Speciale Best Games 09 - Nintendo Wii

Una guida agli acquisti per chi possiede la Home Console di Nintendo

speciale Best Games 09 - Nintendo Wii
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Nonostante qualche defaillance nella parte centrale dell'anno, prima della grande abbuffata di Novembre, la Line-Up Wii di questo 2009 è stata ricca di grandi esclusive. Sebbene sia stato fin troppo pacato l'apporto di Nintendo, che ha sfornato praticamente un solo, grande Masterpiece in “zona Cesarini”, le terze parti hanno riempito gli scaffali di titoli interessanti, appartenenti ai generi più disparati. Dagli sportivi fortemente influenzati dal sistema di controllo motorio, alle avventure splatter, passando per gli immancabili On Rail Shooter, la softeca della bianca console Nintendo ha dimostrato un discreto dinamismo. Vediamo dunque di orientarci, in questo periodo natalizio, per fare in modo di acquistare regali oculati e sicuramente graditi.

Nota: Hanno partecipato allaolo realizzazione di questo artice delle altre guide natalizie: Adriano Della Corte, Alessandro Carnevali, Nicolò Pellegatta, Davide Acs, Nicolò Carboni, Federico Graziano, Giovanni Ferlazzo, Giovanni Biasi, Stefano Messina. Il loro entusiasmo sincero, la disponibilità e la voglia di fare, il loro rigore sono, per un caporedattore, i più bei regali di Natale che si possano ricevere.

Sportivi e Wiimotion plus

Tiger Woods PGA Tour 2010

Se c'è un genere che ha subito scatenato la fantasia dei videogiocatori di tutto il mondo, quando lo strambo controller del Wii - tale Wiimote - fu presentato, questi è il golf. Il Wiimote è infatti perfetto per essere utilizzato a mo' di mazza, ed il suo contenuto tecnologico (grazie anche all'accessorio Wii Motion Plus, incluso nella confezione di gioco), permette di simulare con grande precisione ogni sfumatura dello "swing".
Tiger Woods PGA Tour è proprio il titolo definitivo per chi vuole cimentarsi nella disciplina. Le possibilità offerte dal gioco per un singolo giocatore, piuttosto standard per il genere, sono "capitanate" dalla modalità Carriera, che permette di impersonare un golfista esordiente, allo scopo di scalare le classifiche mondiali e diventare il numero uno. Oltre alla Carriera è presente anche una modalità semplificata, che salta a piè pari l'editor e permette di giocare da subito. Ma aldilà di tutto questo, il pezzo forte è ovviamente il gameplay: il Wiimote permette di mimare quasi ogni tipo di movenza e vedere il proprio alter ego virtuale fare subito altrettanto! A determinare la bontà di ogni colpo sarà infatti la velocità dello swing (per la potenza) e l'inclinazione del Wiimote/mazza (per l'eventuale effetto a chiudere/allargare), oltre ovviamente alla direzione e alla scelta del punto dove la pallina verrà colpita.
Cigliegina sulla torta (particolarmente apprezzata in questo periodo), è l'abbondanza di modalità a più giocatori (fino a 4) disponibili: Golf Party comprende 10 minigiochi a tema, mentre Disc Golf è una variante sorprendentemente divertente del gioco standard, dove al posto di mazza e pallina si utilizzerà un... frisbee! Com'è ormai consuetudine oggi, è anche presente un modalità online, per sfidare i propri amici anche quando non sono presenti!
Nota: il gioco è acquistabile anche senza l'accessorio Wii Motion Plus (che aggiunge un'incredibile precisione rispetto all'utilizzo del solo Wiimote), ma ciò è sconsigliato perché l'esperienza perde mollto dell'immersione che può regalare.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: amanti del golf, e dei giochi sportivi in generale; chi vuole un'esperienza golfistica quanto più possibile immersiva; chi ha spesso la possibilità di giocare con amici/parenti.
Sconsigliato a: praticamente solo a chi non ama il genere.


Grand Slam Tennis

Requisito minimo per giocare a Grand Slam Tennis, è dimenticare il concetto di “videogioco tennistico” che oltre vent’anni di storia videoludica ci hanno insegnato a costruire, per lasciare il posto ad una delle più grandi rivoluzioni nel campo. Il gioco EA è il primo ad utilizzare il WiiMotion Plus, periferica introdotta da Nintendo, atta a migliorare la precisione ed il realismo dei movimenti elaborati grazie al suo WiiMote. Se il tennis di WiiSports - per quanto a suo tempo rivoluzionario - dava un’interpretazione piuttosto sommaria delle nostre mosse, in questo Grand Slam Tennis i movimenti del nostro braccio acquisteranno un’importanza di rilievo, molto più che nel titolo d’esordio del Wii nel lontano 2006: la forza che imprimeremo al colpo, l’angolazione, la velocità e il tempismo con cui il WiiMote incrocerà virtualmente la pallina, tutto è calcolato ed elaborato dal software, per garantire un’esperienza di gioco mai vista prima. Il nostro alter-ego (che potremo sia scegliere da un elenco comprendente i tennisti più famosi al mondo, che creare ex-novo), o perlomeno il braccio che impugna la racchetta, riprodurrà in modo (quasi) perfetto i nostri movimenti, e per offrire un’esperienza di gioco adatta a tutti, la casa statunitense ha ben pensato di offrire due sistemi di controllo differenti: il primo, più accessibile, delega alla CPU la funzione di spostamento del personaggio in campo, in base alla direzione che prenderanno i colpi (noi, quindi, dovremo solo colpire la palla col giusto tempismo e direzione); il secondo, più completo e rivolto ai più esperti, lascia a noi il compito di muovere il giocatore tramite lo stick analogico del nunchuck, richiedendo una necessaria comunione tra le due periferiche. Ad inspessire l’impianto del gioco - basato, come ogni prodotto sportivo, sui classici tornei e allenamenti - ci pensa una riuscitissima modalità multiplayer online, che promette moltissime ore di divertimento, sia in singolo che in doppio. Grand Slam Tennis riesce nell’intento che si era prefisso, essere il miglior gioco di tennis della storia, grazie ad un realismo e ad un’immedesimazione non riscontrabili in nessun altro prodotto.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato: a chi vuole provare un’esperienza nuova con un gioco di tennis coinvolgente e divertente, a chi a tennis ci gioca davvero o anche a chi non ha mai impugnato una racchetta.
Sconsigliato: a chi non sopporta questo sport.

PES 2010

Per la prima volta in tre edizioni, Konami regala anche ai possessori di Wii il suo calcistico prima di Natale (visto che PES 2009 era uscito proprio i primi mesi di quest’anno, a differenza delle vecchi e versioni HD). Il nuovo capitolo recupera le dinamiche collaudate della serie, migliorandole lievemente grazie ad un eccelso lavoro di ottimizzazione della risposta agli input e dell’IA dei giocatori. Ricordiamo che su Wii Pes smette di essere un calcistico classico, per farsi vettore di un nuovo modo di controllare le partite. Il giocatore, invece che alternarsi al controllo dei singoli atleti, è come una “mente collettiva” che dipinge, con gesti precisi di Wiimote e Nunchuk e rapide indicazioni col puntatore, tattiche e schemi di gioco. La sensazione di avere un controllo totale sull’undici selezionato per la partita è assolutamente imperdibile per gli appassionati dello “sport più bello del mondo”, anche se i tradizionalisti potrebbero storcere il naso di fronte ad un sistema totalmente diverso da quello a cui anni di calcistici ci hanno abituato. Eppure, PES 2010 resta un prodotto sinceramente consigliato a chi abbia la pazienza di scoprirlo e non si lasci ingannare dalle prime impressioni.

Consigliato a: chi vuole un approccio particolare al calcio virtuale, e chi cerca un gioco che sappia focalizzarsi anche sulla strategia della partita, piuttosto che solo sull'abilità e la velocità dei polpastrelli
Sconsigliato a: chi cerca un gioco di calcio classico. Purtroppo su Wii non ci sono molte alternative per chi vuole un divertimento più affine allo standard

On-Rail Shooter

Il 2009 è stato l'anno degli On-Rail Shooter. Almeno, agli occhi degli sconsolati utenti Nintendo, che hanno visto sì l'arrivo di saghe importanti sulle loro console (Resident Evil e Dead Space), ma anche la trasformazione degli esponenti di queste serie in “semplici” sparatutto su binari. Dopo i remake dello scorso anno, allora, sono fioccate molte lamentele. Ma a conti fatti l'esperienza di questi sparatutto in soggettiva, prepotentemente Arcade, ha saputo divertire appassionati e non.

House of the Dead: Overkill

House of the Dead: Overkill è un gioco che farebbe arrabbiare tutti i comitati genitoriali dello stivale grazie alle sue tematiche e al suo stile decisamente trash e ultraviolento. Ciò nonostante il prodotto non è solo estetica pulp, è anche un’esperienza ludica perfettamente coerente a quanto promesso da Sega, ovvero un on rail shooter tecnicamente valido, seppur inficiato da alcuni difetti che tuttavia non intaccano minimamente la solidità dell’impianto. Il ritmo di gioco, sempre elevato, si sposa ottimamente con una regia dinamica quanto mai, capace di sorprendere l'utente e tenere alta l'adrenalina, impegnando i riflessi e la memoria (per conquistare tutti gli extra presenti nei vari livelli). Il tutto è sorretto da una longevità più che buona, da un art direction incredibilmente ispirata, che si rifà alle pellicole anni '70, non risparmiando effetti grafici adeguati a riproporne la qualità visiva imperfetta (nascondendo al contempo qualche magagna tecnica). La perfetta gestione della regia di gioco abbraccia una serie di Cut Scene fuori di testa, dei boss fight sostanzialmente indimenticabili, ed un Replay Value senza pari, dovuto alla presenza di modalità aggiuntive in grande quantità.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi ha amato i Coin-Op della serie, dilapidando la propria paghetta settimanale di monetina in monetina. Chi ama il pulp e la violenza gratuita, pariodata in ogni momento
Sconsigliato a: Chi proprio non sopporta il Trash


Dead Space Extraction

Dead Space è tutto tranne che un On Rail canonico. EA e Visceral Game hanno svolto un ottimo lavoro e si sono impegnate a fondo per portare su Wii un'esperienza che sapesse cogliere gli spunti avventurosi dell'episodio 360 e Ps3. Da questo, il titolo eredita anzitutto un comparto artistico ispirato: una fantastica ambientazione, una superba trama, un’ottima caratterizzazione dei personaggi. Il tutto condito da un gameplay violentissimo, basato su un modo di uccidere poco ortodosso e tremendamente sadico. Ciò che colpisce di più è però, come dicevamo, la volontà di uscire fuori dagli schemi: il prodotto è infarcito di situazioni e possibilità atipiche, che strizzano l’occhio all’adventure game. Dai bivi alla possibilità di usare stasi e telecinesi, dalle armi non convenzionali fino alle boss battle, passando per la “ricarica attiva”, Dead Space Extraction fa di tutto per mescolare una progressione inquadrata con la necessità di esplorare (soprattutto visivamente) gli ambienti, ed offrendo una varietà concettuale impeccabile. A conti fatti Dead Space Extraction rappresenta un must buy per tutti gli amanti del genere e un ottimo modo per i possessori di console Wii di immergersi nell’orrore più originale degli ultimi anni.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Cerca un'alternativa agli On-rail frenetici e dal ritmo elevato, adorando magari il concept di gioco, ma preferendo un'esperienza più immersiva e dalle tinte avventurose
Sconsigliato a: Chi, giocando ad un On rail, vuole solo consumarsi i polpastrelli


Resident Evil: Darkside Chronicles

Resident Evil Darkside Chronicles è il degno sequel di Umbrella Chronicles, uscito qualche anno fa. Dei tre titoli consigliati in questo paragrafo, è senza dubbio il più debole. Se è vero che i limiti che ancora caratterizzavano il suo predecessore, ovvero una generale staticità della progressione ed un ritmo di gioco non così sostenuto, vengono superati, giocando bisogna venire a patti con una regia troppo frettolosa, che costringe l'utente ad un esercizio visivo spesso esoso e oneroso. Inoltre il grado di sfida davvero basso limita fortemente il coinvolgimento: da un buon On-Rail avremmo preferito richieste più incisive in termini di colpo d'occhio e prontezza di riflessi. Darkside Chronicles offre comunque un eccellente impatto scenico e coreografico, per una decina di ore di gioco divertenti, forse ottime per i fan più sfegatati.


Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Soprattutto, e quasi esclusivamente, agli amanti della saga, o a chi non sente il peso di un concept superato proprio negli ultimi anni dagli esponenti della categoria sopra citati
Sconsigliato a: Cerca un On Rail impegnativo e cattivo, dalla regia perfetta e dalla grande varietà di situazioni

Mad World

Avete chiesto un action game maturo, violento e fuori dagli schemi, e Platinum Games ve l'ha dato, ricorrendo alla sperimentazione, visiva e concettuale, più sfrenata. Mad World è un action senza mezze misure, tutto concentrato sul gameplay e con pochissimi orpelli, tanto disinteressato nel presentare un contesto ed una cornice solidi, e tanto focalizzato sulla sua esaltazione degli eccessi da risultare forse indigesto a moltissimi giocatori. L'idea è quella di offrire all'utente una serie di ambientazioni in cui sfogare, per mano del protagonista, le nostre più intime frustrazioni, massacrando gli avversari in maniera più contorta e deviata possibile, così da accumulare punti per superare le prove di un malato show televisivo. Se il sistema di controllo appare perfetto, il gameplay divertente e vario, è proprio la necessità metodica di accumulare punteggio, e l'assenza di una progressione più libera a minare la qualità del prodotto. Platinum Games avrebbe forse dovuto utilizzare una struttura più lineare, invece che proporre una serie di arene in cui trucidare, più o meno liberamente, ma sempre con l'ombra della ripetitività, avversari tutti uguali fra loro. Mad World avrebbe potuto essere un capolavoro assoluto, e invece resta un titolo appena discreto, che citiamo non solo perchè è qualcosa di totalmente diverso dalla produzione degli ultimi anni, ma anche per un comparto artistico, quello sì, eccelso e irripetibile.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi è affascinato dal pulp e dallo splatter, o da un comparto artistico davvero eccellente, che con l'utilizzo di un cell shading elementare in bianco e nero, con qualche ben dosata macchia di colore e qualche onomatopeica da fumetto, riesce a creare un quadro in movimento bellissimo da vedere
Sconsigliato a: chi cerca un action game con una buona trama ed una progressione più affine ai canoni classici, con locazioni da esplorare ed un protagonista non così "statico"

Little King's Story

Little King's Story è uno di quei giochi che ti cambiano la vita. Perchè il titolo Rising Star non nasconde solo dinamiche di gioco profonde e varie, ma cela anche una bellissima favola, il racconto fanciullesco di una vita eroica, di un'impresa regale. Dal punto di vista ludico la fonte di ispirazione del prodotto è quel Pikmin firmato Nintendo che fece innamorare a prima vista i possessori del Gamecube. Si tratta dunque di un particolarissimo gestionale, in cui il protagonista interagisce con l'ambiente e combatte con i mostri indigeni letteralmente scaraventandogli contro il suo manipolo di uomini. Ma il tutto è legato alla progressione tipica di un gestionale, con edifici da costruire per fare in modo che i cittadini si specializzino ed un villaggio da far crescere poco a poco. La mappa di gioco è immensa, con regni da conquistare e boss fight che richiedono mente fredda, riuscendo persino a sorprendere quando abbandonando l'impostazione classica per trasformarsi in quiz, prove di memoria o lunghe partite a flipper giganti. Colpisce una direzione artistica delicata, ammantata di poesia cromatica gentile, che fa il paio con una caratterizzazione dei personaggi superba.
Little King’s Story è, semplicemente, un capolavoro. All’inizio sembra rientrare placidamente nelle categorie preconcette che delimitano i generi di appartenenza, ma nel suo svolgersi le aggroviglia, le penetra, ne scappa e vi rientra, capriccioso e mai domo. E’ un'opera esemplare, che parte piano, si sviluppa, come se fosse dosata sapientemente, si ramifica, come prendesse pian piano vigore, ed esplode, in tutta la sua magnificenza. Assolutamente da avere.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chiunque voglia credere ancora nelle favole, o in un modo d'inendere il videogiochi che vada oltre alla logica di genere
Sconsigliato a: Chi ha dimenticato il fanciullo nascosto dentro di sé

Wii Sport Resort

Era il 2006, quando la nuova console Nintendo si affacciava sugli scaffali di mezzo mondo, promettendo rivoluzione nel campo del sistema di controllo. E paladino di questa novità, Wii Sports si presentava fiero in bundle con la console per dare un’idea delle nuove caratteristiche. “Un’idea”, sì, e forse proprio per questo il gioco fu catalogato più come tech demo che come prodotto singolo ed a sé stante, nonostante presentasse effettivamente un nuovo approccio al gioco, grazie alle cinque discipline sportive offerte (più o meno riuscite), tennis, baseball, golf, bowling e pugilato. Tre anni dopo arriva sugli scaffali Wii Sports Resort, stavolta ad un prezzo pieno giustificato dalla maggiore completezza del gioco (12, le discipline sportive presenti, sia nuove che riprese e migliorate dal primo episodio: Chanbara, Frisbee, Wakeboard, Pallacanestro, Tiro con l’arco, Golf, Bowling, Motosurfing, Canottaggio, Sport in quota, Ciclismo e Tennis da tavolo) e soprattutto dal supporto del WiiMotion Plus, la periferica che permette di migliorare l’elaborazione e la precisione dei movimenti. Tra i dodici sport offerti dal gioco, ce ne sono alcuni che stupiscono per la corrispondenza 1:1 tra realtà e schermo, come il Chanbara (una lotta di spada tra Mii), il tiro con l’arco, il tennis da tavolo, il frisbee o gli sport in quota. Wii Sports Resort, con le numerose attività in cui permette di cimentarsi, fa del multiplayer la sua arma vincente: pur essendo estremamente gradevole anche nel gioco in singolo, il prodotto da il meglio di sé se giocato con gli amici, in esilaranti sfide all’ultimo punto che faranno scorrere le lancette dell’orologio senza che ve ne accorgiate. Grazie al supporto del WiiMotion Plus (in bundle col gioco), il titolo si dimostra come uno dei più divertenti prodotti della softeca Wii, con un gameplay vario e sfaccettato, e un sistema di controllo perfetto, intuitivo e divertente.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: chi vuole passare pomeriggi interi all’insegna del divertimento più puro, a sfidare i propri amici nelle numerose discipline sportive offerte dal gioco.
Sconsigliato a: chi non sopporta i Mii o comunque tutto lo stile colorato e pastelloso del gioco; a chi non può fare a meno del gioco online in un titolo sportivo.

Punch-Out!!

Grande ritorno nella softeca Wii è quello di Punch-Out!!, una sorta di riedizione/rivisitazione del classico da sala. Questa versione per Wii non dimentica le proprie origini, e preferisce rimanere saldamente aderente ad un'impostazione Arcade nuda e cruda. Mentre i diretti ed i ganci si alternano muovendo le periferiche unitamente alla pressione di un pulsante, le indispensabili schivate si effettuano toccando lievemente la leva analogica del Nunchuck (oppure affidandosi al movimento delle gambe, se si possiede una Balance Board). Il gioco si risolve tutto in una prova di tempismo, alla ricerca dei tempi giusti per penetrare la guardia avversaria, e studiando meticolosamente le routine degli stravaganti Boxeur per capire quando si può trovarli scoperti. Fra colpi speciali e stelle che svolazzano attorno alla testa, Punch-Out!! si rivela un titolo veloce ed imemdiato, ma non senza una sua profondità. Nel giudicarlo si deve andare un po’ oltre la richiesta di complessità videoludica che magari qualche appassionato di titoli pugilistici gradirebbe. Punch-Out nasce per macchine da sala, ed è quella arcade la sua natura più marcata. Esemplare soprattutto la qualità artistica, davvero eccellente, che si sposa ad una realizzazione tecnica pregevole ed un comparto audio curato. Il livello di difficoltà è forse calibrato troppo verso l’alto ma, l’abbiam detto, il titolo Next Level Games richiede dedizione, proprio come la boxe per un pugile pieno di speranze.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi ha amato il cabinato da sala, o chi vuole un arcade senza mezze misure, tutto concentrato sull'esaltazione della prontezza di riflessi e del colpo d'occhio.
Sconsigliato a: Chi cerca una simulazione sportiva: Punch-Out è quanto di più distante da essa si possa immaginare

Cursed Mountain

Avete maledetto l'imperdonabile decisione di non portare Project Zero 4 sul mercato italiano? Siete alla ricerca di un'avventura Horror vecchio stile, che non debba necessariamente fregiarsi di una licenza cinematografica discutibile (Ju-On o Saw)? Allora Cursed Mountain è il titolo che fa per voi. Deep Silver porta su Wii un prodotto che sembra uscito da un'altra era videoludica, quando gli horror si facevano soprattutto con l'atmosfera ed il senso di solitudine. Il titolo racconta l'avventura di Eric Simmons, alla ricerca disperata del fratello, disperso assieme alla sua spedizione alle pendici dell'Himalaya. La particolarità del prodotto, ambientato negli anni '70 e quindi molto moderato nel proporre gadget tecnologici all'avanguardia, è la cura nella costruzione del contesto di gioco, messo in piedi grazie ad una precisa conoscenza delle leggende tibetane. Gli elementi sovrannaturali sono tutti ripresi dalla tradizione buddista, compreso il Bardo, una sorta di dimensione paralllela in cui vagano le anime senza pace. Il titolo è davvero consigliato, insomma, a chi abbia voglia di provare qualcosa di diverso nell’affollato panorama dei survival horror. “Horror” però è una definizione che non appartiene totalmente al titolo, che a tratti pare più un viaggio mistico, nel quale fantasmi e soprannaturale sono solo alcuni degli elementi di un tutto assai più grande: la millenaria cultura tibetana. La componente ludica in alcune fasi sembra in secondo piano, ma ciò non implica che non sia di qualità, dato il buon sistema di combattimento e le fasi in cui ci s’affida ai sensori di movimento del controller per variare l’esperienza di gioco. Un comparto tecnico curato contribuisce ad innalzare la qualità della produzione, che ha in un sistema di controllo non del tutto immediato ed in alcuni punti della trama non chiarissimi gli unici punti deboli.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Ha amato gli Horror "psicologici" alla Silent Hill. Vuole un'avventura dall'impostazione classica, che sappia evitare la monotonia della progressione con combattimenti e QTE ben dosati. Chi cerca un'ambientazione diversa dalle solite (e magari ha ammirato, al tempo, un certo Cold Fear proprio per il suo coraggio)
Sconsigliato a: Chi non si lascia rapire dagli scorci visivi e dall'atmosfera; chi non ama venire a patti con la complessità del sistema di controllo, e avrebbe preferito un classic pad

Platform Game

Rabbids Go Home

Rabbids Go Home è, dopo le raccolte di minigiochi che hanno avuto come protagonisti i conigli creati da Michel Ancel, un gioco d'avventura. Completamente fuori di testa fin dalle premesse, il gioco racconta del disperato tentativo dei conigli di raggiungere la luna, costruendo un'altissima pila di rifiuti e oggetti recuperati per strada. Lo scopo di ogni livello del gioco è quello di raccogliere tutti gli oggetti sparsi in giro: tali elementi possono essere raccolti semplicemente passandoci sopra; spesso però gli oggetti sono nascosti in altri elementi del fondale o devono essere prima sottratti, come nel caso dei vestiti degli umani, che possono essere prelevati dopo averne denudato il proprietario. È dunque spiccata e fondamentale la componente di collezionismo.
Una differenza fondamentale rispetto ai platform classici la si riscontra poi nel fatto che ad essere controllato dal giocatore non è un normale personaggio, bensì un carrello della spesa. Questo fa sì che il sistema di controllo non si allontani molto da quanto visto nei racing game arcade: il control stick del nunchuck muove il carrello, mentre il pulsante A funge da acceleratore. Le alte velocità fanno sì che il carrello affronti le curve con ampi angoli e spesso in derapata.
La commistione fra la raccolta degli oggetti ed il sistema di controllo in stile racing da luogo ad un gameplay semplice ma divertente, da cui è difficile staccarsi; inoltre tutte le piccole variazioni sul tema che caratterizzano i singoli livelli aiutano a mantenere alto il livello di interesse del giocatore.
Una sensazione di ripetitività nei livelli avanzati e qualche problema di frame-rate non riescono ad intaccare l'ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori per quel che riguarda comandi di gioco, direzione artistica e divertimento in generale.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi si è già fatto conquistare dalla simpatia dei Rabbids; chi vuole un buon platform 3D, per sfuggire alla bidimensionalità di tutti i concorrenti
Sconsigliato a: Non ama le strutture ibride e preferisce sessioni di salti millimetrici precisi e scanditi da un rigoroso tempismo.

New Super Mario Bros Wii

Super Mario non ha certo bisogno di presentazioni, neanche tra chi non è appassionato di videogiochi: tra gli innumerevoli titoli apparsi su ogni console Nintendo esistente, e i più disparati exploit mediatici (non ultimo fra tutti un film in... carne ed ossa), il baffuto idraulico italiano e la sua combriccola hanno avuto modo di farsi conoscere dal mondo in più occasioni.
Ma il primo vero successo, che lanciò Mario e co. sulla cresta dell'onda (per poi non farlo scendere praticamete più), rimane l'indimenticato Super Mario Bros, apparso su NES (o "il Nintendo", come lo si chiamava qui ai tempi) la bellezza di 24 anni fa (classe 1985, per la precisione), che lo proclamò come Re incontrastato del platform game.
Dal NES di acqua sotto i ponti ne è passata, ma l'anima di Mario è rimasta sempre legata alla semplicità ed immediatezza di un gameplay fatto di perizia ed ingegno, che richiede grande precisione e nervi saldi.
A queste caratteristiche rimanda l'ultimo capitolo per Wii della saga, che ripropone in chiave moderna le meccaniche e le situazioni tanto care agli appassionati, con però qualcosa in più.
Se in fatti finora il Mario "platform" è sempre stato indirizzato ad un'esperienza in solitaria, oggi, grazie anche all'indole "casinara" del Wii, il numero di giocatori addirittura quadruplica! Caratteristicha principale di questo nSMB Wii è infatti la possibilità di giocare contemporaneamente con altri tre amici (che potranno selezionare Luigi oppure Toad in due differenti colorazioni), e non in modalità ad hoc, ma nel gioco principale! Tutto il gioco può essere affrontato sia in solitaria che in compagnia, il che crea particolari meccaniche: il contatto fisico tra i giocatori è infatti non solo consentito ma addirittura incoraggiato, dando la possibilità di aiutarsi come di ostacolarsi a vicenda. Ciò crea competitività o solidarietà a seconda di come si interpreta la partita.
Si può per esempio afferrare un giocatore per aiutarlo a raggiungere luoghi altrimenti fuori portata, così come saltargli in testa per farli cadere in un baratro. Quando un giocatore muore, ricompare - fluttuante - dentro ad una bolla, e sarà compito degli altri giocatori liberarlo per farlo tornare in gioco... sempre che ne abbiano l'intenzione.
Completano l'esperienza qualche nuovo bonus (tra tutti il Fungo Elica, che con uno scossone al Wiimote permette di spiccare il volo per brevi tratti, ed il Costume Pinguino, che non fa slittare sul ghiaccio e permette di lanciare sfere ghiacciate contro i nemici), e diverse sfide fatte apposta per divertirsi in compagnia.
Menzione speciale per il tipo di controllo scelto da Nintendo, che prevede di impugnare il Wiimote proprio come si impugnava il controller del NES: una piccola chicca che farà piacere a chi, nel lontano '85, controllava un baffuto idraulico italiano attraverso strani mondi, tubi verdi e tante monete...

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: ovviamente a chi ama i platform (dopotutto Mario ne è il Re): chi ama la vecchia concezione di videogioco, fatta tutta di gameplay, semplice da imparare ma al tempo stesso difficile da padroneggiare; chi ha la possibilità di giocarci con amici.
Sconsigliato a: chi non trova interessante il genere, e magari da un videogioco cerca una trama degna di questo nome, personaggi curati caratterialmente e un gameplay complesso anche se magari arduo da imparare... Mario è l'esatto opposto!


A Boy and His Blob

Nel 1989, David Crane, lo stesso creatore della serie PitFall!, crea per Nintendo Entertaiment System un platform intitolato "A boy and his Blob". La peculiarità di questo titolo, ai tempi, era l'utilizzo di un personaggio secondario, non gestito dal giocatore, che supportava il protagonista attraverso la trasformazione in diversi oggetti. Da questa idea semplice e perfetta, arriva oggi un ottimo platform game per Nintendo Wii, che recupera l'impostazione classica per adattarla ai tempi moderni. Fulcro del gioco è l'utilizzo delle caramelle, che date in pasto al nostro blob determinano le sue trasformazioni. In ogni quadro, premendo il tasto C del Nunchuck, apriremo il menù delle Jelly Beans a nostra disposizione. Ogni schema metterà in mano al ragazzo un set diverso di caramelle da utilizzare, ed ogni gusto avrà differenti effetti sul nostro Blob. Ben 15 trasformazioni saranno disponibili nel corso dell'avventura, fra scale per raggiungere piattaforme elevate, buchi per far cadere i nemici nel vuoto, trampolini per farci raggiungere postazioni inarrivabili, o in un paracadute da utilizzare per planare dolcemente verso il basso.
In ogni quadro, il gioco metterà alla prova l'ingegno dell'utente, nel riuscire ad utilizzare la giusta trasformazione di Blob e nello sfruttare alcuni elementi come sassi, leve e pulsanti per proseguire il cammino, sempre ostacolato da barriere architettoniche o da nemici, in una mistura di momenti Platform e situazioni più vicine ai Puzzle game.
Un mix interessante, insomma, affiancato da una grafica semplice ma efficacissima.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Cerca un platform bidimensionale diverso dal solito, concentrato anche sulla componente enigmistica
Sconsigliato a: Predilige una progressione più autonoma e senza troppe variazioni ludiche che mettano in moto il cervello

Muramasa: The Demon Blade

Creato da Vanillaware Studios, gli stessi di Odin Sphere, Muramasa: The Demon Blade è un action game a scorrimento in due dimensioni dalle ambientazioni suggestive. Impersonando due diversi personaggi, la principessa Momohime posseduta dallo spirito di un guerriero, e un ragazzo, Kisuke, che ha perso la memoria ma l'unica cosa che ricorda è la ricerca di una particolare spada, vivremo due avventure diverse muovendoci lungo l'isola di Honsu, ambientate nell'era Genroku dell'antico Giappone.
Lungo l'esplorazione delle varie regioni dell'arcipelago dovremo combattere contro orde di spadaccini e demoni tratti dalla mitologia giapponese, grazie all'utilizzo di spade demoniache con diverse abilità. Più di 100 lame potranno essere raccolte o forgiate dallo spirito di Muramasa, ognuna con una diversa potenza e attacchi speciali. Uno dei punti di forza di questa produzione Vanillaware è sicuramente il battle system, grazie ad una grande varietà di mosse che i due personaggi potranno eseguire sia a a terra che in aria concatenandole in spettacolari combo dal grande impatto visivo. Meno riuscita è invece la componente esplorativa, fatta da un incessante backtracking delle aree già esplorate, e da una monotonia di fondo della struttura delle varie "stanze" che compongono ogni stage. Il secondo aspetto che rende questo titolo uno dei migliori distribuiti nel 2009, è il comparto grafico: Muramasa offre scenari in parallasse spettacolari, animati alla perfezioni, trasudanti dell'arte dell'antico Giappone, creando la sensazione di trovarsi ogni volta di fronte ad un quadro in movimento.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: coloro che adorano il vecchio gameplay a scorrimento 2D, che si lasciano suggestionare da un sistema di combattimento vario e visivamente coinvolgente, per chi ama la cultura e le tradizioni Giapponesi.
Sconsigliato a: chi non ama il backtracking e il dover ripercorrere spesso aree già esplorate e a chi si stufa velocemente di eseguire le stesse azioni lungo tutto il prosieguo del gioco.

Anno: Crea un nuovo Mondo

Quello degli strategici è storicamente un genere che lega la sua esistenza al mercato PC. Tuttavia su console HD si sono visti, negli ultimi tempi, porting di titoli rilevanti, e persino il Wii, grazie al puntatore del Wiimote, si sarebbe dimostrata una piattaforma adeguata ad ospitare esponenti della categoria. Ad comprendere fino in fondo la duttilità del control system, soltanto Ubisoft, che ha portato sulle nostre console Anno: Crea un nuovo mondo, un gestionale ambientato nel XV secolo. Il prodotto presenta un’ambientazione ben caratterizzata e una componente artistica molto valida, che ci calano appieno negli anni delle grandi scoperte geografiche. Inoltre il gameplay di questo RTS è molto vario e ricco: si passa dalla classica gestione degli spazi e della raccolta delle risorse primarie, sino all'amministrazione dell’aspetto economico e perfino dell’esplorazione di nuove aree geografiche per ingrandire le nostre colonie. Il gioco ci introduce dolcemente e senza bruschi traumi nel complesso mondo gestionale, grazie ad un sistema di comandi molto intuitivo e di facile apprendimento. Forse la somiglianza con i classici del genere, tali Caesar e Pharaon, potrebbe scoraggiare gli strateghi più smaliziati, ma anno è davvero una gradevole apparizione sul mercato consol. Il gioco si candida come titolo ideale per soddisfare le aspettative degli appassionati del genere e anche la transitoria voglia di strategia in tempo reale di alcuni giocatori casuali.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi vuole un gestionale semplice nelle basi, ma capace di garantire una sfida profonda e, soprattutto varia. Chi ha amato i primi esponenti del genere su PC, e ancora oggi si trova a fare qualche partita Caesar III
Sconsigliato a: Piuttosto che amministrare città e villaggi, preferisce la strategia bellica e la tattica tipiche, ad esempio, di Age of Empires

Harvest Moon: L'albero della Tranquillità

L’albero della Tranquillità segna un nuovo inizio per la serie bucolica targata Natsume. Il compito del giocatore è sempre lo stesso: costruirsi una vita tranquilla in un’isola sperduta, imparando a godere delle piccole gioie quotidiane mentre si cerca di mandare avanti una fattoria. Inizialmente la progressione può risultare monotona e ripetitiva, per la necessità di “tirare avanti” con pochissime risorse, cercando di coltivare qualche ortaggio e di allevare pochi animali domestici. Poco a poco, fra miniere da scoprire e serre da costruire, si scopre però un contesto estremamente vario, fatto di festività che scandiscono l’incedere delle stagione, e delicati corteggiamenti alle dame del villaggio, sempre pacate nel regalare gioie e sorrisi.
Gli amanti della serie avranno piacere di scoprire che la semplificazione di un gameplay efficace e collaudato in pochi ma fondamentali aspetti ha reso l’esperienza ancora più assuefacente. Per i neofiti incuriositi dall’idea, invece, sarà un piacere scoprire poco a poco tutte le componenti della complessa formula di gioco. L’albero della tranquillità s’installa tra i migliori episodi della serie, e se non è al primo posto è più per ragioni nostalgiche (cambio di design in primis) che per altri demeriti. A dire il vero manca qualcosa dell’esperienza classica: i personaggi sono meno caratterizzati del solito, ma sono solo elementi di contorno di una struttura di gioco snellita nelle dinamiche ma allo stesso tempo arricchita di nuovi elementi.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi vuole immergersi in un'avventura bucolica, e non ha paura di una fase iniziale un po' ripetitiva e poco remunerativa. Chi ama vedere sviluppare i propri personaggi e "possedimenti virtuali" in una struttura che, potenzialmente, non ha mai fine
Sconsigliato a: Odia la necessità di ripetere metodicamente alcune operazioni standard, non è affatto affascinato dalla vita campestre

First Person Shooter

Metroid Prime Collection

Dopo Metroid 3, il vuoto. Chi ha da sempre sostenuto che l'accoppiata Wiimote e Nunchuck fosse perfetta per il controllo degli Sparatutto in prima persona, ha subito un brutto colpo, di fronte all'immobilismo dimostrato dalle software house. Nintendo ha comunque messo una pezza, rilasciando proprio la Trilogia completa della sua saga di First Person Adventure. Di fronte a tale impegno produttivo, è inutile negare l'evidenza: la collection di Metroid è di quelle da avere a tutti i costi. Se avete già spolpato a dovere i primi due capitoli sul cubo, potrete provare il piacere di ripercorrere le avventure di Samus con l'implementazione di quei conrtolli free hand che già conoscete. E sappiamo che questa tentazione farebbe tentennare la volontà anche del più "risparmioso" degli utenti Nintendo di vecchia data. Al contrario, se non avete mai avuto l'opportunità di conoscere l'universo architettato dai creativi di Retro Studios l'acquisto della collection appare quantomeno scontato. L'opportunità di avere tre gemme dell'action adventure in prima persona al prezzo di una è di quelle da non perdere, ed il rapporto qualità prezzo davvero esagerato.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Senza riserve a chi non ha giocato i primi capitoli su Gamecube. Cerca un rapporto quantità/prezzo estremamente favorevole
Sconsigliato a: Chi non ama il backtracking, pur sapientemente dosato, o detesta i contesti sci-fi


The Conduit

Ma al di là dell'impegno della casa madre, c'è stato un altro esperimento, riuscito solo in parte, che ha rinsaldato le fila degli FPS. Ci riferiamo ovviamente a The Conduit, un titolo di cui s'è fatto un gran parlare, prima e dopo l'uscita. Inizialmente accolto come un prodotto rivoluzionario, l'opera prima di una Software House indipendente alla disperata ricerca di un Publisher, si è poi rivelato un titolo di ben più modeste proporzioni. Non senza i suoi lati positivi, certo, ma evidentemente limitato dalla generale inesperienza del team e da una linearità troppo evidente. Certo, resta una delle poche alternative per chi voglia esibirsi in qualche strafe e frag, giocando al contempo un'avventura Sci-Fi di discreta fattura. E' consigliato quindi ai patiti del genere, che di sicuro sapranno apprezzare la modularità del sistema di controllo, i pregevoli effetti grafici ed un'IA abbastanza agguerrita.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Gli amanti del genere, come valido passatempo in attesa di produzioni più rilevanti
Sconsigliato a: Chi non sopporta la linearità, cerca un comparto tecnico esaltante e privo di difetti


Call of Duty: Reflex Edition

Uscito con due anni di ritardo rispetto alla versione HD, Call of Duty 4 è una riedizione dell'ottimo Modern Warfare, considerato a ragione uno degli FPS ad ambientazione contemporanea più belli di sempre. Dal punto di vista strutturale, così come da quello dello storytelling, questa Reflex Edition e' in tutto e per tutto identica all'originale: troveremo quindi tanto le frenetiche sparatorie e l'infinito respawn dei nemici quanto gli spettacolari momenti scenografici che, da quest'edizione in poi, hanno reso famosa Infinity Ward. Le differenze, quindi, si trovano nel sistema di controlli, adattato alle peculiarità della console nipponica, e nell'aggiunta di una nuova modalita' chiamata “Arcade Mode” e sbloccabile solo una volta completate tutte le missioni del gioco.
Si tratta di una sorta di versione da sala giochi della campagna, che riesce nell'intento di allungare la longevità e garantire un divertimento veloce e leggero. Al di là di qualche imperfezione nel sistema di controllo, il punto di forza del gioco è il Multiplayer. L'esperienza competitiva offerta è infatti sorprendentemente buona, a partire dalla quantità di mappe e modalità, che comprendono, oltre alle feature, alla dotazione bellica ed alle abilita' di base, anche le espansioni uscite per il “fratellone” Modern Warfare. Nonostante la presenza di qualche odioso cheater, quello offerto da Reflex è forse il miglior comparto multiplayer disponibile su Wii.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi cerca un buon comparto Multiplayer su Wii, ed una longevità garantita, e chi ama l'ambientazione bellica moderna e le scenografie ben costruite
Sconsigliato a: Chi desidera un sistema di controllo ampiemente customizzabile e preciso

Sotto l'albero digitale: il meglio del WiiWare

Ancora una volta il digital delivery ci ricorda che i capolavori possono arrivare senza una scatola e un libretto di istruzioni cartaceo. In questo anno sulla piattaforma digitale WiiWare non sono mancati di certo titoli che per la loro qualità si possono quasi comparare ai migliori giochi retail in circolazione.

LostWinds: Winter of the Melodias
Il 2009 segna il ritorno tanto atteso di uno dei primi WiiWare più belli del 2008. Toku e lo spirito del vento Enril ci riportano di nuovo nelle magiche terre di Mistralis in una avventura per salvare la madre di Toku, stranamente scomparsa mentre esplorava le antiche rovine della civiltà dei Melodias. Il ragazzino non si perde d'animo e parte alla ricerca di sua madre tra le montagne innevate di Mistralis. Il titolo WiiWare ripropone al giocatore il ben riuscito gameplay di LostWinds, con la possibilità di comandare i venti attraverso il puntatore del Wiimote sullo schermo, e aiutare così Toku a muoversi attraverso i dirupi, gli ostacoli e i nemici che si troverà di fronte durante l'esplorazione delle varie aree. Ma LostWinds segna anche tante novità tra le sue caratteristiche: la possibilità di cambiare le stagioni tra estate e inverno, rende il gameplay molto vario, potendo gestire la neve e il vento per creare palle da scalgliare contro i nemici, oppure avere la possibilità di esplorare aree prima inaccessibili. Il comparto tecnico rimane uno dei punti di forza della serie, grazie ad una colonna sonora ricca di brani suggestivi e ad una grafica morbida, armoniosa e ricca di particolari. Poco importa se l'avventura non si discosta dalle 2-3 ore per completarla: LostWinds: Winter of the Melodias renderà quei momenti magici e indimenticabili.

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Nyx Quest: Kindred Spirits
Nyx Quest è un platform 2D che trae ispirazione dal mito greco di Icaro. Nyx è uno spirito alato, che dovrà percorrere 12 differenti livelli per riuscire a salvare il suo amato Icaro. Per farlo dovrà chiedere aiuto alle divinità dell'Olimpo per riuscire a sormontare i vari ostacoli che incontrerà sul suo cammino. Nyx Quest unisce le dinamiche classiche del Platform 2D, date dai salti "alati" e dalle planate che la protagonista potrà effettuare grazie alle sue ali, ad un sistema di poteri magici utilizzabili grazie al sistema di puntamento del telecomando Wii. Potremo spostare per Nyx blocchi per aprire nuove strade e raggiungere aree inaccessibili con un semplice salto, potremo controllare le correnti d'aria date da speciali statue presenti in alcuni livelli, o usufruire del potere di Zeus di scagliare potenti saette per eliminare i nemici che ci troveremo di fronte. Un ottimo level design e una discreta colonna sonora coprono in parte il principale difetto del titolo: una componente Platform un po' troppo semplice e lineare, sollevata solamente dagli enigmi presenti risolvibili grazie al potere degli dei e del nostro Wiimote.

Link alla Recensione di Everyeye


Final Fantasy Crystal Chronicles: My Life as a Darklord
Questo WiiWare, secondo titolo della serie "Final Fantasy Crystal Chronicles: My Life as" segna il ritorno di Square Enix su WiiWare con un genere ben diverso dalla vita da Re mostrata nel titolo precedente. My Life as a Darklord è infatti un Tower Defence particolare: impersonando una malvagia signora del male, dovremo in ogni stage del gioco, costruire i vari piani della nostra torre che custodisce il cristallo oscuro. Il nostro scopo sarà quello di difendere il cristallo dagli avventurieri che ad ondate entreranno nella torre con lo scopo di scalarla e distruggere l'artefatto. Le nostre armi di difesa però non mancheranno: ogni piano potrà infatti ospitare diversi mostri, ognuno con una particolare abilità nello sconfiggere i diversi nemici, avventurieri, magi o arcieri. Una serie di DLC rilasciati da Square inoltre amplierà la nostra scelta nel costruire la migliore Torre inespugnabile, grazie a nuove stanze, e nemici tratti dai principali titoli della saga di Final Fantasy. Un WiiWare con un gameplay profondo per gli amanti degli strategici e dell'immaginario creato da Square Enix.


Bit.Trip BEAT & Bit.Trip CORE
Tra i migliori WiiWare del 2009 non possono mancare i due titoli creati da Gaijin Games , promettente casa di sviluppo indipendente. I due titoli rielaborano in maniera differente una struttura di gioco che vede il giocatore impugnare il Wiimote e colpire i Beat che compariranno sullo schermo, seguendo uno schema ritmico ben preciso. Se in BEAT il gameplay ricorda molto il vecchio Pong, con una barra verticale posta al lato sinistro dello schermo, gestibile attraverso la rotazione del Wiimote in posizione orizzontale, in CORE la barra di comando diventa una croce a 4 braccia gestibile tramite la croce direzionale e attivabile attraverso la pressione del tasto A. I due titoli si accomunano per la scelta dello stile: minimalista per quanto riguarda gli elementi sullo schermo, allucinogeno per la quantità di effetti visivi e colori utilizzati, uniti alla chipmusic che compone la colonna sonora. Due WiiWare non adatti a tutti però, dato il livello di difficoltà elevato che offre l'esperienza di gioco, adatto solo ai giocatori più caparbi e pazienti.

Link alla Recensione di BEAT ed alla Recensione di CORE


Tales of Monkey Island
Il 2009 è stato anche l'anno del ritorno di una delle saghe di avventure grafiche più belle e che ha fatto la storia di questo genere videoludico: Monkey Island. Grazie a TellTale Games, le avventure dell' improponibile pirata Guybrush Threepwood ritornano anche su Nintendo WiiWare, in una collana formata da cinque episodi che narrano le vicende del protagonista della serie alle prese con il suo arcinemico, il pirata LeChuck, e con una maledizione che lo porterà a vivere una surreale avventura, come ci ha abituati da sempre la serie. Anche se il comparto tecnico sulla console Wii non è dei migliori, a causa di compressioni audio e video non eccelse, per gli amanti delle avventure grafiche deficitari di un Personal Computer, la serie su WiiWare riporta in pieno allo stile classico della saga, grazie a battute e gag divertenti, ad una caratterizzazione perfetta dei personaggi, e all'utilizzo di un buon sistema di controllo adattato alla console Nintendo. Unico grosso limite è l'assenza dell'italiano, che esclude dal divertimento coloro che non posseggono una buona padronanza della lingua anglosassone.