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Speciale Activision compra King - Un buon affare?

Il publisher di Call of Duty e World of Warcraft ha sborsato quasi 6 miliardi di dollari per acquisire King, la software house svedese di Candy Crush Saga, con l'obiettivo di crescere nel mercato mobile

speciale Activision compra King - Un buon affare?
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Nell'ultima settimana Activision ha comprato King, la software house svedese nota per il puzzle game Candy Crush Saga. È stata una mossa inattesa, assolutamente silente (per far stare quieti i trader di borsa se non altro) e non troppo comune nel campo tecnologico. Abbiamo imparato negli ultimi anni sopratutto in ambito digitale che le startup con una buona idea ed una buona esecuzione (servizi utili e ben programmati) alla soglia del quinto anno hanno l'urgenza di individuare un modello di business efficace altrimenti la situazione finanziaria diventa insostenibile (non possono continuamente bussare alla parte dei cosiddetti "Angel investor"): se non lo trovano (e pochi ci sono riusciti, quasi sempre piazzando advertising ovunque) l'unica alternativa è diventare preda per i Google, gli Amazon, i Microsoft ed i Facebook, chiunque sia interessato ad avere i loro servizi, il loro brand, il loro know how. Ma questo è il destino di una start up, non certo di un'azienda sul viale della maturità come King, uno dei Big del mercato mobile, sia come nome (direi che Candy Crush Saga è installato su ogni smartphone di qualcuno che si sposta con treni o mezzi pubblici) sia come profitto e stabilità finanziaria. Lo scorso anno si era pure buttata in borsa, anche se non le era andata egregiamente. Activision ha replicato con King ciò che aveva fatto con Blizzard (una fusione nel 2007 da 18 miliardi di dollari) e Bungie (un accordo di pubblicazione per 10 con IP di Bungie): affiancare ai due risicata brand in-house (Skylanders e Call of Duty) dei gagliardetti aggiuntivi, fortemente indipendenti e con un proprio percorso di crescita. Ma conti alla mano sembra che i quasi 6 miliardi di dollari che Activision ha messo sul tavolo per King siano pure troppi!


Uniti per crescere

Proviamo a fare due considerazioni sui numeri. Activision Blizzard ha riportato un guadagno pari a 4,6 miliardi di dollari nell'ultimo quarto (Luglio-Agosto-Settembre). Interessante capire come sono suddivisi: 54% dalla vendita di videogiochi per console, 21% da generiche piattaforme online, 14% dai titoli per PC ed appena il 5% dal mobile. Fino ad oggi Activision non ha ritenuto interessante investire in un mercato dove i prezzi bassi significano guadagni bassi, dove la frammentazione dei dispositivi è sotto gli occhi di tutti, così come la pirateria. Quel 5% è il solo Hearthstone, che tra l'altro è solo su iPad, alcuni smartphone e tablet Android, raccoglie in totale 25 milioni di giocatori (benchè spalmati anche e sopratutto su PC): un numero significativo per un card game, ma assolutamente lontano dai 474 milioni di utenti di Candy Crush Saga, registrati negli ultimi 3 mesi. Ma con l'acquisizione di King le previsioni sono decisamente corrette verso l'alto: se nel 2015 i ricavi attesi dal mobile sono pari a 36 miliardi di dollari, mentre 50 miliardi da console e PC, nel 2019 si pensa che le due cifre possano avvicinarsi, con il mobile +50% a quota 55 miliardi e le console/PC 57 miliardi.

Non scendiamo in ulteriori dettagli finanziari, perchè so già che annoierebbero molti di voi (e pure il sottoscritto), ma ci sembrano delle stime di crescita tutto sommato rispettabili e plausibili: c'è entusiasmo nella presentazione che annuncia agli investitori la transazione (la potete scaricare qui, nello splendore di grafici e acronimi), c'è la grande portata di un'azienda come King che domina il podio dei puzzle game mach-3 su mobile con Candy Crush Saga e Soda Saga e Farm Heroes Saga. Tuttavia c'è anche la volontà di equilibrare l'offerta interna della compagnia, bilanciando le console e PC (che dovrebbero crescere pochissimo: mercato saturo oppure nessun desiderio di andare oltre Call of Duty, Skylanders, Starcraft e...Overwatch?) con il mobile che scalpita, tanto e in tutto il mondo, ma che non si vuole prenda il sopravvento all'interno di Activision Blizzard. D'altro canto se l'esperienza di Blizzard post-fusione ci insegna qualcosa è l'assoluta indipendenza concessagli, sia nella gestione dei franchise, sia nella promozione/comunicazione (basti pensare alla recente Blizzcon, dove la casa di Irvine se l'è canta e se l'è suonata). Ma a Blizzard Activision chiede da qui a 5 anni di continuare semplicemente così, spendendo i propri franchise in varie arene, guardando principalmente al PC. Sarà così anche per King? Formalmente dovrebbe mantenere sia la gestione dei franchise (quelli esistenti ed i Saga che verranno), sia l'assetto organizzativo (confermato il CEO di origine italiana Riccardo Zacconi), ma ai 2 miliardi di revenue dell'ultimo trimestre deve aggiungere almeno un miliardino per rispettare gli obiettivi di crescita del 50% del mobile entro il 2019. Rispetto a Blizzard ci sembra di cogliere anche una minore parità nell'operazione: qui sono evidenti i ruoli di Activision (predatore) e King (preda), con il primo che conosce le potenzialità del secondo in termini finanziari e di brand, ma esige anche un aiuto alla crescita congiunta in un segmento, quello mobile, dal pubblico trasversale, ma anche piuttosto labile per interesse e passione. In buona sostanza: se nel 2015 Activision Blizzard aggiunge alla propria scuderia un nome illustre, lo fa anche con l'interesse di guadagnare sempre di più e fare meglio sopratutto nel settore mobile entro il 2019. Come riuscirà è tutto da vedere e il matrimonio tra le due compagnie è solo l'atto iniziale di una storia ancora tutta da scrivere...


King, ma quanto mi costi!

Amazon ha acquistato questa Estate Twitch. Costo dell'operazione? 1,1 miliardi di dollari. Facebook ha sborsato 2 miliardi per Oculus Rift un anno e mezzo fa. Disney ha fatto propria Lucasfilm per 4 miliardi. I 5,9 miliardi che Activision ha sborsato per King sono in effetti tanti, addirittura troppi se comparati alla somma versata da Disney per Star Wars, che ha un nome ed una fama decisamente superiore a King e Candy Crush. Activision pagherà l'intera somma in contanti, rilevando l'intero pacchetto azionario 18 dollari ad azione (un 20% in più rispetto al valore a fine Settembre). Non è di sicuro un salvataggio, ma nemmeno l'acquisizione di una startup giovane e di belle speranze. King è uno dei più fulgidi esempi di azienda solida che ha saputo trarre ampi guadagni dal mercato dei free-to-play, acquisendo centinaia di milioni di giocatori con il gratuito e convertendone una parte ai propri servizi a pagamenti. Tanto basta per drenare mensilmente ampi guadagni, sebbene in molti storcono il naso di fronte a puzzle game poveri di idee ed originalità e simulatori di vita agreste nient'altro che degli Harvest Moon in salsa social. In quel 20% ad azione in più c'è la fiducia da parte di Activision che la solidità finanziaria acquisita, la tranquillità di tirare avanti ancora diversi mesi con Candy Crush Saga, possa tradursi nella volontà di osare ed innovare all'interno di un mercato eterogeneo e relativamente nuovo come quello mobile. Un pubblico composto da videogiocatori tutt'altro che fedeli, che valutano il videogioco in relazione ad altri passatempi come le chat, la lettura, i video su Youtube, e da un giorno all'altro possono abbandonare frutta e caramelle da allineare. Un'urgenza ed una necessità che la precedente cenerentola dei videogame su smartphone, ovvero Rovio, non ha saputo capitalizzare: mentre Angry Birds va incontro alla saturazione, i suoi destini sono appesi al successo o meno del film previsto per la Primavera 2016. Rovio è un'azienda che ha avuto fretta di crescere, pensava che in una decina d'anni sarebbe potuta diventare la Disney del XXI secolo, ma ora come ora sembra tutt'altro che galoppante. King saprà essere diversa? Comprenderà ben presto che il pubblico mobile non ha alcuna idea della nozione di sequel, ma ha esigenze ben diverse? Esigenze che forse nè Blizzard né Activision possiedono, esigenze che in fin dei conti possono valere ben 6 miliardi di dollari!