Electronic Entertaiment Expo 2017
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E3 2017

Analisi della conferenza E3 Sony: da God of War a Shadow of the Colossus

Una conferenza breve e movimentata, con qualche annuncio a sorpresa come Shadow of the Colossus per PlayStation 4 e Monster Hunter World.

Sony: Analisi Conferenza E3

Videospeciale
Sony: Analisi Conferenza E3
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sony ci aveva promesso un grande spettacolo. E l'incipit della conferenza PlayStation lo è stato davvero: coreografico ed evocativo, capace di fondere in maniera quasi magica, e molto teatrale, la cornice con il contenuto. Già la conferma dello Shrine Auditorium ci era sembrata una dichiarazione d'intenti: in uno dei "sacri tempi" della città di Hollywood, non poteva che consumarsi uno show ammaliante, un sontuoso recital videoludico.
Se l'evento del 2016 si era aperto con un'orchestra sinfonica ed un brano della colonna sonora di God of War, qui è stata un'esecuzione musicale dalle sonorità indiane ad anticipare il trailer dell'espansione di Uncharted, The Lost Legacy. Subito dopo sono arrivati morbidi fiocchi di neve, che hanno accompagnato l'annuncio ufficiale del primo DLC di Horizon, The Frozen Wilds. E poi i cadaveri appesi, calati sul palco proprio mentre sullo schermo comparivano i corpi straziati di Days Gone.

Inseguendo questa nuova idea di esibizione, spettatoriale e fisica allo stesso tempo, si è raggiunto quindi il primo apice dell'evento, rappresentato proprio dal nuovo progetto di Bend Studio. Un titolo che, dopo la nebbiosa presentazione dell'anno scorso, assume spessore, drammaticità e consistenza. Restano evidenti (e forse un po' preoccupanti) le similitudini con The Last of Us, ma fra sezioni di guida in moto, una più evidente distruttibilità ambientale, ed una piaga che sembra infettare anche le creature animali, il titolo sembra intenzionato a reclamare una propria identità. Nella speranza che la componente open world, a cui il team di sviluppo ha fatto seguito, sia ben integrata con l'avanzamento, e che l'azione a tratti "esplosiva" vista nel trailer d'esordio sia sempre soddisfacente.
In generale, ad essere davvero indovinata è stata tutta la struttura dello show: già negli scorsi anni Sony aveva ridotto all'osso le chiacchiere, e questa concezione è stata portata alle estreme conseguenze. Rimasto sul palco per appena una manciata di minuti, Shawn Layden ha lasciato che a parlare fossero soltanto i giochi. E così, dopo il suo primo intervento, il pubblico è rimasto galvanizzato dal ritorno di Monster Hunter su console casalinga: un annuncio attesissimo che ci riporta con la mente ai tempi della PlayStation 2 e del Network Adapter, anche se è bene specificare che il titolo arriverà anche su Xbox One e PC.
L'unico momento da "pelle d'oca" di questa conferenza, in ogni caso, è arrivato con la conferma del remake di Shadow of the Colossus, che si è mostrato davvero in splendida forma (a dimostrazione del grande talento di Bluepoint Games).

Ma ecco, subito dopo questa coppia di novità gli spettatori sono stati colpiti da un vistoso calo dell'interesse. Si è pagata, nella parte centrale della conferenza, la necessità di portare sul palco dei multipiattaforma evidentemente meno interessanti rispetto alle esclusive, da Marvel Vs. Capcom Infinite a Call of Duty: World War 2. E si è pagata anche l'urgenza, non facile da spiegare, di dare spazio ad una VR che non convince. Tra impresentabili estensioni ittiche per Final Fantasy XV e platform più che modesti, la parentesi dedicata alla Realtà Virtuale è stata, più che soporifera, addirittura bruttina. Dispiace persino vedere il talento di un team come Supermassive (autori del solido Until Dawn) "parcheggiato" su due progetti per il visore PlayStation (anche se ad onor del vero The Inpatien potrebbe risultare anche piacevole, a differenza dell'ingiustificabile Bravo Team).
Per fortuna nell'ultima parte dell'evento sono tornate le grandi esclusive. Dapprima un God of War furioso, intenso, brutale, con un sistema di combattimento in parte rivoluzionato dal cambio di inquadratura, ed un'intensità narrativa inedita per la serie di Santa Monica. La curiosità di scoprire cosa quali sorprese ci riserverà la storia di un Kratos stanco, disilluso e invecchiato, alle prese con un figlio non suo, è davvero tanta. E poi un Detroit presentato in maniera efficace, da un trailer che ha dato ottimamente conto della sfaccettata struttura narrativa. Imperdonabile, però, che la produzione targata Quantic Dreams non abbia ancora una finestra d'uscita.
Proprio sulle date Sony deve ancora lavorare: il suo 2017 sembra un po' spoglio, visto che tutte le produzioni più attese arriveranno a partire dalla prossima primavera. Dopo l'uscita dei due DLC di Horizon e Uncharted, insomma, ci aspettano mesi di vuoto, a meno che non voglia davvero arrivare GT Sports. A pensarci bene, tuttavia, schivare un periodo critico come quello autunnale potrebbe non essere una cattiva idea. La chiusura dell'evento, in ogni caso, è stata affidata allo Spiderman di Insomniac: un titolo esuberante, con un'azione spettacolare e ritmata. Ma anche un free roaming supereroistico potenzialmente molto tradizionale, e proprio per questo forse non così convincente come conclusione.

Fermo restando che l'assenza di Death Stranding e The Last of Us è pienamente giustificabile, soprattutto in ottica PlayStation Experience, alla conferenza è mancata insomma una chiusura col botto; un annuncio anche fugace, ma d'impatto. Complessivamente, a livello di concezione, ritmo, intensità e struttura, la conferenza PlayStation resta al momento la più riuscita, ma rimane di molto inferiore rispetto a quella dell'anno scorso, che ancora rimbomba nella memoria grazie al carico di novità ed al fortissimo impatto emotivo. Una consapevolezza leggermente amara per il pubblico, ma forse non per l'azienda, sicura di aver vinto la partita annuale già prima di alzare il sipario.