Speciale Best Games 09 - Xbox 360

I migliori giochi del 2009 disponibili su Xbox360

speciale Best Games 09 - Xbox 360
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Nonostante non sia stato graziato da moltissime esclusive di grande rilievo (Forza Motorsport 3 e Halo ODST sono quelle più importanti), il 2009 è stato un grande anno per Xbox 360 e per le console HD in generale, ricchissimo di prodotti interessanti, rilasciati da terze parti sempre più impegnate ad investire sulla qualità. Per orientarsi nel maremagno di prodotti interessanti, che ha coperto in maniera brillante praticamente tutti i generi, ecco la guida Natalizia di Everyeye.

Nota: Hanno partecipato alla realizzazione di questo articolo e delle altre guide natalizie: Adriano Della Corte, Alessandro Carnevali, Nicolò Pellegatta, Davide Acs, Nicolò Carboni, Federico Graziano, Giovanni Ferlazzo, Giovanni Biasi, Stefano Messina. Il loro entusiasmo sincero, la disponibilità e la voglia di fare, il loro rigore sono, per un caporedattore, i più bei regali di Natale che si possano ricevere.

Il ritmo nel sangue

Band Hero

Se avete sempre sognato di fare il cantante o di suonare in un gruppo rock/pop il vostro strumento preferito, scalando le classifiche con le vostre strabilianti performance, quest'anno Activision vi viene (ancora una volta) in soccorso, con un nuovo capitolo del brand Guitar Hero, adatto però a gusti meno "metallici". Band Hero riprende infatti le ormai collaudate meccaniche tipiche della serie, permettendovi di utilizzare fino a quattro strumenti tra chitarra, basso, batteria e microfono, con la differenza che questa volta il genere musicale trattato è decisamente più soft, destreggiandosi tra pop e rock leggero.
Si parla quindi di artisti come: Maroon 5, No Doubt, Janet Jackson, Robbie Williams, Kylie Minogue, David Bowie, Duran Duran, Spice Girls, giusto per citarne alcuni tra i più famosi sulla scena musicale internazionale.
Il gioco in sé è sempre il buon vecchio Guitar Hero: il giocatore dovrà dimostrare manualità, tempismo e senso del ritmo, cercando di suonare quante più note possibili, tra quelle che il gioco via via gli invierà, pena la fine prematura della partita. Disponibile sia in versione solo gioco (nel caso si disponesse già degli strumenti da un precedente GH), sia con la sola chitarra ad affiancarlo, senza dimenticare il mega-pacco contenente il gioco più tutti i 4 strumenti, Band Hero assicura ore di strimpellate sia in solitaria che soprattutto in compagnia, grazie alle numerose modalità e alla possibilità di scegliere un livello di difficoltà separato per ogni giocatore. Suonare una canzone con la band al completo è un'esperienza da provare, e la possibilità di entrare/uscire dalla partita senza che il brano si interrompa permette veramente a chiunque di divertirsi.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: ovviamente gli amanti della serie; gli amanti del genere musicale in partcolare; chi non ha mai provato un Guitar Hero e cerca un titolo dal gameplay semplice ma profondo al tempo stesso; chi cerca un titolo da giocare con gli amici, anche se non esperti.
Sconsigliato a: chi non apprezza il genere musicale trattato da BH, per i quali è piuttosto consigliato un altro titolo della serie (o dell'antagonista Rock Band); chi predilige gameplay lenti e ragionati... BH è l'esatto opposto!


Rock Band Beatles

Inutile negarlo, fin dall’uscita del primo Guitar Hero su Playstation 2, molti di noi aspettavano solo l’uscita di un titolo con le canzoni dei Beatles. Finalmente, dopo anni di attese, smentite e mezze conferme, Harmonix ed EA hanno compiuto il miracolo portando i Fab Four sulle nostre console, con un set di strumenti che può far impazzire qualunque appassionato di periferiche. Lavorando in maniera certosina sul design, il lavoro di Harmonix è più di un gioco, è un atto d’amore in piena regola verso i ragazzi di Liverpool che coniuga l’estro della loro musica con una riscoperta della moda degli anni 60 - 70. Una lezione di storia contemporanea e un pezzo di leggenda che entra nelle nostre case. Da avere assolutamente.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: chi Yesterday voleva la Revolution e oggi si commuove mentre la sua chitarra suona dolcemente.
Sconsigliato a: chi non sa chi siamo i Beatles.



DJ Hero

Dopo aver rilasciato, questo stesso anno, sia Guitar Hero 5 che il più colorato Band Hero, Activision insiste sul fronte dei Rhythm Game sviluppando DJ Hero. A bassi e chitarre si sostituisce dunque un piatto per effettuare Skratch, con tre pulsanti ed una leva per il cross fading. Nonostante gli iniziali scetticismi, il gameplay del nuovo Dj Hero si mostra complesso ed appagante, in grado di divertire per lunghe sessioni di gioco tanto i neofiti quanto i maniaci del bemani, che fra picchi acustici e skratch direzionali dovranno vedersela con un bel po' di variabili. Il prodotto manca un po' di profondità invece per quanto riguarda modalità e struttura, e l'unica nota di merito, a fronte dell'assenza di una campagna ben congegnata, è la possibilità di eseguire duetti con piatto e chitarra. Esemplare è la selezione di brani: i mix eseguiti da Dj professionisti sono creativi e piacevolissimi da ascoltare. Dj Hero viene venduto in bundle con la periferica, e per molti potrebbe essere un investimento abbastanza oneroso, vista l'incertezza sulla volontà del publisher di rilasciare altri episodi. Ma al di là di questo, il titolo è un Rhythm game a suo modo innovativo e originale, che non può mancare nelle softeche degli appassionati.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi ama le periferiche aggiuntive, chi cerca -dopo anni di dominio incontrastato di chitarre e batterie - un nuovo gingillo con cui divertirsi a suon di musica
Sconsigliato a: Chi non vuole spendere soldi per costosi add-on hardware, e chi proprio non sopporta il mondo Underground di Dj e Club

Assassin's Creed 2

L’Italia, il rinascimento, e una lama nella folla. Assassin’s Creed II porta alle estreme conseguenze il gameplay del suo già ottimo predecessore e reinventa, letteralmente, un genere, facendo fare agli action game un salto di qualità ormai già storico. Arrampicarsi su Palazzo della Signoria per ammirare le dolci colline toscane che si stagliano verso San Gimignano, mentre sotto di noi Firenze brulica di vita, commerci e intrighi riempie Assassin’s Creed II di una poesia difficilmente replicabile. La cura per il dettaglio, la passione del team di sviluppo e la grandiosità di una trama che ci accompagna attraverso le tre città più significative del ‘500 italiano, rendono questo masterpiece targato Ubisoft un gioco irrinunciabile in qualsiasi softeca. Se nel suo predecessore si poteva lamentare una certa ripetitività nelle missioni e un sistema di combattimento non sempre perfetto, in questo titolo ogni difetto è stato corretto. Gli assassinii sono complessi, diversificati fra loro e più impegnativi che mai, mentre le nuove armi garantiscono una varietà complessiva molto maggiore. Assassin’s Creed II va giocato, senza se e senza ma, si può discutere sulla realizzazione, su qualche sbavatura (minima), ma non sull’importanza del progetto che si inserisce di diritto fra le poche promesse mantenute di questa generazione fin troppo condizionata dalle aspettative.

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Consigliato a: chi ama gli action in terza persona, apprezza le ambientazioni italiane.
Sconsigliato a: chi ha odiato il primo capitolo.

Call of Duty Modern Warfare 2

Intenso, adrenalinico, colossale. Il sequel diretto di Call of Duty 4, sviluppato con dovizia dai sempre ottimi Infinity Ward ci riporta ai nostri giorni, nel bel mezzo della terza guerra mondiale, a combattere prima sul suolo Americano e poi ai quattro angoli del globo, nel tentativo di sventare i piani di dominio della nuova russia. Forte di un comparto tecnico di assoluta eccellenza e di un gameplay, almeno in single player, che fonde mirabilmente azioni scriptate e momenti di grande avventura, Modern Warfare 2 è il nuovo metro di paragone per gli sparatutto in prima persona e, certamente, riceverà altri seguiti negli anni a venire. Un titolo imprescindibile dunque, a patto però, di accontentarsi di una storia principale che dura poche ore, il gioco infatti da il meglio di sé in multiplayer e, almeno mentre scriviamo, i server sono già presi d’assalto dai giocatori di tutto il mondo, ansiosi di sfidarsi fra Rio de Janeiro, una Washington data alle fiamme e le piattaforme petrolifere del mare di Barents.

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Consigliato a: tutti gli amanti dei giochi d’azione, a chi vuole un’esperienza canonica ma appagante.
Sconsigliato a: chi non sopporta gli FPS e ai giocatori che non amano le scene troppo forti.

Racing Game

Forza Motorsport 3

Terzo episodio della saga di racing che duella, per qualità e bravura, con la storica serie di Gran Turismo per lo scettro di miglior simulatore automobilistico su console. Dopo un ottimo secondo capitolo, Turn 10 si ripresenta quest’anno rilasciando il terzo capitolo, forse un po’ inaspettatamente solo qualche mese dopo rispetto l’annuncio ufficiale, mentre la concorrenza - come sappiamo tutti - non si sta certo dimostrando l’amica della puntualità. Confronti a parte, il terzo capitolo punta con forza a migliorare ciò che evidentemente non era andato nel suo predecessore. Prima di tutto un comparto grafico completamente rivisto da zero, tramite un engine totalmente nuovo che offre questa volta un aspetto visivo devastante, che non teme confronti. Le oltre quattrocento auto che compongono l’offerta di Forza Motorsport 3 sono realizzate con una cura maniacale, e il campionamento audio, ben differenziato tra un modello e l’altro, vi permetterà di vivere le corse come se foste dentro l’abitacolo e sentire una sensazione di guida unica su console. Questo specialmente grazie ad uno straordinario impianto di controllo che riesce ad accontentare, in maniera encomiabile, sia gli appassionati stretti del genere sia i giocatori più “casual”, che preferiscono un'esperienza più veloce ed immediata.
Non è un caso dunque l’inserimento di opzioni ancora più mirate nella guida, che sforano addirittura in un sistema auto-frenante e nella possibilità di poter mandare indietro la gara tramite la pressione del pulsante “Back”, in modo da ovviare con facilità ad eventuali errori commessi. Non si spaventino naturalmente gli appassionati: Forza Motorsport è rimasto Forza Motorsport. Appena tolti i supporti alla guida, il gioco ritorna quello che si è fatto apprezzare con le due precedenti incarnazioni, migliorato persino in diversi aspetti che rendono l’aspetto simulativo sicuramente il migliore che si sia mai visto nella storia su console per questo mercato.
Non mancano naturalmente tuning, case d’aste online ed una rinnovata modalità carriera che sostituisce la medesima e monotona del precedente capitolo.

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Consigliato a:Appassionati e neofiti del genere racing.
Sconsigliato a: Naturalmente, a chi una corsa “virtuale” annoia in fretta.


Colin McRae Dirt 2

Anche Codemasters quest'anno propone un Racing Game interessante, dopo aver incantato la platea con Grid. Colin Mcrae Dirt 2 è un gioco decisamente accattivante, esplicitamente dedicato alle gare Off-Road, in cui si pilotano Quad, Atv e auto da Rally su circuiti reali o inventati. A colpire è soprattutto la struttura di gioco, ricchissima di eventi, tipologie di gare, categorie di veicoli e obiettivi da completare. Dirt riesce nell'intento di far respirare all'utente l'atmosfera di un tour rallistico, coinvolgendolo ed invogliandolo a proseguire.
Resta però da precisare qual'è la natura del titolo: nonostante siano molte le impostazioni per regolare il livello di difficoltà, il comportamento degli avversari e della propria vettura, Dirt 2 non elimina mai del tutto un'impostazione evidentemente arcade, in cui gestire i sovrasterzi è davvero molto facile ed il comportamento del mezzo appare sempre “stilizzato”. Gli amanti della simulazione devono quindi aspettare ancora (magari quel GT 5 che al suo interno includerà anche la WRC). Eppure, Dirt 2 resta un prodotto fortemente consigliato, per chi cerca un'esperienza longeva, divertente e veloce.

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Consigliato a: Chi vuole un prodotto soprattutto vario e ricco di modalità, che sappia trovare un suo punto di forza anche nell'atmosfera di gioco, nonostante sia un Racing Game
Sconsigliato a: Chi cerca realismo e simulazione a tutti i costi.


Need for Speed: Shift

Dopo la mezza delusione di Pro Street e Undercover, la serie firmata EA decide di abbandonare le vecchie spoglie e rinnovarsi totalmente. Need For Speed Shift è il risultato di un processo che ha trasformato un racing game arcade ed esibizionista in un più moderatola simulazione, quella che abbiamo definito la “terza via” del racing game. Non aspira al realismo “senza se e senza ma”, bensì alla diffusione di un modello di guida verosimile e intrigante, che sappia divertire appassionati di auto e nuovi utenti in cerca di una sfida non superficiale. EA riesce nell'intento, e la brusca virata della sua serie automobilistica è una di quelle da ricordare negli annali del videogioco. Shift è un prodotto che va saputo interpretare ed inquadrare nell'ottica opportuna: godere senza patemi e senza lungaggini di un racing game impegnativo e coinvolgente non è cosa da poco. Ma, prima di tutto, Shift è un prodotto divertente, che incasella in una struttura stimolante un gameplay raffinato e vivace. Il look di alto livello ne fa a tutti gli effetti un nuovo esponente di spicco della sua categoria.

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Consigliato a: Chi cerca un'esperienza modulare, che possa trasformarsi a seconda delle necessità in un divertimento leggero o impegnare a fondo per la bontà di un sistema di guida non sempre permissivo
Sconsigliato a: Chi cerca un'esperienza simulativa senza mezzi termini, o chi non ama la stana commistione fra arcade e simulazione.


Race Pro

RACE Pro è una produzione controcorrente rispetto agli standard dei concorrenti, che spesso fanno del superfluo il loro “lait motiv”, distogliendo abilmente lo sguardo del giocatore da strutture ludiche la cui verve simulativa è soltanto la facciata di un gameplay sin troppo approssimativo. SimBin Studios ha dimostrato, pur non riuscendo a stare tecnicamente al passo con i tempi, di saper confezionare un prodotto di alto livello ludico semplicemente facendo tesoro di un'esperienza sul campo che nessun altro può vantare: il team è stato così in grado di trasmettere l'inconfondibile passione per le corse attraverso il supporto digitale. Pienamente consci del livello simulativo edulcorato offerto da RACE Pro ci sentiamo di premiarlo, nonostante non raggiunga vette d'eccellenza e non si imponga come punto di riferimento nel suo genere, consigliandone l'acquisto a chi ricercasse non tanto l'erede di GTR quanto la sensazione di “presenza fisica” in pista e l'adrenalina della competizione che forse solo TOCA Touring Car Championship prima d'ora era riuscito a dare.

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Consigliato a: Chi vuole un racing game essenziale, disposto a cedere qualcosa sul lato grafico per proporre una sifda ad alti livelli, con una buona IA ed una fisica del mezzo realistica e credibile
Sconsigliato a: Chi non è disposto a scendere a compromessi con la qualità visiva

Brutal Legend

Se esiste un titolo che un appassionato di musica Metal deve possedere assolutamente questo è Brutal Legend. Non esiste infatti altro gioco sulla faccia della Terra capace di cogliere con tale ironia e precisione il punto di vista di uno dei mondi più affascinanti della musica.
Le particolarità più grandi del titolo e i suoi pregi più evidenti sono l'ambientazione, l'atmosfera e lo stile che raggiungono una qualità altissima. L'intero gioco è infatti un sentito tributo alla musica Rock e Metal, dal mondo di gioco pregno di tutta la simbologia del genere alla colonna sonora, passando per tutti i buffi personaggi presenti e star d'eccezione come Ozzy Osbourne e Rob Halford.
Il giocatore vestirà i panni del simpaticissimo Eddie che, tra una battuta di spirito e una schitarrata, sarà chiamato a combattere contro l'esercito dei demoni e i loro alleati al fine di liberare la sacra terra del Metal dalla tirannia e dalla musica commerciale.
Brutal Legend è un gioco d'azione semplice ed immediato, che unisce al combattimento fasi di esplorazione e di strategia. Quest'ultima consiste nel guidare il proprio esercito alla conquista del palco musicale nemico, scegliendo le truppe da creare e impartendo a queste semplici ordini.

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Consigliato a: tutti gli appassionati del genere Metal, delle ambientazioni curate e degli approcci ironici e divertenti alla narrazione.
Sconsigliato a: chi cerca un gioco che impegna a lungo e un sistema di combattimento vario e profondo.

Batman: Arkham Asylum

Recentemente tornato in auge al cinema, Batman conquista anche il mondo del videogame con uno dei migliori prodotti dell'anno, imperdibile sia per i fan, sia per chi non vuole lasciarsi sfuggire un’avventura in terza persona divertente, completa ed appagante. Forte di una sceneggiatura originale cui ha collaborato anche Paul Dini (nome storico del mondo dei fumetti) il gioco segna una svolta epocale per i solitamente mediocri titoli su licenza, offrendo quanto di meglio disponibile nel panorama videoludico attuale: trama solida, grafica eccelsa, personaggi carismatici, azione sfrenata, ma anche sessioni di infiltrazione silenziosa ed esplorazione, un mix che non mostra punti deboli e stupisce per la qualità sempre elevatissima. Il tutto nel più puro stile Batman, il cui universo è replicato con cura maniacale, dai rivali storici con cui ci scontreremo ai numerosi e gustosi gadget tecnologici utilizzabili, tra cui il fidato batarang (il boomerang a forma di pipistrello). Nell'avventura, ambientata nel manicomio di una cupa Gotham City, impersoneremo infatti l'Uomo Pipistrello alle prese con uno dei complicati piani del folle Joker, pronti non solo a lottare per la vita ma anche ad indagare (con sessioni che richiamano CSI) sulle intenzioni del pericoloso criminale. Preponderanti sono le fasi di combattimento a mani nude, immediate, frenetiche e spettacolari, intervallate da scenari in cui è privilegiata l'azione furtiva per mettere KO le guardie armate: attendere appollaiati a testa in giù che il primo malcapitato giunga a tiro e stordirlo è eccitante, ma è solo il primo passo..sparire prima che i compagni accorrano, sentire la loro paura, studiare le loro mosse e infine colpire a sorpresa, eliminandoli uno ad uno, in silenzio, è un'esperienza decisamente entusiasmante!

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: tutti, senza distinzione. La struttura variegata, la giocabilità quasi perfetta, la cura per ogni dettaglio, e infine il grande numero di possibilità offerte al giocatore rendono Batman Arkham Asylum una delle migliori avventure action del 2009. Per i fan del cavaliere oscuro poi è un acquisto obbligato!
Sconsigliato a: chi proprio non sopporta Bruce Wayne, e le ambientazioni gotiche e molto cupe. E a tutti coloro che non transigono sul multiplayer e sul gioco online, perché Batman Arkham Asylum va goduto rigorosamente da soli.

Borderlands

Borderlands è quella che definiremmo un Sleeper Hit. Bistrattato in fase di produzione, ha corso seriamente il rischio di rivelarsi un First Person Shooter come tanti, senza arte né parte. Poi 2K ha deciso di dare una sferzata al progetto, rivoltandolo da capo a piedi. Da uno Sci-Fi serioso e maturo, Borderlands si è trasformato in uno shooter diretto ed irriverente, colorato e immediato fin dal comparto visivo, che è interamente costruito con un cell shading impeccabile. Dal punto di vista ludico, Borderlands mescola le dinamiche ruolistiche con quelle dello sparatutto in prima persona, permettendo all'utente di interpretare una delle quattro classi disponibili, così da delineare l'approccio più consono ai propri gusti. Ogni classe ha una specifica abilità speciale ed un proprio Skill Tree che permette di specializzarsi in diverse operazioni, per diventare cecchini provetti o perfetti mitraglieri di supporto. Il punto di forza di Borderlands, oltre alle ambientazioni vastissime ed intricate, alla longevità sconfinata, è il multiplayer cooperativo, che permette a quattro giocatori di scorrazzare per le Arid Badlands o per l'isola dei non-morti di Dr. Ned (il primo DLC del gioco). Dinamico e immediato, perfetto per sessioni disimpegnate o per una “second run” mirata al grinding, Borderlands sarà senza dubbio il punto di partenza per progetti futuri ancora più ambiziosi.

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Consigliato a: Ama il multiplayer cooperativo, e cerca un FPS che sappia irretire senza necessariamente raccontare una storia complessa. Adora il sistema di crescita dei giochi di ruolo, ma non i tempi morti del loro Battle System
Sconsigliato a: Da un FPS cerca un'IA raffinata, non vuole spazientirsi a sperimentare le abilità delle varie classi

FIFA 10

Bando ai preamboli e agli scetticismi, Fifa 2010 è il calcio come mai l’avevate visto su console, nonché la miglior simulazione sul mercato: dopo qualche anno passato a rinnovare e rifinire la propria visione di gioco EA ha finalmente centrato l’obiettivo, sfornando un titolo che fa gridare al capolavoro. Pad alla mano si avverte subito la portata rivoluzionaria di questo nuovo capitolo, con l’abolizione dei famigerati “binari” che rendevano limitate e macchinose tutte le esperienze precedenti. Libertà a 360° dunque, di movimento e di giocate, perché quest’intelaiatura consente il controllo pressochè totale di ogni mossa, grazie anche all’implementazione di un sistema di comandi profondissimo e reattivo. La sensazione di poter fare quanto calcisticamente possibile sul prato verde è entusiasmante e appagante, anche se occorre impegno per padroneggiare a dovere tutte le potenzialità del gameplay. L’impostazione simulativa si fregia inoltre di una velocità realistica, di una fisicità pesante e soprattutto di animazioni sbalorditive, che rendono fluida e credibile qualsiasi situazione. La bellezza delle movenze e dei gesti atletici è supportata da un comparto tecnico di prim’ordine sia per grafica che per sonoro, sporcato solo dalla spenta telecronaca di Caressa e Bergomi. La fisica del pallone è stata riscritta e pur non raggiungendo la perfezione (specialmente in alcuni cross) si presenta molto verosimile e contribuisce ad una riproduzione fedele delle partite. A fronte di tutte le caratteristiche eccellenti sopracitate il punto di forza di Fifa 2010 risulta sicuramente la giocabilità votata alla simulazione, ben coadiuvata dalle numerose opzioni offline e online, tra cui la possibilità di sfidarsi 10vs10, oltre ai numerosi filtri per selezionare i propri avversari in base a squadre e comandi utilizzati. E per approfondire ulteriormente il gioco è presente un’impostazione di controllo manuale raffinata e curatissima, che permette di gestire in completa autonomia potenza e direzione di tiri, passaggi e lanci, a costo di tanti sacrifici ma con gratificazione massima.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: chi da qualche anno ha perso il feeling con il pallone virtuale, e a tutti quelli che sognano un’esperienza calcistica che combini libertà e simulazione ai massimi livelli
Sconsigliato a: chi cerca una giocabilità immediata e accessibile, perché Fifa è “diverso” e difficile da padroneggiare in profondità, e può apparire frustrante a prima vista

Episodes From Liberty City

Eccentrico, volgare, eccessivo. Episodes from Liberty City abbandona le atmosfere forse troppo seriose di GTA IV per abbracciare il mondo decadente dei motociclisti e le sale da ballo patinate di “Gay” Tony Prince. Preparatevi a rubare elicotteri, sparare con mitragliatori a mano d’oro massiccio, lanciarvi in scazzottate nei peggio bar e scoprire il lato più oscuro di Liberty City. Dietro a tutto questo, come da tradizione Rockstar, una satira fericissima della società americana e un comparto tecnico gestito dall’ultima versione dell’Euphoria engine. Episodes from Liberty City è forse il miglior esempio di espansione uscito negli ultimi anni, amplia il gioco originale senza forzarlo dentro meccaniche non sue e approfondisce aspetti originali di una trama che ha sicuramente ancora molto da dire. In attesa dei prossimi add - on.

Link alla Recensione di Ballad of Gay Tony e Lost & Damned

Consigliato a: chi si sente un po’ Scarface e un po’ Easy Rider.
Sconsigliato a: chi non sopporta la violenza gratuita e non ama i free roaming.
Dragon Age: Origins

Ultimo parto di Bioware prima dell’arrivo di sua maestà Mass Effect 2, Dragon Age è un gioco di ruolo enorme, la cui estetica, che pesca a piene mani dal Fantasy classico, riscopre il lato oscuro del genere, catapultandoci in un mondo buio, violento e sanguinoso, dove antichissimi equilibri stanno per essere distrutti. Con sei possibili inizi e altrettanti finali, il gioco prevede una varietà di azioni pressoché illimitata e non nasconde la sua vocazione “impegnativa”, pretende costanza e mal si presta a partite poco approfondite. Nato con in mente il mercato PC, su console Dragon Age ha delle evidenti difficoltà, in primis nella gestione del party e in secondo luogo ha avuto un sostanziale ridimensionamento del comparto grafico che, purtroppo, gli fa perdere buona parte della sua epicità. Tuttavia il gioco resta uno degli ORPG più interessanti dell’ultimo anno e farà buona compagnia a tutti gli appassionati nelle fredde notti invernali.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: chi conosce a memoria Tolkien e cerca l’erede di Baldur’s Gate II.
Sconsigliato a: chi non è disposto a passare ore a padroneggiare un sistema di controllo ostico come pochi e a chi non sopporta i problemi grafici.


NBA 2k10

Nel mondo dei videogiochi esistono poche certezze, ma una di queste è sicuramente NBA 2K, serie che ormai da un decennio propone il miglior basket virtuale, migliorandosi di edizione in edizione. E nemmeno quest’anno delude le aspettative, offrendosi più in forma che mai, talmente curato fin nei minimi dettagli da stupire con lo speaker originale di ogni palazzetto e con i giocatori che prima del tiro da tre controllano la linea per assicurarsi di essere fuori dal perimetro! Il cuore del titolo risiede infatti nel maniacale realismo dell’esperienza cestistica, capace di trasferire nel joypad la potenza, i chili e le peculiarità dei giocatori, immersi in un mondo che rasenta la fedeltà assoluta: finte, movimenti e un numero spropositato di schemi e giochi d’attacco regalano una profondità inaudita al titolo, che può a buon diritto vantarsi di un gameplay perfetto. Senza dimenticare la caratterizzazione ossessiva di ogni singolo atleta, riconoscibile e personalizzato in qualsiasi sua movenza e vezzo, accompagnata da una grafica al top (nonostante qualche rallentamento) e da un sonoro letteralmente emozionante. Se a questo aggiungiamo un ritmo lento e verosimile, un’intelligenza artificiale perfetta, e infine una gestione esemplare della stanchezza, si può tranquillamente parlare di simulazione di basket all’ennesima potenza, che trasuda passione e amore per questo sport e soprattutti per i suoi appassionati. Inoltre alle classiche modalità “season” e “associazione” sono presenti altre piacevoli opzioni, quali le sfide nel campetto da strada con vecchi e nuovi campioni e una clamorosa gara di schiacciate, oltre alla possibilità di creare il proprio alter ego per tentare la scalata all’anello. Unico appunto, una gestione delle sfide online non all’altezza.

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Consigliato a: i patiti di basket e NBA, mai così vicini all’esperienza di calcare il parquet dello Staples Center.
Sconsigliato a: chi non conosce la differenza tra post alto e post basso, e a chi cerca un basket accessibile e per tutti. E ovviamente a chi non sopporta il pallone a spicchi.


Left 4 Dead 2

Additato inizialmente come un mero Add On, Left 4 Dead 2 si dimostra invece un titolo completo e irreprensibile, che calpesta le orme del predecessore ma poi si distanzia dalla sua traccia per raggiungere nuove vette d'eccellenza. Si tratta, come nel caso del vecchio episodio, di un First Person Shooter spiccatamente orientato al multiplayer cooperativo. Impersonando uno dei quattro sopravvissuti, si devono attraversare le location infestate da Zombie, per arrivare alle Safehouse. L'azione di gioco è, più che frenetica, compulsiva: orde di non morti che corrono all'impazzata, capitanati da strani esseri mutanti con doti particolari: i giocatori devono imparare a conoscere i comportamenti delle masse, per muoversi in gruppo e coprirsi a vicenda, pena la morte violenta. Gli Zombie Speciali che compaiono di tanto in tanto devono essere affrontati all'unisono, visto che un approccio troppo egoista finisce quasi sempre in tragedia. La particolarità del gioco è la presenza del Director, una fine intelligenza artificiale che imbastisce ogni partita, rendendola sempre diversa dalla precedente, e regolando la difficoltà sulla base delle capacità dei giocatori. Da non perdere per chi ama il gioco di gruppo, l'esperienza di Left 4 Dead 2 diventa più incolore se giocata in solitaria.

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Consigliato a: agli amanti di un multiplayer cooperativo in cui il successo delle partite non dipenda dai Perks guadagnati o dall'esperienza accumulata, ma soltanto dalla qualità del gioco di squadra e della tattica. Chi ama gli zombie, cattivi e affamati di carne fresca
Sconsigliato a: a chi non ha intenzione di giocare in multiplayer: da soli, il titolo perde gran parte del suo appeal, trasformandosi in un FPS molto diretto ma senza troppa verve


Tekken 6

Il 2009 è stato un grande anno per i picchiaduro, il migliore da un lustro a questa parte: l'approdo casalingo di Street Fighter IV, la rivelazione di Blaz Blue e infine Tekken 6. Quest'ultimo spezza miracolosamente la catena che lo legava al brand Playstation per assecondare anche gli irrefrenabili istinti pugilistici degli utenti di Xbox 360.
La giocabilità del sesto Iron Fist Tournament si rivela notevolmente più profondo di quello, già ottimo, del prequel, grazie all'introduzione di piccoli accorgimenti tecnici, favoriti largamente dalla maggior capacità di calcolo di Playstation 3 e Xbox 360.
A questo si aggiunge un cast stellare, composto da oltre quaranta lottatori con ben sei new entry, tra cui spiccano Lars e Alisa Boskonovitch direttamente dalla versione da sala giochi di Tekken 6 Bloodline Rebellion (l'aggiornamento del picchiaduro Namco uscito lo scorso anno su sistemi arcade).
Il titolo, però, non è esente da difetti, primo fra tutti una modalità online raffazzonata sia via Live che Playstation Network: le difficoltà nel mettere in piedi un valido scontro con un avversario distante da un paio di chilometri a due/tre continenti sono sempre le medesime e coinvolgono alla meglio problemi di lag, alla peggio improvvise disconnessioni di entrambi gli sfidanti.
Non aiuta di certo, purtroppo, la modalità “Campagna” che attorno a una struttura narrativa articolata mette in piedi una serie di livelli stile picchiaduro a scorrimento non così esaltanti come potrebbe sembrare.
Tekken 6 riesce a catturare il meglio della serie presentando una modalità arcade appagante, profonda e ben mirata: la grafica fotorealistica viene esaltata da una serie di scie luminose ed effetti cromatici di grande rilievo, mentre tutto attorno la furibonda lotta imperversa in un turbinio di faide e rivalità in un ormai decennale susseguirsi.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: i fan della serie, che si contano a migliaia non solo tra gli hardcore gamer e appassionati di risse digitali, per il suo carattere vigoroso che non tradisce le origini della serie; la grande accessibilità verso il gameplay rimane un punto a favore della serie, sempre pronta a smuovere grigi pomeriggi tra amici, padri-figli e, perchè no, nonni-nipoti.
Sconsigliato a: tutti quelli che di pestaggi, emo, orsi, vecchi redivivi, lolita robot, non sanno davvero che farsene. Ma anche a quelli che pretendono un certo qual numero di ben fatte modalità extra, nonchè una valida modalità online.

Halo 3 ODST

Lo strambo destino di ODST: da semplice DLC a titolo più atteso della line-up settembrina ed autunnale di Xbox 360. Halo 3: ODST è, anche per bocca della stessa Bungie, un tributo ai fan della serie, con chiari riferimenti sparsi qua e là durante tutta la campagna di gioco dedicati ai tre capitoli principali di Halo, ormai famosissima serie di sparatutto nata su Xbox e proseguita poi su Xbox 360.
ODST non innova, né è un episodio rivoluzionario per quanto concerne il marchio “Halo”. Quello che fa, e che riesce a fare bene, è saper mescolare sapientemente e con il solito stile ineguagliabile “made in Bungie” ciò che ha contraddistinto finora questa produzione dagli altri sparatutto in prima persona. Il ritmo è sempre alto. Serrato. E pone il giocatore non solo come combattente di una lunga guerra ma come protagonista assoluto di uno spettacolare blockbuster cinematografico. ODST si pone tra Halo 2 e Halo 3, nei panni di un normalissimo marine specializzato (per una unità chiamata appunto ODST: Orbital Drop Shot Troopers) che, insieme alla sua ristretta squadra, si dirigerà verso le rovine della città di New Mombasa - vista nel secondo episodio - per scoprire cosa abbia attirato con tanta veemenza la razza aliena dei Covenant e naturalmente tentare di eliminare qualsiasi dato possibile che possa tornare utile al nemico.
Oltre alla struttura classica che abbiamo potuto ammirare nelle tre precedenti produzioni, ODST può vantare anche l’inserimento di una ben fatta modalità “Free-Roaming”, accompagnata anche da uno stile di narrazione del tutto nuovo che tra flashback e registrazioni audio, riesce ad offrire al giocatore forse quello che è l’episodio più oscuro dell’intera saga. O, per meglio dire, dai tratti noir e più maturi. Quasi l’antipasto a quel che inevitabilmente sarà Halo: Reach, nel 2010.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Senza esitazione, a chi ama Halo in tutte le sue forme. Consigliamo una prova comunque a tutti.
Sconsigliato a: Chi si aspettasse un Halo completamente rivoluzionato e, di conseguenza, chi lo ha sempre odiato o non ha confidenza con il genere.


Resident Evil 5

Dopo un episodio venerato come il quarto, l’attesa altissima per questo ennesimo capitolo dell’infinita lotta tra gli ex-agenti della S.T.A.R. e le varie mostruosità create da virus sempre più pericolosi, è finalmente finita in primavera per le console Hd e per Pc.
Le vicende, ambientate in svariati luoghi di un’ipotetica Africa, ci rivedono nei panni di Chris Redfield e dell’affascinante Sheva Alomar investigare attorno ad un certo Ricardo Irving, pronto a vendere al mercato nero una nuova e devastante arma biologica. Ben presto da questo antefatto i 2 verranno coinvolti in un susseguirsi di eventi, ritorni improvvisi di vecchi personaggi (che faranno felici i fan della serie di vecchia data) nemici sempre più grossi e cattivi, aberrazioni, mutamenti e finalmente un finale che porta al tanto agognato scontro decisivo contro il nemico di sempre, Albert Wesker. Il gioco si basa principalmente su quanto introdotto da Resident Evil 4, con il sistema di controllo del personaggio, l’uso delle telecamere e la struttura generale dell’avventura, quasi importati di peso, aspetto questo aspramente criticato da molti come un’eccessiva copia a discapito di una vera innovazione della saga.
Sebbene afflitto (nelle versioni per console) da alcuni problemi grafici e da una certa ripetitività delle situazioni proposte, la grande atmosfera, la discreta longevità e l’alto grado di coinvolgimento rendono comunque molto valido il titolo in questione, tra i massimi esponenti del genere, ormai votato all’azioni a discapito del genere dei servival horror, e grazie anche all’introduzione della possibilità di affrontare l’intero gioco in compagnia di un amico, sia online che in splitscreen, viene conferita all’esperienza un fascino cooperativo introvabile nei precedenti episodi.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: fan della saga, amanti degli action game.
Sconsigliato a: chi si aspettava un rinnovamento da Resident Evil 4, chi non è particolarmente avvezzo al genere, chi cerca una storia profonda.


Fight Night Round 4

Se siete appassionati di titoli sportivi, non potete lasciarvi scappare Fight Night Round 4, una delle poche simulazioni pugilistiche disponibili sul mercato. Recuperando il gameplay del terzo episodio, il quarto capitolo lo affina e lo migliora, adagiando sulle leve analogiche l'intera gamma di pugni e movimenti che compongono un set raffinato di possibilità Il gameplay, estremamente ben bilanciato, unisce tecnica, tattica, spirito d’osservazione, riflessi, spingendoli al limite dei sessanta frame al secondo.
L’azione non è però asettica e ripetitiva, dato che un’abbondante serie di variabili conferiscono non solo ad ogni combattimento ma addirittura ad ogni pugno una sua “storia”, del tutto particolare.
Superata la paura per la ripidità della curva d’apprendimento, l’appagamento fornito da una delle esperienze ludiche più interessanti del momento sarà cospicuo e duraturo, vista la longevità della carriera offline e del campionato mondiale online.
Se a tutto questo aggiungiamo il comparto tecnico stellare di cui Fight Night Round 4 è dotato ecco che il quadro, capace di ri-definire il genere d’appartenenza e promuovere a capolavoro la produzione, è completo.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Tutti gli appassionati della nobile arte, che potranno trovare un titolo finalmente degno di rappresentare la profondità e la complessità di questo sport.
Sconsigliato a: Chi non ama particolarmente gli sport di combattimento, e si lascia scoraggiare da una curva di difficoltà abbastanza ripida inizialmente.

Street Fighter 4

L'attesa è stata lunga, estenuante, speranzosa, ma alla fine uno dei videogame più sognati, bramati, attesi è finalmente giunto. Non parliamo, purtroppo, di Shenmue III, ma bensì di Street Fighter IV.
Dopo circa quindici anni dalla pubblicazione del terzo capitolo, Capcom riporta i suoi lottatori da strada nel luogo in cui si trovano più a loro agio...la strada, appunto. Dopo il grande successo della versione arcade del 2008, il quarto capitolo del picchiaduro più famoso (e più giocato) di sempre approda su sistemi casalinghi con tante novità. A cominciare da un rooster allargato che vede l'inserimento di importanti personaggi assenti nella versione da sala giochi come la biondissima Cammy, la simpatica Sakura, il maldestro Fei Long, ecc... Ogni personaggio inoltre vanta due proprie sequenze (in apertura e in chiusura dell'arcade mode) realizzate in stile anime dal rinomato Studio 4C.
A livello di modalità si segnalano un apprezzabile “Challenge Mode” (serie di sfide con particolari richieste) e un discreto “online mode” (lontano ancora dalla perfezione, ma perlomeno il lag si vede solo raramente).
Street Fighter IV è un ottimo picchiaduro perchè riesce a coniugare l'ottimo comparto grafico, un toon shading di grande impatto capace di trasportare l'esperienza bidimensionale di Street Fighter II in un ambiente tridimensionale, con un gameplay tanto semplice quanto profondo. Il sistema di controllo incentrato sui sei tasti (tre pugni, tre calci) è il medesimo dei capitoli precedenti, ma viene ulteriormente approfondito dall'introduzione delle Ultra Combo (ribaltano momenti di crisi in inesplorate vie per la vittoria) e i focus attack (il combattente assorbe il colpo avversario e glielo restituisce potenziato. Di fatto sostituisce il sistema di parry di Street Fighter III). Per quanto tali introduzioni favoriscano il giocatore alle prime armi, in realtà queste finiscono per disturbare i giocatori navigati, che hanno fin qui apprezzato la grande dedizione richiesta dalla serie, ben sintetizzata dal motto “easy to play, hard to master”.
Nonostante l'ottimo lavoro svolto da Capcom nel trasportare Street Fighter IV su sistemi casalinghi e su PC (giudizio formulato a seguito di diversi “incerottamenti” via patch), la casa nipponica ha già annunciato per la primavera 2010 un “seguito” del suo picchiaduro: Super Street Fighter IV, il quale introduce nuovi personaggi (alcuni inediti, alcuni ripescati da Street Fighter II The New Challenger), una corposa revisione del combattimento online e il ritorno dei Bonus Stage (sorta di minigiochi dove sarà richiesta la massiccia distruzione di auto, barili, ecc... a suon di calci, pugn, palle di fuoco).

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: i fan dei picchiaduro, bidimensionali, tridimensionali, perchè si troveranno di fronte un prodotto capace di appassionarli per mesi e mesi. Ma anche coloro che con Street Fighter hanno sempre avuto scarsa dimestichezza: il quarto episodio è anche e sopratutto per voialtri.
E infine è il titolo perfetto per chi non ha mai dimenticato i pomeriggi passati con gli amici davanti a quel leggendario cabinato...
Sconsigliato a: chi cerca un videogioco più scenografico che ludico, chi desidera vivere grandi avventura di centinaia e centinaia di ore; Street Fighter IV è un videogame puro e sopratutto debitore della filosofia arcade.

Raccolte e Edizioni Speciali

Fallout 3: GOTY Edition

Chi non ha mai sognato di camminare in una Washington ormai in rovina dopo un disastro nucleare? Probabilmente nessuno, vista la premessa, ma se limitata ad un videogioco, nella fattispecie intenso e curato, l’esperienza è decisamente consigliata! Fallout 3 Game Of The Year pone il giocatore nelle vesti di un ragazzo che abbandona a causa di forza maggiore il sicuro e ovattato rifugio antiatomico, per immergersi in un mondo inselvatichito e disidratato, dove piccoli insediamenti con una parvenza di civiltà fungono da baluardo contro la spietata disperazione di avventurieri, mutanti e mostri. Che di volta in volta possono rivelarsi amichevoli o ostili, a seconda di come interagiamo con loro, perché Fallout 3 non è altro che un immenso gioco di ruolo, in cui, secondo coscienza, è possibile tenere comportamenti pacifici e civili piuttosto che aggressivi, scegliendo se premere il grilletto o tentare la via del dialogo, grazie all'ampia libertà concessa nello svolgimento delle missioni. Anche se, vista la situazione, è meglio non dimenticare a casa i proiettili.. Le scelte fatte influenzeranno la trama, che si mostra matura e adulta sia nella rappresentazione dei combattimenti sia nelle tematiche, alleggerita però dall’atmosfera naif anni ’50, decisamente di classe.
Fallout 3 è uscito a fine 2008, ma l’edizione Game Of The Year ora nei negozi comprende anche le 5 espansioni uscite nel corso del 2009, ampliando l’esperienza classica già intensa con nuove ambientazioni, nuove avventure e numerose ore di gioco in più.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: tutti coloro che si sono persi questo gioiellino, ora rinnovato e ampliato, tranne che nel prezzo. A chi non cerca subito la pistola nella fondina per colpire tutto ciò che si muove, ma vuole interagire col mondo che lo circonda, parlare, esplorare, vivere. A chi vuole provare in prima persona l’esperienza intensa di un futuro apocalittico, fatto anche di silenzi e solitudini che valgono più di mille esplosioni. Che comunque non mancano, non preoccupatevi!
Sconsigliato a: chi cerca un divertimento rapido e immediato. Il gioco è lungo, profondo, immenso e immersivo, e la fase iniziale è forse quella più ostica e spiazzante..pensateci bene prima di mettere piede a Washington. Sconsigliato anche a chi cerca solo un pretesto per dare fondo alle munizioni, Fallout 3 non è un classico shooter e le fasi di combattimento potrebbero deludere.


The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Qualche anno fa, uno strana avventura in prima persona, basata sul film Pitch Black, ammaliò gli utenti Xbox, dimostrandosi -nonostante fosse un semplice TieIn- un'esperienza profonda ed appassionante, varia e capace di mescolare frenetiche sparatorie e sessioni stealth. Oggi quell'avventura torna su Xbox 360, rimasterizzata in HD e accompagnata dal suo seguito ufficiale. Tanto per iniziare è dunque davvero apprezzabile l’idea di mettere a disposizione dell’acquirente praticamente due giochi invece di un solo, soprattutto quando entrambi gli episodi sono accompagnati da una trama avvincente e da una sceneggiatura memorabile. Davvero vario e ricco è poi il gameplay, che si mantiene inalterato anche in Assault on Dark Athena, il secondo capitolo inedito: in questa saga sono implementati sapientemente tutti i caratteri tipici di vari generi, per creare una commistione davvero convincente. E' soprattutto l'integrazione di meccaniche Stealth che ravviva l'avventura, impegnando le capacità tattiche e strategiche dell'utente. Ma non mancano innesti meno classici, per una varietà che è davvero il punto di forza del prodotto. Tecnicamente il gioco soddisfa appieno tutte le aspettative, intrecciando una buona realizzazione con un ottimo level design. The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena è un gioco vivamente consigliato a tutti gli utenti, specialmente ai più esperti e navigati. L’alto livello di sfida richiederà un forte impegno, l’ottima realizzazione tecnica ed il gameplay avvincente vi terranno incollati allo schermo per ore e ore.

Link alla Recensione di Everyeye

Consigliato a: Chi cerca un'avventura come quelle di un tempo, che sappia valicare la logica di genere per fondere assieme aspetti peculiari di varie macrocategorie.
Sconsigliato a: Chi non ama Vin Diesel e la sua spacconeria, o il contesto sci-fi di Pitch Black

Sotto l'albero digitale: il meglio dl Live Arcade

Ormai l'evoluzione tecnologica rincorre sempre maggiormente l'online e Microsoft nel corso del 2009 ha lavorato duramente per una forte integrazione tra videogioco e servizi di entertainment (film, musica, social network, ecc...).
La pubblicazione in esclusiva delle due espansioni di Grand Theft Auto IV, la distribuzione dell'intero Fable II tramite episodi solleticano quanti insistono per una completa “digitalizzazione” in tempi brevi del mercato videoludico.
A livello macroscopico la situazione è ottima, ma anche a livello microscopico (leggasi Xbox Live Arcade) la situazione si evoluta in maniera eccellente.

Nel corso dei dodici mesi non sono mancate le chicche e i grandi titoli, come Dishwasher, action game bidimensionale che coniuga lo stile di un Viewtiful Joe con le cupe atmosfere di Devil May Cry. Il videogioco è il prodotto di quattro mesi di lavoro con il tool XNA dello sviluppatore indipendente James Silva: il suo Dishwasher vinse il concorso indetto da Microsoft, Dream-Build-Play, e potè coronare il suo sogno, pubblicare via Live Arcade la sua adorata creatura.

Restando in tema di titoli a scorrimento bidimensionale è impossibile non citare 'Splosion Man di Twisted Pixel, divertentissimo platform nel quale un essere frutto di un esperimento genetico, il cui corpo è completamente cosparso di fuoco e fiamme, si avventura per i meandri di un laboratorio scientifico. Il piacere scaturisce dal farsi esplodere per spiccare balzi incredibili utili a superare ostacoli e pareti, ma il vero godimento lo siraggiungere nel far saltare in aria i tanti ignari scienziati con i loro occhialetti scuri e il camice bianco; le schizofreniche animazioni condiscono un gioco semplice e accattivante.

Le grasse risate sono garantite anche da The Secret of Monkey Island Special Edition, remake della famosa avventura grafica della Lucas Film datata 1990: Ron Gilbert ha personalmente curato tale edizione speciale, potenziata esponenzialmente per quanto riguarda la grafica (ridisegnata nella totalità e sparata in HD) e il sonoro (rimasterizzato per essere apprezzato dagli attuali sistemi audio). Ne esce un legittimo tributo a uno dei capolavori delle avventure grafiche, il miglior antipasto possibile alle nuove vicende del pirata Guybrush Threepwood pubblicate a puntate su PC e Wii sotto il nome di The Tales of Monkey Island.

Oltre all'avventura della Lucas film, Xbox Live Arcade nel corso dell'anno ha ospitato altri remake di classici del passato come il picchiaduro Marvel vs Capcom 2 (il quale ha superato in vendite Super Street Fighter II Turbo HD Remix) e Call of Duty Classic (riproposizione del primo capitolo dello sparatutto Infinity Ward, proprio a ridosso del lancio di Modern Warfare 2).

Per chi non si accontenta con il titolo Activision degli scenari bellici della Seconda Guerra Mondiale può sempre optare per Battlefield 1943 della svedese DICE, pubblicato da Electronic Arts: tale Live Arcade si fa fautore di una nuova idea di sparatutto online, facendo scontrare sino a 24 giocatori all'interno di sole tre arene. E' un prodotto che, come Warhawk, si nutre interamente della propria community online: solo quando si consumarono 43 mila uccisioni a livello globale, DICE sbloccò una nuova mappa di gioco.

Gli scenari bellici vengono adeguatamente sviscerati anche da Shadow Complex, sparatutto bidimensionale sviluppato dai ragazzi di Chair (Undertow) e prodotto da Epic. La complessità del level design lo avvicinano a esponenti del calibro di Super Metroid e Castlevania Simphony of the Night, mentre il motore grafico Unreal Engine 3 ne eleva lo spessore tecnico, facendo risaltare sino il più minuscolo dettaglio.

Azione ad alto livello è offerta anche da Trials HD, giochino di moto che ricorda Excite Bike per l'impostazione, ma si avvicina maggiormente a Pain per il gran numero di acrobazie (e relativi capitomboli), sottolineate da una grande cura posta nella fisica del gioco.