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Speciale Conferenza Sony - Gamescom 2013

Sony presenta le novità indie di Ps4 e PsVita

speciale Conferenza Sony - Gamescom 2013
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

You can't always get what you want”.
Così cantavano i Rolling Stones nel 1969, e la stessa cosa dev'esser passata nella testa a giornalisti e giocatori, al termine della conferenza con cui Sony ha chiuso la giornata inaugurale della Gamescom. Dopo il cambio di rotta di Microsoft, che ha adeguato le proprie strategie a quelle della concorrenza (confermando il self publishing su Xbox One) e stupito tutti con alcune iniziative dal fortissimo impatto comunicativo (FIFA 14 gratuito con i pre-order), ci si aspettava che Sony non mollasse la presa, e cavalcasse l'onda lunga del grandissimo successo riscosso all'E3 e nei mesi precedenti.
Ed invece la casa della PlayStation se ne esce con una conference che va necessariamente inquadrata come la continuazione di quella dell'E3: un'enorme “appendice”, ricolma di titoli nuovi e mai visti prima, e tronfiamente orgogliosa di confermare il supporto (addirittura la preferenza?) della vivacissima comunità indie. Ma, appunto, proprio un'appendice, che sul fronte delle produzioni Tripla A ha aggiunto poco o nulla, e che è andata avanti per novanta dilatatissimi minuti, oscillando fra problemi tecnici e demo ingiustificabili (ancora Assassin's Creed 4?).
Insomma: sul palco non c'era neppure The Order (che pure domani dovrebbe mostrarsi a porte chiuse). Figurarsi quindi le nuove produzioni di Santa Monica e Naughty Dog: solo una diapositiva che li elencava tra i sedici “WorldWide Studio”, confermando l'incredibile potenza di fuoco con cui Sony potrebbe bombardare i giocatori e la concorrenza. Una potenza che almeno allo stato attuale resta inutilizzata, sopita, mentre avanzano le avanguardie dello sviluppo indipendente, con un numero eccezionale di progetti finanziati dal publisher ed una serie di nomi di spicco (fra The Chinise Room e Tequila Works c'è da impallidire).
A lamentarsi, dopo Shadow of The Beast, Murasaki Baby, Rime, Helldivers, sembra quasi di essere degli ingrati. Eppure la processione di teste penzolanti, fuori dalla sala, voleva dire una cosa sola: è mancato il guizzo, la botta, la scarica emotiva.
E stavolta a poco è servita la fossilizzazione su una strategia comunicativa che sembra ferma al fatidico evento di Febbraio. Col senno di poi, possiamo dire che sia stato proprio quello l'evento miracoloso di Sony: quando l'utenza ha recepito quali fossero i valori produttivi della console Next-Gen: semplicità di sviluppo, focus su giocatori. Che oggi Andrew House e Mark Cerny ci abbiano ripetuto esattamente le stesse cose, non ha cambiato né i ritmi né la sostanza di una conference emotivamente apatica anche se straripante di novità.

Nuova Vita

Prima di tutto, è doveroso un plauso all'italianissimo esordio di Ovosonico, che in appena due anni di sviluppo e progettazione si è guadagnato niente meno che il palco di uno delle conference più guardate e attese. Il Murasaki Baby del team di Massimo Guarini ha letteralmente ammaliato tutti i presenti, diventando d'un colpo il titolo più atteso per il 2014 di PsVita.
Cupo, malinconico, raffinatissimo nelle scelte artistiche e cromatiche, Murasaki Baby sembra uscito dall'incontro fra Escape Plan e i panorami Burtoniani: un pizzico di delicato nonsense anima le improbabili creature di un mondo affascinante, squadrato da contorni nerissimi. La chiave di volta del gameplay è l'interazione fisica con la console: la punta di un dito per guidare la protagonista, uno swipe per cambiare sfondo, e la possibilità di ruotare la macchina per capovolgere l'ambientazione. Murasaki Baby è un piccolo gioiello di design, coraggioso e vibrante, e sicuramente impreziosirà la Line-Up della portatile.
In generale, al di là dell'entusiasmo per una produzione “Made in Italy”, c'è da dire che PsVita sembra pronta a tornare alla ribalta, anzitutto grazie al Price-Drop che fa scendere il “biglietto d'ingresso” sotto i 200 Euro. Un prezzo decisamente accettabile per una console che vedrà, nei prossimi mesi, l'arrivo di un numero ben sostanzioso di nuovi titoli. Da Rogue Legacy a Hotline Miami 2, passando per The Binding of Isaac Rebirth e Thomas Was Alone, su PsVita si potranno giocare alcune delle migliori produzioni indipendenti apparse di recente su Pc.
Che sia questo il destino che Sony vuole riservare alla sua console? Una piattaforma che punti tutto sulla distribuzione digitale e titoli indie, colmando quell'enorme abisso che si stava creando fra il panorama console e quello PC? Il PSN potrebbe diventare, grazie alle politiche di promozione e pubblicazione, lo “steam” del mondo PlayStation?
Interessanti sono anche le funzionalità Cross Buy, sempre più utilizzate, e lo strettissimo rapporto con Ps4, sottolineato addirittura dalla performance live con Assassin's Creed 4, giocato con Vita in funzione “Remote Controller”.
Per Sony, insomma, la piattaforma è tutt'altro che spenta. Bisognerà però capire se questo flusso di titoli molto particolari riuscirà in qualche modo ad arginare l'assenza praticamente conclamata di produzioni Tripla A in arrivo da terze parti, e soprattutto se in futuro le date d'uscita su Steam e PsVita convergeranno: già quest'ultima prospettiva potrebbe rendere la console piuttosto golosa per una fetta sempre più consistente di giocatori, stanchi della stereotipia desolante del mercato e molto attenti alla vivacità del panorama indie.

PlayStation <3 Indie

Anche di PlayStation 3 si è parlato. Il Price-Drop (per il modello a 12 GB), il bundle con GTA 5, la fugace apparizione di GT6 e dei progetti ad esso correlati, e l'annuncio di Little Big Planet Hub (in pratica un editor Free-to-Play) testimoniano una volta di più che, nonostante sia durato già sette anni, il ciclo vitale di Ps3 è, nei piani di Sony, tutt'altro che finito.
La console non si vende più in perdita da un bel po', la base installata sta crescendo (ha recentemente superato quella di Xbox 360), e c'è ancora margine per vendere buone quantità di software agli attuali possessori della macchina, e buone quantità di console a chi questa generazione l'ha proprio saltata.
Ovviamente a Ps3, nell'economia complessiva della conferenza, è stato dato il giusto spazio: la “current gen” si è tenuta ai margini, facendo capolino all'inizio e poi lasciando il palco a Ps4.
Che è stata letteralmente inondata da produzioni indipendenti, annunciate ad un ritmo da far girare la testa. Nello spazio di circa venti minuti, si sono visti i trailer di cinque nuovi titoli.
L'unico nome noto è riesumato dai tempi dell'Amiga, e fa venire le lacrime ai nostalgici: è Shadow of the Beast, remake del titolo datato 1989. Qualcuno dice che avrebbero potuto “lasciarlo riposare in pace”, ed in effetti sulla qualità del titolo, dopo il trailer di presentazione, resta qualche dubbio, ma si tratta comunque di un annuncio interessante.
Non quanto la promessa di Everybody's Gone to the Rapture, nuovo progetto di The Chinise Room. I creatori di Dear Esther sembrano pronti, schizzati sul barcone del Cry Engine, ad immergerci nuovamente nelle atmosfere avvolgenti che hanno reso le loro produzioni così apprezzate. Il trailer, seppur breve, è affascinante e magnetico, e la vicinanza del team al mondo Ps4 fa ben sperare per un porting di A Machine for Pigs, che sarebbe un toccasana per la line-up della console.
Si aggiungono all'elenco HellDivers, nuovo shoot'em up cooperativo di ArrowHead (i giocatori PC li conoscono per l'assuefacente Magicka), e Resogun, scrolling shooter di Housemarque che, ad onor del vero, ci è parso un po' meno brillante dell'ancora inarrivato SuperStarDust HD (ma tanto: è gratis con il PlayStation Plus).
Il progetto più difficile da inquadrare è invece Rime. Team responsabile di questo adventure è Tequila Works, noto per l'eccezionale Deadlight: un condensatissimo Zombie Game caratterizzato da una ricerca artistica sopraffina, e uscito solo su Pc e XBLA.
Anche Tequila Works cambia quindi schieramento, e lo fa un prodotto che mescola le fascinazioni dei titoli di Fumito Ueda (dove sei finito, Ueda-San?) con i colori ed il cell-shading di Wind Waker. Dentro a Rime c'è anche un po' di Journey, qualche gioco di ombre, e quindi tanta di quella poesia videoludica che ormai sembra quasi un marchio di fabbrica delle piattaforme Sony. Il problema è però che Rime è davvero simile (molto simile, forse troppo simile, simile in maniera decisamente esagerata) ad ICO: nel design del protagonista, nelle sue animazioni, nel modo con cui scaccia flebili esseri d'ombra. E di ICO nessuno si è dimenticato: impossibile quindi nascondere assonanze neppure troppo velate. I tratti del progetto sono comunque ancora misteriosi, e si spera che nei prossimi mesi il profilo di Rime assuma più consistenza, in modo da farci capire quale sia il carattere della produzione.
E poi, oltre a tutti questi Indie? Sony ci rammenta ancora Infamous (che salterà il day-one), cita Driveclub, ci lascia intravedere il (triviale) multiplayer di Killzone, si ostina a nominare Knack, eclissa (colpevolmente) The Order.
Il resto della conferenza scorre in maniera davvero troppo schizofrenica: un film di Watchdogs, uno sconto sulle edizioni Next Gen dei titoli Activision e Ubisoft per chi acquisterà anche la versione Ps3, Minecraft, War Thunder, Guns of Icarus Online.
Nulla di stratosferico. Troppi multipiattaforma, ed una serie limature alla strategia di commercializzazione che procede nel solco tracciato nei mesi scorsi. E infine qualche affondo diretto alla concorrenza e ai suoi disastri comunicativi: in verità poco eleganti, ma perfetti per gli applausi così “aggressivi” di tanti fan dell'ultima ora.
Non si può dire insomma che quella di Sony sia stata una conferenza ben gestita: anche i lunghi minuti trascorsi di fronte all'ennesima demo-fotocopia di Assassin's Creed 4 non erano ben spesi.
L'evento si è spento, piano e regolare, così com'era iniziato, proiettato verso l'unico annuncio largamente atteso: quello della data.
PlayStation 4 sarà disponibile in America il 15 Novembre, ed il 29 dello stesso mese arriverà in tutti i territori d'Europa. Due settimane di ritardo non son molte, e sappiamo che sarebbe stato impossibile saltare il Black Friday. Però diciamocelo: il vecchio continente è sempre stato il primo mercato per le piattaforme PlayStation, e non concedergli un trattamento di favore è, forse, l'ultima caduta di stile di una conferenza non certo eccezionale.

Scheda PlayStation 4 Cinque anni fa, quando la Gamescom esordiva a Colonia dopo i tempi di Lipsia, le conferenze prima della fiera erano una pura formalità. Ci si limitava a ribadire tutto quello che si era detto all'E3, e solo raramente qualche nuovo annuncio arrivava a galvanizzare la platea. A quei tempi, una conference come quella di oggi sarebbe stata salutata da folle esultanti. Ma i tempi sono cambiati: la fiera tedesca è la più importante d'Europa, le aspettative sono altissime, e soprattutto a tre mesi dal lancio delle nuove console ci si aspettava qualche annuncio che potesse ridefinire la line-up di lancio o far intravedere il futuro roseo garantito dal talento dei team interni. Così non è stato: abbiamo invece assistito ad un evento che ha ribadito -punto per punto, quasi ossessivamente- strategie comunicative e produttive già note, inondando però i futuri utenti Ps4 di produzioni indie di alto valore e nuove IP. Anche il ritorno di fiamma di PsVita ha fatto brillare gli occhi ai passionisti del gioco portatile, e insomma bisogna ricordarci che Sony deve dimostrarsi attiva anche su quel fronte (altrimenti tutti a lamentarsi sul mancato supporto alla console “tascabile”). Siamo usciti dalla conferenza un po' sconsolati, e non possiamo farci nulla, ma non sappiamo quanto sia giusto lamentarci. Sony ha dimostrato, in fondo, di aver conquistato la comunità degli sviluppatori indipendenti, ed ha finanziato progetti interessantissimi, che sulla lunga distanza renderanno la Line-Up sicuramente più densa e completa. Per i Blockbuster di Santa Monica e Naughty Dog ci sarà tempo. In fondo, si diceva, “you can't always get what want. But if you try sometimes...