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Rubrica Neon Bible - Vol 4

Avventure grafiche portatili? Neon Bible prende una piega "estiva"

rubrica Neon Bible - Vol 4
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In questo nuovo appuntamento con Neon Bible ci prederemo una pausa: l’argomento sarà lontano da quelli trattati in passato e verterà su questioni più estive e rilassate.
Per chi ha però imparato ad apprezzare i paralleli tra media diversi, con il mondo dei videogiochi a fare da apripista, nessuna paura: torneremo su sentieri più tradizionali per la rubrica già dal prossimo episodio.

L’Estate è un periodo atipico per gli appassionati di videogiochi: la bella stagione spinge ad uscire e le agognate vacanze offrono maggior tempo libero, da poter utilizzare per divertirsi e svagarsi, magari con un occhio di riguardo alla pila dei giochi da iniziare appoggiata sullo scaffale del salotto o della cameretta.
Personalmente l’Estate mi ha sempre fatto un effetto strano e tutti i buoni propositi per recuperare i titoli lasciati a metà o nemmeno degnati di uno sguardo crolla istantaneamente: ogni anno, in questo periodo, torna la voglia di avventure grafiche, genere che più di altri è in grado di intrattenere in maniera rilassata, senza azione furiosa, spari ed esplosioni.

All’avventura... portatile

Quindi cosa c’è di meglio che rituffarsi nelle fantascientifiche atmosfere di The Dig, approfittando del mood provocato dalla trasmissione di Falling Skies anche in Italia?
Oppure dare un’occhiata alle ultime novità, come A New Beginning, recensito anche su queste stesse pagine?
Un paio d’anni fa il remake di Broken Sword fu una piacevole sorpresa mentre l’Estate scorsa la pubblicazione della traduzione non ufficiale in inglese di Policenauts pose fine ad un’attesa durata troppi anni.
Il problema, però, è riuscire a giocare a questo genere di titoli senza dover per forza essere seduti davanti ad un PC, tra le accaldate mura domestiche.
La soluzione proviene dai portatili, anche se non molti sono in grado di far funzionare le avventure grafiche del presente e del passato correttamente.
Curiosamente, però, una delle console che più è stata sfruttata in quest’ottica è anche quella che ormai da mesi, se non anni, giace inutilizzata nelle case di moltissimi giocatori: la Playstation Portable di Sony.
La PSP è discretamente portatile, ha un ottimo schermo e consuma poca batteria, se non viene utilizzato il lettore UMD.
Inoltre la presenza di un'ampia scelta di emulatori semplifica notevolmente il lavoro, permettendo di andare a scegliere tra moltissimi titoli, magari da rigiocare per riassaporare un po’ il gusto delle avventure di svariati anni fa.
Inutile dire che per far funzionare tali software è necessario un po’ di lavoro, installando un firmware modificato sulla console. Inoltre è d’obbligo possedere le versioni originali dei giochi che si andranno ad utilizzare, in modo da non infrangere le leggi in materia di diritti d’autore e pirateria.

Tuffo nel Passato

Per chi non ha mai dimenticato le avventure della Lucas l’ultima release dello ScummVM è un toccasana: le versioni italiane su CD di titoli come The Dig o Full Throttle si trovano a pochi spiccioli nei cestoni delle offerte dei negozi di elettronica e sono emulati perfettamente sul portatile Sony, con una resa su schermo fantastica.
Se invece si vuole guardare ancora più indietro si può recuperare una delle avventure che hanno fatto la storia: Cruise for a Corpse, pubblicato da Interplay nel lontano 1991 e sviluppato dalla compianta Delphine Software fa ancora un’ottima figura e potrebbe rappresentare il giallo estivo che molti giocatori stanno aspettando.

Il lavoro di alcuni sviluppatori indipendenti, poi, verrà notevolmente apprezzato da chi invece vuole giocare ad un’avventura moderna, sia nei contenuti che nello stile, pubblicata poche settimane fa.
Il porting del motore alla base dell’Adventure Game Studio permette di poter giocare a Gemini Rue su PSP, avventura recentissima prodotta da Wadjeteye Games.
L’emulazione è quasi perfetta e stupisce la possibilità di poter giocare ad un titolo così recente su un portatile, senza la necessità di alcun PC dotato del sistema operativo Windows.
Anche la resa grafica è ottima e lo schermo di PSP è in grado di donare lustro allo stile in pixel art del gioco, risucchiando il giocatore nella vita di Azriel Odin e in quella di Delta-Six, tenuto prigioniero all’estremità della galassia.

Mouse Analogico

Ma come si giocano le avventure grafiche su PSP? Ovviamente l’analogico prende il posto del mouse e la sua ridotta precisione potrà creare qualche problema, almeno all’inizio.
Basterà però regolare la sensibilità per ottenere un cursore reattivo ma non nervoso, adatto alla ricerca di quell’oggetto che permetterà di proseguire o per avanzare all’interno di un albero di dialogo particolarmente ricco di scelte.
Per fortuna le parti action non sono troppo diffuse nel genere, se non in titoli particolari come Blade Runner pubblicato da Westwood, sfortunatamente non ancora funzionante senza un PC ma adattato dalla comunità anche a Windows 7.
Si possono quindi affrontare configurando un’adeguata mappatura dei tasti della tastiera su quelli disponibili su PSP, evitando di dover utilizzare la keyboard on screen, perfetta per dare un nome ai salvataggi ma oltremodo scomoda in tutti gli altri casi.

Neon Bible Invito quindi tutti gli avventurieri accaniti ad andare a cercare la propria PSP, dedicare qualche ora alle modifiche del caso e all’installazione dei giochi. Ne varrà sicuramente la pena, tanto per riassaporare il passato quando per giocare ai migliori titoli di un genere che non è più mainstream ma è ancora in grado di offrire molto, come dimostrano le ultime uscite, di nicchia ma decisamente interessanti. Solo una domanda: tra quanti anni ci ritroveremo a giocare ad Heavy Rain su un portatile, in spiaggia e a pochi metri dal mare? Buone vacanze.