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Speciale Assassin's Creed Syndicate The Tour

A Milano per partecipare all'Assassin's Creed Syndicate: The Tour, evento organizzato da Ubisoft per permettere ai giocatori di provare in anteprima esclusiva il nuovo capitolo della celebre saga degli Assassini.

speciale Assassin's Creed Syndicate The Tour
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Mentre oltreoceano si consumava uno degli E3 più esaltanti degli ultimi anni, ci siamo recati a Milano per prendere parte all'Assassin's Creed Syndicate: The Tour, evento organizzato da Ubisoft per permettere ai giocatori di oltre dieci città in giro per il mondo di provare in anteprima esclusiva il nuovo capitolo della celebre saga degli Assassini. L'intento della software house francese, oltre a proporre nel capoluogo lombardo alcuni scorci suggestivi della Londra della Rivoluzione Industriale, è stato naturalmente quello di raccogliere le impressioni a caldo dei giocatori, così da scongiurare ove possibile gli errori commessi al lancio di Unity ed eventualmente apportare le ultime limature ad un titolo che vedrà la luce tra poco meno di quattro mesi, il 23 Ottobre.
Come hanno tenuto a sottolineare gli sviluppatori attraverso un breve e suggestivo video realizzato con la solita cura maniacale nel miscelare finzione e autenticità storica, Syndicate ricopre un ruolo davvero fondamentale all'interno della cronologia degli eventi che da sempre ha animato la saga: si tratta del primo Assassin's Creed dell'Era Moderna, ambientato in un periodo storico celebre per la lunga serie di innovazioni tecnologiche e rivoluzioni socioeconomiche che hanno poi catapultato la società verso i primi roboanti anni del ‘900.

Sullo sfondo di questa ennesima rivoluzione epocale, come di consueto, sono tessuti i fili dell'eterna battaglia tra Templari ed Assassini: con i primi smaniosi di assumere con la forza il controllo delle industrie e sfruttare un popolo sempre più alienato per l'introduzione delle macchine nelle fabbriche, e i secondi che si ergeranno per reprimere l'opulenza templare e restituire agli inglesi la dignità perduta, come fossero un vero sindacato in difesa dei diritti dei lavoratori. Una faida che fino ad oggi è sempre stata costellata da momenti intrisi di epicità e mitologia, ma che in Syndicate, purtroppo, sembra procedere verso un evidente deterioramento, fino a lasciare spazio ad un contesto più delinquenziale e dozzinale, animato da violente risse da saloon tra le gang criminali delle due fazioni. Anche al The Tour di Milano si è potuto avvertire facilmente questo abbassamento nei toni e nelle tematiche trattate, tanto che per contestualizzare il tutto, oltre a qualche pannello informativo utile a ripercorrere tutte le epoche toccate dai vari capitoli della saga, abbiamo avuto modo di assistere alla performance di un barbiere in pieno stile ottocentesco, di quelli che ai tempi regolavano ai criminali la lunghezza di barba e basette per identificarne l'affiliazione ad uno specifico clan. Sempre in loco, abbiamo anche fatto conoscenza di alcune simpatiche tatuatrici intente a dipingere sulle braccia dei partecipanti i simboli criminali delle cricche di Syndicate (ovviamente con semplici trasferibili temporanei).

Che fine ha fatto Assassin's Creed?

Il momento più interessante dell'evento è stato naturalmente quello riservato ai 20 minuti di prova con pad alla mano. Sebbene le postazioni fossero munite di una build pre-alpha ancora incompleta, la sessione di gioco ci è stata sufficientemente d'aiuto per cogliere gran parte di quegli elementi che fanno di Syndicate un capitolo scivoloso e con qualche contraddizione di troppo, in grado di sconfessare alcuni dei pilastri ludici da sempre sdoganati fedelmente dalla saga. La sezione giocabile era esattamente la stessa del reveal ufficiale: vestendo i panni di Jacob Frye, il protagonista baldanzoso di Syndicate con un fortissimo accento inglese, dovevamo intrufolarci - in stealth o con un approccio più diretto - in un piccolo quartiere controllato dal nemico per liberare alcuni membri della nostra gang, i Rooks. Il primo colpo d'occhio sulle strade di Londra ha messo subito in luce una pulizia dell'immagine lontana anni luce da quella mostrata all'annuncio del titolo, con un forte aliasing ed un framerate ancora ballerino, oltre che texture non del tutto definite. Anche gli NPC ai lati delle strade, presenti in minor numero rispetto ad Unity, mostravano una cura nei dettagli ben al di sotto di quello che ci si può aspettare da un Assassin's Creed (la versione che abbiamo giocato girava su PS4, mentre quella del reveal sicuramente su PC di fascia alta). Ciò che però ci ha lasciati davvero perplessi è quel desiderio di semplificare le dinamiche di gioco che si respira in ogni singolo comparto ludico: così forte da far quasi trasparire una reale dichiarazione d'intenti da parte degli sviluppatori. I tre gruppetti di nemici con cui avevamo a che fare, composti da qualche donna poco raccomandabile e alcuni omaccioni nerboruti, si trovavano a distanza di sicurezza gli uni dagli altri, così da evitarci il rischio di allarmarne più di uno contemporaneamente.

Abbiamo quindi cercato di adottare un approccio stealth, che di solito riesce a trasmettere le migliori sensazioni nei panni di un assassino, ma le soluzioni proposte per farci beffe dei nemici ci sono sembrate fin da subito poco interessanti: potevamo tagliare un filo che sosteneva delle casse sospese proprio sopra la testa dell'ignaro nemico di turno, oppure sfruttare un carretto di fieno da cui eliminare silenziosamente un bandito girato di spalle (passano i secoli ma il carretto è sempre lì a darci man forte). Insomma, il percorso stealth preconfigurato dagli sviluppatori ci è parso così semplicistico e poco vario che abbiamo preferito ricorrere ad un approccio più sfrontato, anche per testare il nuovo sistema corpo a corpo introdotto in Syndicate. Purtroppo anche qui la semplificazione ci è sembrata francamente disarmante, con un'intelligenza artificiale lacunosa e non all'altezza della situazione. I coni visivi avversari hanno spesso dei momenti di blackout, anche sostando lungo la linea dello sguardo ad appena una decina di metri di distanza. Come se non bastasse, in combattimento i nemici sono troppo poco agguerriti e tendono ad indietreggiare nell'attesa di una nostra mossa. Il dubbio è che la build fosse settata su un livello di difficoltà volutamente permissivo, così da permettere ai giocatori di godere l'intera offerta della demo nei 20 minuti a disposizione. Le problematiche, in ogni caso, non riguardano solo l'AI, ma si estendono anche al combat system vero e proprio: con animazioni ripetitive e vistose compenetrazioni. Inoltre, la sequenza di calci e pugni scagliati dal protagonista e la possibilità di stordire qualsiasi avversario per una manciata di secondi - in unione al canonico contrattacco - ci sono sembrate soluzioni troppo prevaricanti e che riducono ulteriormente la difficoltà del gioco.

Liberati tutti gli alleati ed eliminata l'ultima resistenza nemica, abbiamo avuto modo di affrontare la seconda parte della demo, lanciati all'inseguimento di un capobanda nemico a bordo di una carrozza trainata da cavalli. Questa introduzione apparentemente interessante, giustificata solo in parte dalla fedeltà storica dell'ambientazione, sembra aver permesso agli sviluppatori di ingrandire la mappa di gioco senza dover necessariamente caratterizzare con minuzia ogni angolo della città. Ma non solo, poter rubare una carrozza in ogni momento e lanciarsi a folle velocità urtando violentemente ostacoli e carrozze guidate dagli NPC, oltre a restituire un feeling irrealistico e alla stregua di un Grand Theft Auto, finisce per ridurre drasticamente l'importanza delle dinamiche di parkour nelle fasi di puro free-roaming, da sempre fiore all'occhiello della saga. Lo stesso si può dire del rampino, altra grande novità di Syndicate, che permetterà al protagonista di raggiungere la cima degli edifici in un battibaleno o di estendere delle zipline sospese per attraversare rapidamente le ampie strade di Londra senza mettere piede a terra. Insomma, piuttosto che rifinire le animazioni dell'arrampicata e dei salti, che in Unity a volte riuscivano a creare situazioni particolarmente frustranti, si è preferito semplificare tutta la formula, rovinando anche parte del fascino che risiedeva nell'agilità unica degli Assassini.

Ci è parsa quindi una scelta davvero in controtendenza, soprattutto se relazionata al tentativo di perfezionamento delle dinamiche di movimento che avevamo saggiato proprio in Unity. L'ultima parte della demo, culminata in una roboante (e facilissima) rissa in strada tra le due gang, non ha fatto altro che acuire ulteriormente tutti i nostri dubbi sul nuovo sistema di combattimento, dandoci davvero l'impressione di trovarci in un Assassin's Creed che perde colpi persino dal punto di vista delle suggestioni, e non riesce più a magnetizzare l'entusiasmo del giocatore come faceva in passato. È chiaro che stiamo parlando di una demo pre-alpha, ancora ben lontani dalla release definitiva, ma il sentore è proprio quello di un gioco che difficilmente riuscirà a brillare dopo essersi intorbidito in questo sostrato alla Gangs of New York.

Assassin's Creed Syndicate La prova con mano di Assassin’s Creed Syndicate al The Tour di Milano ci ha lasciati con l’amaro in bocca. Sembra proprio che Ubisoft sia arrivata stanca e priva di idee veramente innovative all’appuntamento con l’Età Moderna, addirittura minando la godibilità di alcuni illustri canoni ludici che da sempre hanno contraddistinto la saga. Il nuovo sistema di combattimento, fortemente incentrato sulla rissa frenetica con sequenze prolungati di pugni, calci e lame corte, ci è apparso semplice e ripetitivo, oltre che lacunoso dal punto di vista strettamente tecnico. La carrozza e il rampino, le altre due caratterizzanti innovazioni di Syndicate, si sono dimostrate soluzioni apparentemente asservite al solo agevolamento negli spostamenti tra gli obiettivi e nelle arrampicate sugli edifici, generando dinamismi e caoticità che appartengono a Batman e a GTA piuttosto che ad un Assassin's Creed. A quanto pare dopo tanti anni - e la conferenza E3 è stata davvero illuminante in tal senso - la software house francese ha preferito dirottare l’attenzione dei giocatori e della stampa su altre proposte della line-up ritenute più interessanti e fresche, For Honor e Ghost Recon Wildlands su tutte. A questo punto non ci resta che sperare in qualche sorpresa degna di nota una volta messe le mani sulla versione definitiva, e che le sezioni apparentemente meno scanzonate e più inquadrate di Evie Frye, la sorella di Jacob, sappiano regalare le buone vecchie sensazioni di vestire i panni dell’assassino.

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