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Call of Duty Infinite Warfare: Analisi tecnica della versione PC

Il titolo di Infinity Ward approda su PC senza stravolgere le meccaniche della serie, e con un piccolo giallo legato ai server.

speciale Call of Duty Infinite Warfare: Analisi tecnica della versione PC
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Dopo Battlefield 1 e Titanfall 2, anche Call of Duty Infinite Warfare si è buttato nel calderone degli sparatutto online, davvero ricco di alternative in questa parte finale dell'anno. La lotta tra i tre caratterizzerà le settimane che ci avvicinano al Natale, periodo d'oro per il settore videoludico, ma nonostante dei buoni spunti il titolo Infinity Ward sembra avere qualcosa in meno rispetto ai concorrenti, come evidenziato nella nostra recensione. Di certo, Battlefield 1 si è dimostrato il titolo con il maggior potenziale, inoltre lo scenario bellico scelto riesce a diversificarlo meglio rispetto ai due rivali, che si contendono lo scettro di miglior sparatutto ad ambientazione fantascientifica dell'ultimo periodo. Titanfall 2 e Infinite Warfare rimangono tuttavia titoli molto diversi, che su PC offrono un comparto tecnico più che discreto anche se non a livello del capolavoro di DICE. Diamo dunque uno sguardo alle prestazioni della versione PC dell'ultimo Call of Duty, per capire punti forti e debolezze della produzione di Infinity Ward.

Requisiti di sistema e benchmark

Call of Duty Infinite Warfare, Battlefiled 1 e Titanfall 2 sono accomunati da engine grafici ampiamente configurabili e gestibili anche dalle configurazioni più datate. Nel caso del titolo Infinity Ward la scalabilità è garantita grazie a un livello grafico di buon livello anche se inferiore al titolo DICE, piazzandosi però al di sopra di Titanfall 2 in quanto a qualità generale. La sensazione, con il nuovo Call of Duty, è quella di trovarsi di fronte a un pacchetto molto ben confezionato, ma che una volta privato degli effetti di post processing mostra tutti i limiti del motore di gioco, che ha ormai diversi anni sulle spalle, nonostante gli aggiornamenti continui del team di sviluppo. Ad ogni modo, Call of Duty è uno sparatutto con una componente multiplayer assolutamente centrale nella sua offerta videoludica, per cui un frame rate elevato è essenziale per mostrare un'esperienza di gioco ai massimi livelli. Fortunatamente, non serve un PC all'ultimo grido per farlo funzionare a dovere.
La configurazione base consigliata dagli sviluppatori comprende un processore Intel i3-3225, 8 GB di RAM e una GPU NVIDIA GeForce GTX 660 o una AMD Radeon HD 7850, entrambe con 2 GB di RAM, oltre a 70 GB di spazio su disco. Le richieste in termini di storage sono molto elevate, attenzione quindi se volete installare il gioco su SSD. I benchmark che abbiamo effettuato sono stati fatti con PC composto da un processore Intel i7 6700K, GPU MSI GTX 1080 Gaming X 8G con 8 GB di RAM GDDR5X, scheda madre MSI Gaming Z170A Gaming M5, 16 GB di RAM DDR4 G.Skill Ripjaws V a 2400 MHz e SSD Samsung 850 EVO da 256 GB. Come nel caso di altri titoli marcatamente multiplayer, il nostro obbiettivo è raggiungere i 60 fps stabili in 4K con la configurazione di prova. Obbiettivo centrato appieno, visto che in UHD abbiamo rilevato 62 fps medi, con un picco basso di 54 e alto di 73 frame al secondo. Call of Duty riesce meglio dei concorrenti a gestire il 4K, che davvero di rado è sceso al di sotto del nostro target durante le prove. Un dato di questo tipo lascia intendere prestazioni eccellenti anche in QHD e in Full HD, che sono confermate anche dai benchmark. A una risoluzione di 2560x1440 Infinite Warfare tocca quota 87 frame al secondo medi, con un massimo di 118 e un minimo di 68, mentre a 1920x1080 si sale a 114 fps medi, con picco basso di 47 e massimo di 127 fps. Considerate le prestazioni in 4K ci saremo aspettati qualcosina di più alle risoluzioni più basse, ma i valori rimangono comunque molto elevati. Viste le prestazioni ottenute con la nostra configurazione di prova, non dovrebbe essere difficile gestire il tutto con una GPU di fascia media, come la RX 480 di AMD o la GTX 1060 di NVIDIA, in QHD sopra i 60 fps. Giocando un po' con le impostazioni invece, i requisiti calano vistosamente tanto che in Full HD una RX 460 o una GTX 1050 sono più che sufficienti per apprezzare il titolo, anche se i 60 fps fissi rimangono un miraggio per queste GPU. Nonostante i numerosi parametri di configurazione grafica, gli unici che hanno un impatto importante sulle prestazioni sono la qualità delle texture e il livello di anti-aliasing. Se volete spremere qualche frame in più meglio puntare direttamente a diminuire questi valori, altrimenti il rischio è quello di guadagnare solo una manciata di fps.

Buon colpo d'occhio, ma attenzione ai server

Come abbiamo anticipato, Call of Duty Infinite Warfare offre una resa grafica di buon livello su PC, senza però mai impressionare davvero. I limiti dell'IW Engine sono ormai palesi e vanno da una distruttibilità ambientale nulla a texture non sempre all'altezza, anche con le impostazioni al massimo. Nonostante questo, gli sviluppatori sono stati molto bravi a tirare fuori il meglio possibile. Fumo ed effetti di luce hanno un'ottima resa, mentre la realizzazione dei modelli dei personaggi principali spicca per qualità, meno invece quella dei nemici comuni, abbastanza anonimi e con dettagli meno curati. Ottime le cutscene realizzate con il motore del gioco, che grazie a un blur accentuato e al taglio cinematografico portano il livello generale della grafica a vette superiori rispetto a quelle visibili in-game. Basta guardare il modello di Kit Harington per capire il buon lavoro svolto sotto questo aspetto, che non si riscontra purtroppo nelle animazioni, un po' legnose per gli standard attuali. Bisogna dire che il colpo d'occhio varia molto anche in base all'ambiente.

Esemplare, in questo senso, la parte iniziale, ambientata su un pianeta ghiacciato: con i personaggi in campo aperto la resa generale perde molto, mentre all'interno delle strutture, e in generale negli ambienti senza un campo visivo ampio, il colpo d'occhio è migliore. Non sempre però gli ambienti aperti vengono penalizzati dall'engine di gioco, che regala anche immagini dal forte impatto visivo, a conferma di un comparto grafico riuscito ma altalenante nella qualità.
Osservando gli screenshot comparativi qui sotto, si nota come il livello massimo di dettaglio e quello minimo non siano poi così differenti. Sia chiaro, impostando tutti i parametri al minimo si ritorna indietro di qualche anno a livello grafico, ma nell'ottica di un utilizzo prettamente online la perdita non è così rilevante, una buona notizia per chi non possiede una GPU potente.

Impostazioni grafiche al massimo

Impostazioni grafiche al minimo

Come sempre, la differenza più grande la fanno le texture: osservando la canna del fucile o il manto stradale si nota come, con i settaggi al minimo tutto, tutto diventi più slavato e privo di dettaglio. Altro elemento che influisce in modo marcato sulla qualità grafica sono le tesselation, che una volta disattivate rendono il mondo di gioco più piatto, anche se non siamo ai livelli raggiunti da Battlefield 1, dove questo effetto è portato all'estremo, regalando paesaggi decisamente più credibili. Da notare anche come l'aliasing diventi davvero marcato in assenza di tecniche per limitarlo, sporcando la scena e riducendo il livello di realismo dell'immagine.
Mettendo da parte la grafica, prima di passare al commento finale non possiamo non fare un appunto sulla gestione dei server di gioco, che lascerà uno strascico di polemiche non di poco conto. Il titolo è infatti disponibile sia su Steam che su Windows Store, ma le due versioni sfruttano server completamente differenti, impedendo ai giocatori delle due piattaforme di combattere gli uni contro gli altri. Considerato che la componente multiplayer è la parte centrale del titolo, allora l'acquisto su Steam diventa obbligato, visto che gode di una base utenti molto più ricca rispetto allo store Microsoft. I motivi di questa scelta non sono noti, ma in un periodo in cui Microsoft sta spingendo per unificare le proprie piattaforme di gioco, la vicenda appare alquanto strana. Lapidario il commento di Redmond, che citiamo in inglese per evitare qualsiasi fraintendimento linguistico: "We support cross-play between devices and platforms for partners who want to enable it". La scelta di dividere le due piattaforme sembra essere stata presa da Activision dunque, che ha di fatto distrutto ogni speranza di successo per la versione in vendita sul Windows Store prima ancora del suo arrivo ufficiale.

Call of Duty Infinite Warfare Call of Duty Infinite Warfare eredita un comparto grafico di buon livello su console e lo migliora solo parzialmente su PC, offrendo comunque un’esperienza visiva discreta. L’IW Engine sembra ormai arrivato all’apice del suo sviluppo, e la nostra speranza è che una serie importante come Call of Duty possa, il prossimo anno, fregiarsi di un comparto tecnico che pareggi almeno la concorrenza, visto che Battlefield 1 ha alzato gli standard del genere a un livello inarrivabile per tutte le altre produzioni. A prescindere dalla grafica, rimane l’amaro in bocca per la gestione dei server di gioco, che penalizzerà il Windows Store in favore di Steam. Dividere il gaming su PC in base alle piattaforme è una strada molto pericolosa, che se presa anche da altri produttori potrebbe portare a risultati a dir poco catastrofici per gli utenti. In un periodo in cui Microsoft sta facendo di tutto per eliminare le differenze tra PC e console, quanto avvenuto con Call of Duty Infinite Warfare non è solo anacronistico, ma anche estremamente dannoso per il gaming su PC, da sempre unificato e privo di limitazioni.