Speciale Che succede a THQ?

I guai finanziari, l'ondata di licenziamenti, illustri cancellazioni. Dove ha sbagliato THQ e come può rimediare?

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Jason Rubin ha un piano. In quanto fondatore di Naughty Dog dovrebbe conoscere un paio di trucchetti per risollevare il publisher THQ funestato da licenziamenti, cancellazioni e dissesti finanziari. L'arroganza di Danny Bilson e dei suoi magheggi finanziari sembrano essere ormai un lontano ricordo, anche se Rubin è Presidente della compagnia solo da fine Maggio: negli ultimi mesi è riuscito a malapena a visitare le sussidiarie in America ed Europa, parlare con i game designer, visionare l'andamento dei progetti attesi per l'anno prossimo e quello dopo ancora. Tanto tempo negli aeroporti internazionali, poco in ufficio: il neo-presidente non dispone attualmente della panacea capace di curare tutti i mali di una software vittima della troppa ambizione, ma conosce da vicino quello che più conta in una società che pubblica e distribuisce videogiochi.
I videogiochi stessi.
E THQ ha disperato bisogno del suo fiuto per esperienze interattive capaci di assecondare e sorprendere il pubblico.

Portafoglio bucato

I problemi per THQ sono cominciati nel momento in cui la società ha iniziato a comportarsi come l'Electronic Arts o l'Activision della situazione. Tempi di sviluppo superiori all'anno, budget pericolosamente alti, quindi aspettative di vendita gonfiate oltre ragione. E i tie-in per battere cassa e appianare gli investimenti; nessun social game o divisione mobile, casual game ridotti al minimo (praticamente la sola tavoletta grafica uDraw).
Un modello di business poco lungimirante, cucito attorno a rischiosi investimenti a lungo termine e speranze di annualizzazione dei franchise. Se EA ha FIFA, Madden, NHL capaci di fornire una relativa sicurezza economica all'etichetta EA Sport e Activision si fa bella con i macina-record Call of Duty, Skylanders e World of Warcraft, THQ poteva contare sui soli franchise WWE e UFC, serie circoscritte all'ambito picchiaduristico e al pubblico americano. Anche il tentativo di costruire un filone videoludico parallelo alla passione modellistica di Warhammer 40000 non ha dato i suoi frutti: la qualità altalenante, la discrepanza di generi (RTS, FPS o action) e l'effimera distribuzione su più piattaforme hanno minato l'ambizione di gettare le basi per un franchise con almeno un capitolo l'anno.
La decisione di ridurre sensibilmente il numero di giochi su licenza è arrivata a Gennaio 2012. Troppo tardi perchè i poco oculati investimenti degli anni precedenti mettessero a dura prova le finanze della compagnia? Delle varie iterazioni annuali è rimasto la sola WWE, capace di rinnovarsi discretamente con l'edizione 2012, mentre il brand UFC (e relativo studio con base a San Diego) sono migrati verso Electronic Arts e Warhammer ha subito una battuta d'arresto dopo la non esaltante performance di Space Marine.
Peccato solo che nel frattempo la strategia di puntare su titoli tripla A dai budget milionari non è stata assecondata dal pubblico causando un ulteriore emorragia finanziaria.
Homefront è l'esempio più lampante: un FPS alla Call of Duty, ma capace di dire la propria attraverso un'ambientazione "urbana" e un conflitto ben più futuribile della terza guerra mondiale inscenata da Modern Warfare 3. Nonostante abbia venduto un discreto gruzzolo, i fan del genere hanno storto il naso di fronte ad una durata sotto le 6 ore e la presenza di solamente due teatri di guerra (la provincia americana e San Francisco). Impossibile comunque fermare il circolo vizioso: recensioni perlopiù negative, poche copie vendute al day one, server deserti, nessun passaparola,... Un sequel è già stato ordinato, ma non se ne occuperà Kaos Studios (che nel frattempo ha chiuso i battenti), bensì Crytek.
Meglio di Homefront hanno senz'altro fatto Metro 2033 e sopratutto Saints Row The Third. Quest'ultimo ha fatto della volgarità e dei riferimenti sessuali la chiave di volta per invogliare il consumatore medio a cimentarsi nel free roaming: chi lo ha giocato dice che sia divertente ed è assai probabile che abbia scaricato i ben fatti DLC, ma nonostante un quarto episodio sia già in sviluppo, Rubin ha dichiarato sprezzante che sarà l'ultimo della serie. Videogiochi di tale risma non fanno bene all'immagine della compagnia, ora impegnata a riacquistare la "fiducia" di investitori e azionisti.
Veniamo quindi alla agli ultimi mesi di THQ. Mentre ai piani alti si facevano telefonate e negoziazioni per trovare un nuovo Presidente, mentre l'ufficio del personale procedeva a tagli dell'organico da due/tre cifre, il NASDAQ metteva la pulce nell'orecchio agli stakeholder mettendoli in guardia circa la possibile cancellazione del titolo dal listino finanziario. Rimanere nell'indice affaristico tecnologico è divenuto un obiettivo di fondamentale importanza, tant'è che a Luglio si è deciso per un deprezzamento dei valori azionari.
Magheggi finanziari che hanno ben poco di trasparente, operazioni finanziarie per appianare i debiti e accontentare gli azionisti, ma dimentiche dei veri destinatari dei loro investimenti: i consumatori o meglio i videogiocatori.


See you next year!

THQ, però, non si crea falsi miti: incassa il buon risultato di Darksiders 2 sperando in una buona accoglienza anche della versione Wii U e per il resto dell'anno conta sulla licenza WWE. Almeno negli States.
Per quanto riguarda Jason Rubin, beh, già guarda agli inizi del 2013, quando la compagnia in concorrenza spietata con titoloni del calibro di Tomb Raider, The Last of Us, Dead Space 3, pubblicherà qualche chicca per cui ha già iniziato una martellante campagna marketing. Ci sono due seguiti interessantissimi del calibro di Metro: Last Light e Company of Heroes 2, dei quali potete tranquillamente sgranocchiarvi le anteprime pubblicate negli ultimi mesi. C'è una sola nuova IP dopo che l'Insane di Guillermo del Toro e Devil's Third di Itagaki sono stati bocciati; si tratta di South Park: The Stick of Truth, RPG bidimensionale di Obsidian i cui primi momenti di gioco hanno suscitato in noi grasse risate!

THQ Ce la farà THQ a risollevarsi dai suoi guai finanziari? Riuscirà a trovare un equilibrio tra la sua ambizione e la sostenibilità economica? Darksiders II è stato il gioco più venduto negli Stati Uniti ad Agosto, ma sembra che gli introiti non siano riusciti a coprire interamente i costi di sviluppo: dove sta l'errore? Nelle folle spese richieste oggigiorno da un tripla A? Nella non proficua collocazione temporale della release date? Nelle falle del sistema di distribuzione internazionale? Insomma: Jason Rubin deve affrontare una situazione tutt'altro che facile. Razionalizzare il personale attraverso infelici licenziamenti, individuare progetti validi qualitativamente e assegnare loro il giusto budget. Grazie al distributore italiano Koch Media, THQ sarà presente a Lucca Comics & Games con quattro postazioni di WWE 13 e una preview di South Park The Stick of Truth. Solo nel 2013, però, sapremo se il publisher statunitense saprà colmare il proprio gap economico e mantenersi in vita...