E3 2010

Speciale Conferenza Nintendo

Una conferenza positiva pur con qualche riserva

speciale Conferenza Nintendo
Articolo a cura di
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Al Nokia Theatre, situato a due passi dallo Staples Center e dal Convention Center, dove per tre giorni avrà sede fissa l’E3, è andata in onda l’annuale conferenza Nintendo che precede come solito l’apertura della fiera.
C’erano grandi aspettative circa ciò che Nintendo avrebbe mostrato vista, tra l’altro, la sicura presenza del nuovo Zelda e dell’ormai prossimo 3DS. Entrando nell’ampia sala, illuminata di un blu quasi onirico, le scritte Nintendo montate sul palco avevano un’aria più seriosa e tesa del solito. Del resto ciò che Iwata e soci erano chiamati a compiere non era cosa semplice: confermare anche per il futuro il buon momento che soprattutto i possessori di un Nintendo Wii stanno finalmente vivendo. Occupati da un difficile Sin & Punishment 2 e da uno splendido Super Mario Galaxy 2, i Nintendo-fans di tutto il mondo, piuttosto che saziarsi, hanno tuttavia aumentato la loro fame, intravedendo, in fondo al tunnel del casual gaming, il barlume di quella Mamma Nintendo che per innumerevoli anni hanno amato, difeso, sostenuto.
Dopo un’attesa alleviata da alcune slide che ponevano al pubblico diverse domande di cultura videoludica, la musica è via, via scemata e sul palco si è fatta strada la giganteggiante sagoma di Reggie Fils-Aime.

Un brutto inizio

Qualche battuta per rompere il ghiaccio e il gigante buono ci ricorda cosa significhi partire col botto. Sì perché senza giri di parole, senza sbrodolarsi addosso dati vendita su dati vendita, senza tirare in ballo la mai troppo odiata Cammy Dunaway, Reggie fa un semplice nome: quello di The Legend Of Zelda: Skyward Sword.
Spunta così Miyamoto che lamenta con il pubblico una cronica difficoltà nel controllare Link in tutti gli episodi fin’ora pubblicati. E’ un preambolo per confermare che in Skyward Sword Wiimote con Wiimotion Plus controlleranno i movimenti della spada, mentre con il Nunchuk gestirete lo scudo. Non ci credete? Miyamoto fa partire la demo.
A colpire sono i colori, accesi e brillanti, con un tocco di toon shading che lo allontana così tanto dai cupi scenari apprezzati in Twilight Princess. Purtroppo però, l’estetica non basta per salvare la brutta figura rimediata da Nintendo: misteriose interferenze rende l’arco impossibile da usare, mentre lo stesso Miyamoto non sembra trovarsi a suo agio nel controllare le braccia virtuali di Link. Prima di disperare tuttavia, aspettatevi il nostro hands-on del titolo che pubblicheremo quanto prima.
Purtroppo, tornato Reggie sul palco, la situazione non migliora, anzi: tende al grottesco.
Si comincia con Mario Sports Mix: ennesima raccolta di minigiochi sportivi per Wii con Mario e allegra compagnia a fare da contorno. Segue Wii Party, né più né meno un Mario Party con i Mii al posto dei soliti noti. Conclude Just Dance 2, che con il suo trailer ha terrorizzato e sconvolto l’intero Nokia Theatre.
Poi, fortunatamente, una sferzata. Sempre unicamente tramite trailer, Reggie presenta Golden Sun Dark Dawn per Nintendo DS e Goldeneye per Wii, entrambi previsti negli Stati Uniti per quest’estate. Se il primo altro non è che un seguito della saga partorita su Game Boy Advance, l’altro è un tentativo di Activision di riproporre un titolo che minimamente possa avvicinarsi al classico per Nintendo 64.
Giunge così il momento per Epic Mickey. Warren Spector sale sul palco e lancia una demo. Lo stile grafico è cambiato rispetto all’ultima volta che lo abbiamo visto e ora appare molto migliorato, per quanto ancora una volta la strada dell’innovazione artistica sia stata codardamente evitata. La meccanica del pennello, capace di creare e scolorire elementi dello scenario, sembra funzionare, ma è ancora troppo presto per rilasciare qualsiasi commento.
Torna ancora una volta Reggie che annuncia a raffica nuovi e vecchi giochi. Se Dragon Quest IX e Metroid Other M, previsto in USA per il 31 agosto, non fanno più notizia, altre due frecce nell’arco di Nintendo saranno presto scoccate. La prima è Kirby Epic Yarn, platform bidimensionale dal peculiare stile grafico, che in qualche modo ricorda Yoshi’s Story. L’altro è un ritorno con i fiocchi: Donkey Kong Country Returns. Se Rare è approdata su altri lidi, cambiando anche logo, a curare il pelo dello scimmione ci penserà Retro Studios. Anche in questo caso avremo a che fare con un platform bidimensionale fortemente sconsigliato ai nostalgici, visto che potrebbero consumare tonnellate di fazzolettini per la commozione.

Un 3D che funziona davvero

Tuttavia era ancora troppo poco per farsi perdonare un inizio di conferenza così zoppicante. Spunta così il presidentissimo Satoru Iwata che fa la cosa più ovvia del mondo: mostra il Nintendo 3DS. Delusione per chi si aspettava un design futuristico e improbabile: a un occhio disattento il nuovo nato potrebbe apparire del tutto simile a un DSi.
Due schermi, di cui uno solo tattile, croce direzionale, due trigger e quattro pulsanti frontali sulla destra. Finite le similitudini, cominciamo con il nuovo. Innanzi tutto un analogico poco sopra la croce. Proponendo una soluzione simile a quanto visto sulla PSP, questa nuova leva servirà finalmente per introdurre anche i portatili Nintendo ai controlli a 360°. Inoltre il 3DS sarà capace di comunicare via Wi-Fi anche a console in sleep-mode. Ciò significa che la mattina appena svegli, per esempio, potreste scoprire che il 3DS si è aggiornato da solo o che ha scaricato nuovi dati. Discorso simile per i videogames. Pur giocando ad Animal Crossing, per fare un esempio, i vostri dati salvati relativi a tutta la vostra libreria saranno sempre e comunque condivisi da altri 3DS collegati. Altra feature molto interessante le due telecamere esterne, capaci di scattare foto visualizzabili e editabili in tre dimensioni.
Passando al software del 3DS si è più fantasticato che altro. Sebbene si sia visto un primo video di Kid Ikarus (sì la notizia la diamo senza un minimo di clamore) è presto per indagare sulla qualità grafica del gioco e della console in generale. Tuttavia si può ipotizzare una potenza che possa avvicinarsi pericolosamente a quella del Game Cube, ma non ci metteremmo mai la mano sul fuoco al momento.
Finiti i fuochi d’artificio? Quasi: Iwata ringrazia le terze parti per il supporto dato nei confronti del 3DS, annunciando, quasi si trattasse della lista della spesa, alcuni titoli attualmente in lavorazione. Solo due nomi: Resident Evil e Metal Gear Solid.
Il Presidentissimo a questo punto, termina il suo show e introduce Reggie che ha il solo compito di salutare i presenti.

My Two Cents (paragrafo a cura di Francesco Fossetti)

Non era facile riprendersi da un inizio come quello della Press Conference Nintendo.
Hanno provato a scaldare gli animi subito con la bomba: un attentato prevedibile ma ben organizzato alle coronarie dei fan di vecchia data. Zelda. Eppure, la bomba non è esplosa. Al di là dell'impasto coreografico (l'entrata trionfale di Miyamoto), e tralasciando la pessima figura per le supposte interferenze al sistema di comunicazione (la verità è che il Wii Motion+ va ricalibrato, e non infrequentemente), questo Zelda ha lasciato interdetto più di uno spettatore. Per l'estrema somiglianza con i vecchi capitoli, per le funzionalità comunque canoniche dei gadget, per un sistema di controllo che, neppure a farlo apposta, non è apparso tanto user friendly, né tanto rivoluzionario. Rincorrendo per altro quel sogno strozzato del full motion control, della mappatura “1:1”, destinato ancora a rimanere mezzo chiuso nel cassetto. Ma al di là di questo, a sopire gli entusiasmi di buona parte dei presenti è stata la carrellata di prodotti che hanno seguito l'annuncio di Skyward Sword. Un Mario Sport Mix che, diciamocelo, non è la rivoluzione degli sportivi arcade (NBA Jam rinfocola gli animi dei puristi), ed uno Wii Party che, dopo Wii Play e Wii Sports Resort, desta un interesse ai minimi storici. E, tanto per rincarare la dose, persino il trailer di Just Dance 2. Come se fossero questi, i prodotti che devono rappresentare la realtà videoludica del Wii, quella da consegnare al popolo videoludico più fedele e intransigente. Il popolo che segue l'E3, e non i trafiletti elettrizzati della stampa generalista.
Fatto sta che, nonostante non fosse facile recuperare, Nintendo ce l'ha fatta. Ha inciampato (soprattutto quando ha vaneggiato improbabili dati sull'età anagrafica dei videogiocatori), barcollato, oscillato pericolosamente. Ma con un colpo di reni si è rimessa in carreggiata. Snocciolando uno dopo l'altro tre nuovi titoli che arriveranno negli scaffali entro l'anno.
Un nuovo episodio di Golden Sun, ma soprattutto due platform dedicati a Kirby e Donkey Kong.
E se il ritmo di Epic Yarn non sembra poi così eccelso (un altro pseudo-successo a la Shake Dimension?), il gioco recupera su versante stilistico, splendido e delicato, particolare e intriso di una poesia antica. Ma è Donkey Kong Country Return che esalta la platea, con le sue note indimenticabili, con i suoi barili esplosivi e le corse in miniera, con le liane e i Kremlins tutti al posto giusto. E con qualche trovata stilistica da applausi (i livelli al tramonto, di un rosso d'Africa che adombra le sagome dei protagonisti).
In generale, comunque, qualche altra critica alla struttura della conference, all'impatto dei trailer, si può muovere. E' un peccato, ad esempio, vedere per Other M uno dei teaser video meno entusiasmanti di sempre (lo sappiamo che il “tema” era quello della solitudine e dell'esploratività, ma il risultato finale ha lasciato un po' a desiderare). Così come è difficile sentire trasporto per l'annuncio del nuovo Goldeneye, perchè sappiamo tutti che non basta un nome storico per far grande un gioco su licenza, e sappiamo tutti la fine che ha fatto il grande team dietro allo storico capitolo per Nintendo 64.
Ma al di là di questo, la sostanza dei nuovi annunci è bastata ai possessori della console per avere qualcos'altro da aspettare, dopo le uscite estive appena sbarcate sugli scaffali o in dirittura d'arrivo.

Inutile dire che, tuttavia, gli avventori del Nokia Theatre aspettavano altro. Ovvero, il 3DS. Lo ammettiamo, quando si è visto il design della console è balenato per un attimo il pensiero scellerato di un altro Hardware Upgrade, retrocompatibile e con la sola aggiunta di uno schermo stereoscopico. Ma poi Iwata ci ha ricordato degli accelerometri, del giroscopio, ed ha sottolineato l'aumento della capacità tecnica della console. Il sorriso, già spuntato sul volto degli spettatori, si è allargato con l'annuncio di Kid Icarus, uno di quei brand che non hanno subito lo svilimento del riuso metodico e spietato, con un colpo d'occhio non troppo distante a quello dei titoli della bianca home console.
Duole ammettere però che, nonostante gli entusiasmi per una tecnologia che funziona (!), non si respira -in casa Nintendo- la solita sovraeccitazione dovuta al lancio di una console che sia, in tutto e per tutto, Nuova.
Di fronte allo schermo del 3DS, è vero, un meravigliato torpore corre lungo la schiena e stuzzica i nervi della mascella. Ma sentire i nomi di Mario Kart, Nintendogs, Animal Crossing, Starfox, Paper Mario, è quasi un lamento straziante. Nonostante Nintendo abbia saputo rileggere e reinterpretare il mercato (lo ha fatto con il motion controlling, a parte il disgusto provato da molti per questa tecnologia, e lo rifà con il 3D portatile), per quel che riguarda il software ci sembra di assistere ad una cronica mancanza di creatività. Perchè l'inventiva non è solo quella che serve per costruire nuovi gameplay (e sappiamo per altro che il 3D, essendo una tecnologia visiva, non aggiungerà nulla alle conquiste della Touch Generation). L'inventiva è anche quella necessaria per proporre nuovi contesti, nuove soluzione artistiche, nuovi mondi e nuovi personaggi. Fare un giro nella line up della casa di Kyoto significa invece nuotare nel mare dei ricordi, ripescare brand vecchi di vent'anni. C'è stato un tempo in cui, con l'arrivo del Wii, Nintendo ha provato a lanciare nuovi brand. Disaster: day of Crysis, e Project Hammer, sono però scomparsi nel nulla, o hanno fallito miseramente dal punto di vista commerciale. Inutile nascondere che, mentre i concorrenti tentano, con alterni successi, di cambiare contesti e proporre nuovi eroi, la testardaggine di Nintendo comincia a pesare. Avremmo voglia di qualcosa di nuovo davvero, adesso. Qualcosa per noi, e non per i maniaci del fitness o del divertissment cerebrale.
Al di la di questo, la conference Nintendo è stata senza ombra di dubbio la migliore del terzetto. Capitomboli a parte, tanto nuovo software e moltissimi video, e chiacchiere ridotte al minimo. Mentre il nuovo Hardware aggiunge una lunghezza alla distanza dai diretti “competitor” (di Psp 2 nemmeno l'ombra, e meno male, ma attenti ad Apple), lasciamo il Nokia Theatre fra i sorrisi delle ragazze immagine. E non sono le sole ad essere un po' più felici.

Paragrafo a cura di Francesco Fossetti


Conference Nintendo @ E3 2010 I primi minuti di conferenza sembravano dovessero segnare un nuovo minimo storico per Nintendo: il trailer di Just Dance 2, Zelda incontrollabile anche per il suo stesso creatore. Eppure il bilancio finale è positivo seppur non di molto. Ci si aspettava qualche bomba in più, ma a fronte di un nuovo Donkey Kong Contry, di un 3DS che convince e qualche titolo che potrebbe comunque avere il suo perché il futuro dei supporter della Grande N resta comunque più luccicante di qualche anno fa. Trecentosessanta giorni alla prossima conference Nintendo, trecentosessanta giorni in cui il 3DS, sprovvisto ancora di data di rilascio e di prezzo, potrebbe anche già essere uscito, così come molti dei giochi presentati.

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