E3 2014

Rubrica The Last of Us 2: Road to E3 2014

Cominciano i preparativi per la fiera di Los Angeles. Giorno dopo giorno, la redazione attende...

rubrica The Last of Us 2: Road to E3 2014
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ormai ci siamo quasi. Meno di un mese ci separa dall'evento videoludico dell'anno, quello che con amore ostinato per i prestiti linguistici la stampa di settore insiste a chiamare “kermesse losangelina”. Beh, in verità con le fiere di paese l'Electronic Entertainment Expo ha davvero poco da spartire: si tratta invece della gigantesca vetrina con cui un'industry sempre più affollata presenta le proprie novità alla stampa e -di conseguenza- ai fedelissimi appassionati che si lasciano inondare dalla pioggia torrenziale di annunci e notizie. Quest'anno speriamo che sia un uragano, quello che dal 10 al 12 giugno si abbatterà anche sulle pagine di Everyeye. Perchè diciamoci la verità: ne abbiamo davvero bisogno, di farci travolgere, di lasciarci trascinare da un entusiasmo tracimante, dopo un inverno spento e noioso e una primavera animata sì da qualche produzione di rilievo, ma tutta composta, come i secchioncelli del banco in prima fila: quelli che facevano i compiti con grande regolarità, ma a cui mancava il guizzo, il colpo di genio.
Ecco: a me i secchioncelli hanno sempre annoiato, e devo dire che questi ultimi mesi hanno avuto proprio lo stesso effetto. Sarà che ormai mi ero abituato al clima dello scorso anno, tutto annunci e grandi produzioni; o sarà che lo stallo creativo ed il clima di cauto attendismo in cui il lancio delle nuove console ha proiettato il mercato mi ha fatto venire voglia di sbattere la testa al muro. Pensate che ieri sono pure andato all'IKEA.

Da cinque anni a questa parte, questa è l'unica immagine decente con il logo dell'E3 che si trova sul web. La vedrete ovunque.
Dall'E3 2014, insomma, io vorrei tanto rumore, il tam tam inesauribile dei tamburi dei publisher, la consapevolezza che a partire da settembre tutte le mie domeniche saranno inesorabilmente disinnescate perchè devo giocare a Fallout 4, al nuovo Uncharted, a Dishonored 2 (daje!), ad Halo 5 e - io ci spero sempre - ad una nuova IP firmata Nintendo (ma anche con il prossimo Zelda sto a posto, eh!).
Da questo E3 io voglio conferenze surreali, al limite dell'assurdo, Shenmue 3 ed il nuovo progetto Blizzard. E voglio che Rockstar mi racconti che fine ha fatto Agent.
Quello che otterrò, lo so per certo, sarà una parte infinitesimale dei nomi che mi frullano in testa in questi giorni di buio cosmico (ho finito Kirby, ho sofferto per Bound By Flame, per fortuna che è arrivato Mario Kart 8). Eppure, sento che in un modo o nell'altro a Los Angeles si compirà un piccolo miracolo: sento che questa fiera sarà davvero traboccante, e magari persino alcuni dei rumor più improbabili si riveleranno fondati.
Ecco insomma da cosa nasce questa piccola rubrichetta quotidiana che vi accompagnerà fino al 9 Giugno, giorno in cui sarò, assieme ai ragazzi della redazione, bloccato a scrivere fino alle 3 di notte in un appartamento di Downtown: nasce dalla voglia di condividere questo tremito che sento nella Forza, di chiacchierare con voi del più e del meno, così come facciamo tante volte noi che scriviamo su Everyeye. Non prendetevela a male se ogni tanto, in qualche puntata, finirò per discutere di quello che vorrei vedere in un gioco di cui si è sentito parlare appena mezza volta: questa Road to E3 2014 è fatta anche di curiosità, di voglie, di ipotesi e di supposizioni. Io vi racconto un po' di cose, voi fate altrettanto nello spazio dei commenti, e tutti insieme ci avviamo a grandi passi verso la fiera (si spera) delle meraviglie.

Fate che sia vero, dai.
Il problema, adesso, è che non so da dove cominciare. Nella mia testa c'è uno schema, un disegno appena tratteggiato, qualche tappa fissa: ci sarà una puntata sul Junk Food (preparatevi!) e una sulle Six Flags Magic Mountains e sul sole di Santa Monica. Per ora niente tette (forse), che sono un signore (forse).
Però scegliere il punto di partenza è difficile. In verità, se dovessi pensare ad un gioco -uno solo- che vorrei in ogni modo vedere a Los Angeles, quell'unico e puro oggetto del desiderio videoludico che nelle notti senza luna si manifesta nei miei sogni bagnati, sarebbe The Last Guardian.
Vaporosa e (ancora?) inconsistente opera di Ueda che si faccia sintesi dello splendido “sillogismo della solitudine” che è cominciato con ICO e proseguito con Shadow of the Colossus.
Però ecco, a quello vorrei dedicargli spazio, e invece è già una pagina bella densa che sto a spiegarvi i miei fremiti pre-E3.
E allora ho deciso: resto in casa Sony e parto alla grande con The Last of Us 2. C'è o non c'è? Fra le (inattendibili) indiscrezioni su quella che potrebbe essere la scaletta della conferenza Sony, spunta sornione un accenno a questo sequel. Dovrebbe essere solo un teaser, ci dicono, a chiusura dell'evento: niente più di quello che si è visto per il prossimo Uncharted.
Se devo dire la verità, a me sembra strano che Naughty Dog “esca” con due progetti: perchè la nuova avventura di Drake ci sarà sicuramente, e con l'edizione Remastered di TLOU in arrivo su Ps4, i tempi non mi sembrano propri maturi.
S'intenda, Sony potrebbe pure spendere questo nome per fare il botto, e poi lasciare sospesi i videogiocatori per almeno due anni: ma con tutti gli altri team interni al lavoro su nuovi progetti e vecchie IP, ce n'è davvero bisogno? Le aspettative per un eventuale The Last of Us 2 sarebbero smisurate, e peno che il team voglia prendersi il tempo che gli serve per fare un giochino a modo, così magari voi biechi esseri senza cuore (scherzo: inserire emoticon con la D maiuscola) che avete criticato il primo a questo giro state buoni e non lo chiamate “il gioco più sopravvalutato della storia”.

Marek is a jerk. Però ha talento.
Vabbè, il fatto importante è che credo che The Last of Us 2 proprio non ci sia, e anche solo quell'accenno getta secondo me un'ombra veramente scura sulla credibilità dei “sussurri” riguardo alla conference che hanno fatto il giro della rete.
Intanto, quel trollone patentato di Marek Okon, concept artist che ha lavorato sul primo episodio, stuzzica il popolo del web con i suoi artwork non ufficiali, twittando roba come “it's coming”. Ecco, io se fossi stato in quelli di Naughty Dog, gli avrei rigato la macchina.