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Rubrica MMORPG e Dintorni - Speciale browser game

I migliori giochi per browser web, dai primi successi all'avvento delle tecnologie mobile.

rubrica MMORPG e Dintorni - Speciale browser game
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l'avvento di internet - in particolare del Web 2.0 - abbiamo notato un'esponenziale crescita di tutti quei titoli che utilizzano l'HTML, i linguaggi dinamici o il Flash come base per lo sviluppo di vere e proprie IP videoludiche, in particolare, troviamo un'ampia diffusione di titoli strategici multiplayer che strizzano l'occhio a produzioni ben più blasonate e classiche, come Age of Empires o Civilization. Le ultime evoluzioni in ambito tecnico hanno permesso agli sviluppatori di osare anche con generi più complessi e strutturati, come il gioco di ruolo o lo spartutto in prima persona, con risultati decisamente interessanti. Questo appuntamento della consuetudinaria rubrica sugli MMO si concentrerà proprio sui titoli browser based - in particolare a quelli di carattere massive - che hanno cambiato il modo di approcciare il videogame. Alla presentazione dei titoli che hanno dato una svolta al gaming del world wide web, parleremo delle piattaforme più importanti e dei titoli di rilievo, ponendo un accento sui giochi che abbiamo apprezzato di più.

UN PO' DI STORIA

Il browser game non vanta una storia complessa e ricca di sfumature come quella della console industry o del panorama PC. Gli antenati degli attuali web game si avvalevano dei semplici linguaggi informatici legati al protocollo Hypertext Transfer, quindi HTML, PHP e JavaScript. I primi esempi di browser game risalgono alla nascita della rete stessa. Si tratta più di esperimenti che di veri e propri giochi: il più delle volte non prevedevano componente grafica, realizzati di linguaggio nudo e crudo, magari con tecnica Ascii o con semplici pagine di testo a guidare i giocatori tra avventure e storie. Le più popolari erano quelle narrative, sulla base di giochi di ruolo pen & paper ancora molto in voga nei primi anni ‘90. Successivamente venne inserita una componente sociale - da quel momento divenuta una prerogativa del genere - con l'inserimento di sistemi di messaggistica istantanea e chat. Parliamo di giochi che vantano ancor ora una discreta popolarità tra gli amanti del GDR. Il primo vero e proprio browser game, almeno nella moderna accezione del termine, è Earth 2025, un gioco strategico non diverso rispetto a molti che seguirono e tanti altri giocati ancora adesso. Uscì nel lontano 1996 ed esiste ancor oggi, nonostante abbia subito numerosi (ed ovvi) restyling grafici e cambiato nome in Earth Empires. La vera rivoluzione giunge però nel 2002 con OGame - titolo che apre le porte a GameForge, ora software house leader nel settore - uno strategico ad ambientazione spaziale che ottiene un incredibile successo grazie alla grande diffusione delle linee internet a banda larga e ai primi piani tariffari flat, ma soprattutto per via di un gamplay semplice, divertente e addictive. Il successo del gioco tedesco genera un sacco di emuli e derivati, con software house che si mettono in campo per creare la propria versione di gestionale browser based. Alcuni considerano OGame come il primo, vero browser game della storia, quello che è stato in grado di diffonderne e divulgarne e la cultura, offrendo inoltre grandi prospettive di lavoro e guadagno per numerose aziende di settore. I titoli più giocati attualmente sono Evony, molto famoso sia in Europa che oltreoceano,

"I primi esempi di browser game risalgono alla nascita della rete stessa, ma si tratta più di esperimenti che di veri e propri giochi."

mentre in territorio italiano spopolano Hattrick, mangeriale a sfondo calcistico che riprende alcune dinamiche di Football Manager, Travian, gestionale di base storica ispirato alle popolazioni celtiche e infine Dark Orbit, titolo di fantascienza che ammicca ai più famosi franchise sci-fi. L'avvento dei social network - in particolare Facebook - ha dato nuova spinta ad un genere in continua diffusione, soprattutto grazie ad una vera e proprio integrazione delle varie piattaforme con i giochi stessi. Ogni gioco dell'attuale mercato si appoggia ai social network, non solo in qualità di strumento ludico aggregante, ma anche e soprattutto per questioni marketing/pubblicitarie. A seguito dell'evoluzione del mezzo di comunicazione e di un grande interesse da parte del pubblico, l'industria ha iniziato a realizzare e adottare dei plug-ins appositi, che adoperano linguaggi più complessi per ricreare ambienti in 3D e offrire gameplay di stampo classico. Il più vecchio (e popolare) esempio è RuneScape, realizzato nel 2001 da Jagex. Trattasi di un massive role playing game d'impostazione tradizionale, programmato su base del linguaggio Java e pertanto utilizzabile da qualunque macchina fosse in grado di appoggiarsi alla piattaforma stessa. Nel 2008 il gioco cambia veste grafica, avvicinandosi alle esigenze degli utenti e del mercato, sebbene oggi abbia perso gran parte del vecchio fascino, risultando inoltre poco interessante in un mercato davvero ricchissimo di alternative. Una di queste è Drakensang Online, MMORPG realizzato da Bigpoint e ispirato al famoso franchise tedesco The Dark Eye, che propone un gameplay classico con visuale isometrica che invidia davvero poco a titoli più famosi e blasonati. Il business model è sempre quello del free-to-play, con contenuti a pagamento che accompagnano un approccio sostanzialmente gratuito e quasi sempre illimitato. Le feature che ci chiedono di mettere mano al portafogli constano in potenziamenti delle infrastrutture, tempi di costruzione sensibilmente ridotti, equipaggiamento e armi, per dei titoli generalmente difficili da bilanciare e con il generico rischio di avvantaggiare gli utenti che spendono di più.

L'AVVENTO DEI DISPOSITIVI MOBILE

L'arrivo dei dispositivi portatili ha cambiato il nostro modo di vivere la quotidianità, di socializzare e anche di giocare. L'invasione di mercato di questi apparecchi, divisi tra smartphone e tablet, hanno in larga parte contribuito a diffondere ulteriormente i browser game, che abbandonano il consuetudinario software per la navigazione del web, abbracciando l'immediatezza offerta dalle app per dispositivi mobile. I giochi continuano ad essere fruibili anche dai classici Firefox, Google Chrome, Safari o Internet Explorer, ma acquistano valore aggiunto proprio grazie alla possibilità di essere utilizzati davvero ovunque, generalmente quando connessi ad una rete internet di qualsiasi tipo, wireless o 3G. Con il medesimo account e profilo di un dato gioco infatti, è possibile continuare la partita anche al di fuori dalle mura domestiche, mentre si è in viaggio, in vacanza, a scuola o a lavoro (ma non ci assumiamo la responsabilità per i vostri risultati scolastici o rendita lavorativa). Ma la comodità dei dispositivi portatili non si limita alla sola facilità di trasporto e mobilità, quanto alla semplicità d'utilizzo grazie alle interfacce touchscreen. Con pochi e semplici tap sullo schermo, possiamo impartire le istruzioni al nostro piccolo drappello di soldati, costruire nuovi campi da coltivare oppure spedire i nostri lavoratori in miniera. Gli esempi sono molteplici, a partire dai numerosi strategici e gestionali che popolano la rete.

"L'invasione di mercato di questi apparecchi, divisi tra smartphone e tablet, hanno in larga parte contribuito a diffondere ulteriormente i browser game."

Alcuni distributori e developer hanno addirittura abbandonato i linguaggi informatici del web e la piattaforma browser adottando in via definitiva la strada dei ben più pratici (e proficui) dispositivi mobile. È l'esempio di Clash of Clans, una delle IP di maggior sucesso degli ultimi mesi - che fa ottimi numeri anche sul territorio italiano - un classico strategico derivato dai tanti sopracitati che hanno invaso internet. Il titolo è abbastanza dinamico, tanto da renderlo un po' più interessante rispetto ad altri della concorrenza. Altri interessanti esempi di giochi tipicamente browser sono Sim City Social e The Sims Social sviluppati da Electronic Arts e Maxis, dei gestionali che approdarono sul popolare social network azzurro ma che ora possono essere giocati "stand alone" anche su dispositivi da taschino, iOS o Android. Incredibile anche il successo dei giochi di carte collezionabili, un vero e proprio boom che si traduce in decine e decine di titoli provenienti dai più disparati mercati. Gli esempi più interessanti sono senza dubbio Duels of Champions di Ubisoft ed Heartstone: Heroes of Warcraft di Blizzard, quest'ultimo previsto per tutte le piattaforme mobile per i primi mesi del 2014.

UN'INDUSTRY IN COSTANTE EVOLUZIONE: L'ARRIVO DI INNOGAMES

Ma la Germania degli anni 2000 è uno dei centri nevralgici dei un'Europa fortemente intenzionata a rivalere la propria posizione all'interno del settore videoludico (in un periodo di ascesa per Canada e Stati Uniti e un Giappone dalla solida posizione). Innogames è stata ufficialmente fondata nel 2007, ma i primi lavori dei fratelli Klindworth risalgono al 2003. TribalWars (in Italia Tribal) nasce come progetto ludico amatoriale, ma ottiene un immediato e rapido successo che convince il piccolo team di sviluppo a svilupparne una versione rifinita e ottimizzata. Il gioco è solo il primo di una lunga serie di titoli, tutti appartenenti al genere strategico. Ce ne sono davvero per tutti i gusti e l'impronta è quasi sempre quella storica, cara a molti amanti dei classici come Age of Empires e soci. Forge of Empires e Grepolis non sono affatto diversi dai giochi che hanno aperto le porte al genere, con particolare somiglianza a Travian, se non che qui i contesti sono quelli del medioevo e della Grecia antica. Lo scopo del gioco è quello di creare una città e renderla autosufficiente sotto il punto di vista economico e militare. Capiterà così di dover attaccare i villaggi confinanti - appartenenti ad altri giocatori - ma dovremo stare anche attenti a non lasciare la città priva di difese. The West è invece un gioco di ruolo ambientato nel vecchio West, nel quale vestiremo i panni di un pistolero sulle orme di famosi eroi come Billy the Kid e Buffalo Bill. Infine troviamo Lagoonia, che pur strizzando l'occhio agli altri titoli dello sviluppatore tedesco, si pone più sull'onda dei life sim che sul genere gestionale.
I piani per il futuro dell'azienda prevedono il rilascio graduale di applicazioni mobile per portare pian piano i giochi già disponibili su browser alle piattaforme portatili di Apple, Google e su Windows Phone, cosi da rendere i giochi più accessibili che mai. Grepolis e Tribal sono già disponibili, mentre Forge of Empires in dirittura d'arrivo. L'azienda sta inoltre considerando il "porting" degli altri titoli dell'attuale catalogo.

MMORPG e Dintorni Negli ultimi quindici anni, l’industria del browser game ha realizzato IP di tutte le tipologie: sebbene lo strategico sia indubbiamente il genere più apprezzato e quotato, esso non è che la punta dell’iceberg di un mercato davvero vario e stratificato. Uno dei più strambi saggiati negli ultimi anni è Popmundo, una sorta di sim/gestionale nel quale, in qualità di cantante o compositore, dobbiamo sfondare nel mondo della musica. L’idea è decisamente intrigante, per un titolo che però si rivela più simile ad una vasta e bizzarra community che ad un vero e proprio browser game. Il futuro del genere è quello di una lenta e inesorabile fusione con le applicazioni software che ormai caratterizzano la scena mobile, con un destino che vede un totale espatrio delle applicazioni ludiche browser agli apparecchi portatili che ormai si sono imposti come mercato dominante e hardware del futuro. Sempre meno persone accedono a internet da dispositivi desktop o notebook, con i tablet e gli smartphone come punti di riferimento sia per quanto concerne la navigazione web classica, che il web 2.0 legato al social e al gaming. Alcuni, come Innogames, se ne sono accorti ed hanno iniziato a migrare i propri giochi browser alle piattaforme iOS e Android, che alla lunga distanza si tradurrà in un bacino d’utenza più ampio, con maggiori possibilità di profitto. Per l’utenza invece, il passaggio alle nuove piattaforme è già stato ufficializzato.