Rubrica The Indie Zone: Browser Game

Una carrellata sugli Indie Game più affascinanti

rubrica The Indie Zone: Browser Game
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Benvenuti nell'Indie Zone, il piccolo angolo di Everyeye in cui saranno suggeriti alcuni dei titoli più interessanti prodotti dagli sviluppatori indipendenti.
La rubrica non ha un intento enciclopedico: non si vuole dare una trattazione esaustiva di una scena che sta conoscendo ultimamaente un enorme fermento. Lo scopo è invece quello di invogliare voi lettori a provare qualche gioco che magari non ha goduto di un budget faraonico, ma si fa notare per qualche idea o qualche soluzione tecnica particolarmente interessante.
Seguiteci dunque in questa passeggiata alla scoperta della scena videoludica su cui "quei gattacci avidi non hanno messo ancora le mani" (cit.)."

Sleep is Death

Autore: Jason Rohrer - 2010
Piattaforma: Windows, Mac, Linux
Prezzo: offerta libera (minimo $1.75)

L'esperienza di gioco fornita da Sleep is Death non è diversa da quella che si otterrebbe raccontando ad un amico una storia che abbia proprio lui come protagonista, e permettendogli di decidere autonomamente le azioni da intrapendere. Acquistando il gioco si ha diritto a due download proprio perché i giocatori saranno sempre in coppia: chi racconta e chi interpreta. Si tratta dunque del gioco di ruolo portato agli estremi, uno strumento (più che un gioco vero e proprio) che permette di scatenare la fantasia dei giocatori. L'esperienza procede dunque a turni, in cui si alternano interprete e narratore, della durata di 30 secondi: il primo dovrà reagire a quanto visualizzato a schermo, facendo parlare il proprio avatar o facendogli compiere un'azione, mentre il secondo dovrà far proseguire la storia, tenendo conto di quanto fatto dall'interprete e manipolando gli elementi presenti a schermo.
Ciò che colpisce di Sleep is Death è l'idea alla base, tanto rivoluzionaria quanto assolutamente vecchia (almeno quanto l'idea di gioco di ruolo). Certo, un grosso ostacolo alla riuscita delle sessioni del gioco riguarda le difficoltà incontrate da chi narra (tenere il ritmo serrato dei turni richiede una perfetta conoscenza dell'interfaccia di gioco ed una certa preparazione preliminare in termini di elementi grafici da utilizzare), ma la soddisfazione di una sessione di gioco ben interpretata vale tutto lo sforzo fatto in precedenza.
Consigliato a chi nella vita vorrebbe fare lo scrittore e/o l'attore.

Sito: http://sleepisdeath.net/

Depict1

Autore: Kyle Pulver - 2010
Piattaforma: Browser, Windows
Prezzo: gratuito

Depict1 è un platform di quelli assolutamente vecchio stile: grafica pixellosa, suoni quadri e livelli irti di difficoltà da superare. A portare un elemento di novità è però la presenza di una figura misteriosa i cui veri propositi sono quanto meno sfuggenti; senza voler rovinare la sorpresa a chi volesse imbarcarsi nell'avventura, diciamo solo che tale personaggio non va visto semplicemente come la classica voce fuori campo che ci guida e ci insegna le meccaniche di gioco, ma sarebbe invece opportuno trattarlo come ogni altra persona al mondo, e dunque accogliere i suoi consigli con un minimo di senso critico.
A colpire è proprio la personalità appena descritta, e dunque non volendo rovinare la scoperta è difficile dire più. Ci limitiamo dunque a consigliarvi Depict1 per le solide meccaniche platform, l'adorabile comparto tecnico old school, e la presenza di un elemento che spesso ci farà sorridere, ma anche arrabbiare.
Consigliato a chi si considera un bastian contrario.

Sito: http://www.kongregate.com/games/mirosurabu/depict1

Aether

Autore: Edmund McMillen, Glaiel - 2008
Piattaforma: Browser, Windows, Mac
Prezzo: gratuito

Aether è un platform che racconta la storia di un ragazzino e di una strana creatura decisi ad abbandonare il loro mondo per esplorarne di altri. La meccanica principale del titolo di basa sull'utilizzo della lingua della creatura per agganciarsi ai vari oggetti, utilizzandola poi a mo' di liana. La possibilità di agganciare le nuvole sopra la testa dei protagonisti farà intravedere ci darà modo ben presto di arrivare sempre più in alto fino ad abbandonare l'atmosfera e raggiungere i pianeti circostanti, ognuno abitato da creature diverse ed in cui cercare di capire quali sono le azioni da compiere.
L'alta qualità ludica di Aether va ricercata in due fattori: il primo è l'ottimo motore che ci permette di passare da un oggetto all'altro grazie alla lingua della creatura, mentre la gravità del pianeta da cui ci allontaniamo diminuisce gradualmente, fino a diventare nulla nello spazio. La fisica del gioco, per quanto non aspiri al realismo, restituisce un convincente senso di inerzia, e ci da la sensazione di volare fra le stelle ed esplorare pianeti dalle caratteristiche diverse. Secondo fattore essenziale è poi la peculiare atmosfera del gioco. La grafica stilizzata e quasi monocromatica dell'illustratore Edmund McMillen si sposa alla perfezione con una colonna sonora decisamente eterea (proprio come suggerisce il titolo), ma a colpire è il senso della scoperta che esplode quando si viene catturati dalla gravità di un pianeta inesplorato. Esplorare il piccolo corpo celeste, ascoltare i melanconici messaggi dei suoi abitanti e cercare di capire quale sia il loro problema e come risolverlo regala una sensazione di mistero che per un titolo così "ridotto" sembrerebbe impossibile.
Consigliato a chi ha sempre guardato le stelle sperando di poter un giorno posare piede su un
pianeta ancora ignoto.

Sito: http://www.kongregate.com/games/Edmund/aether

Majesty of Colors

Autore: Gregory Weir - 2008
Piattaforma: Browser
Prezzo: gratuito

Il gioco si apre con poche righe in cui viene spiegato chiaramente che il narratore, dopo essersi addormentato, sogna di essere diventato un enorme mostro marino dotato di lunghi e possenti tentacoli, intento a nuotare nelle profondità oscure dell'oceano finché un raggio di luce in lontananza lo porta ad avvicinarsi alla superficie dell'acqua ed, inevitabilmente al contatto con gli esseri umani. Il gioco in sè consiste in una sequela di scene in cui decidere come reagire alle situazioni proposte (usando come unico mezzo il proprio tentacolo prensile), fino a raggiungere uno dei cinque finali disponibili.
Ciò che rende unica una tale esperienza di gioco è il tatto e la poesia con cui tutto viene visualizzato e narrato. Uno dei primissimi momenti di gioco, in cui il mostro passa da un mondo in bianco e nero ad uno a colori, innamorandosi così della sconosciuta maestosità cromatica, è già da pelle d'oca. Fa poi riflettere il modo in cui le azioni del mostro vengono raccontate dal suo punto di vista: far annegare un essere umano non è molto grave se si è una creatura marina che non vede la differenza tra un uomo e un grosso pesce. Insomma, è incredibile come così pochi pixel ci possano far tanto riflettere.
Consigliato a chi ogni notte fa degli strani sogni.

Sito: http://ludusnovus.net/my-games/the-majesty-of-colors