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E3 2017

Bethesda annuncia Wolfenstein 2 e The Evil Within 2: analisi conferenza E3 2017

Welcome to Bethesdaland! Il parco dei divertimenti Bethesda ha aperto i battenti il 12 giugno alle 06:00, con tante novità...

Bethesda - Analisi Conferenza

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Bethesda - Analisi Conferenza
Articolo a cura di
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Concerto, open bar e giostre al neon. Un parco giochi, perché Bethesda è così, vuole che la sua presenza alla fiera Losangelina non sia solo una semplice conferenza, o l'estratto conto dell'anno fiscale in chiusura, vuole piuttosto creare un evento. Uno show da ricordare (soprattutto per chi come noi ha avuto fortuna di esser presente lì ai Los Angeles Central Studios). E anche quest'anno ci è riuscita, riproponendo a grandi linee la sua formula già consolidata, ma ancora più raffinata e libera da pesi inutili. Quaranta minuti, una manciata in meno di quanto visto l'anno scorso, eppure stracolmi di annunci dal ritmo folle, senza sosta, guidati più da una presentazione video che da un anchorman. Pete Hines compare solo due volte, all'inizio e alla fine, giusto per un saluto, si lascia scappare qualche volgarità softcore, ma non si perde minimamente in chiacchiere autoreferenziali; lascia che siano i suoi titoli a parlare per lui.
Si inizia con il torneo di Quake Champions, con il suo montepremi da capogiro, poi The Elder's Scrolls Online e Morrowind, Legends, un DLC per Dishonored e poi due bombe in chiusura: The Evil Within 2 e l'imponente Wolfenstein: The New Colossus. C'è chi non ha apprezzato, sostenendo che si tratta per la maggior parti di giochi già visti, che il materiale era poco, già visto e che era necessario presentare qualcos'altro di nuovo, ma è davvero così? Secondo noi no, perché in fondo non c'è niente di male a voler dimostrare un certo attaccamento per i titoli già usciti, riempiendoli ancora di attenzioni, anche se questo significa fregarsene delle opinioni del pubblico. Anche se gli annunci bomba coprono solo il dieci per cento della conferenza. E poi non so voi, ma a mio avviso quel trailer di Wolfenstein sul finale poteva sorreggere da solo l'intera baracca.

Welcome to Bethesdaland

Il tema di quest'anno era proprio un parco giochi, un luna park costellato di tutti i titoli (che ormai non sono pochi) della mitologia Bethesda.

The Evil Within 2

Una valanga di informazioni, fra cui spicca perfino la VR, incarnata proprio da Doom VFR e Fallout VR, e perfino un accattivante trailer di Skyrim per Switch. La conferenza è stata indubbiamente una parabola ascendente con chiusura ad effetto, con un inizio forse un po' troppo "sonnicchiante" per il grande pubblico, ma di certo apprezzatissimo dai fan Bethesda. Il nuovo Creation Club, ad esempio, sembra aver riscosso parecchio successo fra la community, ed altro non è se non una piattaforma per la "regolamentazione" e condivisione delle mod più famose di Fallout 4 e Skyrim, risolvendo i fastidiosi problemi di compatibilità fra build. Legends sta nel mezzo, nel senso che grazie alla nuova espansione appena annunciata, chiamata Heroes of Skyrim, ed al supporto IOS e Android in arrivo, riesce a smovere comunque il pubblico, ma non è ancora abbastanza "pop" da catalizzare tutta l'attenzione che meriterebbe. Il ritmo comincia a crescere poco dopo con l'entrata in campo di Morrowind, l'espansione di The Elder's Scrolls Online, ma è con la presentazione del primo DLC di Dishonored 2 (Death of the Outsider) che scende il religioso silenzio: si tratta di una storia a parte, ove il giocatore impersonerà Billie Lurk, l'assassina pirata, che pare riuscirà a gettare -finalmente- luce sui misteri che avvolgono lo straniero, e chissà, forse perfino ad ucciderlo.
Se fin qui avevamo sempre avuto l'impressione che Bethesda ci sapesse fare con i trailer, un attimo dopo ne eravamo non solo convinti, ma quasi stupefatti. L'arrivo del visionario trailer di Evil Within 2, ancora una volta diretto dall'onorevole Mikami, scuote le fondamenta degli LA Central Studios. Tanta CG e poco gameplay, certo, ma un trailer deve innanzitutto essere spettacolare, e questo lo era di certo. Il Detective Castellanos sembra definitivamente catturato dalla spirale bianca della follia, e dopo soli 4 minuti di immagini al limite della psichedelia, l'audience tutta era catturata dall'hype.

Per quanto telefonato, poi, l'arrivo del lungo trailer del nuovo Wolfenstein 2: The New Colossus, ci ha comunque regalato una chiusura davvero sensazionale, consacrando così il titolo dei MachineGames a punta di diamante dell'attuale line-up Bethesda. Nonostante si tratti di un filmato che ibrida sequenze di gameplay con CG e live action, con un intento chiaramente dimostrativo, il risultato sia altamente cinematografico, godibilissimo, capace di gettarci immediatamente in un'atmosfera dark-pulp dai toni tanto surreali quanto comici. Un centro pieno, che si appresta a rubar la scena a gran parte degli FPS in circolazione, senza nemmeno chiedere il permesso. Brutale ed esagerato, esattamente quello che tutti volevamo, no?

Bethesda Lo showcase finisce così; l’agente Blazkowicz ci lascia in mano al concerto dei Newyorkesi ChainSmokers, che chiudono la serata a violenti colpi di dubstep. Checché se ne dica, è stato un grande show: ricco, veloce, variegato. Senza troppi fronzoli e spigliato nella forma, cosa che, se messa a confronto con le altre conference, garantisce un’identità ancor più riconoscibile a Bethesda che, in soli due anni, ha dimostrato di sapere benissimo dove vuole andare. Qualcuno si aspettava un nuovo Skyrim, certo, magari anche solo con un piccolo teaser, ma intanto e bene teniamo a mente che tutto quello che si è visto allo showcase arriverà entro fine 2017, e scusate se è poco. Per tutto il resto c’è il Quakecon.