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Rubrica The Indie Zone: Giochi Gratis

Il secondo viaggio fra le perle della scena Indie

rubrica The Indie Zone: Giochi Gratis
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Benvenuti nell'Indie Zone, il piccolo angolo di Everyeye in cui saranno suggeriti alcuni dei titoli più interessanti prodotti dagli sviluppatori indipendenti.
La rubrica non ha un intento enciclopedico: non si vuole dare una trattazione esaustiva di una scena che sta conoscendo ultimamaente un enorme fermento. Lo scopo è invece quello di invogliare voi lettori a provare qualche gioco che magari non ha goduto di un budget faraonico, ma si fa notare per qualche idea o qualche soluzione tecnica particolarmente interessante.
Seguiteci dunque in questa passeggiata alla scoperta della scena videoludica su cui "quei gattacci avidi non hanno messo ancora le mani" (cit.)."

Digital - A Love Story

Autore: Christine Love - 2010
Piattaforma: Windows, Mac OS X, Linux
Prezzo: gratuito

Digital - A Love Story è un esperimento che si colloca a metà fra il videogame e la narrazione pura, avvicinandosi di più a quest'ultimo ambito. Il giocatore non ha nulla davanti a se se non un'interfaccia che ricorda da vicino le UI a finestre destinate ai PC dei primissimi anni '90. Amie Workbench (questo il nome del sistema operativo) ci permette di leggere messaggi di posta, salvare la partita, cambiare musica di sottofondo e poco altro; a fare la differenza è però il fiammante modem a 56k (dotato di rumori di connessione d'epoca) che ci permette di collegarci ad altri PC, non attraverso internet bensì passando per i vari BBS. I BBS (Bulletin Board System) non sono altro che PC che permettono connessioni in entrata tramite rete telefonica e venivano usati dai primi internauti per mettirsi in contatto e scambiarsi messaggi di posta elettronica; proprio su uno di questi BBS il giocatore noterà i messaggi di una ragazza che sembra molto triste e sola, scambiando diverse mail e arrivando a scoprire una verità sorprendente e dalle implicazioni inaspettate.
Il gioco è tutto qui: leggi dei messaggi, rispondi (senza scrivere nulla, semplicemente premendo il tasto Reply), leggi altri messaggi, connetti ad un altro BBS e così via. Eppure si è spinti ad andare avanti, per diversi motivi. Il primo è senz'altro la storia principale, la quale pur non essendo troppo lunga presenta dei colpi di scena davvero godibili, ma a trattenere il giocatore è anche l'interfaccia di gioco, così spartana e limitata quanto carismatica. Nel seguire la trama, tenere la corrispondenza ed aspettare il tempo necessario al modem per connettersi, il giocatore può pensare per un attimo di essere tornato indietro di vent'anni, quando la rete non era il principale mezzo di comunicazione mondiale, imbellettato e iperveloce.
Dedicato a chi crede nell'amore via e-mail.

Sito: http://www.scoutshonour.com/digital/

Today I Die

Autore: Daniel Benmergui - 2009
Piattaforma: Browser
Prezzo: gratuito

Today I Die è una sorta di poesia interattiva, un esperimento che tenta di coniugare interattività e parola scritta andando a creare un gameplay in cui il potere è sì nelle azioni del giocatore, ma anche e soprattutto nei concetti presenti a schermo sotto forma di vocaboli. La scena proposta al giocatore, che impersona una giovane e sperduta ragazza, può essere modificata sostituendo le parole che compaiono di volta in volta a quelle già presenti nei pochi versi visualizzati, fornendo nuove possibilità di interazione.
Il gioco è volutamente parco di indizi sul da farsi: è compito del giocatore cercare di manipolare gli oggetti disponibili per ottenere nuove parole e così procedere nella storia, restando di volta in volta sorpreso dai piccoli ma incantevoli orizzonti che si dispiegano nell'area di gioco: si passa così da uno scenario lugubre e deprimente ad un finale carico di gioia ed emozione. L'esperienza è tutto sommato breve (se dotati di un pizzico di intuito sono sufficienti pochi minuti per arrivare all'epilogo), ma in grado di rimanere nella memoria del giocatore.
Dedicato a chi vuole evadere dal grigiore in cui ogni tanto tutti cadiamo.

Sito: http://www.ludomancy.com/games/today.php

Passage

Autore: Jason Roher - 2007
Piattaforma: Windows, Mac OS X, Linux
Prezzo: gratuito

Il terzo gioco di Jason Rohrer (l'autore di Sleep is Death, titolo analizzato nello scorso episodio di questa rubrica) analizza diversi temi solitamente non trattati dal nostro media. Il gameplay è minimale: si muove il proprio avatar per uno spazio 2D, cercando di raggiungere di forzieri sparsi qua e la, oppure semplicemente raggiungendo nuove aree di gioco procedendo verso destra. Il tempo a disposizione per raccattare punti è di 5 minuti e rappresenta l'arco di vita di un essere umano. Il giocatore muove un personaggio che è dapprima giovane, posto alla sinistra dello schermo e in grado di vedere molto in avanti in quanto a spazio di gioco; procedendo, lo sprite diventa sempre più anziano, spostandosi verso destra rispetto allo schermo, ed arrivando alla vecchiaia senza vedere nulla davanti a lui, ma molto in là alle sue spalle (quelli che sono i suoi ricordi). Al tema dello scorrere del tempo si aggiunge quello dei vantaggi e degli svantaggi della vita di coppia; fin da subito è possibile infatti incontrare una ragazza e proseguire il proprio cammino insieme: il numero di punti ottenuti dal semplice camminare raddoppia, ma alcuni passaggi verso i forzieri sono troppo stretti per essere attraversati in coppia. O ancora, meglio accontentarsi dei punti guadagnati procedendo in maniera monotona o cercare di raggiungere i vari forzieri (senza avere la sicurezza che siano effettivamente raggiungibili, visto il ridottissimo campo visivo)? Meglio la solita routine o inseguire i propri sogni, magari senza poterli avverare mai?
Passage, come altri titoli di Rohrer, non è un videogioco, ma un'opera d'arte, mediante la quale l'autore ha voluto esprimere dei messaggi ben precisi.
Dedicato a chi vuole passare 5 minuti giocando e poi qualche ora a riflettere sulla vita.

Sito: http://hcsoftware.sourceforge.net/passage/

The Company of Myself

Autore: Eli Piilonen - 2009
Piattaforma: Browser
Prezzo: gratuito

Quello che sarebbe potuto essere un comune puzzle/platform basato su di un'idea originale è stato confezionato da Eli Piilonen (con l'aiuto di Luka Marcetic per quanto riguarda il comparto artistico e David Carney per quello sonoro) per essere un gioco in grado di raccontare una storia assolutamente matura e dai risvolti sorprendenti. Il giocatore impersona un omino il cui scopo è di raggiungere un quadrato verde che simboleggia la fine di ogni livello, ma nel fare questo dovrà evitare una serie di ostacoli grazie all'aiuto di varie copie di se stesso, i cui movimenti vengono "registrati" dal giocatore e poi fatti eseguire da ogni copia premendo la barra spaziatrice: si arriva così a comporre azioni complesse, necessarie per superare gli stage, così come alcuni artisti creano delle melodie registrando una traccia audio e andandoci a suonare subito sopra. Gli ostacoli da superare sono i classici burroni, piattaforme comandate da interruttori e muri di energia solidi per il giocatore ma non per le sue copie, o viceversa.
Oltre all'originale idea alla base del gioco (e le interessanti implicazioni di gameplay che ne derivano), a dare un carattere assolutamente godibile al tutto troviamo come già detto un racconto interessante e narrato in prima persona dal nostro avatar, i cui malinconici pensieri compariranno a schermo durante tutto il corso dell'avventura. Ecco così che raggiungere la meta diventa di volta in volta un modo per il protagonista di riflettere sulla sua indole e raccontarci le disavventure che ha subito nella vita; non mancano momenti sorprendentemente toccanti, che non sveliamo per non rovinarvi la sorpresa. A sottolineare la cupa atmosfera di gioco troviamo poi una colonna sonora pregevole e perfettamente in grado di catturare lo spirito del gioco.
Dedicato a chi pensa di dover contare solo su se stesso per superare i propri problemi.

Sito: http://www.gamesfree.com/game/company_of_myself.html