Rubrica The Indie Zone: XBLA

Viaggio nella scena indie in casa Microsoft

rubrica The Indie Zone: XBLA
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Benvenuti nell'Indie Corner, il piccolo angolo di Everyeye in cui saranno suggeriti alcuni dei titoli più interessanti prodotti dagli sviluppatori indipendenti.
La rubrica non ha un intento enciclopedico: non si vuole dare una trattazione esaustiva di una scena che sta conoscendo ultimamaente un enorme fermento. Lo scopo è invece quello di invogliare voi lettori a provare qualche gioco che magari non ha goduto di un budget faraonico, ma si fa notare per qualche idea o qualche soluzione tecnica particolarmente interessante.
Il terzo appuntamento della rubrica è interamente dedicato alla scena indie di casa sulla console Microsoft.


Seguiteci dunque in questa passeggiata alla scoperta della scena videoludica su cui "quei gattacci avidi non hanno messo ancora le mani" (cit.)."

Flotilla

Autore: Blendo Games
Piattaforma: XBLA
Prezzo: 400 MP

Lo sappiamo tutti: "nello spazio nessuno può sentirti urlare", perché le onde sonore non hanno un mezzo nel quale propagarsi. Ma la musica classica se ne frega, e proprio come intuito da Kubrick, dimostra ancora una volta di essere il miglior accompagnamento per le scene ambientate nello spazio profondo.
Tornando a parlare più terra terra, Flotilla è uno strategico a turni in cui i combattimenti avvengono tra piccoli gruppi contrapposti di astronavi. Se la struttura risulta ben inquadrata a livello temporale (per la presenza dei turni), non si può dire lo stesso dal punto di vista dello spazio: ogni astronave potrà essere mossa liberamente nelle tre direzioni, tenendo conto anche del suo orientamento, allo scopo di poter prendere di mira il lato scoperto delle navi nemiche. Tale libertà di movimento ha pesanti ripercussioni sul gameplay e sulle strategie da adottare, tanto che le azioni da compiere (pur essendo poco numerose) non limitano affatto la fantasia del giocatore.
La componente bellica è immersa in un'avventura in cui sa passa da un pianeta all'altro, ogni volta con la curiosità di cosa ci sarà dopo: oltre alle immancabili battaglie potremmo essere accolti da richieste di aiuto o altri eventi che richiederanno di prendere una decisione: i vantaggi e gli svantaggi di ogni azione sono molteplici, e vanno dall'acquisizione di moduli per migliorare le navi della propria flotta a combattimenti scatenati da personaggi a cui avevamo negato il nostro aiuto.
Ciò che colpisce di Flotilla è certamente la sua profondità bellica unita all'ottima cura nella realizzazione (elementi che renderanno molto difficile riuscire a staccarsi dal gioco), ma soprattutto lo stile estetico adottato. La grafica è minimale, ma presenta delle scelte cromatiche coraggiose e azzeccate, che danno un tono allo spazio circostante discostandosi dai colori che vengono subito in mente quando si parla di spazio; gli elementi disseminati nell'area di gioco e le linee che ci aiutano a capire la posizione di ognuno di essi compongono uno scenario bellico ed al tempo stesso onirico, in cui le astronavi sembrano ballare una coreografia studiata a tavolino. Ed è l'utilizzo della musica classica come principale elemento sonoro a scolpire questa sensazione nella mente, dando l'impressione che le navi che si muovono senza gravità siano in realtà gli elementi di un corpo di ballo, intenti a spararsi fra di loro, ma con molta grazia.

Sito: Flotilla

Shoot 1UP

Autore: Mommy's Best Games
Piattaforma: XBLA
Prezzo: 80 MP

A chi non piacciono gli odierni sparatutto di stampo classico? Questa domanda, a prima vista retorica, ha in realtà una risposta ben precisa: a coloro i quali non vogliono passare intere sessioni di gioco a morire per colpa di uno fra le centinaia di proiettili vaganti per lo schermo, tutti letali per la nostra navicella. Fortunatamente esistono delle eccezioni, e Shoot 1UP è una di queste.
Il titolo di Mommy's Best Games propone un gameplay classico, ma ravvivato da alcune trovate in grado di donare originalità al gioco. La prima e principale trovata consiste nella possibilità di manovrare non una semplice navetta, bensì un'intero gruppo di navi, il cui numero aumenta quando si raccoglie un'icona 1UP e diminuisce quando uno dei nostri viene colpito e distrutto. Le navi seguono tutte gli stessi input dati dal giocatore, muovendosi all'unisono, ma è possibile influenzare la distanza che queste tengono fra di loro, aumentandola o diminuendola: formando una ampia falange è possibile coprire con i propri proiettili una più vasta porzione di schermo, e si ha diritto ad un raggio laser ancora più potente del normale, ma inevitabilmente è più facile incappare in proiettili vaganti, rischiando di perdere qualche navetta.
Un'altra novità consiste nella presenza a metà di ogni stage di un bivio che permette al giocatore di proseguire col normale gameplay oppure di entrare in una sezione in cui la navicella si muove in maniera diversa rispetto al solo scrolling verticale, ad esempio muovendosi in orizzontale oppure in una sorta di traiettoria roteante.
Lo stile grafico e sonoro del gioco segue in pieno la tradizione di Mommy' Best Game, con una grafica volutamente kitsch ed un accompagnamento sonoro a base di heavy metal. Degna di nota una delle ambientazioni avanzate, dallo squisito gusto giapponese di fine anni '80: il background di questo stage è pieno di donnine seminude incastonate nel fondale robo-tecnologico, mentre il boss di fine livello è proprio una pin-up dotata di cannoni e missili provenienti da.. diciamo dal suo "lato frontale".

Sito: Shoot 1UP

Zombie Estate

Autore: Jeremy Verchick
Piattaforma: XBLA
Prezzo: 80 MP

Tra tutti i titoli a base di zombie che stanno firendo nell'ultimo periodo, specie in ambito indipendente, Zombie Estate si distingue per stile, divertimento e capacità di provocare assuefazione nel giocatore.
Il titolo riprende la classica struttura degli sparatutto in cui ci si muove e si spara nelle diverse direzioni in maniera indipendente, presentandosi come un survival strutturato a "onde": ogni stage dunque è rappresentato da una diversa ondata di zombie, via via più letale. Si parte infatti con gruppi di zombie semplici, proseguendo presto con creature in grado di curarsi da sole, scheletri pronti a fare un balzo in avanti per arrivare a ferirci, mostri che richiedono una dose di proiettili molto superiore alla media per essere annientati ed altro ancora. Fortunatamente non dovremo fronteggiare tale orda armati solo di una semplice pistola. Fra un'onda e l'altra è possibile accedere al negozio presente nell'area di gioco, acquistando armi sempre più potenti e distruttive, ma anche dalle abilità diverse. E' possibile assegnare un'arma ad ogni direzione del d-pad del controller, decidendo quale equipaggiare non solo in base alla potenza, ma anche a seconda delle munizioni richieste: i tipi di proiettili sono quattro, recuperabili uccidendo gli zombie.
Zombie Estate può essere affrontato fino a quattro giocatori in contemporanea. In questo caso il gioco diventa ancora più godibile, visto che si raggiungono più velocemente le ondate più avanzate, ma anche per la possibilità di effettuare alcune tattcihe che utilizzino a propio vantaggio la conformazione dell'area di gioco, una sorta di villetta con giardino annesso, le cui stanze possono essere usate come luoghi di appostamento (vista anche la possibilità di far fuoco attraverso le finestre).
Oltre ad un gameplay classico quanto divertente, Zombie Estate può frasi vanto di uno stile grafico assolutamente godibile, trattandosi di una commistione fra sprite minimali ed un fondale pixelloso, ma proposto in prospettiva, in una sorta di 2,5D. Simpaticissimi poi i 30 personaggi che possono essere selezionati all'inizio del gioco: si va dai classici ragazzotti agli animali domestici, passando per l'omino di pan di zenzero.

Sito: Zombie Estate

Arkedo Series #3: Pixel!

Autore: Arkedo/Pastagames
Piattaforma: XBLA
Prezzo: 240 MP

Il terzo capitolo dell'Arkedo Series è blu. Molto blu. Forse troppo blu, per alcuni. Sicuramente non rosso. Il terzo episodio della serie di giochi che Arkedo (gli stessi dietro al troppo poco conosciuto Big Bang Mini per DS) ha pensato per il digital delivery di Xbox 360 è un platform che poco si discosta dai suoi lontani antenati dell'era a cavallo tra gli 8 ed i 16 bit, riproponendo i clichè classici del genere: piattaforme che si sgretolano, nemici su cui saltare in testa, trampolini e punte accuminate. A fare di Pixel un gioco da provare è però la sua caratterizzazione grafica, basata sull'utilizzo esclusivo dell'estetica del pixel, come il titolo poteva lasciare supporre. I fondali e gli sprite hanno dunque un netto look blocchettoso, e dato che la "risoluzione" del tutto si mantiene su cifre molto basse, il tutto è messo ancora più in risalto sui nostri schermi ad alta definizione. A livello di scelte cromatiche poi, il titolo è sostanzialmente in bianco e nero, se non fosse che ciò che di solito è nero (i pixel che delineano spite e fondali) è di un bianco accecante, mentre tutto il resto è blu (o sue sfumature). Si ha così l'impressione di trovarsi di fronte ad un enorme controller MIDI di quelli composti da led, colpiti in pieno da un contrasto di luminosità che lascia abbagliati.
A rubare la scena c'è poi il protagonista del titolo, un pixellosissimo gattino che sembra uscito da icahascheezburger, tanto è simpatico e caratterizzato; da oscar la resa visiva dell'accovacciamento, semplicemente esilarante.
Pixel! non è però solo grafica. Se il gameplay è decisamente classico, lo stesso risulta comunque godibile e ben realizzato; a spezzare la monotonia ci pensano poi alcuni puzzle che consistono nel trovare la strada giusta all'interno di un'icona formata da pixel, stando attenti alle regole di attraversamento di ogni casella.

Sito: Arkedo Series #3: Pixel!