E3 2010

Speciale Conference Sony

Una conference sottotono, poco esaltante ed ancor meno incisiva

speciale Conference Sony
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con una Line-Up come quella di Sony, non era facile riuscire ad organizzare una conference peggiore del Media Briefing Xbox360. Eppure, allo “storico” Shrine Auditorium si e’ consumato oggi uno spettacolo visibilmente impacciato, incapace di suscitare emozioni, tirato troppo per le lunghe.
Un vero peccato, perche’ l’inizio era di quelli col botto. Killzone 3, mostrato al grande pubblico in tutta la spettacolarita’ del suo immersivo 3D (assolutamente migliore di quello di qualsiasi film rilasciato sino ad oggi nelle sale italiane), ha scaldato gli animi e cavato applausi sinceri e meravigliati.
Da li’ in poi, ci saremmo aspettati una presentazione in crescendo, ben consapevoli che una noiosa parentesi dedicata a Move avrebbe necessariamente anticipato il climax della conference. Ed invece, e’ cominciato uno spettacolo lento, verboso, in cui presentatori evidentemente incapaci di intrattenere la platea si sono parlati addosso per lunghi minuti. A scandire il ritmo della prima ora di conference, dunque, sono stati gli sbadigli piu’ o meno contagiosi dei giornalisti seduti nel loggione.
Impossibile, insomma, giustificare il tempo speso da Kaz Hirai per presentare il 3D, declinando mnemonicamente la lista completa di prodotti che lo supporteranno. Avremmo gradito vedere di piu’, e sentire di meno, perche’ davvero il risultato ottenuto con Killzone appare coinvolgente e tecnicamente pregevole, mentre gli spot commerciali e le dichiarazioni da comunicato stampa non hanno lo stesso appeal.
Imperdonabile anche l’accenno alla Playstation 2, evidentemente fuori dal tempo, del tutto inutile nell’economia di un evento viziato dai toni trionfalisti, dagli accenni alla supposta superiorita’ commerciale, tecnologica, creativa.



Una superiorita’, fra l’altro, che cammina sul filo del rasoio. Se e’ vero che Move offre una tecnologia di rilevamento motorio decisamente piu’ precisa rispetto a quella del Wiimotion+ (lo dimostrano - come leggerete - anche le prove dirette), si deve anche ammettere che la carrellata di demo mostrate nella seconda parte della conference e’ apparsa quasi come un indelicato “remember yesterday”, viste le troppe affinita’ con innumerevoli prodotti della Line-Up del concorrente. Move, sebbene abbia gia’ dimostrato di avere piu’ applicazioni ludiche di Kinect (che proporra’ una line up delirante, antica, totalmente casual), pare una periferica costretta a ripercorrere sentieri gia’ battuti. Ovvio che la tecnologia sia aggiornata, e per questo piu’ precisa e reattiva (sia pacifica assunzione anche dei fanboy di parte avversa), ma fra prevedibili sportivi e adventure game che strizzano l’occhio alle fasce piu’ giovani del pubblico, non c’e’ davvero nulla per cui rimanere entusiasti. Lodevole, tuttavia, la volonta’ di lanciare nuovi brand e nuovi immaginari (Sorcery), mentre dalla parte opposta si punta sul recupero smodato di prprieta’ intellettuali vecchie di decenni. Ma questo non basta a salvare una periferica che aggiungera’ evidentemente ben poco al panorama attuale. Accettabile e’ apparso comunque il prezzo, quindi chi proprio non vede l’ora di dedicarsi alle ultime propaggini del family gaming, potra’ farlo anche restando felice possessore di una console HD (non me ne vogliano i puristi del gameplay, ma oggi come oggi l’appeal visivo e’ un valore, non un optional).
Dismessa la turba confusa di giocatori saltellanti e golfisti in erba, speravamo proprio che la conference avrebbe ripreso sulla retta via. Ed in effetti, a parte il rapido accenno a PSP (una console in cui non crede piu’ neanche Sony, tanto che ha presentato uno Spot invece di una Line-Up), ed una enorme caduta di stile con l’advertising in diretta (always Coca-Cola), c’e’ stato un momento abbastanza piacevole.
E’ salito sul palco Kevin Butler (aka Jerry lambert), il fittizio manager protagonista della campagna “It Only Does Everything”. Vero e proprio eroe della schiera di fan Playstation qui in america, avra’ detto poco o niente al pubblico d’oltre oceano. Eppure, il suo intervento e’ stato di quelli esaltanti. Caustico, brillante, dissacrante ed ironico, con una cattiveria strabordante e nessun rispetto per la concorrenza. Una parentesi cabarettistica alla maniera americana, che almeno ha stimolato sincere risate.



E’ stata l’introduzione perfetta per la piccola schermaglia commerciale successiva. Una “guerra fredda” fatta di annunci e contro-annunci, di esclusive temporali e contenuti inediti. Dead Space 2 che includera’ Extraction in versione “Move”, Medal of Honor che conterra’ il remastering del primo capitolo. Se Activision sembra puntare su Xbox 360, insomma, l’altra Third Party piu’ importante del momento ha invece fiducia nelle potenzialita’ della Playstation 3. A livello di risultati economici, una partnership del genere e soprattutto edizioni limitate cosi’ ricche non sono da sottovalutare, ma crediamo che annunci di tal fatta andrebbero tenuti lontani dall’evento mediatico piu’ importante dell’anno, quello che deve veicolare l’immagine dell’azienda. Certo, e’ stata una discreta soddisfazione vedere anche Gabe Newell rimangiarsi le proprio, poco chiaroveggenti dichiarazioni (“his nerdy crap”, dicono i fanboy della West Coast), ma non e’ possibile organizzare una conferenza d’apertura solo con le minuterie delle terze parti. Lo sbaglio di Sony e’ stato quello di aver dimenticato le sue esclusive, i contenuti piu’ importanti. Neppure un trailer per Motorstorm: Apocalypse, una presentazione misera per Infamous 2. E che fine ha fatto The Last Guardian? Rimandato in data da destinarsi per fare spazio alla release prevedibile di Gran Turismo 5? Incomprensibile il trattamento riservato a Little Big Planet 2: alla conference come sullo showfloor sono stati mostrati soltanto sciocchi minigame e modalita’ competitive, ed un roll-on con i contenuti generati dagli utenti. Come se il punto di forza del primo capitolo fosse l’editor, e non il level design raffinato, il contesto artistico fuori dagli schemi, l’aderenza ad un canone ludico piu’ semplice possibile. Forse Media Molecule si e’ montata un poco la testa: che abbia perso l’orientamento, per consegnare al popolo un progetto troppo vasto, troppo “democratico”?
Leggendo queste ultime righe viene quasi da meravigliarsi: le esclusive, in casa Sony, abbondano e sono di quelle prepotenti. Ma, come gia’ successe un paio di anni fa, l’evento di presentazione non ha dato il giusto spazio alle grandi produzioni dei team interni, risultando troppo vuoto. Un lungo spot pubblicitario verboso e straparlante. Persino il lancio (gia’ anticipato) di contenuti a pagamento per il Playstation Network (per un’offerta proporzionata al prezzo, diremmo) e’ scivolato via senza graffiare, neppure specificando zone di copertura o mostrando l’interfaccia per gli utenti “Plus”.
E se la grossa sorpresa di Sony, nelle intenzioni dell’azienda, doveva essere Twisted Metal, forse c’e’ qualcosa da rivedere nelle priorita’ della divisione marketing. Annunciata fra gli applausi, la nuova esclusiva e’ nata “settimina”, dal momento che appare la piu’ gracile fra tutte quelle gia’ citate.

Conference Sony @ E3 2010 Lasciamo lo Shrine auditorium con l’amaro in bocca. Senza mezzi termini, la conference peggiore del terzetto, smorta e stancante. Troppo lunga, troppo poco incisiva. Less Talk, More Games, urlavano i colleghi anglofoni fuori dal teatro. Noi ci accodiamo al coro, e ci mettiamo in fila per le demo station che spuntano come funghi sullo showfloor. Alla fine sono quelle a contare davvero, anche se non capiamo proprio le ragioni di Sony, e la “raison d’etre” di una Conference evanescente come poche.

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