E3 2014

Rubrica Nintendo: Road to E3 2014

La lista segreta del Digital Event

rubrica Nintendo: Road to E3 2014
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mi son preso due giorni di (quasi)ferie, per questo la Road to E3 è diventata Road to Relaxation e non vi ho più raccontato nulla delle smisurate aspettative che nutro nei confronti della fiera, dei giochi, e di tutta quella “californication” che ci sta attorno.
Nel frattempo, il mio calendario di Google sta diventando un casino, con appuntamenti che si intrecciano, si sovrappongono, e mi costringeranno a scegliere se andare a vedere Batman: Arkham Knight oppure il PvP di Destiny. Voi capite il dramma interiore di questi giorni? Lo capite?
Ci sono anche un'infinità di cellette malefiche che se ne stanno lì avvolte da un alone di mistero: roba tipo “nuovo titolo Deep Silver” o “esclusiva Microsoft A”. Vi giuro, c'è da star male: non si riesce a capire se -nascosto nell'agenda- c'è lo “slot” per un titolone di quelli giganteschi, oppure un'intervista raffazzonata per un casual game in digital delivery.

Questo è il posto dove ho passato la mia vacanza.
Prima o poi dovevate scoprirlo, che il mio Vaio è rosa.

Nel frattempo, è emersa di prepotenza un'altra linea di pensiero sulla fiera di Los Angeles: quella dei guastatori. Qualcuno se n'è uscito dicendo che si tratterà di un'edizione morigerata, senza strepiti, in preparazione poi dell'esplosione del 2015.
Ora, il (segretissimo) calendario di cui sopra mi conferma un bel po' di prodotti non ancora annunciati, però il dubbio si è insinuato fortissimo nella mia testa. Del resto che il lancio di questa generazione di console sia stato un po' frettoloso non è un mistero, e potrebbe darsi che i progetti più interessanti siano ancora in alto mare, come quel The Division che minaccia di slittare addirittura al 2016.
E allora facciamo che riduciamo un po' l'hype e pensiamo anche alla possibilità di un'E3 “di transizione”, appena un assaggino: metto le mani avanti perché se poi ci restate male alle conferenze date la colpa pure a me, che vi ho messo in testa strani pensieri millenaristici.
Oggi, comunque, volevo dire due cose su Nintendo.

E' diventato molto difficile parlare di Nintendo, ultimamente. C'è una bella fetta di giocatori che ha accumulato un risentimento abbastanza forte nei confronti della casa di Kyoto, nato negli anni del Wii e del suo successo incommensurabile, e che oggi si sfoga soprattutto sulla nuova home console. E' come se questo fosse il supplizio, il contrappasso, per aver inaugurato una delle mode più nefaste e fallimentari della storia del videogioco: quella del motion gaming.
Non ho mai fatto mistero della profonda antipatia che nutro nei confronti dei titoli che mi costringono a smanacciare di fronte alla TV, dovesse essere impugnando un Move o davanti all'occhio clinico di Kinect. Anche al di là dei gusti personali, sono fermamente convinto che il motion gaming non abbia lasciato davvero nulla a questo mercato, non l'abbia arricchito né abbia proposto una valida alternativa al gioco tradizionale. Non l'ha fatto Red Steel, non l'ha fatto la turba diffusa di pseudocloni di Wii Sports e... non mi viene in mente neppure qualche altro titolo che almeno “avrebbe potuto farlo”.

Questa è una delle prime immagini che viene fuori se cerchi "motion gaming" su Google. E più o meno riassume bene il lascito di questo approccio così tanto immersivo.
Credo però che sia importante capire che non è questa, la vera eredità della scorsa generazione di Nintendo; e non è questa la filosofia con cui Wii U si presenta alla gente.
Tale consapevolezza, offuscata nei mesi passati da un periodo non troppo ricco di uscite, mi è tornata alla mente in maniera lampante quando è apparso in rete un misterioso documento che anticiperebbe il programma del digital event di Nintendo. Ora, sulla strategia comunicativa e sull'abbandono di una conferenza istituzionale forse è meglio se glissiamo.
Però in questo documento c'è dentro un nuovo Metroid, il prossimo Zelda, e poi Starfox, Yoshi's Epic Yarn e quell'X di Monolith che, proprio come nelle mappe dei pirati, sembra indicare il punto preciso in cui trovare un vero e proprio tesoro.

La lista delle meraviglie. Se volete farne una vostra basta una stampante, una cartuccia a colori e 5 minuti di impegno serio.
Io sono di quelli che quando c'è da tirare una frecciatina a Nintendo perchè non arrivano nuove IP, non mi tiro indietro. Perchè sono un po' stronzetto, lo sanno tutti.
Però poi esce un leak del genere, probabilmente falsissimo, e io mi eccito. Lì dentro, in fondo, c'è un condensato densissimo di quella che un tempo veniva chiamata Nintendo Difference.
Alla fine, qualsiasi sia il proprio “credo” videoludico, io penso che si debba riconoscere che lo smisurato impegno produttivo di Nintendo è qualcosa di raro e prezioso.
Vi dico la verità: se mi guardo indietro e cerco di pensare a tutti quei titoli che, in questi anni di transizione e di ricambio generazionale, mi sono rimasti nel cuore, non ce ne sono proprio tantissimi. Io ormai gioco troppo, voracemente, con ritmi martellanti, e ne ho viste davvero tante. E non è facile scalfire queste callosità da critico videoludico. Eppure, nella lista di questi titoli “memorabili”, ci sono quasi tutte le esclusive arrivate su Wii U.
C'è Zombie U, Pikmin 3, Super Mario 3D World, Wonderful 101, Kirby Triple Deluxe. C'è già Mario Kart 8, che insiste a monopolizzare le mie serate.
E insomma io sto in fissa, perchè in quel documento c'è della roba che potrebbe finire di diritto nel mio “elenco delle meraviglie”.
Ad esempio un Metroid per 3DS. Chiusa la parentesi Shooter, un bel Metroid classico e bidimensionale, con il backtracking cattivo. Io potrei morire.
Poi c'è Starfox. Fucilatemi pure, ma sarei contento se ritentassero la via dell'Adventure, recuperando quel contrastato esperimento dell'epoca Gamecube al posto del classico dogfighting. Che vi devo dire? A me piaceva.
Non mi metto a parlare di Zelda perchè provo sentimenti sempre molto contraddittori. Penso che ultimamente la saga abbia avuto i suoi momenti migliori su console portatile e che gli episodi per hardware casalingo debbano ogni volta sostenere una lotta impari con le aspettative dei fan, nonchè un rapporto tormentatissimo con Ocarina of Time, e insomma l'ultimo Zelda casalingo col botto per me è stato Wind Waker proprio perchè era diverso da tutto il resto, e a voi non è piaciuto perchè era vuoto e tagliato e poi litighiamo, eh, vi avverto.
Vabbè: il punto è che in quel documento c'è roba grossa, ed è esattamente la roba che mi aspetto da Nintendo. Anzi, è la roba che tutti si aspettano da Nintendo. Ogni volta. Io lo so che quando esce un nuovo platform di Mario, in fondo qualche prurito viene fuori anche a chi il Wii U non se l'è comprato. Succede sempre. Invece capita spesso che tante altre volte, sulle altre console, vengano annunciate di quelle esclusive di fronte alle quali la reazione più appropriata è il classico ma mai svalutato: e sticazzi?
Con Nintendo non funziona proprio così. Quindi io, all'E3, avrò gli occhi puntati sul Digital Event, e qui volevo solo ricordare che ogni tanto, ce lo possiamo pure dire che Nintendo fa le cose per bene, sbattendocene potentemente dei dati di vendita.