Cinque emozioni che non proveremo con il Super Nintendo Classic Mini

Io e il mio SNES originale datato 1991 vi spieghiamo quello che il retrogaming non potrà mai ricreare...

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Non sono riuscito a prenotare un Super NES Classic, la versione mini della storica console del 1991, recentemente ripubblicata da Nintendo in edizione limitata. Me lo hanno impedito i bot-bagarini e futuri strozzini di eBay, oltre a tutti quelli che mi hanno anticipato con le notifiche degli e-shop e si sono accaparrati le poche copie in pre-order, rompendo sia Nintendo che l'Internet. Per me non ce ne sono. Questo vuol dire che non potrò pavoneggiarmi con foto in cui faccio confronti visivi tra il gadget e la vera console del 1991. E tra l'altro non potrò giocare a StarFox 2, l'unico gioco inedito tra i 21 che saranno pre-caricati sullo SNES Mini. Doveva uscire nel 1995, ma era stato cancellato, e ora tutti lo desiderano.
StarFox 2 non piace solo a chi è cresciuto nei 2010: attira anche i nostalgici (leggasi: avviati a fare gli anziani) dei Novanta, come me. Nel 1995, quando molti di voi probabilmente smanettavano da bambini con una Playstation, io avevo già perso diottrie su parecchie console e home computer, incluso il Super NES con la mia bella copia di Star Fox e la promessa di un seguito imminente. E oggi devo ringraziare accaparratori e sparvieri delle notifiche, per il fatto che non avrò né la mini console né il gioco inedito.
Ovviamente non mi dispero: nella vita c'è di peggio che perdersi un giochetto vecchio di vent'anni con astronavi improbabili e pupazzetti farfuglianti. In ordine sparso: l'imminente catastrofe ecologica globale, i diritti umani calpestati in tutto il mondo, le guerre e gli allevamenti intensivi, la disoccupazione, i robot che stanno per sterminarci, il modo in cui la meccanica quantistica ci prende in giro.
Però la cosa mi dispiace comunque, perché sapete, sarebbe stato bello sentirsi parte del presente pur appartenendo al passato. E così ho deciso di riesumare il mio vecchio e glorioso Super Nintendo del 1991, accuratamente preservato e perfettamente funzionante, per consolarmi mostrandovi quello che lo SNES Mini non potrà mai ricreare. Perché i giochi non sono solo quello che uno vede sullo schermo, pensando che finisca tutto lì. Sono anche dei supporti fisici, un contesto, una serie di esperienze che possono anche non tornare mai. Io non avrò un Super NES Mini, ma né io né voi avremo mai più quegli anni.
Disclaimer: ricordatevi che questo è un rant perché non ho trovato uno SNES Mini. Le mie opinioni da sobrio potrebbero differire.

1 - Super Mario World (in bundle con la console)

Non so se avete idea di cosa volesse dire collezionare giochi nel 1991, da bambocci con quattro mancette in tasca, zero capitale culturale, e un obiettivo irrinunciabile: mettere le mani sulla console e su Super Mario World. Peraltro, andavano presi appena usciti negli Stati Uniti, prima che chiunque potesse comprarsi una versione Europea dal giocattolaio della GIG sotto casa, sminuendone automaticamente il valore elitario da uber-early adopter.
E poi, Super Mario World potrà restare una magnifica esperienza oggi (dopo questo, solo Super Mario 64 entra nella storia degli immortali; le altre mezze cosucce di Super Mario con i pupazzoni in stile Disney no); ma con lo SNES Mini manca la sensazione di averne atteso lo sviluppo per anni, e di avere poi finalmente constatato la perfetta riuscita di una tale gemma.

Questo è il mio Super NES. Avrà 26 anni a settembre. Voi avete 26 anni?

Ve lo dico io, questo apparecchio potrebbe essere vostro padre.

Il mio SNES con la copia di SMW in bundle era stato ordinato telefonicamente dal rivenditore di una grande città (dove sono cresciuto io non ce n'erano), perché bisognava averlo prima di tutti gli altri. Una lotta contro genitori e negozianti: avevo 11 anni e potevo pagarlo solo bruciandomi un anno di paghette in contrassegno. E una volta collegata e accesa una tale bellezza attesa da anni, si era bruciata pure la plastica dell'alimentatore, che era pensato per il voltaggio USA. Dietrofront, cambiare adattatore. Insomma, smettete di sentirvi dei pionieri solo per un pre-order!

2 - Super Mario Kart

Voi, che mi avete fregato sul tempo e vi siete accaparrati uno Super NES Classic Edition, giocherete in multiplayer a Super Mario Kart? Ne dubito. Al massimo lo proverete per dieci minuti e penserete che era un gioco carino. Non siete al corrente della sua feature immortale: il battle mode in multiplayer (superato solo dopo qualche anno da Mario Kart 64). Perché siete cresciuti con MMORPG e FPS, e tutti i vostri amichetti sono online, ma vi siete mai massacrati per cinque ore di fila davanti a una console nella stessa stanza con degli amici di infanzia, rubandovi i controller e arrivando quasi a menarvi per una vittoria di troppo?

La batteria tampone ha ancora tutti i miei ori olimpici...

...Se un giorno salta, mi ammazzo.

Fin qui direte che ci siamo, perché con lo SNES Mini si può giocare in due come se foste sulla console originale. Ma anche così ci sono esperienze che mancano. Avete mai dovuto portare console, giochi e cavetterie alla cena di famiglia a casa della nonna, sempre facendo bestemmiare i vostri genitori, perché era l'unico modo, quella sera, per farvi una dose di quel multiplayer? E avete mai imprecato perché quel televisore lì era più o meno del 1950 e bisogna usare l'antenna invece della Scart e sintonizzare a mano? Ah, già, ci sono i filtri scanline sul Mini, così sembrerà di essere in quell'epoca lì. Ma è lo stesso dei pixel di una console del 1991 su un televisore a tubo catodico? No, non mi interessa se non c'è spazio in camera. Potrà lo SNES Mini darvi le stesse sensazioni, smussando artificialmente quei pixel in una poetica simbiosi emersa spontaneamente in natura tra tubo catodico e grafica bitmap a 16bit? La risposta è no, spiacente.

3 - Contra III

Voi, che mi avete sottratto la copia dello SNES Mini che mi spettava di diritto (per anzianità e contributi INPS), siete sicuri di esservi accaparrati anche la vera esperienza dei giochi multiplayer di quegli anni? Oggi qualcuno vi dice che i giochi recenti sono più complessi e/o sofisticati di quelli del passato, ma è una sparata grossolana di chi magari non ha mai imparato a giocare a Space Invaders. Oggi i giochi hanno trame e produzioni degne di Hollywood (sicuri che sia una cosa buona?), ma i giochi di una volta erano fatti per dividere i veri giocatori da chi non era in grado di tenere un controller in mano. Prendiamo Contra, dove chiunque, se privo di un duro percorso di allenamento, si arrenderebbe al secondo livello a modalità easy. Oggi noi non siamo più preparati per affrontarlo. E tengo a specificare che non sono un riduzionista biologico: ovviamente, la causa non è nel DNA del giocatore, ma nell'ambiente sociale.

Uno stage a settimana (sotto controllo medico)...

... è il percorso da giocatori old school.

Per la mia copia di Contra III avevo risparmiato per mesi. Poi il mio cervello era stato sconvolto da quel magnificente carnaio bio-orrorifico.
Dovevo tutelarmi: se lo avessi consumato troppo rapidamente, sarei andato in astinenza per sempre. Una droga così potente andava manipolata con attenzione. E così mi concedetti di avanzare solo di un livello a settimana. In quel modo la botta sarebbe stata prolungata per almeno un mese e mezzo. Fondamentalmente, Contra III è crack giocabile. Uno sport estremo per veri giocatori, non un Quick Time Event interattivo con cui prendere sonno la sera. Ecco perché non vi vedo a affrontare Red Falcon a modalità hard. Né ne sarei più in grado io stesso. Né immagino chiunque oggi mettersi a completare tutte le coppe a F-Zero, o a giocare due volte di fila a Super Ghouls 'n Ghosts. Tanto possiamo sempre guardare tutto su YouTube, right?

4 - Street Fighter 2

Sì, con lo SNES Classic si può giocare in compresenza, con qualcuno che è davvero nella stessa stanza e non su un server. Ma anche qui ci sono alcune esperienze che resteranno escluse dagli orizzonti di questo sfizioso gadgettucolo. Per esempio, usare il gioco su console per allenarsi a casa e andare a spaccare culi alla versione a gettoni in sala giochi. Spiacenti, le sale giochi non esistono più. E però erano il luogo in cui i giocatori dell'epoca, come me e altri altri tappi pubescenti e molesti, ormai in crisi di mezza età, hanno costruito una cultura in comune. E ormai sono andate. Kaput.

Io negli anni novanta

Io e il mio tentativo di pre-order

Street Fighter 2 nasceva in un contesto che non tornerà, in cui la somma gloria sociale era raggiunta scalando le classifiche di high score o sopravvivendo a feroci tornei improvvisati, in mezzo al ludibrio della folla che si accalcava attorno alle sfide tra i giocatori più talentuosi, tra la puzza di sudore, della plastica surriscaldata e delle sigarette. Le sale giochi esistevano in un pericoloso equilibrio con le console da casa. Risparmiare i soldi per le cartucce era uno psicodramma: c'era sempre il rischio di sputtanare il gruzzolo in sala, tra gettoni, patatine fritte e giornalini dubbi passati di mano in mano. Gli anni Novanta sono morti, viva gli anni Novanta.

5 - Super Metroid

Oggi tutti sanno cos'è un metroidvania, ma è più raro che si siano persi in Maridia e Norfair a Super Metroid senza l'ausilio di mappe, YouTube, e walkthrough. E quindi non ci sentiremo mai più spaventosamente, eppure magnificamente smarriti in quel grande achievement di isolamento psicologico e immersione labirintica che è Super Metroid. C'è un punto nel gioco in cui Samus casca giù per una sequela oscena di schermate in un pozzo che sembra senza fondo, proprio quando uno sperava di sbloccare quell'area maledetta intorno a cui aveva girato per ore. Improvvisamente era un grandissimo casino e non si sapeva come riemergere. E non c'è nessuno a cui chiedere come evitare di vagare lì per tre ore e impazzire cercando un modo per risalire.

Questo è il vostro walkthrough...

...Per un felice smarrimento.

Sono certo che proverete a giocare Super Metroid sulla vostra copia dello SNES Classic, ma so anche che poi dovrete ricorrere a un quick check su Google al primo stallo serio, e che un intoppo di più di trenta secondi vi farà rischiare di abbandonare la partita. Non ve ne faccio una colpa: Google e i playthrough esistono e hanno re-wired i cervelli di tutti noi. E vi rovineranno Metroid. Aggiungo: riuscirete a non guardare il vostro smartphone per più di dieci minuti da quando avete il controller in mano? Il bello di Metroid è che Zebes è un mondo chiuso, una sfida tra voi e lui e basta. Riuscirete a ricreare quell'intimità oggi, tra le notifiche che vi arrivano ogni cinque secondi? Spero che vi distraggano, almeno quanto ero distratto io quando dovevo beccarmi la mia copia.La lista è finita, e non ho parlato degli altri titoli che troverete sullo SNES Mini, incluso StarFox: perché se io non ho il secondo, voi non avrete neppure i miei ricordi del primo.

Poster di Star Fox, che lo SNES mini non sa cosa sia

Mappa di Zelda. Anche questa non inclusa

Se però lo voleste, non vedrei l'ora di parlavi degli altri giochi (li ho provati tutti, in quegli anni). Ognuno rappresenterebbe una ghiotta occasione per prendermela con i bagarini di ibbéi, per cui lo SNES Mini esisterà solo come immagine in una vacua economia dei like. Ma anche con tutti quelli che mi hanno preceduto sul pre-order. Ai secondi, per invidia, vorrei ricordare che il piacere di quegli anni è anche fatto di packaging, manuali di istruzione, extra cartacei e chicche, non incluse in quell'aggeggio USB.
Prima di fare gli hater, o di accusarmi di esserlo, ricordatevi che non parlo troppo sul serio. Lo SNES Classic lo volevo pure io. Non prendetela sul personale, come ha fatto il sottoscritto. Minacce di morte e accuse di snobismo nello spazio dei commenti.

(PS: Due giorni dopo la stesura del pezzo, ho beccato la mia copia dello SNES Mini. Vedete? Adesso tutto quello che ho scritto va usato contro di me.)

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