E3 2012

Speciale Conferenza Sony

La conferenza Sony punto per punto

INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

C'è stato un momento, un attimo imprecisato a metà fra il troppo spazio concesso al Wonderbook e l'annuncio della partnership con HTC, in cui abbiamo ceduto. “Non le fanno più, le conference di una volta”, ci siamo detti aspettando l'exploit finale di un Keynote cominciato col botto ma avanzato non senza inciampi. E fortunatamente “il botto” è arrivato, con la forza tremenda di una fucilata al volto e l'indecenza di una lama infilata nello stomaco. Ed è bastato, possiamo dirlo, per farci abbandonare il Memorial Arena di Los Angeles con un sorriso ebete sul volto, invaghiti soprattutto per la solidità di una line up di esclusive dall'impatto allucinante.
Eppure a conti fatti è proprio vero che il volto delle conferenze dell'E3 è cambiato. O forse si fanno solo più nebbiosi i nostri ricordi, man mano che passano gli anni. Eppure, ci ricordiamo di un tempo in cui erano soprattutto i videogiochi ad essere al centro della scena. Un tempo in cui si annunciavano nuove IP, e non nuove partnership con questo o quel produttore di smartphone.
Per fortuna all'interno della conference Sony le novità non sono mancate, e di titoli di rilievo se ne sono visti tanti. Quasi tutti hanno strappato applausi sentiti, mantenendo sempre alto il ritmo dei sussulti del pubblico. Peccato dunque per una lunga parentesi un po' fuori contesto, che ha quasi “sprecato” la presenza sul palco di Andrew House, costringendolo a presentare una serie di titoli e servizi non proprio interessanti per i videogamer più spinti.
In generale, anche Sony dopo Microsoft ha dimostrato la volontà di allargare verticalmente la sua offerta, nella speranza di trovarsi pronta a soddisfare le esigenze di un'utenza in continua evoluzione. Dovesse essere il controllo tramite superficie tattile la nuova moda del mercato, Sony è pronta a spingere sulle funzionalità cross platform fra Ps3 e PsVita. Dovesse invece prevalere il mercato mobile, PlayStation Suite dovrebbe aiutare; e se invece il popolo chiederà a gran voce la presenza di contenuti multimediali, l'azienda sta stringendo accordi per trasformare la console in un media center discretamente completo (ma da questo punto di vista l'offerta e l'accessibilità della concorrenza appaiono ancora migliori). Peccato che tutto quanto interessi più ai reparti marketing che ai giocatori, che invece tengono gli occhi puntati soprattutto sul “triumvirato” di esclusive che vede oggi aggiungersi un nuovo vertice. Oltre a The Last of Us e God of War Ascension, arriva infatti il Beyond di David Cage nelle Wishlist di tutti i gamer incalliti.
Vediamo comunque di seguire passo passo gli annunci e le presentazioni di questo lungo Keynote.

Oltre la morte

Jack Tretton saluta, sorride, ormai a suo agio sul palco smisurato della Memorial Arena. È un oratore abbastanza brillante, dimostra un entusiasmo sincero e ci convince tutti, quando dice di voler in qualche modo celebrare soprattutto i videogiocatori, che con la loro passione guidano e trascinano il mercato. Sintetico e veloce, Jack passa subito la palla al primo grande ospite dello show: il David Cage di Quantic Dreams ed Heavy Rain, venuto a presentarci, nonostante i leak avessero già rovinato a molti la sorpresa, il suo Beyond.
Il lungo trailer ci mostra una delle sequenze iniziali dell'avventura, svelando in verità ben poco riguardo al gameplay della produzione. Quello di Cage è soprattutto un appassionato racconto atto a presentarci il progetto e la protagonista, sottolineando l'importanza del performance capture e della recitazione digitale. Noi di Everyeye.it abbiamo avuto occasione di assistere in anteprima alla presentazione, e di scambiare quattro chiacchiere con Cage in persona: vi consigliamo di dare un'occhiata alla nostra videointervista (sottotitolata in italiano), per avere qualche informazione in più sulla filosofia che sta alla base del progetto, e farvi un'idea di quanto importante può essere l'apporto di una mente così creativa al mercato videoludico.
Beyond è in ogni caso un progetto massimamente interessante, e questa succosa anteprima (domani vedremo una presentazione giocata di ben quaranta minuti) apre la conference in maniera impeccabile.
Meno clamoroso è invece l'esordio pubblico di PlayStation All Stars Battle Royale. In occasione del PlayStation Experience, evento esclusivo organizzato qualche mese fa, avevamo avuto modo di provare il titolo sviluppato da Superbot, che segue i canoni di Super Smash Bros per concedere anche a PlayStation 3 il suo Brawler Game. Decisamente divertente da giocare, Battle Royale è sicuramente un titolo poco “televisivo”. L'azione è difficile da seguire senza il pad per le mani, ed è praticamente impossibile capire se il prodotto rientri o meno nelle proprie corde. Forse sarebbe stato meglio presentarlo con un trailer ben montato, e non con una sessione giocata di qualche minuto. Per fortuna che poi arriva l'annuncio di due nuovi personaggi a ricordarci quanto l'impostazione di fondo sia una bella rete di sicurezza. Basta presentare Nathan Drake e, udite udite, il Big Daddy, per ottenere un applauso generale e risvegliare la curiosità dei giocatori, che a questo punto possono aspettarsi anche personaggi di serie ben affermate non necessariamente esclusive. E già si attende con trepidazione la comparsa di Ezio Auditore.

Oltre il videogioco

La conferenza parte in quarta, sussulta trattenuta, e poi si acquieta quasi totalmente per lunghi minuti, in cui ai trailer si sostituiscono le schermate fisse che presentano le novità dell'integrazione Cross Platform fra PlayStation Vita e Ps3, o i ritocchi all'offerta del PlayStation Plus.
Da una parte arriva la conferma che la console portatile Sony potrà essere utilizzata come controller particolare per alcuni titoli. Il primo dei molti che arriveranno è Little Big Planet 2, che riceverà ben presto un corposo aggiornamento, contenente nuovi livelli e la possibilità di sfruttare il touchscreen di Vita sia per costruire i propri livelli sullo schermo della TV che per controllare un Sackboy “aggiungendosi” alla partita. Non pensiamo si tratti di un guanto di sfida nei confronti di Nintendo, né tanto meno di un plagio. L'integrazione di più dispositivi, lo ha dimostrato anche Microsoft nel suo Keynote, è una delle molte linee di tendenza del mercato attuale, e sicuramente Sony non ha intenzione di incentrare la sua offerta ludica futura su questo aspetto, come invece sembra voler fare Nintendo. E del resto, il costo d'ingresso per avere sia una Ps3 che una PsVita è davvero troppo alto per giustificare un investimento sostenuto e continuativo su questo fronte. Si tratta semmai di un plusvalore che Vita può garantire a qualche titolo, e nulla più.
Interessante invece l'introduzione di molti titoli completi che possono essere scaricati gratuitamente dagli abbonati PlayStation Plus. Si tratta di roba grossa, fra Infamous 2 e Little Big Planet 2, e sicuramente il valore dell'offerta aumenta considerevolmente. Per convincere i partecipanti Sony regala a tutti gli spettatori un anno gratuito di abbonamento, e la platea segnala con un lungo applauso d'aver gradito, sopportando di buon grado la tiritera sui servizi extracurriculari che segue.
I titoli PsOne arrivano su Vita (solo per irriducibili nostalgici e retrogamer incalliti), mentre su Ps3 l'offerta continua ad ampliarsi, includendo nuovi canali e nuove trasmissioni sportive. Sicuramente non si può dire che Sony si sia dilungata troppo sull'argomento, concedendo all'annuncio poco più dello spazio che meritava.
Finalmente si passa a qualcosa di più serio, con l'annuncio di due nuovi titoli in arrivo il prossimo autunno per PlayStation Vita.
Stiamo parlando di Call of Duty Black Ops Declassified e Assassin's Creed 3 Liberation.
Del primo non si sa ancora nulla, e l'annuncio sembra essere di fatto un po' corrivo, messo in piedi senza lo stralcio di un'immagine a corredo. Ed anche Assassin's Creed non stupisce più di tanto, al di là del gradevolissimo colpo d'occhio. Il design della protagonista femminile sembra un po' troppo generico, molto spuntato, ed una serie di uccisioni e balzi sui tetti non basta a convincerci che Liberation non si trasformerà in un altro Bloodline. Considerando che con questa coppia di annunci si concluderanno di fatto le novità sul fronte PlayStation Vita, non possiamo certo dirci soddisfatti per il trattamento riservato alla portatile. Avremmo preferito vedere qualche nuova esclusiva, ed invece l'impegno delle software house interne pare attualmente esaurito, ed i giorni di magra non sono finiti. La console ha bisogno di nuove IP, non di porting e spin off, e per gli appassionati del mobile gaming l'appuntamento con in titoli di qualità è rimandato a data da destinarsi. Speriamo che la Gamescom di Colonia sia più intrigante da questo punto di vista, altrimenti le prospettive di successo della console sembrano destinate a ridursi ulteriormente.

Non solo esclusive

Ben più “tumultuoso” è invece lo spezzone di Assassin's Creed 3, ad ambientazione marittima. Quasi come volesse proseguire nel solco di Master & Commander, il gioco ci mostra una splendida battaglia navale, in cui il protagonista si trova al controllo di una rapida fregata che esplora il mar dei Caraibi. La sequenza è semplicemente spettacolare per ritmo, qualità della simulazione, realismo nella riproposizione delle condizioni atmosferiche. Sembra davvero di essere sconquassati dalle onde del mare, di sentire le vele che si gonfiano per la forza del vento e gli alberi devastati dalla forza delle cannonate nemiche. Forse resta una sequenza un po' troppo “extracurricolare”, e speriamo che Ubisoft sappia integrarla al meglio con la progressione, ma per caratterizzare l'ambientazione ed il mondo di gioco si tratta di un momento sicuramente efficace. L'arrembaggio finale, su cui si chiude la demo, ci porta anche l'annuncio di un bundle ma soprattutto di DLC esclusivi per la versione Playstation 3. Sony sembra essersi convinta a seguire la strategia di Microsoft, e invece di puntare su Call of Duty (totalmente asservito alla causa Xbox) e Tomb Raider (abilmente conquistato), ha irretito Ubisoft. Oltre ad Assassin's Creed 3 troveremo DLC esclusivi anche per Far Cry 3, altro titolo presentato sul palco. In particolare tocca stavolta alla modalità cooperativa per quattro giocatori, che proseguirà parallela ed indipendente dalla trama principale. Un annuncio accolto un po' freddamente; e del resto ad essere un po' asettica è proprio la demo di gioco, che scorre via senza troppe sorprese, chiudendo la parentesi Ubisoft.
Sicuramente Microsoft ha scelto meglio i titoli Terze Parti da portare sulla platea, ma per fortuna Sony ha in serbo una coppia di prodotti in grado di far letteralmente detonare la sala e l'orizzonte di attesa del pubblico. Eppure, prima c'è ancora tempo per una novità dedicata ad un pubblico meno specializzato.

Un libro 'magico'

Si tratta di Wonderbook, nuovo progetto a Realtà Aumentata che sfrutterà sia PlayStation Move che PlayStation Eye per proporre agli utenti un nuovo modo di “vivere” i libri e la creatività che si assiepa fra le pagine.
Wonderbook è sostanzialmente un libro che prende vita di fronte ai nostri occhi: poggiato davanti ad EyeToy materializza su schermo figure con cui interagire, mondi incantati da esplorare, giochi ed enigmi, ma anche racconti tutti da leggere.
Wonderbook non è un singolo videogioco: è un progetto che permetterà alle software house di sfruttare questa “periferica cartacea” per raccontare le proprie storie: ogni software interagirà in maniera differente con il libro, creando un mondo a sé. Il primo titolo commercializzato sarà invece Book of Spells, realizzato in collaborazione con JK Rowling, autrice della saga di Harry Potter. Il libro permetterà di scoprire tutte le magie utilizzate dai personaggi del ciclo di romanzi: scuotendo il Move come una bacchetta potremo lanciarle per superare semplici prove di reattività e tempismo. Il tempo impiegato per mostrare le funzionalità di Book of Spells è stato forse un po' troppo, se si considerano anche gli inciampi di una Demo ancora da ottimizzare, che di fatto ha materializzato, oltre che draghi e palle di fuoco, anche qualche dubbio sulla precisione del rilevamento.
Ma al di là di questo, Wonderbook ci coglie piuttosto bendisposti. Sappiamo di avere in più di un'occasione biasimato il troppo spazio concesso ai titoli “Kids Oriented”, ma il fatto è che questo progetto ha dentro di sé qualcosa di sinceramente originale, e la sincera convinzione che il software videoludico possa essere utilizzato anche in maniera alternativa per far vivere anche ai più piccoli delle esperienze magiche e particolari.
Dietro a Wonderbook c'è sicuramente un buon piano di comunicazione e di marketing, e lo dimostra il nome della Rowling come testimonial, ma sembra esserci anche un'idea innovativa, ed un modo nuovo di far incontrare la parola, la pagina ed il videogame. Chissà che non ne venga fuori qualcosa di speciale.

Sangue...

Dopo l'annuncio iniziale, quella di Sony è stata una conference che non ha brillato più di tanto. Almeno fino a quando tutta la sala non si è dipinta di rosso, per assistere allo spettacolo sanguinolento di God of War Ascension. Dopo il reveal del Multiplayer in occasione della PlayStation Experience, Kratos torna all'E3 mostrando finalmente uno spezzone del Single Player. Ed è uno spezzone di quelli che lasciano semplicemente sbalorditi, soprattutto per la compostezza del colpo d'occhio, che esplode in un tripudio di effetti, di poligoni, ed in un vortice di animazioni perfette. Sulle prime, bisogna ammetterlo, l'effetto non è quello da mascella aperta avuto di fronte al terzo capitolo. Sarà che ormai abbiamo visto le lame del Chaos molte volte, e la sensazione di un titolo un po' troppo simile ai predecessori c'è tutta. Passi il nuovo design dei nemici, che sembrano mostruosità indigene, animali antropomorfi delle religioni orientali, e non più mitologici giganti ellenici, eppure il balletto di morte del protagonista è ormai molto noto.
Tuttavia pian piano si cominciano ad intravedere alcune novità. L'insistenza con cui il titolo ci propone armi alternative da utilizzare per uccidere qualche avversario, ma anche una più marcata reattività delle combo, che appaiono più flessuose e facili da combinare. Ascension è poi un titolo che tiene molto in conto la posizione di Kratos rispetto al nemico: la demo è un tripudio di corpi scagliati lontano, di altri tirati a sé, di sprint rapidi e di calcioni ben assestati per guadagnare distanza e sviluppare semmai il proprio attacco. Ci sono poi nuovi artefatti (uno è in grado di sospendere i nemici in aria) ed un sistema di scalate interamente rivisto. E c'è anche la barra della furia che rende lo spartano molto più aggressivo che in passato...e soprattutto una brutalità senza limiti. Se pensavate che i centauri sbudellati fossero il massimo, dovreste vedere come Kratos si libera dell'uomo elefante, pugnalandogli il cervello e poi aprendo un due il cranio.
Ascension non può che compiacere, nonostante arrivati al quarto capitolo si senta forse il bisogno di qualche revisione che non interessi solo le modalità (aggiungendo il multiplayer), ma modifichi sostanzialmente anche il gameplay.

...e travagli

È con la demo mostrata per ultima che la Conference Sony sconquassa totalmente le certezze dei videogiocatori. Si tratta prevedibilmente di The Last of Us, survival di Naughty Dog presentato questo inverno e subito balzato in testa agli indici di gradimento del pubblico. E questa lunga presentazione ci convince che la fiducia riposta in Naughty Dog non è stata sprecata. Dopo un inizio in stile Uncharted, la demo segue binari inaspettati. Lo scontro fra Joel ed un gruppo ben armato di sopravvissuti è quanto di più brillante si sia visto nel genere action adventure in questi ultimi anni. The Last of Us sembra voler prendere tutte le caratteristiche degli sparatutto in terza persona e decostruirle, per consegnarci qualcosa che finalmente sa di nuovo e mai visto. Ci sono le coperture dinamiche, ma non ci lasciano mai nessuna sicurezza, ci sono i proiettili, ma si contano sulle dita di una mano, e quelli che ci vengono esplosi addosso dall'altra parte ci fanno troppo male per procedere alla leggera. Ci sono poi nemici che reagiscono con attenzione agli stimoli dell'ambiente, seguendo le nostre tracce e ascoltando bene il suono del nostro caricatore, eventualmente per sorprenderci quando non ci restano più colpi in canna. C'è un secondo personaggio che con noi interagisce, e ci difende, seguendo routine che attualmente non sembrano troppo scriptate. Ma soprattutto ci sono una violenza ed un realismo semplicemente sconcertanti. La crudezza delle animazioni, la cattiveria degli avversari, stimolano da una parte un sincero istinto di sopravvivenza, costantemente frammisto ad una paura strisciante e subdola. Dall'altra giustificano tutta l'irruenza del protagonista, e le sue urla, che poi sono le urla di un giocatore completamente estasiato dal concept di gioco così come dal colpo d'occhio, incredibilmente superiore a quello degli ultimi lavori della software house.

Conclusioni

La conference Sony finisce con un colpo di fucile. Rimbomba in sala, e si spegne giusto un attimo prima che scroscino gli applausi. Che sono quasi tutti (e insistiti, e fragorosi) per The Last of Us, progetto che da solo sembra glorificare una Line Up certamente solidissima, fatta di esclusive eccellenti e ben strutturate. Impossibile dirsi pienamente soddisfatti dalla conferenza, non tanto per i tempi morti e le evidenti sproporzioni di qualche presentazione, quanto per il pochissimo spazio lasciato a PlayStation Vita, che pare mal supportata dalla casa madre e richiede immediatamente un'iniezione di nuove esclusive di qualità, che non arrivino dalle terze parti ma direttamente da Sony. Peccato anche che i titoli PSN più interessanti siano solo stati citati e non mostrati. Con qualche Demo Reel in più la conference avrebbe sicuramente guadagnato in ritmo ed in qualità. L'annuncio di una nuova IP resta apprezzabilissimo, dal momento che i progetti inediti sono merce rara di questi giorni. Proprio l'apertura e la chiusura di questo Keynote sono quelle che più restano impresse nella mente, e nonostante la console portatile di Sony fatichi ancora a trovare un'identità, quello che non manca al colosso giapponese sono i giochi di qualità, le idee ed il coraggio di osare qualcosa di più. Tutto quello che serve, insomma, per caratterizzare una line-up di esclusive di cui non possiamo dirci che entusiasti. Per gli eventi dei prossimi anni c'è da correggere un po' il tiro, cercando di strutturare un evento più uniforme, ma proprio in previsione della primavera 2013 i giocatori non possono far altro che sfregarsi le mani.