8 Videogiochi di Pokémon che dovreste giocare

Prima di Pokémon Go, i mostriciattoli tascabili avevano già sperimentato nuove forme di gameplay e tecnologie. Ecco gli esempi più strani e innovativi

speciale 8 Videogame di Pokémon che dovreste giocare
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

In questa Estate 2016 i Pokémon sono tornati sulla cresta dell'onda. Le creature di Satoshi Tajiri ora si trovano nelle nostre città, si nascondono dietro gli arbusti visti centinaia di volte andando a scuola, vivacchiano sul ciglio delle autostrade che percorriamo ogni giorno andando al lavoro. Il successo di Pokémon Go è strepitoso, tant'è che ne parlano tutti, nel bene (scambiandosi consigli ed esplorando in bicicletta vicoli mai percorsi) e nel male (spinti dalle malelingue dei notiziari, che ancora non hanno capito come funziona il videogioco).
Nintendo ha saputo cogliere le potenzialità della tecnologia alla base di Ingress, infondendole il fascino e la riconoscibilità delle creature poké, riportando a galla i ricordi dei ventenni che con Rosso-Blu-Giallo hanno affrontato gran parte della loro infanzia. Abbiamo dimenticato le tabelline e le declinazioni latine, ma non di certo i nomi propri dei primissimi 150 Pokémon. Rattata non è solo un topastro violaceo, ma un tassello della nostra infanzia: merito anche qui di Nintendo essere riuscita a mantenerla viva, sia pure in modo latente, mentre cercava di conquistare nuovi fan nati a cavallo del Nuovo millennio.
Questa quasi-Top 10 vuole ricordarvi tutte le altre volte in cui i Pokémon si sono fatti ambasciatori di nuove idee di gameplay e tecnologie; tutte quelle volte in cui i game designer di Kyoto avevano tra le mani un concept coraggioso e sperimentale ed avevano bisogno di quel cavallo di Troia del marketing che sono appunto i mostriciattoli tascabili!

Pokémon Link: Battle!

Nel principio fu Tetris, indi Puyo Puyo, che Nintendo imitò in Puzzle League/Challenge. Flashforward e arriviamo agli odierni Candy Crush et Puzzle & Dragon. Pokémon League: Battle! guarda al passato, ai molti puzzle game con licenza Pokémon, ma anche al presente poiché si impegna nel presentare un match-3 in cui il sistema di forza e debolezze della serie principale sia fonte di ispirazione. Sull'eShop di Nintendo 3DS potete trovare Pokémon Link, un puzzle game che mette anche e soprattutto alla prova la vostra conoscenza dell'elemento tipico di ciascuno dei 718 Pokémon schizzati dai grafici di Game Freak.

Pokémon XD: Gale of Darkness

Belle le avventure portatili dei Pokémon! Belli eh i Pokémon Stadium per far scontrare il proprio sestetto in 3d! Eppure il sogno bagnato nei primi 2000 -e sinceramente ancora oggi- era poter giocare ad un grande JRPG, capace di rivaleggiare con il mostro sacro Final Fantasy VII, sul televisore della propria cameretta. Un mondo immenso, costellato da mille villaggi, allenatori affatto fermi ad attendere il nostro passaggio, zone di caccia poké fotorealistiche e -perché no?- addio agli incontri casuali. Pokémon Colosseum ahinoi non è stato nulla di tutto questo. Trama matura e in certi istanti cupa, ma gameplay ridotto all'osso ed esplorazione non pervenuta. Pertanto c'era molta moltissima attesa per il seguito Pokémon XD: Gale of Darkness, approdato negli ultimi istanti di vita del 128 bit Nintendo. Diciamo che oltre alla trama sequel di Colosseum, il Monte Battle con 100 allenatori sequenziali e le aree minuscole dove catturare un numero limitato di Pokémon non accontentarono i palati degli allenatori. Ed in effetti stiamo ancora aspettando una monumentale avventura Pokémon sullo 50" del soggiorno: dopo Pokémon XD solo Battle Revolution (un nuovo Stadium) ed in tempi recenti il picchiaduro à la Tekken. Nintendo stai ascoltando la nostra supplica?

Meowth's Party

Abbiamo fino ad ora parlato di titoli strambi, maledettamente giapponesi o difficili da recuperare... ma si è sempre trattato di videogiochi che hanno visto una release ufficiale almeno in madre patria. Meowth's Party, invece, è stato presentato allo Spaceworld 2000, ma poi non si è mai materializzato sugli scaffali dei negozi. Esso nasce come demo tecnica, esercizio di stile da parte del team di Pokémon Stadium sopra l'hardware del nascituro Gamecube. Sfruttando la popolarità del terzetto Meowth, Jessie e James, nient'altro che gli sgherri del Team Rocket alle costole di Ash e Pikachu in ogni puntata dell'anime, gli sviluppatori si sono inventati una breve esperienza interattiva/musicale che fa eco a Parappa The Rapper. Irriverente e sopra le righe (vedi trailer), faticherà a concretizzarsi in un gioco completo. Eppure l'assurdità della musica, sia nella versione nipponica che in quella inglese, saranno ben apprezzate, tanto da meritarsi un singolo su Compact Disc (solo in Giappone) ed una comparsata nel gioco Pokémon Channel. Quest'ultimo tra l'altro ha riciclato il modello poligonale di Meowth: della serie, del poké-gatto non si butta via niente!

Pokémon Dash

Un gioco di guida a base di Pokémon? Esiste, sotto forma di game kart per Nintendo DS. Uscito nei primissimi mesi di vita del portatile a due schermi, questo esperimento non proprio riuscitissimo lanciava i mostriciattoli a tutta birra un checkpoint dopo l'altro. Originale il sistema di controllo basato interamente sullo stilo: bastava calcare sullo schermo inferiore per donare velocità al proprio Pokémon... e nel frattempo rigare la superficie tattile!
Chicca non da poco era la possibilità di correre lungo tracciati che ricordavano la silhouette dei Pokémon del party custodito all'interno di una cartuccia di Rubino/Zaffiro/Rosso Fuoco/Verde Foglia. Se ricordate, i primi esemplari di Nintendo DS avevano proprio uno slot per alloggiare le mini-cartucce del Game Boy Advance.

Pokémon Mini

La console portatile con cartucce intercambiabili più piccola al mondo! Primato conquistato nel 2001 ed ancora saldamente in mano a Pokémon Mini. 7 centimetri di lunghezza, 5 di larghezza, 70 grammi di peso: uno schermino da mettersi in tasca per dilettarsi con alcuni minigame nelle occasioni in cui si era dimenticato il Game Boy Color a casa. L'hardware era un signor 8 bit, equipaggiato peraltro anche di una porta infrarossi e di un motore force feedback. Come procurarsela oggi come oggi? Setacciando eBay con in mano una banconota da 100 euro oppure rintracciando il disco di Pokémon Channel per Gamecube, dove sono emulati tutti i software di Pokémon Mini (anche quelli mai usciti dal Giappone), più l'esclusivo Snorlax's Lunch Time. Un bignami per il collezionista poké stampato su un disco di appena 8 cm di diametro!

Hey You Pikachu!

Si diceva in apertura: il brand Pokémon come gancio per testare nuovissime tecnologie senza rischiare il suicidio commerciale. Di sicuro questo è stato l'intento di Hey You Pikachu, antesignano dei videogiochi a controllo vocale come Seaman e Odama, del Wii Speak, di Sing! Karaoke per smartphone ed anche delle lunghe conversazioni con Siri e Cortana. Nel 1998 si parlava con Pikachu mediante un microfono avvolto in una pallina gialla, e gli si diceva di raccogliere frutta, verdura e pesci. Tutto in funzione dei Pika Points dei quali era goloso un Abra commerciante. In Europa non è mai arrivato, mentre il microfono del Nintendo 64 ha visto solamente l'inutile supporto al simulatore di treni Densha de Go! 64. Forse in tempi di machine learning e sintetizzazione vocale simil-umana vale la pena recuperare il concept e rendere il dialogo tra uomo e topo-elettrico un immenso successo?

Learn with Pokémon: Typing Adventure

In piena Touch Generation e Brain Training-mania (quanti anni ha il tuo cervello?), Satoru Iwata parla agli investitori e racconta di star preparando la commercializzazione di una tastiera Bluetooth per Nintendo Dsi. Quale fantomatico gioco accompagnerà questo accessorio? Un serissimo simulatore di dattiloscrittura? Un'esperienza horror tipo Typing of the Dead? Nossignore, una sfida a chi scrive più nomi di Pokémon nel minor tempo. Una roba poco adulta, l'ennesimo tentativo di vendere un accessorio che poco c'azzecca con una console portatile. Anche se poi, detto tra noi, alcuni mostriciattoli hanno nomi complessi e assurdi, con un sacco di consonanti piazzate a caso! Ma voi siete tutti professoroni e Kangaskhan lo scrivete correttamente anche a occhi chiusi...

Great Detective Pikachu

Se solo ci avessimo pensato prima! Bastava dare a Pikachu un cappello da Sherlock Holmes per attirare i soldi della Legendary Pictures, la casa di produzione cinematografica dei film di Nolan, di Pacific Rim ed Una notte da Leoni. Un colpaccio per un gioco rivelato nel 2013, di cui tutti si dimenticarono un attimo dopo aver visto il trailer; pubblicato, per ora, in Giappone, non si sa se avrà una release europea. Il protagonista del gioco è Tim Goodman, detective in erba sulle tracce di un mistero più grande di lui, che riguarda la scomparsa del padre. Pikachu avrà compassione del giovinetto ed indossato il tipico cappello vittoriano, praticata l'espressione stupita di Layton ed il dito puntato di Phoenix Wright, lo aiuterà nell'avventura fiutando indizi, esaminando prove e dicendo "ah ah, elementare Goodman".
Il videogioco ispira pochissimo, il film live-action sulla carta ancora meno!

Che voto dai a: Pokemon GO

Media Voto Utenti
Voti totali: 87
5.8
nd