artificiale e alcune piccole mancanze narrative vengono così messe in secondo piano, regalandoci un'esperienza di gioco più che godibile. Se amate gli shooter arcade e le ambientazioni storiche non fanno per voi, questo potrebbe davvero essere il titolo su cui investire.

CIV VI

In ultimo, non possiamo non citare Civilization VI, titolo che ha rischiato seriamente di conquistare il trono. Il sesto capitolo di questa serie, ancora una volta, è riuscito a portare nuova linfa nel genere dei 4X. Nonostante alcune feature, come i distretti, ricordino qualcosa di già visto in altri prodotti del genere, i "ragazzi" di Firaxis sono riusciti a rielaborarle abbastanza da farlo risultare del tutto nuove. La reintroduzione di concetti del passato in nuove fogge, inoltre, migliora alcuni dei problemi riscontrati nelle ultime due iterazioni, come l'affollamento di unità in giro per le mappe e la superficialità dell'approccio al progresso civico. Gli unici altri difetti che separano il gioco dalla perfezione, a parte la questione Religioni, riguardano piccole forzature dell'UI e titubanze nella risposta del centro notifiche; ma non compromettono un'esperienza strategica mai così profonda e stratificata, per un prodotto che si configura come imperdibile.

Grandi ritorni

Prima di incoronare il nostro Game of the Month, citiamo come sempre le migliori riedizioni ed i remake più interessanti arrivati sul mercato, "esclusi" dalla corsa al podio. Questo mese Ps4 accoglie due titoli precedentemente disponibili solo su altre piattaforme, come Eve Valkyrie (eccezionale sparatutto spaziale in VR) e Rise of the Tomb Rider (che si presenta nell'edizione per il ventesimo anniversario con un paio di contenuti inediti). Da citare anche i remake dei primi due titoli della serie Arkham e di Skyrim, sicuramente interessanti per chi si fosse perso le produzioni originali.

Game of the Month: Battlefield 1

Non poteva che essere lui, il Gioco del Mese di Ottobre. Battlefield 1 è uno sparatutto monumentale. Archiviato un comparto Single Player divertente, vario e spettacolare ma davvero molto condensato, il piatto forte della produzione è ovviamente rappresentato dall'online. Le sue battaglie su vasta scala, gli assalti condotti da decine di giocatori che si muovono tra il fango e le schegge dei proiettili di mortaio, rappresentano un'esperienza che tutti gli appassionati di sparatutto multigiocatore dovrebbero provare. Quello che colpisce è la dimensione letteralmente titanica del conflitto, la coralità degli scontri.Meraviglioso da vedere sia su PC che su Console, il gioco rappresenta la definitiva consacrazione del Frostbite 3 come uno dei migliori motori grafici del mondo videoludico. Il vero punto di forza del prodotto, in ogni caso, va oltre le conquiste tecniche. È, infatti, la sua capacità di distanziarsi da tutte le altre proposte del mercato: Battlefield 1 non è affatto, come molti supponevano, un "reskin" di Star Wars Battlefront, ed è anzi lontano anni luce da quell'incedere così immediato e leggero. Pur rimanendo anzitutto accessibile, il titolo rifiuta la lezione di Call of Duty, le scellerate scelte di design di Hardline, persino la "levolution" spettacolare ma troppo pilotata di Battlefield 3. L'obiettivo -centrato in pieno- è quello di tornare a fare ciò che ha reso grande la saga: replicare le emozioni e l'adrenalina di un conflitto su larga scala; la travolgente epicità di una guerra globale.