Speciale Call of Duty Championship - Day One

Il primo giorno del campionato mondiale di COD vede la sconfitta del team italiano

speciale Call of Duty Championship - Day One
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si infrangono già ai Round Robin i sogni di gloria del team Sublime, unica franchigia italiana qui al Call of Duty Championship di Los Angeles. I ragazzi perdono tutti e tre gli incontri, e vedono così svanire la possibilità di accedere ai gironi conclusivi delle finali mondiali.
Sono un po' dispiaciuti e un po' rassegnati, perché competere coi team di paesi in cui la cultura dell'e-sport è ben più radicata è davvero una lotta impari. In verità il primo match, contro una squadra sudafricana che di sudafricano ha troppo poco (tre giocatori su quattro sono inglesi), è stato combattuto e bello intenso, persino emozionante da vedere. I Sublime hanno perso nella modalità Domination -vera e propria bestia nera per il quartetto nostrano- si sono rifatti sotto in Search & Destroy, ed hanno continuato a combattere perdendo per 3 a 2, dopo un match pareggiato e tenutissimo. Alla fine si sono lasciati prendere un po' dal nervosismo, con tanto di battibecco “de core” al termine della partita. Ecco, forse ai Sublime manca ancora un po' di self control, assieme alla costanza e a quel pizzico di distacco che ci si aspetta da atleti agonisti.
C'è da dire però che anche negli incontri con Strictly Business e Vitality Returns i nostri hanno vinto tutti i match Search & Destroy, “settore” in cui sono preparatissimi. Sostanzialmente perché si allenano solo in quello: “in Italia quasi tutti i tornei competitivi si giocano in quella modalità”, ci spiega Giorgio Calandrelli, team leader dei Sublime: “è difficile cambiare le cose e diffondere altri regolamenti invece quotatissimi nel panorama nazionale”.
E provare a prepararsi anche in Blitz e Domination, in previsione di queste finali, “davvero non ne vale la pena”: perché serve troppo tempo e soprattutto uno sponsor che garantisca la sicurezza economica per poterti allenare dalle otto alle dieci ore al giorno (questa è la media che tengono i giocatori professionisti).
Se c'è un rintocco malinconico che percorre la prima giornata di queste finali, insomma, non è tanto legato alla sconfitta del nostro team, quanto all'accettazione del profondo distacco che c'è fra le realtà italiane e quelle americane. In USA sull'e-sport si può investire, crederci, e gli stessi Strictly Business (nomen omen) hanno un manager, dei talent scout, e stipendi mensili che si aggirano attorno ai 4000 dollari. Senza contare i premi in caso di vittoria.
E' la struttura, il sistema, che manca nel Bel Paese: negli “States” anche dopo una buona carriera agonistica è possibile lavorare, darsi al coaching o all'organizzazione di tornei, fare un po' di numeri su Youtube. A noi invece tocca una scena fatta di comete e atleti insoddisfatti, ancora mortificati dalla litania del “ma trovati un lavoro”. Chissà se la gente si immagina che i primi classificati del COD Championship si porteranno a casa 400.000 dollari.


In tutto questo, infatti, risalta l'impegno di Activision, che non molla la presa. Nonostante il calo fisiologico della sua saga di punta (che ancora vende uno sproposito, non preoccupatevi), l'azienda promuove alla grande quella che è una delle più importanti competizioni e-sport al mondo: ineguagliata se ci limitiamo al settore degli sparatutto in prima persona. Dall'altra parte ci sono solo Starcraft II e League Of Legends che vanno così forte, e probabilmente perché le partite sono un po' più piacevoli da seguire. Per vedere gli scontri frenetici di Call of Duty, bisogna avere un bel po' di passione, e forse c'è ancora qualcosa da cambiare in termini di strumenti per il broadcasting. Ma già a partire da Black Ops II i team di sviluppo hanno i primi passi in avanti, e Ghosts funziona bene da questo punto di vista: si vedrà come andranno le cose con il prossimo COD di Sledgehammer.
Nel frattempo, se vi va, date un'occhiata ai match, disponili in live streaming per tutto il weekend (il player è in calce). Senza le killstreak e con tempi di respawn estesi, sembra davvero di vedere tutto un altro FPS. Magari potreste (ri?)appassionarvi al multiplayer targato Infinity Ward: nel caso fate un salto sul canale di Giorgio, Pow3R TV.