Speciale Brink - Torneo Ufficiale

Resoconto dell'esperienza di Everyeye a Torneo Internazionale di Brink

speciale Brink - Torneo Ufficiale
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Una soleggiata Bromley Hill, nei sobborghi di Londra, è stata teatro dell''acerrima battaglia a colpi di mitragliatori durante il community event di Bethesda dedicato all'imminente Brink. Otto nazioni si sono scontrate per stabilire chi fosse il migliore, e il team di Everyeye ha avuto l'onore di tenere alto il nome dell'Italia contro le agguerritissime squadre avversarie. Non ci è stato dato modo di avvicinarci al podio, tuttavia i quattro match 4v4 ci hanno regalato momenti indimenticabili tra urla di esaltazione, scariche di adrenalina e sfottò, mentre, pad alla mano, cercavamo di capire quale fosse il modo giusto per hackare quel fatidico condotto di ventilazione che ha fermato i nostri sogni di gloria imperitura.

On The Brink

L'intensissima giornata all'insegna dei killing spree è iniziata di buon'ora con una luculliana colazione tutta British: bacon, uova strapazzate, toast, marmellata e una buona dose di caffeina, essenziale per mantenere la concentrazione. Giunti agli studi Splash Damage, luogo dove è stato interamente sviluppato Brink, abbiamo assistito a una breve presentazione del simpatico team di sviluppo inglese e degli studi che hanno dato i natali al nuovo FPS multiplayer. L'atmosfera decisamente informale ha riscaldato gli animi mentre veniva allestita la sala del torneo, dotata di 16 postazioni Xbox 360 con schermi ventotto pollici nuovi di pacca e ovviamente una copia del gioco ciascuna. Un altro caffè, un'aranciata, una sigaretta e dopo poco tutti i componenti dei team internazionali erano in trepidante attesa davanti al tavolino adibito all'estrazione dei gironi. Il fato ha giocato subito un tiro mancino per le prime due partite disputate in simultanea: Inghilterra contro Australia e Italia contro Francia. La platea si è subito accesa per questi match tra nazioni tradizionalmente antagoniste, ed è con questo spirito che Everyeye si è lanciata a testa bassa nell'impresa. Preso possesso delle postazioni abbiamo avuto 2 minuti per modificare i nostri personaggi: la classe, la stazza, il look, le abilità e le armi. Tra la miriade di opzioni disponibili abbiamo optato per un approccio classico, spartendoci uno per ciascuno le quattro classi di gioco, senza ben sapere cosa avremmo dovuto fare, prendendola con placida filosofia. Prima mappa: il team attaccante doveva far esplodere una porta blindata per accedere a un laboratorio e successivamente evacuare un membro dello staff il prima possibile, dato che il punteggio veniva calcolato in base al tempo residuo al completamento di entrambi gli obiettivi, proprio come nelle leghe professionali ESL (che spesso usano questa struttura chiamata "stop-watch" - 20 minuti per mappa, condivisi fra i due team che si alternano i ruoli in due partite). Al team difensore toccava ovviamente di impedirlo. L'inizio è stato traumatico: l'euforia si è impadronita di noi tutti mentre ci siamo lanciati ad armi spianate verso il nemico, senza stare troppo pensare sul da farsi. In men che non si dica ci siamo trovati con un obiettivo completato e un team francese a bocca aperta, anche se forse entrambe le squadre non avevano capito bene che cosa fosse successo (riteniamo che triturarli in due secondi abbia comunque aiutato). Secondo obiettivo: sedici minuti rimanenti. Pura tensione. Mentre l'ostaggio avanzava verso l'uscita (aiutato dalla pioggia di iniezioni del nostro medico), abbiamo cercato ancora di aggirare, sorprendere e sbaragliare il team francese, questa volta senza successo. Memori del bruciante primo round i nostri cugini d'oltralpe hanno finalmente sfoderato le unghie, impedendoci di fatto di portare l'ostaggio a destinazione per un soffio e dando luogo a un'acerrima battaglia per conquistare le postazioni sul tragitto, centimetro dopo centimetro. Con un pò di amaro in bocca è stata ricaricata la mappa: venti minuti con l'Italia in difesa. Ancora una volta ci siamo mostrati all'altezza, impedendo alla Francia di completare qualsiasi cosa grazie sempre al nostro agile medico, pronto a siringarci dalla testa ai piedi, al nostro fido ingegnere che ha piazzato torrette in posizioni davvero efficaci e ai nostri due pesanti e bruti macellai, che hanno accarezzato gli avversari con i loro guanti preferiti: Gatling e Lanciagranate. La soddisfazione era tanta ed eravamo caldi per un'altra dose di Brink. Ma avevamo sottovalutato la dea bendata, forse anche a causa della particolare esaltazione dopo il match francese, il quale ha subito assunto proporzioni leggendarie nei nostri cuori, grazie anche a commenti memorabili come quello del Lead Designer di Brink, che durante la partita ha esclamato: "State vincendo! L'Italia sta vicendo il primo match in assoluto di Brink!". In quattro ci siamo girati perplessi: "Davvero?". Il resto è storia.

Reactor, ovvero l'incubo fatto mappa

Il secondo avversario è stata l'Inghilterra, uscita vittoriosa contro l'Australia e composta da membri della redazione inglese di Eurogamer. Tronfi della buona prestazione contro i francesi, ci siamo subito fiondati sul server con le impostazioni di prima. Gli obiettivi della seconda mappa erano di hackare un condotto di ventilazione per fermarlo e accedere a una camera di sicurezza da far saltare. Il lancio della monetina volle l'Italia in difesa per prima. E' incredibile come sfidarsi su un gioco totalmente nuovo e dunque sconosciuto possa decidere le sorti dello scontro in pochi minuti. Piazzando le torrette in quelli che ci sembravano i punti giusti non ci siamo assolutamente accorti di un piccolissimo dettaglio: i condotti di ventilazione erano due: E come se non bastasse anche le porte da far saltare successivamente erano due. Anzi tutte le mappe di Brink con obiettivi simili hanno sempre due punti da difendere, peccato che nessuno ne sapesse ovviamente nulla e l'assenza di aiuti in-game sul radar a schermo ha sancito la parola fine alla prima parte del torneo italiano. La sconfitta è stata bruciante e fulminea, complice anche l'agguerritissimo team Inglese, veramente abile negli spazi chiusi in scontri sulla breve distanza. Giunto il momento per noi di attaccare, il segreto era ormai stato svelato e le torrette Inglesi erano ben piazzate anche sull'altro condotto, cosa che ha portato a una lunga ed estenuante situazione di stallo, sbloccata all'ultimo dal nostro abile hacker, ma troppo tardi per poter completare anche il secondo obiettivo. Ci ha consolato solo il fatto che l'Inghilterra è riuscita ad arrivare in finale eliminando il temibile team Benelux, dotato di giocatori davvero competitivi. Comunque l'ultima chance di Everyeye è stata disputata in seguito contro una Spagna che ha iniziato come un diesel: una sconfitta al primo turno e un'ottima progressione successiva nel Loser Bracket (il ramo degli sconfitti. Il vincitore di quest'ultimo avrebbe affrontato il vincitore del Winner Bracket nella finale vera e propria). Quando è stata sorteggiata come mappa Reactor, ci è venuto una specie di colpo apoplettico: ancora i dannati condotti di ventilazione! Abbiamo scelto subito di partire in attacco, cercando di sorprendere il team avversario. Tuttavia le carte a questo punto erano scoperte: i punti di accesso al terminale da hackare erano noti a tutti. Un altro logorante scontro sulla temuta mappa della sconfitta precedente ha messo a dura prova i nostri pur ben saldi nervi di gamer: nessuno dei due team, per 39 estenuanti minuti effettivi di gioco (quesi il tempo di due interi match), è riuscito a sfondare le difese ben piazzate di entrambi, nonostante i tentativi di "wall-in" in cui gli attaccanti cercavano di murarsi con le torrette dentro la sala stessa del terminale. Sicuramente lo stress dettato dal tempo di gioco e dalla batosta dell'ottimo team inglese ha determinato l'errore corale che ha permesso all'hacker spagnolo di completare l'impresa e portare a casa la vittoria a un solo minuto dalla fine. Se la vittoria fosse stata decisa ai punti forse il torneo avrebbe avuto un altro esito, ma l'ospitalità di Splash Damage e Bethesda, nonchè l'estrema sportività di tutti i team concorrenti, non ci ha impedito di celebrare i vincitori del torneo insieme a tutti, nell'accogliente buffet di fine serata, in cui i proiettili son stati sostituiti dalle ben più cordiali e goderecce birre e pietanze della verde Bromley.

Brink In una finale di rigore il team Australiano si è aggiudicato questo appassionante torneo di Brink, sconfiggendo l'Inghilterra in un match di rivincita a dispetto del primo esito della giornata. Curioso anche il fatto che persino la finale si è disputata sulla fatidica mappa Reactor e sia finita proprio come il nostro match contro la Spagna, con il team inglese a fare le nostre veci. In ogni caso Everyeye è riuscita a strappare un sesto posto in quel di Bromley Hill, vedendosi davanti a Germania e Francia dopo uno scontro for-fun contro il simpatico team Svedese, in cui entrambe le fazioni, tolto il peso della prestazione da torneo, si sono lanciate in scontri atipici cercando di usare armi ed equipaggiamenti non convenzionali, come un intero team composto da ingegneri (c'erano più torrette che giocatori). Una menzione speciale va al nostro quinto compagno di squadra, ovvero il bot Brennack (gran bel lavoro IA!) che si è inspiegabilmente aggiudicato il primo posto in assoluto, svettando sulla scoreboard con 10000 punti al termine del primo round. Infine un grazie di cuore all'ospitale Bethesda e a quei matti del team Splash Damage, veri appassionati di e-sport ed FPS, come non ne vedevamo da tempo. Appuntamento dunque a domani con la recensione di Everyeye.

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