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Speciale Beyond - Premiere

David Cage presenta a Parigi il suo videogame

speciale Beyond - Premiere
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Le premiere sono tutte uguali. Sul red carpet del cinema di turno si avvia l'andirivieni di registi ed attori che schizzano da una parte all'altra del corridoio di velluto rosso: prima si rivolgono alle masse di fan urlanti, stringono qualche mano e firmano autografi; poi alle telecamere disposte ordinatamente in una fila compostissima, per qualche chiacchiera di rito. Infine tocca ai fotografi. Quasi tutti dispensano grandi sorrisi.
E' una processione densa e cerimoniosa, scandita dai ritmi del marketing e dalla logica dell'apparire; da una cascata di flash e dalla turba di bodyguard operose e febbrili.
Ecco: la premiere di fronte al Grand Rex Theatre di Parigi potete immaginarvela così. Patinata, composta, “casual chic” (niente più radical, ormai). Solo che non era l'ennesimo blockbuster di Hollywood, quello che veniva presentato alla sala: era invece Beyond: Due Anime, ultima creatura videoludica di David Cage, che fin dal principio ha inseguito a perdifiato i tempi e le mode del grande cinema. Prima l'annuncio di Ellen Page e Willem Defoe come attori protagonisti, poi la presenza istituzionale al Tribeca Film Festival, adesso la conferenza stampa e la proiezione in anteprima nell'eccezionale Theatre parigino.
Il messaggio è lampante: Beyond non è un videogioco come gli altri. Il fatto che per farlo capire alla gente l'unica via sia stata quella di rapportarsi con l'ecosistema di un altro media la dice lunga sullo stato di salute della cultura videoludica globale; ma in fondo va bene così. Perchè Beyond ha in effetti molti tratti in comune coi film: il ruolo centrale dell'attorialità, il focus su una narrazione piena e fortemente emotiva, l'evidente semplicità con cui si riconosce “il tocco del regista”. Le “Due Anime” di Cage si proiettano poi su altre strade, ricercando un coinvolgimento significativo dell'utente, che viene strappato dall'ambito rassicurante della spettatorialità passiva, ed anzi è costantemente punzecchiato, messo di fronte a scelte difficili, oppure piane e regolari e apparentemente futili, ma in verità importantissime per scolpire una visione soggettiva dei personaggi e della storia. Non è solo la vicenda di Beyond ad essere malleabile, proteiforme: lo è anche Jodie Holmes, disperata e remissiva oppure determinata e vendicativa, a seconda di come la vuole chi stringe il pad.
Ecco: è proprio in questo sottile e costante rapporto con il giocatore che sta l'unicità esemplare del titolo. E poco male se non tutti sanno coglierne le implicazioni: Cage le declina ogni volta con la chiarezza precisa di chi ha una visione limpida e determinante, ed i suoi fan più convinti riconoscono tutte le specificità di un percorso creativo che va dall'anima “nomade” di Omikron (ancora sotto l'egida di Eidos) fino appunto a quelle di Beyond.

Se ci si pensa bene è proprio la personalità di David Cage quella che da sola “regge il gioco”. Dafoe e Page saranno pure volti noti, hanno speso molte energie professionali e comunicative e l'eccezionale risultato sarà presto sotto gli occhi di tutti. Ma nel corso della premiere il primo continua a raccontarci, incalzato dalle (noiose) domande del pubblico, quanto sia diverso recitare in “performance capture”, mentre la seconda se né sta a prendere gli applausi, col suo volto pulito e impassibile, senza accennare un sorriso in tutta la serata. Tanto che si fa fatica a crederle quando dice di esser così appagata, professionalmente, da questo modo di recitare scarno ed essenziale, in cui le scene si girano dall'inizio alla fine e senza punti di riferimento, facendo affidamento solo su chi ci sta di fronte e sul dialogo emotivo che con lui giocoforza si instaura.
Ecco: sono tutti molto intensi e affascinanti, gli interventi di queste “facce da copertina”; però dall'altra parte c'è Cage che apre il sipario e mostra alla platea, con una punta dello stesso orgoglio che provano i padri per i figli, il team di Quantic Dream al completo, in uno dei gesti più belli e significativi e rispettosi che ci sia mai capitato di vedere da quando bazzichiamo quest'industry.
E allora, facciamo che invece la premiere di Beyond ve la immaginate così: con una schiera interminabile di gente strana, che di essere chic se ne frega, e sfoggia magliette da nerd e baffi improbabili e cuffie gigantesche e colorate appese al collo, e sorride, di fronte alla sala stracolma di un cinema immenso, prendendosi tutti gli applausi che merita davvero.

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