Speciale COD XP

Un resoconto della nostra prima giornata al CoD XP

speciale COD XP
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il CoD XP ci ha letteralmente conquistati. L'evento organizzato da Activision non è una delle solite convention a cui noi della stampa specializzata siamo ormai abituati. Pensato per il grande pubblico dei fan, si è configurato ben presto come un sogno ad occhi aperti per migliaia di appassionati. Mescolando postazioni di gioco, tornei ufficiali, ed il concetto di entertaining tipicamente americano dei parchi a tema, questa “due giorni” losangelina è cominciata col botto, divertendoci ben oltre le nostre aspettative. Tante le attività per i partecipanti, lunghe le code di fronte ad ogni postazione. Moderato e ben diretto, l'evento non è mai sfociato nell'esaltazione del militarismo, ma ha permesso ad oltre seimila giocatori di provare sulla propria pelle situazioni ben note a chiunque abbia apprezzato gli ultimi capitoli della saga.

The Pit

La mattina è cominciata con un salto al circuito di addestramento. All'evento è stato ricostruito con maniacale attenzione al dettaglio l'ormai celebre “The Pit”, il breve percorso che in Modern Warfare 2 funge da Tutorial e misura le capacità belliche del giocatore. Imbracciato un fucile da paintball, abbiamo familiarizzato con l'arma. Giocato un po' con la sicura ed il grilletto, testata l'efficacia sulla lunga distanza. E poi via, seguiti da vicino, cercando di centrare i bersagli fissi e mobili. L'adrenalina sale non appena si esce dall'angolo. Le sagome sono moltissime, cercare di ottimizzare la prestazione richiede sangue freddo e reattività. La fedeltà della ricostruzione è notevole, con bersagli che si sporgono dai finestroni o escono all'improvviso dalle coperture.
Il primo tentativo non è dei migliori. Ci spostiamo rapidamente, forse fin troppo, senza concentrarci sul posizionamento dei nemici, e spesso ci accorgiamo di restare troppo scoperti. Chiudiamo il percorso con un punteggio di 27 sagome su 31. Possiamo far meglio.
Ricaricato il fucile (solo 50 colpi in canna), ci apprestiamo ad un secondo SpeedRun. Utilizzando le coperture, sporgendosi con attenzione dagli angoli, esplodiamo i nostri colpi precisi ed inzaccheriamo il centro rosso dei bersagli. Ce ne sfugge soltanto uno, alla fine. Buon tempo, “30 out of 31”. Possiamo ritenerci soddisfatti, ma sicuramente domattina tenteremo il Perfect Score.

Jeep Experience

Saliamo sulla Jeep con poca convinzione. Pensiamo ad un'esperienza classica, un giro magari un po' spericolato in un circuito di timidi saliscendi. E invece gli organizzatori del CoD XP riescono a stupirci, tanto che più avanti nel pomeriggio ci concederemo una seconda corsa.
Sulla Jeep, ci accoglie uno stunt professionista, che fin da subito non si fa scrupoli a spingere sul pedale per far schizzare la lancetta dei giri. Il motore ruggisce, le sospensioni sembrano piuttosto inclini a sottolineare le asperità del terreno. La Jeep Experience è organizzata come una breve scampagnata in una zona di guerra. La carcassa in fiamme di un'auto al centro della carreggiata ci costringe a fare una deviazione, passando per le ghiaiose strade secondarie. Il pilota ci intrappola in una sequenza di derapate e sovrasterzi al limite, inchiodati al sedile dalle sollecitazioni fin troppo marcate. La Jepp si inerpica sulle colline artificiali con una naturalezza impensabile, mentre d'introno vediamo correre soldati, ribelli che imbracciano lanciarazzi, alleati che ci fanno cenno di passare. Attraversiamo un piccolo villaggio di pescatori, e ci immergiamo, costeggiando il relitto di un elicottero abbattuto, in un piccolo fiume. Il percorso è allestito ottimamente, con container e detriti ovunque. Ma la sorpresa arriva quando, dopo una retromarcia al limite, ci spingono fuori dalla vettura e ci trascinano di fronte ad un enorme caseggiato. Un manipolo di uomini armato di tutto punto ci attende, e ci spiega che stiamo per accompagnarli in un'incursione indispensabile per recuperare alcuni documenti d'intelligence. Le armi sono di scena, caricate a salve, ma la fiammata ed il tuono dello sparo si sentono come fossero reali. Avanziamo rapidamente, dopo aver gettato una flashbang nel grosso stanzone che accoglie l'incursione. I fasci dei mirini laser tagliano l'aria come lame fluorescenti, le raffiche precise interrompono il silenzio. Avanziamo con circospezione, sempre fianco a fianco ad un soldato. Fra stretti corridoi e stanze fumose, arriviamo al punto d'estrazione, dopo aver recuperato un fascicolo di vitale importanza.
Mentre le Jeep ci riportano al campo base,un sorriso si dipinge sui nostri volti. Simulando i ritmi e le situazioni che in molti hanno già sperimentato, grazie alla preparazione dei piloti e degli stuntman, l'animazione allestita per il COD XP risulta un'esperienza immersiva e divertente. Vale la pena provare.

ScrapYard

Il Paintball è un'attività vietatissima, in Italia. Dopo una breve partita in SrapYard, capiamo perchè. Le sferette piene di vernice si infrangono addosso con un impatto sincero e impietoso, e si corre il rischio di uscire dalla mappa con qualche livido di troppo. Ma c'è poco da fare: l'adrenalina investe i giocatori senza dargli un attimo di respiro, e la soddisfazione di un buon headshot eseguito dal vivo non ha paragoni.
Dopo un breve breafing sulle regole e sulla missione, ci siamo gettati in campo assieme ad altri 31 giocatori, per una delle esperienze più divertenti dell'evento. La ricostruzione di una delle mappe più famose di Modern Warfare 2 era praticamente perfetta, con i container ed i veicoli posizionati con attenzione, i barili e i cumuli di bombe inesplose. Sul campo di gioco erano disposte tre bandiere, ed il compito dei “soldati” era quello di issare il vessillo del proprio team. Nei primi cinque minuti, una volta colpiti era possibile tornare allo Spawn Point e ripartire, ma negli ultimi 120 secondi prendere un bossolo sul petto significava restare fuori.
Il primo impatto è stato devastante. I colpi arrivavano dappertutto, e bastava sporgersi dai ripari per essere bersagliati senza appello. Smorzata la nostra animosità da novelli Rambo, e presa confidenza con la balistica dell'arma, le soddisfazioni sono arrivate copiose. Nascosti dietro i molti ripari, ci siamo concessi qualche tiro da antologia, mirando alle parti esposte dei tiratori più insidiosi. Il fuoco di copertura era indispensabile per tentare di avanzare verso le bandiere. Il feeling generale era davvero quello di una partita a Call of Duty giocata dal vivo: ritmi ossessivi, rumore e raffiche interminabili. Complice un addestramento con il più tattico SoftAir, chi scrive ha tenuto alto l'onore degli italiani. Eliminando un coriaceo tris di soldati il vostro redattore preferito è rimasto l'ultimo in piedi, ed ha fatto sventolare alte le bandiere della propria squadra. Alla fine - ed è un vanto personalissimo - ben due gradi prestigio sono stati consegnati: oltre al “last man standing”, abbiamo guadagnato anche la più lunga KillStreak. Avevate dubbi?

Call of Duty: Modern Warfare 3 Il secondo giorno del Cod XP ci riserverà altre sorprese. Dobbiamo ancora provare la discesa con la Zipline ed il Juggernaut Sumo, e sostenere il team italiano che ieri ha passato gli ottavi di finale del torneo milionario organizzato da Activision. In generale, al due giorni losangelina si configura davvero come un evento ben organizzato e pensato per coccolare i fan della serie. Vivere sulla propria pelle le situazioni tipo di Call of Duty non ha prezzo, e questa prima edizione ha già guadagnato moltissimi apprezzamenti. Restate con noi per tutte le altre novità.

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