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Speciale Conferenza Microsoft Gamescom 2014

Microsoft rimpolpa il suo carnet di esclusive, ed accelera sul fronte dei titoli indie

speciale Conferenza Microsoft Gamescom 2014
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Era ovvio fin dall'inizio che la conferenza Microsoft, qui alla Gamescom di Colonia, sarebbe stata meno roboante rispetto a quella dell'E3. E' il palco di Los Angeles quello in cui la divisione Xbox spara i suoi colpi più grossi. Forse però era lecito aspettarsi un po' di continuità con gli annunci avvenuti un paio di mesi fa: e invece niente Phantom Dust, niente Scalebound, e persino niente Crackdown.
Sul fronte delle produzioni degli studi interni, Microsoft ha preferito tornare a concentrarsi sui titoli in arrivo nel prossimo futuro, svelando finalente il gameplay di quel Quantum Break che sembra intenzionato a scuotere almeno un po' il genere degli sparatutto in terza persona.
Eppure, la conference con cui si è ufficialmente aperto l'evento tedesco, è stata sinceramente interessante e ben diretta. Non solo Xbox One si è rimessa in carreggiata per quel che riguarda la pubblicazione di produzioni indie, fronte su cui lo stacco con PlayStation 4 si sentiva pesantemente, ma è arrivata anche una di quelle “bombe” che non possono lasciare indifferente il mercato.
Andarsi ad acchiappare Tomb Raider, un brand nato e cresciuto sulla piattaforma rivale, è un segnale forte e schietto di quanto ancora abbia “voglia di vincere” il colosso di Redmond. In barba a chi diceva che la divisione Xbox non importasse ai vertici dell'azienda.
Ecco: l'annuncio di Rise of The Tomb Raider in esclusiva su Xbox One sarà probabilmente lo scossone più grosso di questa fiera: e se pure sul palco Sony, qualche ora più tardi, si è visto un quantitativo di novità sicuramente maggiore, a Microsoft resta la soddisfazione per il “colpo grosso”. La produzione Square-Enix, del resto, arriva ad infiocchettare una Line-Up estremamente solida, fatta di titoli estremamente caratterizzanti e decisa a lottare per riconquistare fette di mercato.

Dai Remedy a Crystal Dynamics

Che Microsoft senta in maniera abbastanza consistente l'urgenza di vendere unità, del resto, si capisce anche dall'annuncio di tre bundle sicuramente vantaggiosi per l'utente finale. La console “liscia”, nella sua versione senza Kinect, adesso include anche una copia digitale di FIFA 15: un gran regalo per gli utenti europei che stravedono per il calcio virtuale, soprattutto se si considera che le Leggende di Ultimate Team restano ancora un'esclusiva Xbox (attenti: c'è anche Baresi).
Attrae ancora di più la console bianca con Sunset Overdrive (sempre allo stesso prezzo), o quella -davvero bellissima- dedicata a Advanced Warfare, che ha un prezzo leggermente superiore ma ha un Hard Disk da 1 Terabyte.
Invogliare gli utenti ad acquistare la console questo natale è una evidente priorità, per tentare di colmare un attimo la distanza che c'è tra la base installata di Xbox One e quella di PlayStation 4, e queste offerte possono sicuramente far bene.
Lo faranno di più le produzioni dei team interni, in ogni caso, anche se su questo fronte ci sono alti e bassi: da una parte il tremendo Fable Legends, che proprio non riusciamo a farci piacere, dall'altra invece un Ori & The Blind Forest che è francamente splendido. Bastano pochi minuti di gameplay per farci (re)innamorare di questa produzione, in cui suggestioni visive che sembrano quelle del Fantasia disneyano si incrociano con la miglior tradizione del platform moderno.
E poi c'è Forza Horizon 2, sequel dell'apprezzatissimo racing game dalle “tonalità” più europee: a dire il vero la presentazione focalizzata sugli aspetti social ci ha lasciati un po' indifferenti, ma poi i panorami che sembrano usciti dai borghi della campagna senese e dalle strade della Costa Brava bastano a stuzzicarci nuovamente.
Sempre restando “in casa”, anche il neo-annunciato ScreamRide sembra avere qualcosa da dire, se non altro per un'estetica molto particolare e per un concept che sembra mescolare Pain e Rollercoaster Simulator.
Altalenanti anche le impressioni su Sunset Overdrive, eccellente dal punto di vista stilistico, caciarone ed esagerato quanto basta per mandare in visibilio gli amanti del “giocazzeggio” più spinto, ma anche pericolosamente vicino a quella “vacuità” che è stato il più grande difetto di Dead Rising 3.
Protagonista della conferenza è stato in ogni caso Quantum Break: nonostante in molti abbiano storto il naso quando il nuovo titolo Remedy si è mostrato come uno sparatutto in terza persona piuttosto diretto, bisogna ammettere che la sequenza giocata ha messo in mostra aspetti davvero eccezionali: lo stile con cui sono realizzate le distorsioni temporali è indovinatissimo, e pure i ritmi di gioco sono finalmente più scattosi e violenti rispetto a quelli di ogni altro esponente del genere. Forse, dopo una generazione che ha abusato dei Third Person Shooter in maniera quasi brutale, Quantum Break non può avere lo stesso impatto che ebbe Gears of War ai tempi dell'Emergence Day, ma insomma fra lo stile fortemente espressivo tipico della software house di Max Payne, un gunplay serratissimo e la libertà di approcci garantita dalla manipolazione temporale, il gioco resta ad oggi l'esclusiva più succosa per Xbox One. Anche se in effetti è stato poi l'annuncio dell'accordo con Crystal Dynamics a “rubare la scena” al titolo Remedy: con queste due punte di diamante, a cui si affiancherà Halo 5: Guardians, il 2015 di Xbox One sembra più ricco che mai.
Un altro messaggio arrivato forte e chiaro agli orecchi della community di giocatori è il ritrovato interesse per il mercato indie: fatta ammenda sulle strategie di pubblicazione, Microsoft è andata a cercarsi i telenti dello sviluppo indipendente, portando sul palco titoli di sicuro impatto. Lovers in a Dangerous Spacetime (cercatelo) è una delle produzioni più creative in arrivo nei prossimi mesi, mentre il The Escapist del Team 17 potrebbe segnare il ritorno alla grande dei creatori di Worms.
Il lisergico SuperHot merita sicuramente un'occhiata, Below è semplicemente magico, e Space Engeneers è un buon colpo. Il lavoro da fare per ingraziarsi gli sviluppatori indie è ancora tanto, ma la strada imboccata è sicuramente quella giusta.
Ci è sembrata invece eccessiva tutta l'attenzione dedicata ad Halo, con l'annuncio di un vero e proprio canale in cui confluiranno tutti i contenuti dedicata alla saga che fu di Bungie ed è adesso in mano a 343 Industries. Capiamo l'affezione dei giocatori nei confronti di un brand storico -rimasta ancora fortissima nonostante il cambio di staffetta- ma forse nell'economia dell'evento si sono spese fin troppe parole su questa iniziativa. In fondo Halo: Nightfall è probabilmente l'ultimo residuo di una strategia produttiva tramontata con la chiusura della divisione Entertainment Studios, inizialmente deputata alla realizzazione degli Xbox Originals, e Halo Channel rischia di diventare, in futuro, un gigantesco Hub in cui controllare le attività degli amici e da cui accedere alle partite multiplayer. Di certo, per gli appassionati della saga di Master Chief, si tratta di un sogno, ma non crediamo che un'iniziativa del genere possa spostare troppo gli equilibri: sarebbe forse stato meglio concentrarsi almeno un po' sulle novità della dashboard, fra cui citiamo il supporto al DLNA, e che invece ci verranno raccontate nel corso di un appuntamento nei giorni di fiera.

Scheda Xbox One Una conferenza solida, quella di Microsoft, anche se non stratosferica. Tenuta in piedi soprattutto da Quantum Break e dall'annuncio di Rise of the Tomb Raider in esclusiva, ha saputo poi valorizzare le produzioni già annunciate, ed ha implicitamente confermato che il “cambio di rotta” avvenuto dopo le strategie iniziali può portare grosse soddisfazioni (sul fronte del panorama indie e non solo). Collocato nel suo contesto (quello di una fiera europea che segue l'E3 di appena qualche mese, e dedicata principalmente al mercato consumer), l'evento è stato interessante anche se forse un po' troppo dilatato. L'obiettivo di Microsoft ci è sembrato quello di trasmettere un ritrovato senso di sicurezza: esibendo anche qualche multipiattaforma interessante (Assassin's Creed Unity) e iniziative esclusive come quella della beta di Evolve (che sembrano voler rispondere all'Alpha di Destiny), il colosso di Redmond “difende” la divisione Xbox e ribadisce che One ha ancora molto da offrire. Certo, forse quella dei bundle è una strategia un po' vecchiotta e incisiva solo in parte (un price drop sarebbe però stato davvero troppo prematuro), mentre i contenuti esclusivi per Call of Duty non fanno gola come un tempo. Ma insomma, sul palco si è ribadito che questo inverno ci sarà tanto da giocare, e che pure i Microsoft Game Studios hanno qualche asso nella manica.