(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Adesso online

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Captivate

Speciale Captivate 11

Un corposo riassunto sull'evento di Miami

Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La scorsa settimana, il 6 ed il 7 Aprile, si è tenuto in quel di Miami l'annuale Showcase di Capcom.
L'evento, inutile dirlo, è stato decisamente "accaptivante". A partire ovviamente dalla location, selezionata con cura per coccolare i molti giornalisti accorsi da ogni parte del globo.
South Beach, del resto, è un delirio colorato di palme e di sole, costantemente sormontata dalla limpidezza scostante del cielo, e bagnata da un mare azzurro come pochi. I lunghi chilometri di spiaggia che costeggiano le passeggiate esibiscono con orgoglio il loro candore, mentre il sottofondo gorgogliante di Surfer e ParaSailor compie -instancabile- le sue danze marittime. L'afa mefistofelica viene sobillata dall'umidità opprimente. Che ti si appiccica sulla pelle, mentre cammini sulla passeggiata di Lincoln Street, zeppa di locali e spacconi italiani, di ritmi latini e negozi pieni di scarpe e lustrini. Anche i manichini sono prosperosi oltre misura, a Miami, rinfacciandoti la plastica dura delle loro tette mastodontiche.
Nel mezzo di questa "riviera esagerata", il Gansevoort Hotel accoglie i reporter con le sue suite scintillanti. Immersi in un vortice di aria condizionata, schizziamo da una stanza all'altra per assistere alle presentazioni ufficiali, mentre di tanto in tanto un salto nell'arcade room allestita per l'occasione ci permette di allentare la tensione con una partita a Street Fighter Arcade Edition.
La sera, il team di PR internazionali ci concede qualche serata davvero deliziosa. Immersi prima nelle squisitezze orientali di Philippe Chow, fra cascate di ravioli e spaghetti croccanti, e poi accarezzati dalla brezza sul Rooftop dell'Hotel, sormontati da cibo messicano e sigari, e free drinks. Dura la vita del giornalista.

Strategie

Al di là di tutto, il profilo dell'evento. Quando Capcom si muove bisogna sempre aspettarsi grandi cose. La sua Line-Up, fatta di brand storici e conturbanti novità, solletica il palato di stampa specializzata e pubblico, e le aspettative per questo Captivate 2011 erano davvero altissime. In verità, bisogna dire che l'impatto mediatico dello Showcase avrebbe potuto essere immensamente maggiore.
Sarebbe bastato davvero poco; appena due titoli di grande richiamo: Devil May Cry e Monster Hunter.
Per quanto riguarda il primo, avremmo volentieri scacciato i dubbi che aleggiano sul nuovo look di Dante, magari saggiando (o anche solo adocchiando) il combat system che dovrà necessariamente differenziarsi da quello flebilissimo dell'ultimo lavoro di Ninja Theory. La software house occidentale deve confrontarsi con un'IP dal rilievo notevole (possiamo dire senza timor di smentita che il primo Devil May Cry ha scritto il canone dell'Action Game tridimensionale), e non dovrà commettere passi falsi. Ma forse la discreta vicinanza di Enslaved non ha permesso ai lavori di precedere spediti come avremmo voluto: l'appuntamento è rinviato all'E3. O prima?
Sull'esistenza di un Monster Hunter per 3DS, invece, non si anno ancora conferme ufficiali. Ma le voci si sono rincorse per il Web, fino a profilare come possibile data d'uscita un Novembre 2011 che si avvicina pericolosamente. Che Capcom stia sviluppando il titolo pare inevitabile, visto il successo che la console Nintendo riscuoterà in Giappone, e le pressioni di una fanbase pesantissima e popolosa. E allora perchè tacere? Forse l'assenza dell'annuncio si spiega con la volontà da parte di Capcom di strutturare un evento adeguato soprattutto ad irretire il pubblico occidentale.
Su 7 giochi presentati, soltanto l'imminente Mercenaries 3D è pensato per il mercato Handheld, e tutti gli altri sono pronti a spopolare sulle macchine HD che di fatto trainano il mercato nordamericano ed europeo. Un mercato a cui Capcom sta guardando con interesse sempre maggiore: basti pensare proprio all'apertura dello studio di Vancouver, o alla stretta collaborazione con SixSlantGames che ha portato alla creazione di Operation Raccoon City.
E Capcom non è l'unica azienda nipponica che, per aggirare in qualche modo la crisi creativa e produttiva che sembra aver investito il paese del Sol Levante, si affretta a costruire i ponti (commerciali e mediatici) con le realtà più affermate del vecchio e del nuovo continente.
Questo Captivate, dunque, ci sembra proprio uno dei "pilastri mediatici" che sorreggono la strategia "di conquista".
Certo, se i nomi di cui sopra fossero apparsi almeno nelle dichiarazioni dei producer, o di sfuggita in qualche intervista, magari ad accompagnare dei teaser trailer di progetti appena nominati (legati al brand Phoenix Wright, ad esempio), o la prova diretta di Resident Evil: Revelations, allora ci saremmo trovati di fronte ad un evento davvero storico.
Anche così com'è stato organizzato, in ogni caso, il Captivate si è dimostrato uno showcase solido e piacevole. Il fascino rigoroso della line-up, e la sua discreta mobilità (fra nuove IP quantomeno interessanti e brand storici che puntano a riaffermare il loro dominio) ci ha accompagnato in una due giorni che stabilisce una volta per tutte il buono stato di salute dell'azienda. Se doveste avere qualche dubbio, vi basta leggere i nostri articoli, che trovate raccolti assieme ai trailer ed alle notizie, nella pagina evento dedicata. Ma per i più pigri, crediamo sia opportuno un piccolo riassunto.

Line Up

Cominciamo dai tre titoli più interessanti della line-up. E per onorare l'impegno di una software house che di fatto ha rilanciato il genere dei picchiaduro, aprendogli la strada del mass market moderno, citiamo per primo Street Fighter X Tekken. Il prodotto ci ha colpito positivamente, nel corso delle lunghe demo session. Lodevole è anzitutto la volontà di differenziarsi dal capitolo principale della saga: gli scontri in coppia (Tag) e la gestione delle Super più classica sono le prime avvisaglie che il titolo, pur mantenendosi nel solco della tradizione, vuole proporre qualcosa di alternativo a Super Street Fighter IV. Ma quello che colpisce è il grande lavoro di adattamento e design che ha permesso di incastrare perfettamente i personaggi della serie Tekken nel gameplay tipico di Street Fighter. Fedelissime le mosse proposte per i quattro personaggi presentati, adagiate in maniera egregia sui sei tasti d'attacco e fra le mezzelune rapidissime. Nutriamo molti più dubbi sulle capacitò di riuscire del cross over firmato Namco-Bandai. Restiamo in attesa di sapere quali personaggi finiranno nel roster della versione completa.
Sempre rimanendo in tema, al Captivate 2011 è stata annunciata ufficialmente l'uscita di Super Street Fighter IV Arcade Edition per console e, udite udite, Personal Computer (dopo le molte promesse di Ono). Sul titolo ovviamente c'è poco da dire: migliorato il bilanciamento dei personaggi e l'infrastruttura online, l'Arcade Edition proporrà due interessanti (flip) characters, più la coppia di combattenti "Tier 1" che già impazza nelle sale giochi giapponesi. Opportuna la strategia di commercializzazione: DLC per chi già possiede Super Street Fighter IV, retail version per i neofiti, e aggiornamento gratuito per universalizzare il matchmaking e non dividere la community.
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Dopo l'annuncio-shock di qualche settimana fa, Resident Evil: Operation Raccoon City si è addirittura lasciato giocare in quel di Miami. Il titolo, lo sappiamo, scontenterà la Fan Base più risoluta: quella che chiede un vero survival horror dai tempi del quarto capitolo. Purtroppo, gli amanti del brivido videoludico dovranno attendere ancora un po': lo spin-off messo in piedi da Capcom e SixSlantGames è di fatti un third person shooter veloce e caciarone. La formula di gioco, se si ha la forza di guardarla senza pregiudizi, funziona. Ad una campagna cooperativa in cui le abilità di quattro giocatori dovranno combinarsi per uscire dalle situazioni più complesse, si aggiunge un multiplayer competitivo a squadre, con qualche trovata più che interessante. Il fatto che nelle arene orde di zombie e hunter mettano i bastoni fra le ruote ad entrambi i team, ad esempio, aggiunge pepe alla formula. Sovrabbondanti inoltre gli elementi dell'iconografica del Resident Evil classico: un po' di fan service che non fa mai male.
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Uno dei nuovi titoli presentati al Captivate è stato Dragon's Dogma. Si tratta di un Action RPG fantasy, che mescola elementi di Monster Hunter con contaminazioni artistiche che arrivano direttamente da Demon's Souls. Nel gioco ci muoveremo sempre affiancati da un team di guerrieri e maghi controllato dalla CPU, cercando di esplorare l'Open World costruito dagli sviluppatori alla ricerca di quest e mostri da abbattere. Collaborare con i compagni, gestiti da un'IA reattiva, sarà indispensabile per avere la meglio sugli enormi mostri che si aggirano nelle pianure. Tutti avranno delle complesse routine comportamentali, se vogliamo più interessanti di quelle delle viverne di MH. Ancora nessuna informazione sul multiplayer. Un progetto interessante, una nuova IP che accogliamo con estremo favore, nonostante un character design un po' banale.
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Presentato al TGS e poi sparito dai radar, Asura's Wrath torna a far parlare di se. Il titolo sarà un action game piuttosto variegato (stando alle dichiarazioni del team di sviluppo), ma la presentazione del Captivate, piuttosto che sul sistema di combattimento (visto appena per qualche secondo), si è concentrata sulle spettacolari sequenze attraverso cui procederà la storia. In un miscuglio eterogeneo fra il gameplay di Sin & Punishment e i classici Quick Time Event, il combattimento con un boss dalle proporzioni esagerate si è rivelato immersivo e spettacolare. Ancora pochi elementi per giudicare, ma di certo quello che esalta è il comparto stilistico sopra le righe, che mescola vari elementi della cultura e dell'iconografica orientale in un tripudio di bellezza scenica. Meno pulito il colpo d'occhio a livello tecnico, ma c'è il tempo per ottimizzare.
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Il secondo annuncio esclusivo dell'evento è stato quello di Dead Rising 2: Off The Record. Fin dal titolo è chiaro l'intento di questo prodotto: Off The Record vuole essere in tutto e per tutto un secondo capitolo alternativo di un brand che ha popolose schiere di fan. Dimenticata la tragedia intima e personale di Chuck Greene, torna Frank West, vero e proprio idolo delle folle. E porta a Fortune City il suo carattere esagerato, ed il gameplay che ha caratterizzato il primo capitolo di Dead Rising, tutto basato sull'alternanza fra scatti fotografici e sonore mazzate. Attenti a non farvi ingannare. Off The Record non sarà un DLC, un'espansione: avrà invece una storia inedita, nuove locazioni da esplorare e una modalità online che, sebbene sia avvolta dal più stretto riserbo, è stata additata come "la più importante aggiunta alla saga". Staremo a vedere.
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Citiamo infine Resident Evil Mercenaries 3D, unico esponente della line up portatile di Capcom. Il titolo, già visto in altre occasioni, ha confermato le impressioni esposte in precedenza: uno shooter disimpegnato, adatto a quick play per riempire i tempi morti della giornata. L'annuncio che la demo di Resident Evil Revelations sarà inclusa nella cartuccia infiammerà gli animi degli appassionati.
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Captivate 11 Torniamo a casa abbastanza soddisfatti. Inutile nascondere che grandi annunci e novità esorbitanti non sono arrivati. E' mancato forse lo shock delle grandi press conference, l'effetto “mascella aperta”. Ma non certo la qualità e la solidità della line-up. Capcom ha infatti dimostrato di essere un'azienda attenta alle esigenze dei fan e capace di riassestarsi per modificare le proprie strategie produttive. Quella che è da molti additata come una casa fin troppo conservatrice e tradizionalista, ha invece rivendicato il coraggio di misurarsi con nuove IP: Asura's Wrath e Dragon's Dogma sono lì a testimoniarlo. Inoltre, sembra proprio che il colosso giapponese abbia capito che spostare parte delle energie produttive sull'America è diventata una necessità. I lavori affidati a Capcom Vancouver (Off the Record, un titolo pensato per i fan e modellato sulle loro richieste) e Six Slant Games ci sembrano un giusto compromesso fra contenimento dei rischi e volontà di incontrare i gusti di un pubblico ampio. Del resto, proprio quell'Operation Raccoon City che ha destato lo sdegno dei passionisti dell'Horror, ha la sua ragion d'essere: soprattutto perchè avere un brand forte alle spalle, ed un'iconografia affermata come quella di Resident Evil, è una delle poche opportunità che i Third Person Shooter hanno di uscire dalla mediocrità che l'abuso del genere gli ha imposto. Infine, forse è proprio Street Fighter X Tekken la star dell'evento. Solido, accattivante, e con un carattere diverso rispetto a quello dell'ultimo capitolo della serie principale, ci ha magnetizzato per lunghe ore. Ricordate comunque che questo Captivate è solo un assaggio. L'enormità dei nomi che spuntano all'orizzonte produrrà di certo un'E3 scoppiettante. Restate quindi con noi, per i miglior coverage del web.