Battlefield 1: Analisi Tecnica della versione PC

L'analisi tecnica della versione PC di Battlefield 1: come si comporta il nuovo sparatutto DICE su Personal Computer?

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Battlefield 1 è riuscito a riportare in alto il nome della serie, dopo il mezzo passo falso fatto con Hardline. I motivi sono diversi e vanno da un comparto multiplayer che offre diverse variazioni al tema degli sparatutto competitivi, alla scelta di puntare su un contesto storico davvero affasciante, quello della prima Guerra Mondiale. Un conflitto terribile, che per primo ha portato la distruzione a livelli mai visti nella storia dell'uomo. Rendere credibili le terrificanti atmosfere che si respiravano nelle trincee e sui campi di battaglia non è stato un compito semplice per DICE, ma la software house svedese e il suo Frostbite Engine 3 hanno centrato in pieno l'obbiettivo. Obbiettivo che poteva rivelarsi più difficile del previsto, perché per rappresentare la distruzione dei campi di battaglia di inizio secolo scorso non bastano texture in alta risoluzione ed effetti speciali. Serve qualcosa di più, un ambiente di gioco credibile e soprattutto plasmabile in base alle azioni che si compiono sullo schermo. In poche parole, serviva una distruttibilità ambientale di alto livello. Anche in questo caso, DICE non ha deluso, riuscendo anche a realizzare una versione PC scalabile in base all'hardware a disposizione.

Configurazione di sistema e Benchmark

A dispetto di un comparto grafico granitico su PC, Battlefield 1 e il Frostbite Engine 3 offrono molti elementi su cui agire per abbassare le richieste di sistema. Se a questo uniamo un carico di lavoro non eccessivo sull'hardware, otteniamo un titolo che risulta godibile su una larga parte delle configurazioni PC dedicate al gaming. Prima di approfondire l'argomento, partiamo dai requisiti di sistema minimi e consigliati forniti da EA, piuttosto alti se confrontati alle reali performance del titolo. Si parte da un processore Intel i5 6600K/AMD FX-6350, con 8 GB di RAM e una GPU NVIDIA GTX 660/AMD Radeon HD 7850 con 2 GB di memoria video, oltre a 50 GB di spazio su disco per l'installazione. La configurazione consigliata prevede invece un processore Intel i7 4790/AMD FX 8350, con 16 GB di memoria RAM e GPU NVIDIA GTX 1060 (3 GB)/AMD Radeon RX 480 (4 GB). I due elementi che spiccano di più dai requisiti sono il processore e la RAM, segno che per Battlefield 1 questi componenti sono più importanti rispetto a titoli che puntano di più sulla GPU.
La configurazione utilizzata per la prova comprende una CPU Intel i7 6700K, GPU MSI GTX 1080 Gaming X 8G con 8 GB di RAM GDDR5X (driver in versione 373.06), scheda madre MSI Gaming Z170A Gaming M5, 16 GB di RAM DDR4 G.Skill Ripjaws V a 2400 MHz e un SSD Samsung 850 EVO da 256 GB. Per i test in single player abbiamo scelto la prima missione, in cui esplosioni e colpi di artiglieria pesante devastano il campo di battaglia, con annessi effetti particellari, e attivato le DirectX 12. Non abbiamo inserito i valori ottenuti con le DirectX 11 perché molto simili a quelli della versione successiva delle librerie Microsoft, che mostrano a schermo solo una manciata, al massimo, di frame in più. Gli obbiettivi che intendevamo raggiungere erano due, ovvero i 60 fps medi in 4K, con tutte le impostazioni al massimo del dettaglio, e un frame rate superiore ai 100 fps in 2K. Il motivo di un target così alto è semplice: Battlefield è innanzitutto uno sparatutto competitivo e in questo genere di titoli un frame rate elevato, unito a uno schermo in grado di supportarlo a dovere, possono fare la differenza durante le partite.
Ebbene, i risultati dei benchmark sono stati ottimi. In 4K al massimo del dettaglio abbiamo toccato una media di 61 fps, mentre in 2K è salita a 106. Il Full HD, con valori del genere alle risoluzioni più elevate, diventa superfluo con questa configurazione e supera di poco i 140 fps medi durante la prima missione. Va detto che le prestazioni variano in base al momento scelto per fare il bench, per cui i dati non possono essere validi per tutte le parti della campagna, ma da quello che abbiamo visto, anche nelle situazioni più intense graficamente, il frame rate si mantiene comunque superiore ai 50 fps in 4K. In multiplayer, nel caotico contesto delle battaglie con 64 giocatori, le prestazioni sono le medesime, e in 4K al massimo del dettaglio si riesce a giocare tranquillamente tra i 50 e i 70 fps, ma in questo caso è meglio abbassare leggermente il dettaglio, meno importante durante gli scontri con altri giocatori, e godersi la battaglia con un frame rate più alto, monitor permettendo.

A ognuno il suo Battlefield

Battlefield 1 e l'engine Frostbite 3 funzionano alla grande su configurazioni di fascia alta come quella di prova, mostrando una grafica molto spettacolare. Le texture sono in alta risoluzione e godono di un livello di dettaglio davvero convincente, con un efficace uso delle tessellation per il terreno. Terreno che non è solo bello da vedere, ma anche plasmabile dei colpi più potenti. Una cannonata sparata da un carro armato non crea solo una texture piatta sul suolo, ma lo modella, scavando letteralmente nella terra. DICE è stata brava a puntare nuovamente sulla distruttibilità ambientale in Battlefield 1, una scelta necessaria anche per rendere più credibile il contesto bellico. Nel 2016 e all'alba dell'era della realtà virtuale, troppo spesso capita di incontrare ostacoli indistruttibili durante il gioco, anche se colpiti con armi in teoria in grado di distruggere ogni cosa sullo schermo.

Questo non accade nel titolo di EA: tutto può essere distrutto, dalle rovine ai lati della strada agli edifici, e per raggiungere questi risultati non si è nemmeno dovuto andare incontro a rinunce dal punto di vista della qualità visiva, che rimane sempre su ottimi livelli. Altro punto forte del Frostbite Engine è la gestione dei particellari. Un colpo di obice non crea solo un'esplosione e una densa colonna di fumo, ma sposta anche centinaia di detriti di ogni tipo, tutti resi in modo credibile grazie a una gestione della fisica davvero riuscita. Anche gli effetti meteorologici colpiscono per realismo, con la nebbia che crea un vero e proprio muro sul campo di battaglia. Se a questo aggiungiamo mappe di grandi dimensioni e un anti-aliasing che rende la grafica molto pulita, possiamo farci un'idea dell'ottimo lavoro svolto da DICE.
Ma cosa accade se si abbassa il dettaglio? Ebbene, il risultato finale perde, inutile negarlo, ma questo permette anche a configurazioni non certo potentissime di poter gestire il gioco. Per farvi capire la differenza, abbiamo preparato qualche screenshot che rende bene l'idea della perdita di dettaglio dell'impostazione "Basso" rispetto a quella "Ultra". L'engine agisce sulla qualità delle texture, sul FOV e sugli effetti di post processing in modo marcato abbassando le impostazioni grafiche. Come possiamo vedere dalle immagini qui sotto, focalizzandosi su una distanza di visione limitata, l'impatto del titolo con le due configurazioni video appare molto diverso.

Livello Dettaglio: Basso

Livello Dettaglio: Ultra

A risaltare di più è il terreno, che con i dettagli impostati su "Basso" diventa quasi piatto, mentre quello delle impostazioni "Ultra" offre un dettaglio decisamente superiore. Anche la gestione delle luci viene modificata in modo marcato, con le foglie in primo piano che non creano più nessuna ombra sotto di esse. Sempre proposito della vegetazione, la quantità di foglie sulla media distanza cala vistosamente, e si perdono anche tutti i riflessi sullo specchio d'acqua. Osservando la vegetazione sullo sfondo inoltre, si può notare una presenza più massiccia di aliasing. A conti fatti, le due rinunce più importanti sono riscontrabili nelle texture, che perdono la profondità che le rende realistiche, e nel sistema di illuminazione, che viene praticante annullato diminuendo al minimo il dettaglio. Passando a un'immagine con un campo visivo più ampio, le differenze si fanno ancora più marcate.

Livello Dettaglio: Basso

Livello Dettaglio: Ultra

In primo piano, con l'impostazione su "Basso", riscontriamo le stesse mancanze viste prima: texture di qualità inferiore e più piatte, effetti di luce ridotti al minimo e un aliasing decisamente più invasivo rispetto alla stesso scatto in modalità "Ultra". Ma è sulla media e lunga distanza che si notano i peggioramenti più evidenti. Innanzitutto, sullo sfondo mancano diversi alberi ed alcuni elementi di contorno, come la fortificazione in alto a sinistra. I riflessi nello specchio d'acqua sono disattivati, così come alcuni effetti delle esplosioni sugli alberi. Da notare anche i dettagli del tetto della casa alla sinistra del carro, con le assi di legno che lo compongono che diventano prive di dettaglio e perdono parecchio dal punto di vista scenico.

Battlefield 1 Battlefield 1 ha decisamente convinto dal punto di vista grafico, sia su console che su PC. Con una configurazione di fascia alta il livello di dettaglio è davvero molto elevato e DICE si è dimostrata abile a gestire tutto questo al meglio, con il Frostbite Engine 3 che sembra in grado di adattarsi bene alle diverse configurazioni. Ovviamente, scendendo con il dettaglio i compromessi da fare diventano molti, ma dobbiamo ammettere che durante il gioco, anche settando le impostazioni su “Basso”, il risultato finale è comunque godibile, un’ottima notizia per i possessori di PC non proprio all’ultimo grido. Ovviamente, l’esperienza offerta da una configurazione di fascia alta con Battlefield 1 è di un altro livello e offre un colpo d’occhio molto migliore. A contribuire in modo massiccio alla resa grafica troviamo un sistema di illuminazione ambientale molto preciso, particellari in grande quantità e texture in alta risoluzione, che abbandonano il piattume visto in tante produzioni in favore di una ricchezza di dettagli e di una profondità osservata raramente nel campo videoludico. Se a questo aggiungiamo ambienti finalmente distruttibili in ogni loro parte, allora non possiamo che accogliere in modo molto positivo l’arrivo di Battlefield 1 su PC.