Speciale Bioshock Press Tour

Everyeye è stato invitato ad un misterioso ed esclusivo Press Tour.

speciale Bioshock Press Tour
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Questo articolo non parla di videogiochi.
E' un antipasto leggero giusto per farvi sapere cosa vi aspetta; un pezzo che racconta brevemente di una città e di un Press Tour Esclusivo.
Questo articolo è scritto soltanto per farvi ingelosire un po' (voi, o la concorrenza). Perché in fondo, anche se dobbiamo quotidianamente confrontarci con le schizofrenie di un'industria piuttosto “nervosa”, anche se i rapporti con l'utenza tendono a complicarsi di tanto in tanto, anche se i ritmi della stampa Online richiedono “turni” massacranti, quello del Giornalista Videoludico può essere un bel mestiere. Uno di quelli da invidiare.
Chi scrive, in particolare, ha passato gli ultimi mesi rimbalzando fra le coste americane. Prima a San Francisco per la GDC, poi a Seattle per una review session. Ha perso il sonno in quel di Miami, e si è rilassato in uno dei più bei resort di Salt Lake City.
E adesso, d'un colpo, è venuta la volta di Santa Monica. A due passi da Los Angeles, battuta dalle onde dell'oceano pacifico.
Fra qualche settimana, con una folta delegazione di redattori, Everyeye tornerà proprio a Los Angeles, per offrirvi -come di consueto- il più approfondito e completo Coverage dell'Electronic Entertainment Expo (E3 per gli amici).
Ma questo Press Tour, con la roboante Kermesse losangelina, ha davvero poco da spartire. Perchè intanto qui non si corre, non si fatica. E poi la “Star” è solo una: ma di quelle da Standing Ovation!
Di quelle che sono pronte a lasciare una cicatrice sul volto pulito di questa Generazione.
Di più: quello che viene presentato in questa occasione è un gioco che rappresenterà uno dei più importanti lasciti del Game Design moderno, assieme ad una delle più entusiasmanti visioni artistiche messe in piedi negli ultimi anni.
Ma torniamo a noi. Perchè -vi avevamo avvertiti- questo articolo non parla di videogiochi.

Promenade Smoothie

La vita, sulla Main Street Promenade, non si ferma mai. La lunga fila di negozi d'ogni sorta, di ristoranti etnici e vetrine, di fast food e cadenti sale cinematografiche, sfocia nell'imponente shopping mall, che raccoglie i pellegrini dell'acquisto compulsivo, e le secchiate di turisti che ogni giorno si riversano in questo angolo di mondo.
I segni di una crisi economica che aveva lasciato qualche buco di troppo, qualche spazio vuoto poco elegante, cominciano a sparire, lentamente. Svoltando verso Ovest si raggiunge in un lampo la spiaggia, o la banchina, con la ruota panoramica e le luci al neon. Lungo il parco che costeggia Ocean Drive s'incontrano runner ad ogni ora del giorno e della notte. Sudati, ansimanti, solcano ossessivamente i sentieri di erba e cemento. Affacciandosi sullo strapiombo, si osserva una distesa di sabbia bianca, punteggiata dalla reti del Beach Volley. E' come il quadro di una società che vuole restare aggrappata al benessere fisico, al culto del Fitness, al misurato equilibrio fra carboidrati e proteine. Lasciarsi andare, lo sanno tutti, significa -probabilmente- perdersi. E dondolare gli adipi enormi con lentezza da pachiderma, intasati dal Junk Fook e abbandonati dalla Sanità a pagamento.
La linea dell'Outcast, del Misfit, è facile da attraversare.
Meno facile è tornare indietro. Negli spazi verdi ai margini della città si riuniscono i gruppi di supporto, disegnando i loro cerchi perfetti. E parlano a turno: dell'alcool, della violenza domestica, della droga, delle voglie irrefrenabili. Mentre gli scoiattoli scendono dalle palme incuriositi e le agavi fioriscono, spaccando la terra rocciosa delle scogliere. Mentre la Old Glory sventola sempre più convintamente, senza bisogno di ricorrenze e centocinquantenari.
Santa Monica, ma forse tutta la West Coast losangelina, è come il racconto di una società fatta di contraddizioni. Un frullato di prospettive, piaghe sociali e riscatto economico. Denso e proteico come quelli delle colazioni americane.

Got Milk?

Proprio con la colazione comincia ogni buon Press Tour. Quella del primo giorno -ormai è un rito rigorosissimo- deve metterti alla prova. Le salsiccette da English Breakfast sono superate: si passa direttamente alla bistecca, affiancata da un'insalatina (con Bacon) e da due uova sbattute.
E due Pancakes al limone, grazie (deliziosi).
Non che la sera prima ci fossimo fatti mancare qualcosa: Sushi e Tacos, in un'accoppiata comprensibile solo a chi traffica nei ristoranti Fusion della California.
Del resto, meglio prepararsi in anticipo, perchè il titolo che stiamo per vedere è davvero uno di quelli capaci di togliere l'appetito. E il sonno (come se già non ci avesse pensato il JetLag).
Basterebbe il pedigree del team di sviluppo, il nome del suo fondatore, per far venire un sussulto a tutti i videogiocatori di vecchia data. E anche a quelli più recenti, dal momento che l'ultimo lavoro della software house ha davvero rivoluzionato l'industria. La lunga pausa fra un titolo e l'altro, s'intenda, è pienamente giustificata dalla dimensione spaventosa di questo nuovo prodotto.
Capace forse di scrivere un altro pezzo di storia del videogioco. Fidatevi: non stiamo esagerando.

Demo Session

La presentazione dura appena dieci minuti. Ma chiediamo il bis. Perchè quello che ci proiettano addosso è un concentrato stracolmo di esaltazione videoludica. Sarà difficile spiegarlo a parole, lo sappiamo già: assistiamo alla Demo Session con i muscoli contratti, gli occhi sgranati. E' facile irretire i lettori con proclami e frasi fatte. Ma questo titolo ha davvero qualcosa di mai visto: una misurata follia, un eccedente sperimentalismo, e la forza senza tempo di alcuni ritratti sociali, che lo attraversano da cima a fondo.
Non siamo in preda a facili entusiasmi, ma nell'intima saletta che condividiamo con qualche giornalista europeo, la voce corre come un fremito, la domanda arriva come un sussulto: gioco dell'anno? (Di quale anno, poi?). Sarà forse irrazionale come i colpi di fulmine, gli amori improvvisi e gli acquazzoni primaverili, ma il dubbio ci coglie. Perchè abbiamo la certezza che nessun altro prodotto si è spinto così oltre.
Potete anche non fidarvi. Noi rientriamo in sala per la terza volta.

Bioshock Infinite Non dovrete aspettare molto per sapere qual'è il gioco di cui stiamo parlando. Uno dei primi giorni della prossima settimana, inaspettata, arriverà la rivelazione. E da quel momento in poi, ve lo assicuriamo, il vostro orizzonte d'attesa cambierà completamente. Non ci sarà Hype, ma un brulicante desiderio che martellerà la vostra coscienza di Gamer incalliti. Non vedrete altro. Non aspetterete altro. E allora ci darete ragione: questo articolo non parla di Videogiochi. Parla di Rivoluzioni.

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