Speciale Addio THQ

THQ dichiara la bancarotta. Che fine faranno i suoi franchise?

Articolo a cura di
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Mercoledì 23 Gennaio il publisher THQ ha salutato l'industria dei videogiochi per sempre. I guai finanziari resi noti a inizio 2012 non sono stati appianati nonostante i numerosi licenziamenti e l'incertezza sui progetti futuri, costringendo così la società a dichiarare la bancarotta lo scorso Novembre. Il gesto è estremo: (s)vendendo le proprie IP all'asta giudiziaria ha potuto così razzolare circa 100 milioni di dollari così da ripagare creditori e azionisti.
Per noi videogiocatori conta maggiormente il fatto che i franchise della compagnia continueranno ad esistere e prosperare presso altre software. I progetti attualmente in via di completamento (Company of Heroes 2, Metro 2034 e South Park The stick of truth) saranno conclusi e pubblicati entro il 2013, mentre gran parte dei game designer troveranno prontamente nuovo impiego.

THQ 1990-2013

Nel 1990 Jack Friedman, già co-fondatore dell'azienda di giocattoli LJN, diede vita in California alla THQ, acronimo per Toy Head Quarters. Ai giocattoli ben presto si affiancò il business dei videogiochi grazie all'acquisizione di una parte della Brøderbund specializzata in software educativi; il primo videogioco prodotto dalla THQ uscì nel 1991, si trattava di un platform bidimensionale per NES basato sulla serie animata Nel covo dei pirati con Peter Pan trasmessa in Italia su Rete 4.
Le cose andarono decisamente bene a Friedman: a fronte di un investimento iniziale di 1 milione di dollari, nell'Estate del 1991 THQ fu acquisita dalla newyorkese Trinity Acquisition Corporation per 33 milioni. Friedman fu nominato Presidente e insieme ai suoi investitori mantenne la quota di maggioranza della società. Rimase alla guida della società fino al 1995, quando se ne allontanò per fondare la Jakks Pacific e ritornare alla produzione di action figure dei lottatori di wrestling.
THQ, infatti, l'anno prima aveva deciso di dedicarsi esclusivamente allo sviluppo di videogiochi: il vero successo internazionale arriverà con l'acquisizione della licenza per le home console delle federazioni di wrestling WCW prima e WWF. Da quel momento l'accordo frutterà una miriade di titoli di grande successo anche in Italia come Smackdown vs Raw e WWE Day of Reckoning.
Nonostante gli innumerevoli successi commerciali, THQ non riuscì mai ad instaurare un sincero rapporto con i videogiocatori. L'insistenza sui videogiochi su licenza e il poco amore nel curare le proprie IP aiutarono ad etichettare il publisher come attento esclusivamente al proprio tornaconto fiscale che alle reali aspettative dei propri utenti. Fenomeni come uDraw generarono buone vendite, ma non penetrarono il mercato come seppe fare Nintendo con Wii Fit. Saints Row di contro nacque per sopperire alla mancanza di un Grand Theft Auto nel primo anno di vita di Xbox 360, quindi il passaggio multipiattaforma con il secondo e terzo capitolo fu accompagnato da un maggior tasso di volgarità; Jason Rubin, nominato Presidente nel 2012, non ci pensò due volte ad etichettare come sconveniente simili proposti in termini di contenuti.
Infine Homefront fu prospettato come un degno rivale di Call of Duty grazie all'intrigante storytelling, ma franò a causa di un single player brevissimo e contenuti online non all'altezza: anche in questo caso le pressioni del publisher ammazzarono lo standard qualitativo richiesto dal prodotto.

Che fine faranno le software house interne?

Dopo aver passato in rassegna la relativamente breve storia del publisher statunitense, analizziamo il responso dell'asta e cerchiamo di annusare quale direzione prenderanno i videogiochi più attesi. Dalla vendita dei propri studi e delle IP THQ conta di ricavare circa 100 milioni di dollari: 72 sono arrivati grazie alle offerte d'asta, mentre il rimanente dovrebbe arrivare attraverso trattative private il cui esito in certi casi è ancora incerto.
Cominciamo dalle spese più grosse, gli acquisti in blocco degli studi e delle rispettive proprietà intellettuali:

Relic Entertainment (Company of Heroes 2): Sega ha messo le mani sul talentuso team di sviluppatori PC responsabile di strategici ambientati nel mondo di Warhammer e di Company of Heroes. La casa di Sonic si è aggiudicata la software house con un'offerta di 26,6 milioni battendo per "appena" 300 mila dollari Zenimax Media (proprietaria tra gli altri di Bethesda).
L'impegno primario è anzitutto quello di pubblicare Company of Heroes 2, RTS ambientato durante l'invasione dell'URSS da parte delle truppe di Hitler nel 1941, ma non è da escludere che in futuro siano coinvolti nella gestione della licenza Warhammer 40000 recentemente acquisita da Sega e affidata ai Creative Assembly, celebri per gli RTS Total War. Tuttavia l'acquisizione di Relic Entertainement sembra abbia tralasciato la serie Homeworld, primo titolo della compagnia, né abbia rassicurato circa il prosieguo dello sviluppo del non ancora annunciato Atlas previsto nel 2014.

Volition, Inc. (Saints Row 4): Koch Media, publisher tedesco che in Italia dal 2012 distribuisce i titoli THQ, ha acquistato per 22 milioni Volition assicurando così un futuro per il franchise Saints Row. Il quarto episodio è già in lavorazione, ma dopo le dure critiche circa i contenuti volgari non sappiamo quale direzione abbiano intrapreso gli sviluppatori. In un comunicato stampa Koch Media ha promesso dettagli sul futuro del franchise free roaming nei prossimi mesi.

Turtle Rock Studios (Evolve): Turtle Rock Studios ha collaborato in passato con Valve sui franchise Counter Strike e Left 4 Dead. In segreto stava realizzando un certo Evolve per conto di THQ: nulla si conosce del videogioco, poiché la sua esistenza è stata confermata dal listino dell'asta lo scorso Novembre.
Gli stessi sviluppatori hanno cercato di acquistare i diritti con un offerta di 250 mila dollari, battuta ampiamente dai quasi 11 milioni di Take-Two. Il publisher di Rockstar provvederà così a pubblicare il titolo e magari dirci anche di cosa si tratta.

THQ Montreal (1666): altro videogioco di cui si conosce poco o nulla essendo trapelato dal listino dell'asta lo scorso Novembre. Si tratta di una nuova IP in sviluppo presso THQ Montreal, studio formato nel 2010 da Patrice Désilets (director di Assassin's Creed II) e altri ex dipendenti Ubisoft: il titolo sembra riferirsi al Grande Incendio di Londra del 1666, preannunciando così un videogioco dall'ambientazione storica proprio come gli Assassin's Creed. THQ voleva rivaleggiare con Altair e confratelli con una forza lavoro di oltre 500 persone e un sostegno economico per 6 anni.
Ironia della sorte THQ Montreal e l'IP 1666 sono state acquistate da Ubisoft per appena 2,5 milioni di dollari. Patrice Désilets e i transfughi dal publisher francese ritorneranno a lavorare presso i vecchi uffici, perlomeno su un videogioco che sta loro a cuore.

Dove andranno le IP?

South Park The Stick of Truth: nessuno, eccetto Ubisoft con 3 milioni di banconote, si è presentato per reclamare i diritti del videogioco di South Park in sviluppo presso Obsidian. Nemmeno i South Park Studios, i realizzatori della serie animata, che avevano polemizzato sulla vendita dell'IP all'asta in quanto a monte il brand South Park appartiene a loro.
Ubisoft ha già promesso che porterà a termine lo sviluppo del videogioco, il quale sarà infine rilasciato entro il 2013.

Metro: Last Light: il videogioco basato sul romanzo horror Metro 2034 per circa 6 milioni da Koch Media, la cui offerta è risultata di poco superiore a quella di Ubisoft. Il publisher tedesco ora dispone dei diritti sulla pubblicazione di Metro: Last Light e sul prequel Metro 2033, che THQ regalava in versione PC durante le vacanze natalizie come mossa marketing.

Homefront 2: i diritti sull'FPS sono stati acquistati da Crytek per mezzo milione di dollari. La software house di Crysis stava già lavorando al seguito di Homefront, dopo che Kaos Studio chiuse i battenti qualche mese dopo la pubblicazione nel 2011.
Bisogna a questo punto vedere come Crytek si muoverà per garantire la pubblicazione di Homefront 2 nel 2014. La proporrà ad EA con cui si appresta a distribuire Crysis 3?

I grandi esclusi

Dall'asta per bancarotta sono state escluse alcune IP e software house. Non si capiscono i motivi: mancanza di interessati o prospettive migliori attraverso la vendita privata? Dei 100 milioni necessari a THQ per appianare i debiti dovrebbero mancarne 28. Relic Entertainment ha fruttato 26 milioni di dollari, quindi non ci pare impossibile che Yuke's (WWE 14) o Vigil Games (Darksiders II) possano essere venduti alla stessa cifra.
Considerazioni finanziarie a parte, le voci di corridoio dicono che Take Two ed Electronic Arts si stiano contendendo lo sviluppatore degli ultimi videogiochi di wrestling. L'operazione non è delle più semplici: la software house con sede ad Osaka conta quasi duecento dipendenti, mentre i guai finanziari di THQ hanno ritardato il pagamento delle royalties con la WWE. E sappiamo quanto l'azienda di Vince McMahon sia vednicativa quando si tratta di fare affari.
Elelctronic Arts sembra essere la favorita e sicuramente quella che beneficerebbe maggiormente dall'acquisizione di Yuke's avendo già sottratto lo scorso anno quei sviluppatori che lavoravano sul franchise UFC.

Per Vigil Games, sviluppatori dei due Darksiders, la situazione è decisamente peggiore. Sembra che nessuno abbia presentato offerte per l'acquisizione della compagnia, segno che le scarse vendite dei due Darksiders non sono riusciti a mettere in risalto le buone qualità del team.
Haydn Dalton ha twittato: "sembrava esserci una luce in fondo al tunnel. A un certo punto ci sarebbe stato un Darksiders III con co-op a 4 giocatori. Con oggi purtroppo è sul viale del tramonto". Un velo di speranza è arrivato sempre tramite il social network da Atsushi Inaba, CEO di Platinum Games: "Darksiders è rimasto invenduto all'asta degli studio e delle IP THQ? Lo compriamo noi...a buon mercato..."