What Remains of Edith Finch Oggi alle ore 16:00

Giochiamo in diretta con questa avventura dalle tinte oscure

Rubrica Versus - Digital Delivery Vs. Retail

Vinceranno le avanguardie del Digital Delivery o il classicismo della distribuzione retail? Fight!

rubrica Versus - Digital Delivery Vs. Retail
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di

Due redattori, due punti di vista opposti. In questa nuova rubrica di Everyeye.it i membri dello staff se le danno di santa ragione (ma solo verbalmente), per difendere la propria posizione su uno dei temi caldi del mercato videoludico. Evitando la Console War più becera, uno scontro all'ultimo sangue per discutere in maniera un po' più accesa di videogame.

Il Digital Delivery si espande. Poco a poco, corrode le convinzioni dei più solidi “retail-maniacs”, e si insinua persino nelle nostre console. Wii U ha esordito sul mercato con tutti i titoli di lancio disponibili in versione Digitale. L’offerta del PlayStation Store cresce di giorno in gioco, e Sony spinge a manetta sul suo servizio Plus. Gli illuminati PC-Gamer avevano previsto tutto, e già da tempo hanno venuto le loro anime (magari in saldo) a quella divinità che risponde al nome di Steam. Ed oggi gongolano fieri della loro inossidabile libreria digitale.
Ma cos’è da preferire? La cara vecchia copia fisica, o un etereo pacchetto di dati virtuali?

Digital Delivery VS Retail

In questa prima puntata di Versus, Alessandro Mazzega sostiene la superiorità del classico meccanismo di distribuzione Retail, mentre Alessandro Sordelli, PC Gamer convinto, si erge in difesa del Digital Delivery.


Alessandro Mazzega: Difficile per me cedere al digital delivery: da appassionato di vecchia data, non solo di videogiochi ma anche di fumetti, animazione nipponica e musica, sono troppo legato all’acquisto di supporti, qualunque essi siano, e non sono ancora riuscito a trovare soddisfazione nel leggere un manga su un tablet o nel download di un gioco senza averne la custodia di fianco alla console. So che la transizione verso il digitale è un processo inevitabile che, prima o poi, soppianterà pagine, dischi, cartucce e manuali ma ad oggi non sono pronto ad affrontarla e mi godo ogni momento dell’atto dello scartare un nuovo titolo, soprattutto se non è stato semplice reperirlo (ogni riferimento all’edizione Solid Gold di Persona 4 Golden per Playstation Vita è assolutamente voluto).

Alessandro Sordelli: Lasciamo le confezioni in plasticaccia e cartone al collezionismo vintage e al retrogaming! Anche io sono videogiocatore di vecchia data, seppur abbia sempre preferito la versatilità della piattaforma PC alla praticità delle console. Colleziono videogame e console di ogni tipo e in passato ho amato scartare confezioni e cellophane sotto l'albero di Natale, ma i tempi son cambiati e il digital delivery offre innumerevoli e interessanti vantaggi rispetto alla versione fisica, tipo la fruibilità del prodotto allo scoccare esatto della mezzanotte del dayone e prezzi davvero imbattibili...basta sfruttare le giuste promozioni e tenere d'occhio i rivenditori online. Inoltre credo che si debba iniziare a pensare in maniera piú ecologica e meno consumistica e il digital delivery è sicuramente il primo passo verso un futuro "verde". Non credi che sia solo questione di slegarsi ad una mera abitudine?

Alessandro Mazzega: Direi che i vantaggi proposti dal Digital Delivery non sono del tutto reali o almeno non lo sono nella totalità dei casi: quante volte il famoso avvio alla mezzanotte del day one non ha funzionato? E quante volte non ha funzionato nemmeno nei giorni successivi, a causa di problemi di accessibilità dei server, fattore spesso legato all’inclusione di DRM aggressivi? Ovviamente sono stati fatti tentativi di vario tipo per cercare di evitare questo genere di disservizi ma si tratta comunque di preload lunghi ore, spesso vanificati proprio dall’impossibilità di scaricare l’unlock key appena disponibile.
Sui prezzi potresti avere ragione ma l’appassionato ormai sa come risparmiare anche acquistando prodotti retail; inoltre per un collezionista il prezzo è relativo e il richiamo di un’edizione ben realizzata va ben oltre la volontà di voler risparmiare (ovviamente se può permetterselo).

Alessandro Sordelli: I DRM sono un problema solo in una minoranza di casi, ed è una questione che onestamente tratterei in separata sede: developer e soprattutto distributori stanno iniziando a capire che una cosa è proteggere i propri investimenti ovviando al problema della pirateria, un altro è creare problemi all'utenza stessa, motivo per il quale mi pare ci siano sempre meno magagne con i cosiddetti DRM.
Per quanto riguarda i prezzi, è certo possibile risparmiare anche con i prodotti retail, ma generalmente ci vuole del tempo e se la richiesta del prodotto è alta il costo resta comunque elevato, regola che non è invece così rigida quando parliamo del mercato di distribuzione digitale, in particolar modo Steam. A questo bisogna aggiungere le problematiche della vendita al dettaglio, quindi disponibilità, eventuali ritardi, o il costo eventuale della spedizione per i prodotti acquistati online. Andiamo: non è forse il caso di abbandonare il fascino feticistico della copia fisica, in particolar modo in un mercato dominato da delle collector's edition che sono una vera e propria presa per i fondelli?

Alessandro Mazzega: No, non è il caso, soprattutto quando l’alternativa sono versioni in download che soffrono di limitazioni e, tema davvero scottante, costano quanto le controparti fisiche.
E’ semplice citare sempre e solo Steam, vera e unica isola felice in materia, quando tutti gli altri store, soprattutto se legati al mondo console, non offrono alcun vantaggio, tantomeno in termini di costo per il download.
E’ inutile per Sony rendere disponibile un gioco al day one in download dal PSN se poi il prezzo è lo stesso del negozio dietro casa, stesso dicasi per il nuovo negozio online di WiiU, con prezzi a dir poco comici.
Microsoft si chiama fuori dalla partita, permettendo l’acquisto digitale solo di titoli di seconda fascia o non più recentissimi.
E in ogni caso i consumatori non sono degli stupidi: se una Collector’s Edition è poco soddisfacente rimane sugli scaffali, soprattutto a causa del rapporto tra prezzo e contenuti premium, come accade sempre più spesso: quante confezioni di Killzone 3 Helghast Edition si vedono ancora nei negozi, con prezzi probabilmente inferiori a quelli che vennero pagati ai fornitori per proporle ai clienti? E non è nemmeno uno degli esempi peggiori, anzi.
Il digital delivery riceverà l’attenzione che merita, per quanto riguarda i titoli proposti in entrambe le modalità, solo quando offrirà dei vantaggi anche per il portafoglio.

Alessandro Sordelli: Lo ammetto, il mercato digital delivery su console quasi non esiste, così come non sono tanto vantaggiosi i prezzi proposti su questi lidi virtuali. Ma la colpa non è solo da imputare ai producer e distributori, quanto ad un'utenza che ancora non sembra essere disposta a usufruire ampiamente di questi servizi online... una difficoltà da imputare anche ad una paura (almeno in Italia) di usare la carta di credito, unita allo scarso indottrinamento all'acquisto online.
Tanto per citarne uno: Ni No Kuni è disponibile in pre-order sul PSN ad un prezzo di 59,90 € contro i 69,90 € della copia fisica, che a mio modo di vedere rimane solo un costoso e inutile pezzo di plastica. Io penso che dieci euro risparmiati son comunque soldi e non mi fanno certo schifo. Che il digital delivery stia diventando sempre più importante è ormai cosa ovvia: a cosa servirebbe un hard disk da 500 GB se non ad acquistare contenuti online? Dal canto suo, Sony ci ha già provato con PSP Go, un esperimento fallito anche per mancanza di coerenza e di un’infrastruttura adeguata. Ma il recente aggiornamento del PlayStation Store è indicativo dell’importanza di tale servizio.
Tornando al discorso "collector's edition", penso che ci siano dei validi e interessanti prodotti in uscita ogni anno, tra i quali spiccano i giochi di Blizzard e tutti quelli contenenti artbook e documentari backstage ben fatti; ma il 95% delle edizioni speciali sono vera fuffa.
I giochi su disco ormai li uso come sottobicchieri e a cena non ho mai molti ospiti.

Alessandro Mazzega: Dieci Euro risparmiati valgono ore di download, l’impossibilità di poter prestare un titolo ad un amico una volta che lo si è portato a termine, e la possibilità, spesso negata, di riscaricare il gioco su un’altra console posseduta?
Oltretutto ritorni sull’argomento collector’s edition nominando Ni No Kuni, titolo la cui edizione limitata è proprio tra le migliori dell’ultimo periodo, con il pupazzetto di Lucciconio e l’artbook che sono perfettamente in linea con gli interessi degli appassionati di Level 5 e Studio Ghibli.
Insomma: per quanto mi riguarda le copie fisiche non sono destinate a scomparire così in fretta, ma sono pronto ad offrirti una cena, cucinata come ospite a casa tua, se ciò accadrà in maniera repentina nei prossimi ventiquattro mesi.

Alessandro Sordelli: Affare fatto, vado a fare la spesa così possiamo dare il via alla nuova rubrica “La Prova del Cuoco”. Però magari facciamo a casa mia, che senza le custodie dei giochi in mezzo alla stanza ho molto più spazio.

Versus E voi, utenti di Everyeye.it? Siete maniaci della copia fisica e la esponente sui vostri scaffali ricolmi, o sentite un brivido caldo solo se guardate la vostra libreria Steam? Ma soprattutto: pensate ad un futuro tutto virtuale, o credete che il supporto materiale non sparirà mai dalla circolazione? Fateci sapere la vostra opinione, e schieratevi con i nostri redattori per far oscillare l'ago della bilancia. Insomma, per voi chi vincerà lo scontro? Retail o Digital Delivery?