10 videogiochi cancellati che non vedremo mai

Da Silent Hills a Star Wars 1313, passando per Fable Legends e Legacy of Kain Dead Sun: ecco dieci giochi cancellati che non vedremo mai.

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Solo poche ore fa Microsoft ha confermato che Scalebound, uno dei titoli Xbox One più attesi per questo 2017, è stato ufficialmente cancellato. Un duro colpo per la lineup, sempre più striminzita, delle esclusive "made in Redmond", orbata di un titolo che sembrava fatto su misura per attirare l'interesse del mercato asiatico, da sempre uno dei più "ostili" nei confronti del colosso statunitense. Una gran brutta notizia per i fan del titolo e per gli sviluppatori di Platinum Games che, dopo quattro anni di duro lavoro, si ritrovano ora con in mano un pugno di mosche. E mentre non è ancora chiaro che impatto avrà lo strappo tra Microsoft e Platinum sul futuro dello studio di Kenichi Sato, pare che il papà del progetto, Hideki Kamiya, sia rimasto così shockato dalla decisione degli alti papaveri di Xbox da accusare un vero e proprio tracollo nervoso. Quale che siano le motivazioni alla base della decisione di Microsoft, è fuor di dubbio che la compagnia ha così rinunciato a una delle sue esclusive più intriganti. Così, tanto per continuare a farci del male, abbiamo deciso di approfittare dell'infausta notizia per farci una bella(?) passeggiata sul viale dei ricordi, con una dolorosa carrellata dei titoli più interessanti che - ahinoi - non vedremo mai sbarcare sul mercato.
Per cominciare il 2017 al grido di #mainagioia.

Silent Hills

Hideo Kojima, Guillermo del Toro e Junji It? (autore di alcuni tra i manga più disturbanti di sempre) al lavoro su di un titolo horror ambientato nell'universo narrativo della serie Silent Hill: cosa diamine sarebbe potuto andare storto? Be', non lo sapremo mai. Silent Hills, annunciato durante la Gamescom del 2014 con un terrificante teaser interattivo entrato ormai negli annali del gaming, non è purtroppo sopravvissuto al durissimo divorzio tra Konami e Kojima. Tutto ciò che ci rimane di quel sogno - o incubo, fate voi - è P.T., una piccola e terrificante esperienza che oggi rappresenta l'amara promessa di brividi mai provati. Fortunatamente, dalle ceneri di quella collaborazione mai concretizzata tra Kojima, del Toro e Norman Reedus è nato Death Stranding, il primo titolo da "solista" del geniale game designer. Del gioco sappiamo al momento poco o nulla, ma quanto abbiamo visto basta per rifornire i nostri lombi di potenti energie tantriche.

Star Wars 1313

Annunciato durante l'E3 del 2012, Star Wars 1313 puntava ad offrire ai fan della "Galassia Lontana Lontanta" una prospettiva diversa sull'universo nato dalla mente di George Lucas. Niente Jedi e poteri della Forza per un action in terza persona che avrebbe dovuto calare i giocatori nei panni di un giovane Boba Fett, intento a farsi un nome tra i vicoli più malfamati della capitale imperiale Coruscant. Malgrado l'interesse immediatamente suscitato dal titolo, Star Wars 1313 fu una delle prime vittime dell'acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney. La ristrutturazione operata dai signori di Topolinia portò alla chiusura dello storico studio LucasArts e alla cancellazione di tutti i progetti in corso, compreso il promettente 1313. Ora il progetto potrebbe avere una sorta di erede spirituale nel nuovo titolo Star Wars in sviluppo presso gli studi di Visceral, sotto la supervisione di pezzi da 90 come la creatrice della saga di Uncharted, Amy Hannig, e della produttrice di Assassin's Creed Jade Raymond.
Che la Forza sia con loro... e con noi.

Titan

Considerato dal vicepresidente di Blizzard Entertainment, Jeff Kaplan, un "fallimento su tutti i fronti", Titan avrebbe dovuto occupare lo spazio lasciato vacante dal pensionamento - mai avvenuto - del decano degli mmo World of Warcraft. Malgrado praticamente ogni aspetto del progetto sia ancora oggi evanescente e indefinito, diversi report descrivevano Titan come un mmo dalle tinte sci-fi, nel quale i giocatori avrebbero dovuto vestire i panni di personaggi impegnati in comuni lavori "di copertura" durante il giorno, e dediti alla lotta al crimine durante la notte. Secondo Kaplan, il team tentò "fin troppo a lungo" di far funzionare il progetto, forte di idee ottime ma privo della giusta "chimica" e ben lontano dallo standard di qualità fissato da Blizzard. Dopo la cancellazione nel 2014, parte del concept, così come alcune delle meccaniche da "class-based shooter" formulate per Titan fornirono a Blizzard la base per lo sviluppo di Overwatch, l'ultimo lavoro dello studio. Visti i risultati, non possiamo che rifarci al vecchio adagio "quando si chiude una porta, si apre un portone".

Shadow Realms

Come una vera e propria meteora videoludica, Shadow Realms, interessante progetto urban fantasy di Bioware Austin, sparì nell'etere a meno di sei mesi dal suo annuncio ufficiale. L'action rpg avrebbe dovuto stupire i giocatori con una particolare formula online asimettrica ispirata ai classici della ruolistica da tavolo: quattro giocatori schierati in battaglia contro un quinto che, nei panni dello Shadowlord, avrebbe avuto il pieno controllo sul mondo di gioco. Un'ambientazione moderna e intrigante, un sistema di progressione profondo, una storia modellata in stile serie TV e influenzata dagli exploit della community: tutte idee interessanti che purtroppo non vedremo mai concretizzarsi. Ufficialmente il progetto è stato accantonato per permettere a Bioware di concentrarsi su altri fronti (Dragon Age: Inquisition e The Old Republic), ma pare che nessuna delle parti coinvolte - publisher, sviluppatore e pubblico - fosse rimasta particolarmente colpita dal gioco, specialmente sul versante gameplay. Preso atto del feedback "tiepido" ricevuto durante l'alpha pubblica, EA decise di limitare i danni bloccando il progetto e ridistribuendo le risorse di sviluppo su titoli più "affidabili" dal punto di vista commerciale. Una scelta che, a conti fatti, potrebbe averci salvato da una sonora delusione.

Van Buren

Sviluppato come terzo capitolo della saga di Fallout, il primo con un motore interamente poligonale, Van Buren avrebbe dovuto rappresentare il "passo successivo" per l'epopea post apocalittica di Interplay Entertainment, il publisher storico della serie. La progressiva diaspora dei talenti creativi di Black Isle Studios (Brian Fargo, Feargus Urquhart e Chris Avellone), dovuta ai problemi economici di Interplay e, di conseguenza, al suo approccio estremamente "conservativo" allo sviluppo di nuovi titoli (Baldur's Gate 3 venne cancellato perché ritenuto troppo ambizioso), segnò la definitiva condanna alla bancarotta per il publisher, che nel 2004 si vide costretto a vendere i diritti di Fallout 3 a Bethesda Softworks. Tre anni dopo Bethesda acquisì definitivamente la saga, con un accordo che lasciava a Interplay i diritti - a termine - per lo sviluppo di un mmo ambientato nel mondo di Fallout, un progetto che non venne mai effettivamente realizzato. Ancora oggi molti "puristi" della saga guardano con rimpianto a quello che Van Buren avrebbe potuto essere, e con disappunto alla piega "fps" presa dalla serie. Realisticamente parlando, però, risulta difficile credere che Interplay sarebbe mai riuscita a proporre un titolo all'altezza dei primi due capitoli, specialmente considerando la defezione dei talenti "chiave" della saga.
A volte i rimpianti sono meglio dei rimorsi.

Prey 2

Scordate per un attimo il Prey attualmente in sviluppo negli studi di Arkane, e tornate con la mente all'E3 del 2011. Quell'anno Human Head Studios mostrarono per la prima volta al pubblico Prey 2, titolo che avrebbe dovuto dare seguito agli eventi del primo capitolo calando i giocatori nei panni di un cacciatore di taglie umano alle prese con la "teppa aliena" del pianeta Exodus. Malgrado l'ottima risposta del pubblico alla presentazione, Bethesda decise di rinviare il progetto, ufficialmente per offrire al team tempo sufficiente per rifinire al meglio l'esperienza. Pare che in realtà il publisher non fosse affatto soddisfatto del lavoro di Human Head, ritenuto al di sotto degli standard di qualità di Bethesda. Dopo infiniti rumor e altrettante smentite, e una riassegnazione interna del progetto a Arkane Studios e Obsidian Entertainment, Prey 2 venne ufficialmente cancellato. Ancora oggi gli sviluppatori di Human Head sostengono che la cancellazione del gioco sia stata una questione meramente "politica", e che Prey 2 fosse già interamente giocabile e "maledettamente divertente". Be', sembra proprio che non lo sapremo mai per certo.

Rainbow Six: Patriots

Presentato - piuttosto prematuramente - a novembre del 2011, Tom Clancy's Rainbow 6: Patriots avrebbe dovuto offrire al pubblico un approccio narrativamente più crudo e spregiudicato all'azione tattica della serie fps. Nei panni di uno dei membri del Team Rainbow, il giocatore sarebbe stato coinvolto nella battaglia contro i "True Patriots", un gruppo terrorista di stampo ipernazionalista schierato contro la dilagante corruzione del capitalismo all'americana di Wall Street. La promessa di una trama matura e moralmente "ambigua" venne delusa quando Ubisoft, nel 2014, annunciò la morte del progetto, prontamente rimpiazzato dall'esperienza online-only offerta da Tom Clancy's Rainbow Six Siege. La cancellazione di Patriots è legata a doppio filo all'effettiva "sostenibilità" del progetto, nato a cavallo tra una generazione e l'altra e difficilmente elevabile allo standard dei titoli della nuova lineup multipiattaforma. Rimane il rimpianto per una storia senza dubbio interessante, che molti giocatori avrebbero preferito alla natura esclusivamente multiplayer di Siege.

Fable Legends

Arrivata come vero e proprio un fulmine a ciel sereno, la cancellazione di Fable Legends, e la successiva chiusura di Lionhead Studios, sconvolsero buona parte del pubblico, specialmente perché il titolo era largamente considerato come ormai prossimo al lancio. Come nel caso di Scalebound, si trattò di una decisione monolaterale di Microsoft, insoddisfatta del risultato ottenuto dal team di sviluppo. Dopo la chiusura del progetto si parlò di pressioni insostenibili da parte di Redmond, che avrebbe voluto fare di Fable Legends il primo vessillo del cross-platform play tra Windows 10 e Xbox One, nonché dell'efficienza delle nuove DirectX 12. Tecnologie "imposte" in corso d'opera che posero Lionhead in una pessima posizione davanti alle aspettative di Microsoft, storicamente poco incline a offrire agli sviluppatori tempo extra per limare eventuali problemi tecnici. Un vero peccato, visto che l'action rpg cooperativo di Lionhead sembrava veramente promettente.

Legacy of Kain: Dead Sun

Unico titolo di questa lista ad essere stato cancellato ben due volte, Legacy of Kain: Dead Sun avrebbe dovuto essere il seguito diretto di Defiance e offrire al pubblico una nuova storia con protagonisti i vampiri Kain e Raziel. Descritto come un action game con un forte focus sulla narrazione, Dead Sun non sopravvisse alle proiezioni di vendita - scarsamente incoraggianti - stilate da Square Enix, che considerò "troppo rischioso" il progetto. La componente multiplayer del gioco venne successivamente riadattata in Nosgoth, titolo free-to-play entrato in beta su Steam a gennaio del 2015. Complice anche la delusione causata dalla cancellazione di Dead Sun, Nosgoth venne accolto freddamente dalla community, tanto da convincere Square a chiudere definitivamente il progetto ad aprile dello scorso anno. La cosa veramente brutta è che questa doppia cancellazione ha probabilmente minato, in modo significativo, la fiducia di Square Enix nel brand vampiresco, che difficilmente vedremo tornare sui nostri schermi in un futuro prossimo.

Mega Man Universe

Ah, l'ironia del senno di poi. Con Mega Man Universe Capcom avrebbe potuto anticipare di un buon lustro la formula proposta da Nintendo con il suo Super Mario Maker. Il titolo, destinata alla sola distribuzione digitale su XLA e PSN, puntava a offrire agli utenti la possibilità di creare i propri livelli di gioco grazie a semplici meccaniche "drag and drop", utilizzando elementi tratti dall'intero catalogo delle IP di Capcom. Malgrado lo stato di sviluppo avanzato, il progetto venne accantonato perché non ritenuto sufficientemente valido rispetto agli standard dello studio. Una considerazione preoccupante - specialmente nel quadro generale della produzione "made in Capcom" - che comunque non riesce ad allontanare il rammarico per quello che avrebbe potuto essere uno dei titoli più interessanti nella storia del franchise robotico.

Avete altri rimpianti videoludici? Pensate che al nostro decalogo della tristezza manchi qualche tassello fondamentale? Non esitate a farcelo sapere nei commenti.