E3 2012

Speciale Conferenza Nintendo

La conferenza Nintendo che doveva lanciare WiiU, come è andata alla fine?

speciale Conferenza Nintendo
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Volevamo crederci. Quando Reggie ha guardato la platea raccoltasi come ogni anno al Nokia Theatre, ed ha assicurato che la conferenza si sarebbe concentrata soprattutto sui giochi, mostrando oltre una ventina di prodotti per Nintendo Wii U e 3DS, abbiamo tirato un lungo sospiro di sollievo, sicuri che il presidente di Nintendo America avrebbe mantenuto la parola. E di fatto, intendiamoci, i giochi ci sono. Non molti (anzi: non tutti interessanti) quelli della casa madre, piu’ stuzzicanti quelli che - in ritardo o meno - le terze parti riverseranno sul mercato. Ma il problema di questa conference e’ stato ad un altro livello, soprattutto comunicativo. Il Keynote e’ stato senza dubbio il meno entusiasmante di tutti, per struttura e ritmo. Brutalizzato dall’eccessivo parlarsi addosso dei relatori, distrutto da un voiceover continuo che non ha mai lasciato il giusto spazio alle immagini ed ai prodotti, letteralmente congelato da una platea poco entusiasta, e mai entrato veramente nel vivo.
Uscendo nuovamente al sole di Los Angeles, in attesa che lo Showfloor apra ufficialmente i battenti, siamo pienamente convinti che Nintendo abbia sprecato buona parte del potenziale della sua Line-Up, accennando solo di sfuggita all’arrivo di Mass Effect 3, per esempio, e proponendo trailer brevissimi e poco informativi dei titoli che arriveranno sulla nuova console e sul 3DS.

Sappiamo che Nintendo ha in ballo molto di più, ma non possiamo dire quanto. Soprattutto perché Reggie e gli altri hanno insistito a più riprese sulla presenza di altri spazi ed altre occasioni per vedere, provare e scoprire i giochi. Quasi come se volessero distogliere l’attenzione del pubblico da una conference che invece era (doveva essere!) sotto gli occhi di tutti. Piuttosto che un Keynote di presentazione, ci è sembrato uno striminzito antipasto troppo verboso, poco musicale, poco avvolgente. La beffa finale, tuttavia, è stata la chiusura sbrigativa e impacciata, fatta però con una naturalezza posticcia: come se fosse naturale non aspettarsi, a quest’altezza di tempo, un prezzo ed una data. In attesa di vedere di più sullo showfloor , seguiamo passo passo i momenti salienti di questo evento.

Piccole Creature

L’inizio è di quelli con il botto, e non può essere altrimenti quando sul palco sale Shigeru Miyamoto. Un uomo il cui sorriso riporta ancora con la mente ai tempi dell’infanzia mitica del mondo videoludico, la cui visione creativa è capace di irretire e coinvolgere anche il meno emotivo dei giocatori. E nonostante fosse largamente atteso dai fan e praticamente confermato ufficialmente, il titolo con sui si apre la conference strappa applausi e sorrisi. Si tratta di Pikmin 3, e non sono solo gli anni passati a sperare in un annuncio a renderlo cosi’ bello. E’ anzi un colpo d’occhio che immerge ancora più efficacemente nel microsocopico mondo rurale di Pikmin, e le molte novità annunciate, che catturano la nostra attenzione. Nell’attesa che una modalità cooperativa venga confermata, siamo ben lieti di scoprire il titolo così in forma, capace di adattarsi in maniera piuttosto brillante alle nuove ed alle vecchie configurazioni di controllo. C’è da dire però che già dall’inizio la tendenza dei relatori a straparlare, lasciando poco spazio ai prodotti, va registrata nella spiegazione fin troppo invadente, sicuramente meno d’impatto di un trailer ben montato. Ci mette una pezza il saluto del Miya, creativo come sempre, che abbandona il palco fra meritati applausi.

Datemi un martello

Da qui in avanti tocca a Reggie. Un Reggie in verità più spuntato del solito, meno pungente, meno baldanzoso, e senza il suo set di sorrisi obliqui. Un Reggie pacato nell’esposizione, regolato nel ritmo del discorso, sempre molto semplice e diretto, quasi come se avesse paura di non riuscire a veicolare il messaggio.
Ci tiene impegnati per lunghi minuti confermando il supporto per due tablet controller (un supporto arrivato con così tanto ritardo che nessuna delle demo della conferenza lo prendeva neppure minimamente in considerazione), proiettando un video esplicativo piu’ soporifero delle istruzioni d’emergenza sugli aerei di linea, ma che comunque si sofferma abbondantemente sul design rinnovato del tablet, che appare molto invitante, ergonomico e solidissimo dal punto di vista costruttivo.
Nel discorso c’e’ anche un minimo d’orgoglio nel rivendicare una certa priorità creativa: ed e’ forse necessario, visti i timidi assalti di Sony e Microsoft ad un’idea che Nintendo considera a buon diritto propria. Eppure non c’è più, anche se i manager lo vorrebbero disperatamente, quel sentore di rivoluzione che aleggiava attorno al Wiimote, forse anche perche’ dall’annuncio è passato un lungo anno di silenzio stampa, che ha fatto decantare gli entusiasmi dei fan.
Entusiasmi che si riaccendono non tanto per MiiUniverse, nonostante l’integrazione delle funzioni social all’interno dei giochi stessi sia sicuramente un’ottima prospettiva, quanto per New Super Mario Bros. U.
Bastano pochi secondo di giocato per farci desiderare attentamente un esteso Playstest. Super Mario Bros U sembra avere davvero tutto: nuovi power up, un level design solido, un colpo d’occhio ben definito e colorato, un’ottima integrazione del Tablet controller. Si e’ visto poco, purtroppo, ma assieme a Pikmin questo titolo stuzzica l’interesse dei giocatori, che di fatto avevano messo in conto un nuovo Mario gia’ da tempo.
Dopo questa succulenta coppia di titoli arriva il turno delle terze parti. Che, ad onor del vero, sembrano quasi “esibite” da Nintendo, che chiama sul palco personalita’ di spicco solo per fargli recitare quasi a memoria gli spottoni su quanto sia nuovo e concettualmente coinvolgente l’utilizzo del Tablet Controller. Quando pero’ poi si arriva ai fatti, tutto il rumore si acquieta, e resta la realtà dei fatti. Ed è abbastanza desolante vedere quanto può apparire riciclato un ottimo titolo come Arkham City ad un anno della sua uscita, quando la presentazione si focalizza praticamente sull’introduzione di tasti virtuali per far scoppiare il gel esplosivo e accelerometri per controllare “con precisione mai vista prima” il Bat-rang. L’annuncio di questa Armored Edition, insomma, lascia un pò il tempo che trova, anche se sicuramente per i Fan che progettano di restare monopiattaforma ancora a lungo, la possibilita’ di scoprire questo francise e’ decisamente apprezzata. Eppure Warner non fa una gran bella figura sul palco della conference, neppure con ScribbleNauts Unlimited, un titolo sicuramente apprezzato da una certa parte del pubblico, ma anche un franchise arrivato al terzo capitolo in poco meno di due anni, con all’attivo una versione Super che tutti hanno recensito positivamente ma che nessuno ha comprato veramente.

Demo Reel

Quello che succede dopo è invece veramente inspiegabile. Tornato sul palco, Reggie fa partire un lungo montage trailer che mostra alcuni dei titoli in arrivo su Nintendo Wii U. E dentro c’e’ un Darksiders che sembra tecnicamente molto piu’ in forma in questa edizione Nintendo, un Mass Effect 3 (MASS EFFECT 3!), e poi Trine 2 e Tekken Tag Torunament e Alien Colonial Marines e Ninja Gaiden 3.
Cioè, c’è tutto questo, ed è come se non ci fosse quasi niente: trattati quasi con superficialità in grandi franchise che attirano i gamer incalliti lasceranno poi spazio a Just Dance 4 ed al nuovo Wii Fit U, e non è davvero possibile capire il motivo per cui Nintendo abbia “sbilanciato” un’esposizione rimasta sempre “in tono minore”, quasi non avesse il coraggio di guadagnarsi una certa priorità.
Ma sono i minuti successivi che ci conducono al momento piu’ buio della conferenza, interamente dedicato a Wii ed a Sing (Working Title), nuova IP “canterina”
Non e’ tanto l’insistere su un brand che -lo ammettiamo molto candidamente- ha perso in un battibaleno tutto l’appeal presso il pubblico specializzato, quanto lo spazio concesso ai trailer ed alle presentazioni che ci lascia francamente sconcertati. E c’e’ poi da mettere in conto un alone patinato di spiccata boria (quasi una diffusa “americanata”) che ammorba i video mostrati. Coppie felici che passano le loro indulgenti mattinate allenandosi in un salotto dalle dimensioni spropositate, gruppi di amici che parlano nel salotto di casa con lo stesso entusiasmo che avrebbero al concerto della loro rockstar preferita, ed un mare di sorrisi e di muscoli e di sottintesi. Sicuramente non è questa la Nintendo che siamo abituati a vedere, e generalmente l’approccio dell’azienda anche a generi più “commerciali” è sempre stato comunque particolare e brillante. Wii Fit U sembra invece un altro Fitness Game senz’anima, e basterebbe aggiungere una stella dopo il titolo di “Sing” per avere l’idea della stanchezza concettuale del prodotto.

3DS & Much More

E’ il momento del 3DS, e nonostante il nuovo presentatore venga accolto con una freddezza disarmante, speriamo che sia un momento in qualche modo più pieno e interessante di quello dedicato alla Home Console.
E invece anche qui, nonostante non manchino nuovi annunci, il mordente latita. Il nuovo New Super Mario Bros 2 (si contano con questo quattro “Nuovi” Super Mario, in barba alla fantasia della titolazione), ci lascia abbastanza interdetti, con una inattesa virata verso il capitalismo piu’ spietato. Un accumulo costante di oro e monete che anche cromaticamente non si sposa benissimo con le atmosfere del Platform. Siamo sicuri che Nintendo ci saprà regalare un platform eccezionale, ma il trailer non e’ stato molto invitante. Cosi’ come poco chiaro sulle reali qualità del prodotto è stato il video dedicato al nuovo Paper Mario, che pure lui comincia ad essere un brand non proprio freschissimo. Chiude il tris di prodotti il già atteso Luigi’s Mansion 2, che cambia nome in Dark Moon e -quello sì- si prefigura come una produzione originalissima.
Inspiegabilmente, ai titoli della Grande N e’ dato lo stesso spazio che al terzetto che include il nuovo Kingdom Hearts (gia’ uscito in Giappone), la versione mobile di Scribblenauts Ultimate, e Lego City.
E proprio con un lungo trailer di lego City prosegue una conference sempre piu’ traballante, incerta, per certi versi noiosa. Da una parte c’e’ il profumo di grandi produzioni appena nominate, dall’altra i trailer estesi di un free roaming basato sulla licenza LEGO che, per quanto creativo possa essere (attraversato così com’è da quell’alone di buonismo infantile “rated E for Everyone”), resta di fatto la produzione di un team (Telltale Games) che non ha mai spiccato e non lo fara’ probabilmente con questo prodotto (clamorosamente pungolato da un tearing tremendo).

Ubisoft

Giusto per far capire chiaramente quale sia il carattere che Nintendo ha voluto dare alla sua conference, quando Yves Guillemot sale sul palco il primo titolo ad essere mostrato abbondantemente e’ Just Dance 4. Fra i tanti che il publisher francese porterà su Wii U c’è Rayman Legends, seguito di quel capolavoro che e’ stato Origins, e persino Assassin’s Creed 3. E invece no: ci tocca assistere al balletto rituale di quattro scalmanati.
Insomma, se Nintendo vuole dedicare la sua conference ad una precisa categoria di giornalisti, ovvero quelli che non scrivono di videogiochi e non vogliono saperne di mescolarsi con i prodotti che rappresentano noi videogiocatori, dovrebbe essere chiara fin dall’inizio, invece che presentare “a sorpresa” il suo Nintendo Direct un giorno prima dell’E3 e preparare eventi d’approfondimento quando il tam tam mediatico si sara’ gia’ esaurito.
Prima dell’ultimo annuncio ci mette una pezza, fortunatamente, la presentazione di Zombie U che, nonostante il nome dalla pochezza imbarazzante, potrebbe risultare un survival interessante come pochi. La breve (Y U not talk about the game?) presentazione si focalizza soprattutto sull’integrazione del Tablet controller, che permetterà di gestire l’inventario o di scuotersi di dosso i non morti troppo invadenti, ed è veramente impossibile dar conto delle potenzialità di Zombie U allo stato attuale dei fatti. Un buon colpo d’occhio ed uno stile indovinato sembrano far presagire a qualcosa di buono, noi di Everyeye.it vi faremo sapere dopo aver provato il titolo sullo Showfloor.

NintendoLand

Microsoft ha decisio di chiudere con Black Ops 2. Sony ha deciso di sbatterci in faccia l’irruenza di The Last of Us. Nintendo ci lascia con NintendoLand.
Che non si capisce bene se sia un titolo retail o una sorta di piazza interattiva sul modello dell’Home di Sony, ma che di fatto si presenta come una raccolta di minigiochi ispirati all’immaginario creato da Nintendo in tanti anni di storia. Ci sono attività multiplayer ben strutturate, che ci vengono raccontate con un’abbondanza di particolari tale da farci sentire sperduti alunni di una scuola elementare, ed altre sicuramente meno creative, come un tiro al bersaglio in cui colpire dei Ninja lanciando degli shuriken.
Ma qualsiasi cosa ci sia, in questa terra fantastica tutta colori e fuochi d’artificio, ben integrata con il MiiUniverse ed esplicitamente pensata per il social gaming, siamo seriamente convinti che non sia questo il modo di chiudere una conference. Con un titolo che pare un’evoluzione stentata dei party game che solitamente fungono da Tech Demo per una nuova tecnologia. Con un prodotto concettualmente trito, pronto a fare la fine del topo, dopo che neppure il Brand Wii Play ha saputo reinventare una categoria videoludica ormai totalmente fuori contesto.
E’ una chiosa fra le peggiori degli ultimi tempi, anche e soprattutto perche’ -come ci informa Reggie- il titolo sara’ disponibile direttamente al lancio della console. Se non fosse che la console una data di lancio ancora non ce l’ha, e nessuno si scomoda a renderla finalmente pubblica.

Scheda Wii U Nintendo sembra aver perso la voglia di stupire il proprio pubblico. Forse convinta che lo zoccolo duro di appassionati resterà in ogni caso fedele ai creatori di Mario e Soci, ben contenta di riscoprire ad ogni generazione i suoi brand preferiti, l’azienda ha strutturato un Keynote senza un target ben preciso, con tante chiacchiere e poco ritmo. Sembra un atteggiamento molto nipponico: ammesse le leggerezze comunicative commesse lo scorso anno, i dirigenti hanno forse preferito un keynote fatto di parole, di spiegazioni minuziose. Peccato però che questo abbia finito per abbassare drasticamente i toni e gli entusiasmi, togliendo spazio a suoni, colori, immagini e trailer ben costruiti. E peccato anche che la selezione di titoli terze parti sia stata così sbilanciata, quasi completamente incurante delle esigenze dei veri giocatori. Si è fatto un gran dire, negli anni passati, che Nintendo è un’azienda ormai consapevole del proprio percorso evolutivo, ma questa conference ha dimostrato esattamente il contrario. Questo evento ha denunciato uno strisciante immobilismo creativo, pochissimo coraggio, e l’incapacita’ di scegliere un target ben definito per la propria offerta videoludica. Restiamo comunque molto felici della statura che la Line-Up di Wii U sta assumendo, anche grazie al supporto di terze parti interessate almeno a creare un legame con una console che potrebbe esplodere proprio come è esplosa la prima Wii. Non mancano brand ormai molto noti a ringalluzzire le aspettative della vecchia guardia, che sarà sicuramente felice dei nuovi annunci, nonostante manchino IP inedite.